La guerra in Medio Oriente, giorno 52

"Liberati 10 ostaggi israeliani e 2 stranieri". Tregua in bilico tra pressioni e accuse incrociate

Liberati oggi dagli israeliani 15 donne e 15 minori palestinesi. Cia e Mossad in Qatar per negoziare prolugamento tregua. Al quinto giorno sia Israele sia Hamas denunciano violazioni. Nel Nord della Striscia arrivati 100 camion di aiuti, dice Unrwa
"Liberati 10 ostaggi israeliani e 2 stranieri". Tregua in bilico tra pressioni e accuse incrociate
Mohammed ABED / AFP
Varco di Rafah

I 10 ostaggi liberati giunti in ospedale

I 10 ostaggi israeliani liberati da Gaza dopo 53 giorni di prigionia sono giunti allo Sheba Medical Center e all'ospedale Ichilov di Tel Aviv per essere curati. Lo riporta il Times of Israel, specificando che otto donne israeliane, sei delle quali anziane, una madre e la figlia di 17 anni sono state liberate questa sera, così come due cittadini tailandesi nell'ambito di un accordo separato.
Sette delle donne e l’adolescente si trovano ora allo Sheba Medical Center e altre due donne sono assistite all’ospedale Ichilov di Tel Aviv, dove si stanno ricongiungendo con le loro famiglie e i loro cari. I due cittadini tailandesi sono in cura presso l'ospedale Assaf Harofeh.

 

510 quintali di aiuti umanitari in volo dagli Usa per Gaza

"Oggi gli Stati Uniti hanno trasportato con un aereo oltre 54.000 libbre (510 quintali, ndr) di prodotti medici e aiuti alimentari all'hub logistico umanitario in Egitto per la consegna ai civili di Gaza. Questa è la prima delle tre consegne previste nei prossimi giorni.
Tali forniture delle Nazioni Unite salveranno vite umane e allevieranno le sofferenze di migliaia di persone a Gaza. Siamo grati al governo egiziano per il suo sostegno a queste consegne e per gli sforzi più ampi volti a garantire che le forniture umanitarie raggiungano i palestinesi bisognosi": lo rende noto il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan, ribadendo l'impegno dell'amministrazione Biden per aumentare gli aiuti umanitari a Gaza. 

 

Gli ostaggi liberati in viaggio verso ospedali e loro famiglie

L'esercito israeliano afferma in un comunicato che i 12 ostaggi liberati sono stati sottoposti ai primi controlli medici in un punto di incontro nel sud di Israele e ora si stanno dirigendo in elicottero verso gli ospedali dove saranno riuniti ai familiari. Lo riporta il Times of Israel, specificando che i ministeri della Sanità e degli Esteri affermano in dichiarazioni separate che due cittadini tailandesi liberati sono in cura presso l'ospedale Shamir-Assaf Harofeh nel centro di Israele. Il Ministero della Sanità afferma che anche i centri medici Ichilov e Sheba prenderanno ostaggi liberati oggi. Una foto pubblicata dal governo mostra gli ostaggi liberati Mia e Gabriela Lemberg, e il loro cane Buffy, che telefonano alla famiglia dal punto di incontro dell'esercito dove sono stati liberati gli ex ostaggi.

 

Guterres: bene tregua a Gaza ma non risolve problemi chiave

"La tregua a Gaza è un passo nella giusta direzione e un raggio di speranza, ma non risolve i problemi chiave, ecco perché insistiamo nel chiedere un cessate il fuoco umanitario che porti al rilascio incondizionato e immediato di tutti gli ostaggi, e la consegna effettiva di aiuti umanitari a tutte le persone bisognose". Lo ha detto il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres rispondendo ad una domanda dell'Ansa. 

 

Gli ostaggi liberati oggi: dieci donne, di età compresa tra i 17 e gli 84 anni

Hamas ha liberato oggi dieci donne che aveva rapito il 7 ottobre insieme ad altre decine di israeliani.
La più giovane si chiama Mia Leimberg, di 17 anni, studentessa di seconda media, lavora in una libreria ed è stata liberata insieme a sua madre, Gabriela, di 59 anni, che è immigrata dall'Argentina negli anni '90 e vive a Gerusalemme, dove gestisce un centro diurno per persone con autismo. Lei e la sua famiglia hanno un cane Shih Tzu di nome Bella, che è stato rapito e liberato insieme a loro, ha riferito il forum delle famiglie degli ostaggi. La più anziana è invece Ditza Heiman, di 84 anni. E' stata una delle fondatrici del Kibbutz Nir Oz: ha prestato servizio nel gruppo Nahal. Da quando suo marito è morto, vive da sola e ha adottato un gatto.
C'è poi Rimon Kirsht, 36 anni,  impegnata nel volontariato presso Maslan, il centro di supporto per vittime di aggressioni sessuali e violenza domestica del Negev. Rimon è sposata con Yagev, rapito con lei  il 7 ottobre e tuttora tenuto prigioniero da Hamas.
Clara Tritone, di 63 anni, ha due figlie e tre nipoti. Ha lavorato come maestra d'asilo. È in pensione ma continua a lavorare con gli anziani e con le famiglie a rischio. È stata rapita insieme al suo compagno, Luis, e suo fratello, Fernando, che sono ancora a Gaza. Oggi sono state rilasciate anche la sorella Gabriela e la nipote Mia.
E ancora, Ofelia Roitman, di 77 anni, del kibbutz Nir Oz, ha tre figli e nove nipoti. E' immigrata in Israele dall'Argentina nel 1985. È stata educatrice per vent'anni e per cinque anni è stata preside delle scuole ebraiche in Argentina.
Tamar Metzger, è una nonna di 78 anni,  che ha mobilità limitata e trascorre molto tempo sul balcone della sua piccola casa. È stata rapita insieme al marito Yoram, che è tuttora prigioniero di Hamas.
Noralin "Nataly" Babadilla, ha 60 anni, e il 7 ottobre ha perso il suo compagno, Gideon, assassinato dai terroristi di Hamas.
Ada Sagi, di 75 anni, compiuti in prigionia, vive da quando è nata nel kibbutz Nir Oz, ha tre figli e sei nipoti. Insegna ebraico e arabo.
Infine, Meirav Tal, che ha 53 anni e risiede a Rishon LeZion. Il 7 ottobre era in visita a Yair, il suo partner, nel Kibbutz Nir Oz, ed è stata rapita insieme a lui e ai due figli di Yair, Yagil e Or, di 12 e 16 anni, rilasciati ieri. Yair rimane inverce prigioniero di Hamas.

 

Ministro di ultradestra israeliano minaccia: riprendere guerra o farò cadere governo

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, minaccia di far cadere il governo Netanyahu se Israele non riprenderà la guerra con Hamas, attualmente in pausa negoziata. "Fermare la guerra = mandare in frantumi il governo", minaccia in un comunicato il ministro di estrema destra il cui partito detiene sei seggi nella coalizione e tre ministri nel gabinetto.
Se il sostegno del partito di Unità Nazionale di Benny Gantz fosse mantenuto, però, il governo del primo ministro Netanyahu sopravviverebbe a una defezione di Ben Gvir.

 

Hamas: “Israele subirà altre perdite se proseguirà offensiva a Gaza”

Hamas ha avvertito le Forze di difesa israeliane che subiranno ulteriori perdite se proseguiranno l'offensiva contro la Striscia di Gaza, sottolineando che "la minaccia di riprendere la guerra dopo la tregua è vuota" "L'ammissione da parte dell'occupante del numero di soldati morti e feriti non rivela l'orribile verità. Le perdite nemiche aumenteranno nei prossimi giorni", ha detto Osama Hamdan, un alto funzionario di Hamas che ha sottolineato che l'Idf "non ha ancora messo piede sull'80 per cento del territorio di Gaza, e ciò non accadrà".

 

Pentagono: sospesi voli droni sorveglianza su Gaza per tregua

Il Pentagono ha annunciato che l'esercito americano ha sospeso i voli di droni di sorveglianza su Gaza durante la tregua: "In conformità con l'accordo raggiunto tra Israele e Hamas, attualmente non stiamo effettuando voli", ha detto il portavoce, generale di brigata Patrick Ryder in una conferenza stampa. I droni dovevano aiutare la ricerca degli ostaggi americani  in mano ad Hamas, ha riferito Reuters.

 

Jihad islamica al fianco di Hamas nella consegna degli ostaggi di oggi

La consegna degli ostaggi israeliani alla Croce rossa avvenuta oggi nella Striscia di Gaza ha visto la presenza delle Brigate Al-Quds, braccio armato dal gruppo Jihad islamica, al fianco delle Brigate Al Qassam, braccio armato di Hamas. E' quanto emerge dagli scatti pubblicati sui social dai media palestinesi.
E' la prima volta che i miliziani delle Brigate Al-Quds compaiono nelle foto e nei video che mostrano la consegna degli ostaggi, in corso da venerdì scorso quando è entrato in vigore l'accordo di tregua umanitaria tra Israele e Hamas. Diversi israeliani sono stati presi in ostaggio dalla Jihad islamica durante l'attacco del 7 ottobre scorso a Israele.

 

Tajani: no Italia a riconoscimento unilaterale Palestina

"L'Italia non è favorevole al riconoscimento unilaterale della Palestina. Riteniamo, invece, che debba trovarsi un accordo con Israele e con gli altri Paesi perché se si vuole la pace serve il mutuo riconoscimento da parte di Israele della Palestina e da parte della Palestina di Israele". Lo ha dichiarato il ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, dopo la riunione dei ministri degli Esteri della Nato. "I messaggi che inviamo ai coloni israeliani è di non usare violenza nei confronti del popolo palestinese nella West Bank e di rispetto del diritto internazionale da parte di Israele. Ma Hamas deve essere sconfitta. Io credo che si possa anche dare sanzioni individuali ad alcuni leader militari di Hamas", ha aggiunto. "L'Italia è pronta a fare la sua parte con una grande attivita' diplomatica, con una presenza dei nostri militari. Siamo anche pronti, qualora dovesse servire, ad iniziative delle Nazioni unite nella Striscia di Gaza. Invitiamo l'Iran ad abbassare i toni e Hezbollah a non continuare con attacchi che partono dal Libano verso il territorio di Israele", ha continuato.

 

Il quinto gruppo di ostaggi israeliani consegnato al valico di Rafah

Il quinto gruppo di ostaggi israeliani è stato consegnato dalla Croce Rossa internazionale al valico di Rafah. La tv egiziana di Stato Al Qahera ne sta trasmettendo le immagini. Saranno sottoposti a una visita medica nella parte egiziana del valico prima di essere trasferiti alla parte israeliana.

 

Qatar: “15 donne e 15 minori palestinesi rilasciati oggi”

Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al Ansari, ha affermato che stasera 30 civili palestinesi saranno rilasciati da Israele, 15 minorenni e 15 donne. 

 

Droni su Gaza: palestinesi in coda alla ricerca di beni di prima necessità

Netanyahu alla Bild: “Non prendiamo di mira civili, lo fa Hamas”

"Noi non prendiamo di mira i civili. Ogni morte di un civile è una tragedia. Facciamo del nostro meglio per evitarlo. E questa è la differenza tra noi e le persone che stiamo combattendo. Questi mostruosi barbari prendono di mira i civili. Non hanno bruciato per sbaglio dei bambini. Non hanno accidentalmente stuprato e ucciso donne. Non sono entrati per sbaglio e hanno sparato a centinaia di civili a un festival. Lo hanno fatto consapevolmente". Lo dice il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in un'intervista a Bild, come trascritto dal giornale tedesco. Secondo Netanyahu eventuali "lezioni date a Israele" sono "sbagliate e spesso ipocrite", anche perché "vedo come altri hanno combattuto, non solo nella Seconda Guerra mondiale, ma anche contro l'Isis, in Iraq e in Afghanistan".
"Cosa fareste se in Germania venissero uccise 10.000 persone in un giorno? Cosa farebbe la Germania se venissero presi 1.000 ostaggi, compresi i bambini piccoli?", chiede poi il premier israeliano. "Se non siete in grado di distinguere tra l'attacco deliberato contro civili e l'uso deliberato di civili come scudi umani - un doppio crimine di guerra commesso da Hamas - e l'azione militare legittima di Israele, allora avete perso ogni bussola morale", continua Netanyahu. "Noi chiediamo ai civili di spostarsi nelle zone sicure. Hamas ha impedito loro di farlo, sotto la minaccia delle armi. Abbiamo creato corridoi sicuri in modo che i civili possano lasciare la zona di combattimento.
Hamas ha sparato su queste zone sicure. Hamas sta cercando di aumentare deliberatamente il numero di vittime civili, mentre Israele sta cercando di fare tutto il possibile per ridurre al minimo il numero di vittime civili. Se i leader occidentali non riescono a riconoscere che le cose stanno così, saranno loro i prossimi", commenta quindi il premier israeliano.

 

Israele: “Liberi 12 ostaggi, 10 israeliani e 2 stranieri”

Dodici ostaggi sono stati rilasciati da Gaza e sono diretti verso il territorio israeliano. Lo ha reso noto il portavoce militare. Si tratta di 10 israeliani e di due stranieri. 

 

Netanyahu: dopo tregua lotta contro Hamas prosegue

Dopo la tregua per il rilascio degli ostaggi, Israele continuerà la lotta "per distruggere Hamas", perché solo così "può esserci un futuro diverso per israeliani, arabi, palestinesi e tutti gli altri". Lo ha detto il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un'intervista a Bild. “Abbiamo un accordo che libera donne, bambini e stranieri e lo sosteniamo. E quando ciò sarà fatto, continueremo la lotta perché Hamas dice che ripeterà il massacro commesso contro di noi, il peggiore contro il popolo ebraico dai tempi dell’Olocausto. Hanno detto che lo faranno ancora e ancora", ha affermato Netanyahu, "quindi non abbiamo altra scelta che distruggere Hamas. Se vuoi la pace, distruggi Hamas. Se vuoi sicurezza, distruggi Hamas. Se vuoi un futuro diverso per israeliani, arabi, palestinesi e tutti gli altri, distruggi Hamas”.

 

Hamas invita Musk a Gaza: “veda portata della distruzione”

Un rappresentante di Hamas ha detto che inviterà Elon Musk a visitare Gaza per vedere "la portata della distruzione causata su Gaza a seguito dei bombardamenti israeliani". Lo riporta il Jerusalem Post. Ieri il fondatore di Tesla è stato in Israele e ha visitato uno dei kibbutz preso di mira nell'attacco di Hamas del 7 ottobre.

 

Hamas accusa Israele per violazioni cessate il fuoco nel Nord della Striscia di Gaza

Hamas accusa Israele di aver violato il cessate il fuoco dopo che i militari dell'Idf hanno denunciato l'esplosione di ordigni nel nord e il ferimento di alcuni soldati. Il portavoce delle brigate al Qassam Abu Obeidah ha parlato di una "chiara violazione" della tregua da parte di Israele, spiegando che Hamas "ha gestito tale violazione". "Siamo impegnati alla tregua fino a che il nemico la rispetta e chiediamo ai mediatori di esercitare pressioni sull'occupazione chiedendole di aderire a tutti i termini della tregua a terra e in aria", ha aggiunto.

 

La gioia di Uriah, Yuval e Ofri, rivedono il cane in ospedale

Emozione e commozione al reparto dell'ospedale Schneider Children's Medical Center, dove sono stati portati alcuni dei bambini liberati da Hamas, quando Uriah (4 anni), Yuval (8) e Ofri (10) hanno riabbracciato il loro cane Rodney. La famiglia dei tre bambini sapeva che vedere il loro amato cane - riportano diversi media internazionali - li avrebbe fatti felici e il video dell'incontro sta facendo il giro del mondo.

 

Media: iniziata consegna ostaggi a Croce rossa

Hamas avrebbe iniziato a consegnare il quinto gruppo di ostaggi alla Croce rossa. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti egiziani. Il rilascio rientra nel quadro dell'accordo tra Hamas e Israele che ha portato a una proroga di due giorni della tregua nella guerra in corso in Medioriente.

 

Annunciati i nomi di 30 prigionieri palestinesi che saranno rilasciati, 15 donne e 15 giovani

L'Associazione dei prigionieri palestinesi ha pubblicato i nomi di 15 donne e 15 giovani che dovrebbero essere rilasciati dalle carceri israeliane oggi nell'ambito dell'accordo sugli ostaggi tra Hamas e Israele. Lo riporta Haaretz.
Uno dei prigionieri che dovrebbero essere rilasciati è Marwat al-Azza, giornalista di Gerusalemme Est incriminata lunedì per delle dichiarazioni sui social media, tra cui una che sbeffeggiava un'anziana rapita da Hamas il 7 ottobre. Al-Azza, che lavorava come freelance per Nbc News, è stata accusata di incitamento al terrorismo e di identificazione con un'organizzazione terroristica.

 

Stoltenberg: “No escalation conflitto, Iran trattenga Hamas e Hezbollah”

Per la Nato "uno dei messaggi è che è importante" che il conflitto in corso nella Striscia di Gaza "non si trasformi in un conflitto regionale più grande. Il messaggio all'Iran è che devono trattenere le loro emanazioni, Hamas ed Hezbollah". Lo ribadisce il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, a Bruxelles in conferenza stampa durante la ministeriale Esteri.

 

Tregua regge, a Doha si discute di ulteriore proroga

Regge la tregua a Gaza tra Israele e Hamas mentre si attende la liberazione di un nuovo gruppo di ostaggi, il quinto, e la scarcerazione di altri detenuti palestinesi. Intanto, a Doha si discute di un'ulteriore proroga: nella capitale del Qatar sono riuniti il capo del Mossad, David Barnea, il direttore della Cia William Burns, il capo dei servizi segreti egiziani Abbas Kamel e il premier qatarino Mohammed Bin Abdulrahman al-Thani.
L'obiettivo dei mediatori è quello di estendere ulteriormente la pausa umanitaria fino a raggiungere un cessate il fuoco permanente, che potrebbe anche aiutare ad abbassare le tensioni in Cisgiordania ed evitare l'allargamento della guerra, in primis al Libano con Hezbollah. Ma l'impresa è ardua e richiederebbe a entrambe le parti in conflitto di fare concessioni difficili da digerire.
Finora, in cinque giorni, Hamas ha rilasciato 50 ostaggi israeliani e diversi stranieri, in stragrande maggioranza thailandesi, mentre Israele ha scarcerato 150 detenuti, soprattutto donne e minorenni, di cui 98 in detenzione amministrativa cioè senza mai essere stati incriminati formalmente. Israele ritiene che siano ancora 173 i sequestrati nell'enclave palestinese, tra cui 6 minori. Non tutti sono nelle mani di Hamas, che ha riferito di aver parlato con gruppi minori nella Striscia per cercare di localizzarli, e oltre 40 sarebbero prigionieri della Jihad islamica.

 

Israele: quinto gruppo ostaggi atteso per stasera

E' atteso per stasera il rientro del quinto gruppo di ostaggi israeliani nel quadro dell'accordo tra Tel Aviv e Hamas. Lo riporta The Times of Israel citando l'ufficio del premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Dando conto di una telefonata tra Netanyahu e il direttore del Mossad, David Barnea, impegnato in colloqui in Qatar per una proroga della tregua, l'ufficio del primo ministro israeliano ha precisato che la conversazione è avvenuta "prima della prevista consegna degli ostaggi stasera".

 

Gli Usa chiedono a Israele una guerra 'divers' nel sud di Gaza

Nel condurre la sua campagna a sud, Israele deve muoversi "con estrema attenzione per ridurre al minimo la conseguenza di ulteriori, significativi sfollamenti" e in modo "da evitare il più possibile i conflitti ("deconfliction") con le strutture umanitarie, compresi i numerosi rifugi delle Nazioni Unite situati nel centro e nel sud di Gaza": lo ha detto un alto dirigente della Casa Bianca in un briefing telefonico.
"Non è possibile replicare nel sud il tipo di spostamento avvenuto nel nord. Sarebbe più che dirompente. Andrebbe oltre la capacità di qualsiasi rete di sostegno umanitario, per quanto rafforzata o robusta possa essere", ha proseguito il dirigente, riferendo che la risposta di Israele è "ricettiva". "C'è consapevolezza che nel sud si deve condurre un tipo di campagna diversa da quella condotta nel nord", ha aggiunto.
Il dirigente americano ha quindi spiegato che ora non si discute più di 'safe zone', ossia delle zone umanitarie proposte da Israele quasi un mese fa, ma di 'aree di deconfliction', cioè strutture e rifugi Onu protetti da attacchi militari. 

 

Wall Street Journal: Hamas ha iniziato a consegnare gli ostaggi alla Croce Rossa

Hamas ha iniziato la consegna del quinto gruppo di ostaggi alla Croce Rossa a Gaza. Lo scrive il Wall Street Journal che cita funzionari egiziani. 

L'ufficio presidenziale israeliano: il quinto gruppo di ostaggi "atteso stasera"

 L'ufficio del primo ministro israeliano ha diffuso una fotografia che mostra, a suo dire, Benjamin Netanyahu e i suoi collaboratori a colloquio con il capo del Mossad, David Barnea, "che è attualmente in Qatar", impegnato in colloqui con il capo della Cia e il premier del Qatar sulla tregua umanitaria in corso con Hamas nella Striscia di Gaza. Secondo quanto riferito dal Times of Israel, l'ufficio del premier ha precisato che la telefonata è avvenuta prima "della prevista consegna degli ostaggi stasera", confermando così la proroga della tregua annunciata ieri e il rilascio di quinto gruppo di ostaggi israeliani, oltre ai 50 già liberati da Hamas da venerdì scorso.

A Rafah pronti ad accogliere 10 ostaggi israeliani di Hamas

Tutto è pronto da parte egiziana per accogliere i 10 ostaggi israeliani che saranno rilasciati oggi in cambio di 30 prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane. Lo fanno sapere all'ANSA fonti della sicurezza al valico di Rafah. È stato infatti innalzato il livello di allerta per attivare le procedure di scambio, che dovranno partire tra tre ore circa, secondo la fonte. Tra i 10 ostaggi israeliani liberati dalle fazioni, vi sarebbero donne e bambini. Gli ostaggi saranno consegnati, come da protocollo, alla Croce Rossa e alla sicurezza egiziana nella Striscia di Gaza e saranno riuniti in un unico luogo prima del processo di consegna. 

Re Abdullah: le azioni israeliane a Gaza e in Cisgiordania “negano i valori umani”

Il re di Giordania Abdullah ha affermato che le campagne militari israeliane a Gaza e le operazioni dell'esercito in Cisgiordania "negano i valori umani e il diritto alla vita". In un discorso apparso sui media statali, il monarca, che ha nuovamente chiesto la fine della guerra, ha affermato che l'assedio israeliano all'enclave, che ha impedito per settimane l'ingresso di medicine, cibo e carburante e tagliato la fornitura di elettricità, costituisce un crimine di guerra. "Questi sono crimini di guerra... non possiamo restare in silenzio", ha detto il monarca.

Wall Street Journal: i mediatori puntano a una tregua a lungo termine e colloqui per fermare la guerra

I principali intermediari dello scambio ostaggi-prigionieri tra Israele e Hamas stanno premendo su entrambe le parti per un cessate il fuoco a lungo termine che prolungherebbe la tregua a Gaza oltre l'attuale estensione di due giorni e avvierebbe colloqui che metterebbero fine alla guerra del tutto. Lo scrive il Wall Street Journal citando dirigenti dell'Egitto e del Qatar. Un cessate il fuoco a lungo termine, secondo queste fonti, probabilmente richiederebbe a Israele e Hamas di fare concessioni difficili da digerire, come lo scambio di soldati israeliani con potenzialmente migliaia di prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane. E richiederebbe a Israele di frenare l'offensiva nel sud di Gaza volta a controllare la Striscia e a uccidere i vertici di Hamas. Hamas potrebbe anche dover accettare la smilitarizzazione, stando alle stesse fonti. Dirigenti americani e israeliani hanno affermato di aspettarsi che la guerra ricominci una volta che lo scambio di ostaggi e prigionieri si sarà concluso. Ma hanno sottolineato che la tregua temporanea sta creando il tipo di fiducia necessaria per andare avanti nelle trattative. "Stiamo lavorando per rafforzare il ruolo di mediazione del Qatar nel raggiungimento di una tregua e poi di un cessate il fuoco permanente", ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari. A dimostrazione della serietà dei colloqui, oggi è arrivato in Qatar il capo della Cia William Burns, per colloqui con il capo del Mossad David Barnea e il premier del Qatar.

La Palestina all'Onu: la tregua diventi permanente

"Questa tregua deve essere tradotta in un cessate il fuoco umanitario permanente. L'uccisione di uomini, donne e bambini non può e non deve riprendere". Lo ha detto l'ambasciatore palestinese all'Onu Ryad Mansour durante una riunione dell'Assemblea Generale sulla questione mediorientale. "Non ci può essere pace in Medio Oriente senza una soluzione di lungo termine alla questione palestinese", ha aggiunto, chiedendo di "agire ora. Dobbiamo diventare membri a pieno titolo come voi delle Nazioni Unite dopo la fine dell'occupazione. E' vostra responsabilità che questo avvenga".

Usa: ci sono ancora ostaggi americani nella Striscia di Gaza

Ci sono ancora americani tenuti prigionieri  nella Striscia di Gaza, ha detto il portavoce regionale del Dipartimento di Stato americano, Sam Werberg, ad Al Qahera News, precisando che gli Stati Uniti hanno accolto con favore la notizia della proroga della tregua, che "ha portato al rilascio dei detenuti e all'ingresso di aiuti". "La tregua nella Striscia di Gaza deve essere sfruttata per fornire la massima quantità possibile di aiuti umanitari" - ha aggiunto.

Banca centrale israeliana: la guerra con Hamas costerà 53 miliardi di dollari

Secondo le nuove previsioni della Banca centrale israeliana, la guerra con Hamas costerà a Israele circa 53 miliardi di dollari tra il 2023 e il 2025. Poco più della metà della cifra è destinata all'aumento della spesa per la difesa. La banca centrale tiene conto anche della perdita di entrate fiscali e dell'aumento della spesa ordinaria per i civili. Secondo i dati elaborati dalla banca la guerra avrà un impatto del 3% sul PIL israeliano entro la fine del prossimo anno, mentre le imprese lottano con la carenza di manodopera e la domanda dei consumatori resta debole. Israele fa affidamento sul sostegno finanziario degli Stati Uniti e di altri alleati per finanziare il proprio bilancio e ha emesso miliardi di dollari in obbligazioni. La banca centrale israeliana ha contribuito a stabilizzare i mercati finanziari e a sostenere la valuta, lo shekel, vendendo riserve estere. Lo shekel è aumentato del 9% rispetto al dollaro questo mese.

Erdogan a Guterres: Israele viola il diritto, sia processata

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato, in una telefonata con il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, che "Israele continua con noncuranza a violare il diritto internazionale, le leggi di guerra e i diritti umani e deve essere ritenuta responsabile per questi crimini davanti a un tribunale internazionale". Durante il colloquio, Erdogan ha espresso le condoglianze per gli oltre 100 impiegati delle Nazioni Unite che hanno perso la vita durante gli attacchi di Israele contro la Striscia di Gaza e ha espresso apprezzamento per la visita di Guterres presso il valico di Rafah tra Gaza e l'Egitto, riferisce la presidenza della Repubblica di Ankara.

Arabe israeliane incluse nella lista per lo scambio con Hamas

L'inclusione di alcune arabe cittadine di Israele in una lista di 50 palestinesi (donne e minorenni) che in un'ulteriore fase della tregua potrebbero essere scambiati con gli ostaggi di Hamas a Gaza ha destato la rimostranza delle forze politiche arabe rappresentate alla Knesset. "Si tratta di donne arrestate dopo il 7 ottobre perché sospettate di incitamento nelle reti sociali che non sono state giudicate in tribunale né condannate", hanno rilevato fonti politiche alla televisione Canale 12. "E' molto grave che il governo elargisca a Hamas una responsabilità su arabi cittadini di Israele per includerli in uno scambio del genere". Analoga indignazione è stata espressa dal partito comunista israeliano Mak'i (a base araba ed ebraica). "Si tratta di donne arrestate dopo il 7 ottobre - rileva - nel contesto di un'ondata di repressione politica e non condannate da alcun tribunale. Tutto ciò - prosegue il partito - rischia di favorire processi politici pericolosi che mirano a privare il pubblico arabo in Israele della libertà di espressione, nel contesto di una delegittimazione della società araba in generale. Dobbiamo opporci alla caccia alle streghe". Secondo i media, fra le arabe cittadine di Israele incluse in quella lista (che conta 50 nomi) ci sono anche alcune che invece sono state condannate per episodi di violenza.

Haaretz: Israele non è disposta a prorogare la tregua oltre domenica

Israele non è disposto ad ampliare la tregua, attualmente al suo quinto giorno e destinata a scadere domani, oltre domenica per un totale di 10 giorni. Lo sostiene Haaretz, citando un funzionario a conoscenza dei colloqui in corso tra il capo del Mossad David Barnea, il capo della Cia William Burns e il primo ministro del Qatar a Doha. 

Media Cairo: anche l'Egitto a Doha con Usa e Israele su continuazione tregua

Il capo dell'intelligence egiziana partecipa alle discussioni in Qatar sulla continuazione della tregua con funzionari qatarioti, americani e israeliani. Lo apprende la tv di Stato Al Qahera da fonti egiziane di alto livello.

Hamas: Israele ha violato la tregua e abbiamo reagito

''In seguito ad una palese violazione da parte di Israele dell'accordo di cessate il fuoco nel nord della striscia di Gaza è avvenuta oggi una frizione tattica. I nostri combattenti hanno reagito a quella violazione '': lo ha reso noto Hamas, poco dopo che Israele aveva riferito di tre esplosioni in quella zona. ''Noi siamo impegnati al cessate il fuoco fintanto che anche Israele lo sia. Facciamo appello ai mediatori affinchè premano su Israele per il rispetto di tutte le intese, in terra e in cielo''. L'incidente è avvenuto mentre si attende un nuovo rilascio di ostaggi. 

Israele: esplosioni a Gaza, soldati feriti

Tre ordigni sono esplosi oggi nel nord della striscia di Gaza in prossimità delle forze israeliane, ''in contrasto con le intese per il cessate il fuoco''. Lo ha riferito il portavoce militare di Israele. In uno di questi episodi, è stato aperto il fuoco contro i soldati, che hanno risposto all'attacco. ''Alcuni soldati sono rimasti feriti in modo non grave'', ha precisato il portavoce.

Hamas: discuteremo con Israele una nuova proroga di 48 ore della tregua

Il movimento palestinese Hamas ha annunciato che discuterà la possibilità di prolungare di due giorni la tregua in corso con Israele e il rilascio di altri 50 prigionieri palestinesi. "L'amministrazione occupante (Israele) ha annunciato oggi di aver aggiunto 50 donne palestinesi prigioniere (alla lista per lo scambio)… per la sua approvazione nelle prossime ore, con la proroga dell'accordo sulla tregua umanitaria per altri due giorni", ha affermato il movimento sul suo canale Telegram.

"Ostaggio 12enne costretto a guardare i video degli attacchi"

La zia di Eitan, 12enne francese tenuto ostaggio da Hamas e liberato ieri, ha raccontato all'emittente Bfmtv che "Hamas lo ha costretto a guardare il film dell'orrore che nessuno vuole vedere, l'intero film", riferendosi ad alcuni video girati durante l'attacco del gruppo palestinese in Israele il 7 ottobre. "Quando è arrivato a Gaza, tutti i civili, tutti, lo hanno picchiato. Stiamo parlando di un bambino di 12 anni", ha aggiunto, "ogni volta che un bambino piangeva, lo minacciavano con una pistola per farlo stare zitto". "Forse sono ingenua, volevo sperare che fosse trattato bene, ma a quanto pare no, sono dei mostri", ha concluso.

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Eitan Yahalomi, 12 anni, dopo il rilascio

La zia del piccolo Kfir: "Un bimbo di 10 mesi non dovrebbe essere pedina in nessuna guerra"

Anche se la tregua è stata rinnovata per due giorni, sembrano non esserci speranze per la liberazione della famiglia Bibas: padre, madre e i loro figli Ariel, 4 anni, e Kfir, 10 mesi, l'ostaggio più piccolo che resta in mano dei miliziani palestinesi a Gaza. "Vi parliamo oggi perché domani è l'ultimo giorno dell'attuale cessate il fuoco - dice la zia Ofri ai giornalisti - Al momento sono gli ostaggi più giovani ancora prigionieri di Hamas". "Non sappiamo - afferma - dove sono stati trattenuti. Da quello che sappiamo, vengono tenuti sottoterra. Siamo davvero preoccupati per il bambino di 10 mesi che utilizza il latte artificiale come dieta principale. Chiediamo al governo israeliano, al Qatar e all'Egitto, a tutti coloro che sono coinvolti in questi negoziati e in questo accordo, di fare tutto il possibile per includere la nostra famiglia in questo accordo e di rilasciarli il prima possibile". Per chiedere l'immediata liberazione di Kfir, dei suoi genitori e il fratellino, i familiari hanno convocato per stasera una manifestazione nella 'Piazza degli Ostaggi' di Tel Aviv, così ribattezzata dopo il 7 ottobre. "Un bambino non dovrebbe essere una pedina in nessuna guerra, atto di terrore o gioco politico", si legge nell'appello dei parenti. 

Ofri Bibas Levy con la foto del nipote Kfir Salvatore Di Nolfi/Keystone via AP
Ofri Bibas Levy con la foto del nipote Kfir

Aiuti, la Mezzaluna rossa chiede di aprire altri varchi di confine oltre a Rafah

Circa 750 camion con aiuti umanitari sono in coda tra la città egiziana di Al-Arish a Sheikh Zuweid, riferiscono fonti della Mezzaluna rossa egiziana, sottolineando l'importanza che "la parte israeliana acceleri le operazioni di ispezione per farli entrare a Gaza" e  confermando "la necessità di aprire il valico di Kerem Abu Salem per consegnare gli aiuti, cosa che consentirebbe di risparmiare molto tempo di attesa". Il valico di Rafah - riferisce il capo della Mezzaluna Rossa egiziana nel Nord Sinai, Khaled Zayed - ha aperto questa mattina alle 7 preparandosi per far uscire, come previsto dagli accordi di tregua, giunta al suo quinto giorno, 200 camion umanitari e 7 cisterne con 130 mila litri di carburante e  80 tonnellate di gas per uso domestico. Secondo il meccanismo concordato, devono passare dal terminal terrestre di Al-Awja nel Sinai centrale per l'ispezione, quindi tornare e scaricare il carico, sul lato palestinese attraverso Rafah.

Cisgiordania, Wafa: un giovane palestinese ucciso in un raid israeliano

Un palestinese di 14 anni è morto a causa delle gravi ferite riportate negli scontri seguiti a un raid condotto dall'esercito israeliano nel villaggio di Tayasir, in Cisgiordania. Lo riporta l'agenzia palestinese Wafa. La vittima, identificate come  Amr Ahmed Jamil Wahdan, è stato colpito al petto da un proiettile ed è morto. Nello stesso assalto sarebbero rimasti feriti altri tre giovani.

Antony Blinken: determinati a riportare casa quanti più ostaggi

"Parleremo ovviamente della crisi a Gaza e del Medio Oriente. Anche io, come te, Jens (Stoltenberg), sono molto felice di vedere gli ostaggi tornare a casa e rientrare per stare con i loro cari. E siamo determinati a continuare a fare questo il più a lungo possibile per riportare a casa quante più persone possibile, per quanto potremo". Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Antony Blinken, nel punto stampa con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, prima della riunione dei ministri degli Esteri dei paesi alleati.

Antony Blinken e Jens Stoltenberg Nato/YouTube
Antony Blinken e Jens Stoltenberg

Ong: milizie irachene filoiraniane ricevono rinforzi in Siria

Milizie irachene filo-iraniane in Siria hanno ricevuto nelle ultime ore rinforzi via terra dall'Iraq. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, secondo cui un convoglio di cinque camion ha attraversato un valico frontaliero militare tra Iraq e Siria nei pressi di Abukamal e si è poi diretto nelle aree desertiche vicino a Dayr az Zor, capoluogo della Siria orientale non lontano da alcune basi militari Usa nella regione. In quell'area sono da anni stazionate forze militari irachene filo-iraniane, coordinate dai Pasdaran iraniani e dagli Hezbollah libanesi. Le fonti affermano che il convoglio di cinque camion era scortato da miliziani dell'ala irachena degli Hezbollah. Da metà ottobre a oggi decine di attacchi contro basi militari Usa in Siria e Iraq sono stati rivendicati dai milizie irachene filo-iraniane. 

Unrwa: 100 camion di aiuti umanitari entrati nel nord di Gaza

Cento camion di aiuti umanitari sono entrati oggi nel nord di Gaza. Lo afferma Mohamed Adnan Abu Hasna, portavoce dell'organizzazione delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi Unrwa, come riporta Al Jazeera. "Nel campo profughi di Nuseirat a Gaza, le persone fanno la fila davanti all'ultima stazione di servizio funzionante. I camion degli aiuti dovrebbero fornire gas a questa stazione poiché le persone usano la legna per cucinare e scaldarsi. Anche le ambulanze sono in fila sperando di fare il pieno", afferma Hasna. 

Il capo del Mossad ha parlato a Doha con il direttore della Cia

Il capo del Mossad David Barnea è a Doha per colloqui con il direttore della Cia Bill Burns e con alti funzionari del Qatar, come riporta il Times of Israel. L'incontro arriva dopo che Israele e Hamas hanno concordato un'estensione di due giorni della tregua temporanea per consentire il rilascio di almeno altri 20 ostaggi da Gaza.

Jerusalem Post: "Donne rapite da Hamas tenute in gabbia"

Donne rapite in territorio israeliano e tenute in ostaggio da Hamas a Gaza sono state tenute in gabbia: lo riportano i media israeliani citando la dichiarazione di un membro del Forum delle famiglie degli ostaggi e dei dispersi. Questa affermazione non è la prima nel suo genere, scrive il Jerusalem Post indicando che nei giorni immediatamente successivi agli attacchi del 7 ottobre, video di un canale Telegram di Hamas mostravano bambini rapiti tenuti in gabbia.

Hamas: 10 ostaggi e 30 prigionieri saranno liberati oggi

Dieci ostaggi israeliani e trenta detenuti palestinesi dovranno essere rilasciati oggi, nel primo giorno di proroga della pausa umanitaria per lo scambio di prigionieri tra Hamas e Israele: lo ha annunciato il movimento estremista palestinese, citato dall'agenzia France-Presse.

Una donna liberata da Hamas: il capo del movimento a Gaza incontrò alcuni ostaggi nei tunnel

Il leader di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, incontrò alcuni ostaggi israeliani nella Striscia nei giorni successivi all'attacco del 7 ottobre. Lo ha riferito una delle sequestrate liberata nei giorni scorsi ai familiari. Secondo il suo resoconto, il capo del Movimento islamico nell'enclave palestinese si recò nel tunnel dove erano prigionieri, si accertò delle loro condizioni e in un ebraico fluente li rassicurò che non sarebbe stato fatto loro del male e che sarebbero stati liberati in uno scambio di prigionieri.

Catherine Colonna: "Serve una lunga tregua per rilanciare una prospettiva politica"

"Serve una tregua di lunga durata che possa permettere di distribuire gli aiuti umanitari, che possa consentire anche la liberazione di tutti gli ostaggi e che possa permettere di lavorare per il cessate il fuoco. E' necessario perché bisogna rilanciare una prospettiva politica. La pace e la sicurezza nella regione arrivano con una soluzione politica. Voglio ricordare il diritto di Israele a difendersi, ma il dovere di questo Paese come di qualsiasi altro è di difendersi nel pieno rispetto del diritto umanitario internazionale". Lo ha dichiarato la ministra degli Esteri della Francia, Catherine Colonna, al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi alleati. "Da diverse settimane il presidente della Repubblica, il governo, io stessa, non smettiamo di chiedere una tregua, una pausa che sia duratura", ha ricordato.

Catherine Colonna AP Photo/Geert Vanden Wijngaert
Catherine Colonna

Mezzaluna Rossa: Israele blocca 58 ambulanze per Gaza

Fonti egiziane denunciano che Israele ha bloccato l'ingresso di 58 ambulanze, provenienti da vari Paesi del mondo, nella Striscia di Gaza: solo 18 sarebbero in entrata dal valico di Al-Awja, nel Sinai centrale, e 11 sono in attesa da due giorni. Lo dice all'agenzia Ansa il capo della Mezzaluna rossa del Nord Sinai, Khaled Zayed. "Solo 18 ambulanze sono entrate da questa mattina mentre altre 11 sono in attesa da due giorni per aiutare a trasportare i feriti nella parte egiziana del valico. Per questo - aggiunge Khaled Zayed - il numero di feriti in entrata è minimo". 

Qatar: al lavoro per estendere lo stop ai combattimenti oltre domani

Il Qatar è al lavoro come mediatore e si sta concentrando su un'ulteriore estensione della tregua tra Hamas e Israele che vada oltre domani, sulla base della capacità del gruppo palestinese di continuare a rilasciare 10 ostaggi al giorno. Lo afferma Majed al-Ansari, portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, parlando in conferenza stampa. Lo riporta Al Jazeera.

Majed al-Ansari, portavoce del ministero degli Esteri del Qatar Reuters
Majed al-Ansari, portavoce del ministero degli Esteri del Qatar

Oms: a Gaza si rischiano più morti per le malattie che per le bombe

C'è il rischio che muoiano più persone a causa di malattie che a causa dei bombardamenti a Gaza se il sistema sanitario del territorio non viene rimesso in piedi rapidamente: lo ha detto  un portavoce dell'Organizzazione mondiale della sanità, come riporta il Guardian. "Alla fine vedremo più persone morire di malattie che di bombardamenti se non saremo in grado di rimettere in piedi questo sistema sanitario", ha detto Margaret Harris dell'Oms.

Hamas: riaperto il reparto dialisi all'ospedale al-Shifa

Il ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas, ha dichiarato che l'unità di dialisi dell'ospedale al-Shifa è stata riaperta e sta ricevendo i pazienti. In una breve dichiarazione, il ministero ha invitato i malati a riprendere le cure. L'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) afferma che allo Shifa ci sono ancora 180 pazienti, tra cui 22 in dialisi renale, e sette operatori sanitari. L'attuale cessate il fuoco tra Hamas e Israele ha permesso l'ingresso a Gaza di alcuni beni e forniture di soccorso.

Media israeliani: un ostaggio morto in prigionia nella Striscia

Un ostaggio israeliano, Ravid Katz, si ritiene che sia morto durante la prigionia a Gaza. Lo hanno riferito media israeliani, rilanciando un messaggio postato nella notte da un parente. "Ieri abbiamo ricevuto la brutta notizia che Ravid Katz, fratello di mia moglie Doron, non è più vivo dagli eventi del 7 ottobre", si legge nel post, accompagnato da una foto dell'uomo. Katz, 51 anni, era stato dato per disperso o sequestrato dopo l'attacco di Hamas al Kibbutz Niz Or, nel quale sua madre è morta, il compagno della madre è stato preso prigioniero e portato a Gaza, cosi' come sua sorella e le sue due figlie, di recente rilasciate.

Egitto: entrate nella Striscia oltre ottomila tonnellate di acqua e mille di carburante

"La tregua israelo-palestinese si è svolta senza ostacoli per il quarto giorno, grazie agli intensi sforzi compiuti dall'Egitto in collaborazione con i fratelli del Qatar e all'effettiva partecipazione americana": lo sottolinea. Dia Rashwan, capo dell'Ufficio stampa statale egiziano. "In questo contesto - ha proseguito -, l'Egitto ha continuato i suoi intensi sforzi per fornire aiuti umanitari alla Striscia di Gaza attraverso il terminal di Rafah", "e si sono intensificati con l'entrata in vigore della tregua umanitaria nella sua prima fase. che si è conclusa ieri, lunedì, e continuerà durante la seconda fase della tregua, che proseguirà oggi, martedì e domani mercoledì". Rashwan ha spiegato che il volume degli aiuti medici portati nella Striscia di Gaza a partire da ieri sera ammontava a 2.812 tonnellate, il volume degli aiuti alimentari a 11.427 tonnellate e il volume dell'acqua a 8.583 tonnellate, oltre a a 127 pezzi di tende e teloni, oltre a 2.418 tonnellate di altri materiali di soccorso. Ieri fino a tarda sera sono state portate 1.048 tonnellate di carburante e il numero totale di camion che hanno attraversato il valico di Rafah nella Striscia di Gaza ha raggiunto i 2.263. Dall'inizio della tregua - ha aggiunto Rashwan -l'Egitto ha accolto 566 cittadini di Gaza feriti per essere curati negli ospedali egiziani, insieme a circa 300 accompagnatori, mentre 8.691 cittadini stranieri e con doppia cittadinanza e 1.256 egiziani sono rientrati dalla Striscia di Gaza. Il Cairo ha infine facilitato l'ingresso di 421 palestinesi bloccati in Egitto nella Striscia di Gaza

Casa Bianca: oltre 2000 camion di aiuti nella Striscia dal 21 ottobre

"Oltre 2.000 camion di aiuti umanitari sono entrati a Gaza dal 21 ottobre, con cibo, medicine e carburante". Lo ha detto un alto funzionario della Casa Bianca in un briefing con un ristretto gruppo di giornalisti.

I negoziatori del Qatar sono tornati in Israele, riferisce Haaretz

Un aereo della Qatar Airways, che sabato ha portato una delegazione da Doha in Israele, è atterrato di nuovo in mattinata in Israele. Lo riporta Haaretz, sostenendo che la delegazione  è arrivata con l'obiettivo di discutere i possibili sviluppi dei negoziati per la liberazione degli ostaggi israeliani.

Governo israeliano: ancora 173 ostaggi trattenuti nella Striscia

Israele ritiene che ancora 173 persone si trovino in ostaggio nella Striscia di Gaza, dopo essere state prese con la forza il 7 ottobre, durante l'attacco di Hamas al sud del Paese. È quanto ha riferito oggi alla Cnn l'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu. Dei rapiti, 17 sarebbero stranieri, mentre per il resto si tratterebbe di cittadini israeliani. Tra gli ostaggi israeliani figurano sei minorenni di età inferiore ai 18 anni.

Israele diffida nuovamente i palestinesi a spostarsi dal sud al nord della Striscia

Un nuovo avvertimento ai palestinesi che si trovano nel sud della striscia di Gaza ad astenersi dal cercare di raggiungere il settore nord è stato lanciato oggi in arabo su X dal portavoce militare israeliano Avichay Adraee. Israele, ha aggiunto, consente invece ancora a chi si trova nel settore nord di passare a sud. Adraee ha inoltre fatto sapere ai palestinesi di Gaza che è vietato loro entrare in mare e spingersi a meno di un chilometro dalla linea di demarcazione con Israele. "Per la vostra sicurezza, rispettate queste regole", ha concluso.

Qatar: con Israele parte più difficile dei negoziati

Majed al-Ansari, portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, ha dichiarato che la "parte più dura" nei negoziati è con Israele. "Il processo negoziale è difficile da tutti i punti di vista", ha dichiarato in conferenza stampa a Doha, "ogni parte ha le sue richieste e le sue riserve. Stiamo facendo del nostro meglio per risolvere le cose. Ma la parte più difficile è stata con Israele". Lo riporta Al Jazeera.

Forze di difesa israeliane: non abbiamo sparato missili nel sud del Libano

Le Forze di difesa israeliane (Idf) negano di aver sparato missili nel sud del Libano. La dichiarazione, come riporta il Times of Israel, arriva dopo che i media statali libanesi avevano riferito di bombardamenti dell'esercito israeliano nella zona libanese di Al-Raheb.

Stoltenberg: bene l'estensione della tregua

"Accolgo l'estensione della pausa nelle ostilità a Gaza. Ciò è stato permesso per dare più soccorso alle persone a Gaza e per il rilascio di altri ostaggi e anche per la consegna di più aiuti umanitari". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi dell'Alleanza. 

Usa: in 4 giorni 800 camion di aiuti entrati a Gaza, oggi volo umanitario

Durante i primi quattro giorni della pausa umanitaria, estesa poi per altri due giorni, sono entrati nel sud ella Striscia di Gaza "approssimativamente 800 camion" di aiuti. Lo ha detto un alto funzionario dell'Amministrazione Usa, in un briefing con un gruppo ristretto di giornalisti. Inoltre, ha riferito il funzionario, oggi (martedì) ci sarà l'arrivo nel nord del Sinai del primo dei tre voli umanitari, facilitati dall'esercito Usa. I voli trasporteranno materiale medico, cibo e materiale per l'inverno per la popolazione civile. Gli aiuti saranno distribuiti dalle Nazioni Unite.
 

Iran: il cessate il fuoco duraturo a Gaza è una priorità

Le priorità durante l'attuale crisi a Gaza sono stabilire un cessate il fuoco duraturo, rimuovere l'assedio, inviare aiuti umanitari e porre fine alla migrazione forzata dei palestinesi. Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian durante una telefonata con l'omologo svizzero Ignazio Cassis.

Secondo quanto riporta la tv di Stato, Cassis ha espresso preoccupazione riguardo alla situazione nei territori palestinesi ed ha affermato che il rilascio degli ostaggi da parte di Hamas è una questione molto importante per la Svizzera come anche il sostegno alla popolazione civile, l'invio di aiuti umanitari a Gaza e impedire che il conflitto si espanda.

Bbc: almeno 5 milizie si sono unite ad Hamas il 7 ottobre

Sono cinque i gruppi armati palestinesi che si sono uniti ad Hamas nell'attacco sferrato il 7 ottobre contro Israele. Secondo la Bbc l'addestramento militare è andato avanti per tre anni, dal 2020, in esercitazioni congiunte a Gaza in un sito a meno di 1 chilometro dalla barriera che separa il territorio da Israele.

Durante queste esercitazioni, l'ultima delle quali si è svolta appena 25 giorni prima dell'attacco, hanno simulato la presa di ostaggi, le incursioni nei complessi e lo sfondamento delle difese israeliane. BBC Arabic e BBC Verify hanno raccolto prove che mostrano come Hamas abbia riunito le fazioni di Gaza per affinare i loro metodi di combattimento e, infine, eseguire un raid in Israele che ha gettato la regione nella guerra.

Scontri in Cisgiordania, uccisi due giovani palestinesi

Due giovani palestinesi, uno dei quali minorenne, sono stati uccisi da soldati israeliani nelle città di Kafer Ain e a Betania, in Cisgiordania, in coincidenza con il quinto giorno di tregua tra il governo israeliano e Hamas nella Striscia di Gaza.

Secondo quanto ha riferito l'agenzia di stampa palestinese Wafa, Malek Mayed Abdelfatah, 17 anni, è morto per diverse ferite da arma da fuoco alla spalla, all'addome e al piede, durante gli scontri con le forze dell'esercito che hanno fatto irruzione a Kafer Ain, a nord-ovest di Ramallah. Yasin Abdala al Asmar, 26 anni, è morto in seguito a una ferita al petto durante uno scontro a Betania dove un altro giovane è stato ferito a un piede. 

Undici persone sono state arrestate a Beit Furik, a est di Nablus, durante un'operazione militare nella città e altre quattro sono state ferite dal fuoco dell'esercito israeliano nel campo profughi di Al Dahshina, a sud di Betlemme.

Camion in coda a Rafah: la tregua prosegue e nuovi aiuti entrano a Gaza (Video)

Qatar "fiducioso" su ulteriore prolungamento della tregua

Il Qatar è fiducioso su un ulteriore prolungamento della tregua tra Israele e Hamas. "Siamo abbastanza fiduciosi. Raggiungere l'accordo per avere una pausa di quattro giorni non è stata un'impresa facile" ha detto alla Bbc il portavoce del ministero degli Esteri dell'Emirato, Majed Al Ansari, "Abbiamo passato molto tempo negoziando un accordo sulla tregua umanitaria. Ora che abbiamo la proroga in vigore per due giorni siamo ottimisti e possiamo lavorare per una pausa più sostenibile per entrambe le parti. "Il portavoce ha confermato che Hamas si è impegnata a rilasciare altri 20 ostaggi come parte del cessate il fuoco temporaneo prolungato.

Oggi a Bruxelles riunione dei Ministri degli Esteri dell'Alleanza Atlantica

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà in missione a Bruxelles oggi e domani per partecipare a una riunione dei Ministri degli Esteri dell'Alleanza Atlantica. La Ministeriale Nato, che sarà presieduta dal segretario generale dell'Organizzazione Jens Stoltenberg, vedrà la partecipazione dei ministri dei Paesi alleati, del ministro degli Esteri svedese, dell'alto rappresentante dell'Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell.

Riepilogo: i fatti delle ultime ore

  • Altri 2 giorni di tregua (fino a giovedì mattina) per 20 ostaggi israeliani e 60 detenuti palestinesi
  • Nella notte Hamas ha liberato 11 ostaggi, Israele 33 palestinesi. Entrati da Rafah 200 camion di aiuti
  • Israele ha ricevuto un elenco di 10 ostaggi che Hamas libererà oggi
  • Il segretario di Stato americano Antony Blinken tornerà questa settimana in Israele e Cisgiordania
  • Il segretario generale delle Nazioni Unite Guterres auspica un cessate il fuoco umanitario totale, anziché temporaneo
  • Elon Musk in Israele ha incontrato il presidente Herzog e il premier Netanyahu con il quale ha visitato il kibbutz Kfar Aza, uno dei più colpiti dai raid di Hamas

Nel video di Hamas, il momento della liberazione dell'ultimo gruppo di ostaggi israeliani

Il passaggio della guerra, nel video girato con i droni da Reuters

Israele ha ricevuto una lista di nuovi ostaggi da liberare oggi, sarebbero 10

Il governo israeliano ha ricevuto un nuovo elenco di ostaggi nelle mani di Hamas a Gaza che dovrebbero essere rilasciati oggi, martedì, in base alla proroga dell'accordo di tregua con il gruppo militante, riferisce la Radio dell'Esercito israeliano, citando l'ufficio del primo ministro. Il sito di notizie Axios dice che la lista contiene 10 ostaggi. 
Non ci sono ancora commenti da parte dell'ufficio del premier Netanyahu.

Concluso lo scambio, i prigionieri palestinesi sono a Ramallah e quelli israeliani a Tel Aviv

Si è concluso lo scambio tra Israele e Hamas secondo i termini della proroga di tregua. 
I 33 prigionieri palestinesi rilasciati da Israele sono arrivati stamattina a Ramallah, in Cisgiordania. Mentre gli 11 ostaggi israeliani liberati da Hamas sono arrivati al centro medico Sourasky di Tel Aviv. 
 

Israele: 33 detenuti palestinesi sono stati liberati

L'autorità carceraria israeliana ha dichiarato, poco dopo la mezzanotte, che 33 detenuti palestinesi sono stati liberati "durante la notte" secondo i termini dell'accordo di tregua che ha permesso il ritorno degli ostaggi di Hamas. La mossa porta a 150 il numero di prigionieri liberati dopo la scadenza iniziale della tregua di quattro giorni, che può essere rinnovata.

Barlumi di normalità a Gaza durante la tregua, tra le macerie riapre il mercato (Video)

Il Qatar: gli 11 ostaggi rilasciati hanno doppia cittadinanza

Tutti gli 11 prigionieri israeliani rilasciati hanno la doppia cittadinanza, ha scritto su X il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed Al-Ansari. 
"Tra gli israeliani rilasciati da Gaza ci sono 3 cittadini francesi, 2 cittadini tedeschi e 6 cittadini argentini, che sono stati consegnati alla Croce rossa", ha aggiunto.
 

Il segretario di Stato americano Antony Blinken tornerà in Israele e Cisgiordania entro la settimana

Il segretario di Stato americano Antony Blinken visiterà ancora una volta Israele e Cisgiordania entro la fine della settimana, così come Dubai. Lo ha detto oggi ai giornalisti un alto funzionario del Dipartimento di Stato. Questa sarà la terza visita del capo della diplomazia americana in Medio Oriente dall'inizio del conflitto tra Israele e Hamas  il 7 ottobre

Biden:"Sfruttiamo la tregua per aumentare gli aiuti a Gaza"

"Stiamo sfruttando appieno la pausa nei combattimenti per aumentare la quantità di aiuti umanitari inviati a Gaza e continueremo i nostri sforzi per costruire un futuro di pace e dignità per il popolo palestinese". Lo afferma Joe Biden in una nota in cui promette che "non ci fermeremo finché tutti gli ostaggi dei terroristi di Hamas non saranno rilasciati" e ringrazia il premier israeliano Benyamin Netanyahu, l'emiro del Qatar Tamim Bin Hamad Al-Thani e il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi "per il loro impegno in questo processo e per aver raggiunto l'accordo per una proroga nelle prossime 48 ore"

Israele prolunga la detenzione del direttore dell'ospedale di Al-Shifa per altri 45 giorni

La detenzione del direttore dell'ospedale al-Shifa di Gaza City, Mohammed Abu Salmiya, è stata prolungata di altri 45 giorni da parte di Israele. Lo riporta Ynet. L'uomo - viene spiegato - è accusato di "favoreggiamento" nei confronti di Hamas.

Il Segretario delle Nazioni Unite Guterres: "L'estensione della tregua è un raggio di speranza"

L'estensione della tregua tra Hamas e Israele è un "raggio di speranza e di umanità nell'oscurità della guerra". Lo ha detto il segretario delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. 

Guterres auspica che la proroga del cessate il fuoco possa consentire di "aumentare ancora di più gli aiuti umanitari alla popolazione di Gaza che soffre così tanto". Tuttavia ha avvertito che negli ulteriori due giorni di pausa nei combattimenti "sarà impossibile" soddisfare tutti i bisogni dei palestinesi che si trovano nell'enclave. Guterres ha aggiunto di sperare nell'apertura di altri valichi di frontiera per facilitare gli aiuti umanitari. "Sono molto fiducioso che ciò possa accadere", ha concluso.

Il ministro israeliano Gallant: "Dopo la tregua combatteremo in tutta la Striscia di Gaza"

Il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha affermato che dopo la tregua gli attacchi di Israele "avverranno con forza ancora maggiore e in tutta la Striscia di Gaza". Lo riporta il Times of Israel. Parlando in una visita ai soldati al fronte Gallant ha detto loro che ora hanno "qualche giorno" a loro disposizione per "riposarsi e organizzarsi": dopo "lotteremo in tutta la Striscia".

Hamas si dichiara disposto a trattare sul rilascio di soldati israeliani

Hamas ha informato Qatar ed Egitto, che stanno mediando nei negoziati con Israele, di aver individuato altri ostaggi israeliani nella Striscia di Gaza e che è disposto a negoziare anche la liberazione di soldati israeliani. Lo ha detto un membro dell'ufficio politico di Hamas, Izzat Arshak, all'emittente del Qatar Al-Araby, citata da Haaretz. Arshak ha precisato che la discussione sul rilascio dei soldati non è ancora iniziata e che avverrà a parte rispetto a quella riguardante i civili, e che il premier israeliano Benjamin Netanyahu ne è consapevole.

Israele conferma altri 2 giorni tregua per 20 ostaggi israeliani e 60 detenuti palestinesi

Una fonte israeliana ha confermato l'accordo per l'estensione della tregua di due giorni. Un'intesa che prevede il rilascio di altri 20 ostaggi, 10 ogni giorno.