La guerra di Gaza, giorno 42

Iran a Usa: "Se bombe su Gaza continuano, conflitto si allarga". Hamas: siamo a oltre 12.000 vittime

Hamas pubblica video di ostaggio 86enne bisognoso di cure. Una prima consegna di 17.000 litri di gasolio è entrata nella Striscia. Mercoledì Francesco incontrerà i familiari degli ostaggi. Israele: operazioni avanti nel Sud della Striscia
Iran a Usa: "Se bombe su Gaza continuano, conflitto si allarga". Hamas: siamo a oltre 12.000 vittime
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Striscia di Gaza, operazioni di ricerca e salvataggio palestinesi dopo l'attacco aereo dell'esercito israeliano al campo profughi di Nuseirat

Media: Hamas non sapeva in anticipo della festa nel Kibbutz

L'emittente israeliana Channel 12 rivela estratti dell'indagine della polizia sul massacro di Hamas avvenuto al festival musicale di Re'im, vicino al Kibbutz Re'im, la mattina del 7 ottobre. Dall'inchiesta emerge che i terroristi non sapevano in anticipo della festa, contrariamente a quanto riportato in precedenza e a quanto ampiamente creduto. La polizia è giunta a questa conclusione in parte sulla base degli interrogatori dei terroristi catturati, e anche perché non hanno trovato mappe sui corpi dei terroristi morti che li indirizzassero all'evento all'aperto. Nei casi di altri massacri di quel giorno, i terroristi portavano invece con sé mappe che precisavano i loro obiettivi. Lo riporta The Times of Israel.

 

Hamas: un ostaggio morto per attacchi di panico per raid Israele

Le Brigate Qassam, il braccio armato di Hamas, in un comunicato diffuso nel pomeriggio prima di pubblicare il video dell'ostaggio Arye Zalmanovich di 86 anni, hanno dichiarato che dall'inizio della guerra hanno portato alcuni ostaggi israeliani in strutture sanitarie per ricevere cure a causa di "gravi condizioni di salute". Di recente, sostiene sempre Hamas, come riporta Al Jazeera, uno di essi è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva di una struttura e, quando si è ripreso, è stato riportato nel "suo luogo di detenzione". Ma l'uomo è morto "a causa di una serie di attacchi di panico dovuti ai ripetuti bombardamenti israeliani nelle vicinanze", hanno dichiarato le Brigate Qassam.
"Pubblicheremo i documenti che lo dimostrano", ha dichiarato il gruppo senza fare nomi. Ma il fatto che poco dopo è stato pubblicato il video dell'ottantenne israeliano fa pensare che Arye Zalmanovich sia morto.

 

Netanyahu: dopo guerra a Gaza manterremo responsabilità militare

Il premier Benyamin Netanyahu, intervistato oggi dalla radio americana Npr, riferendosi alla questione del "futuro a Gaza", ha affermato che Israele dovrà mantenere la "responsabilità militare totale" a Gaza, "per il prossimo futuro".
Il primo ministro ha paragonato Hamas alla Germania nazista e al Giappone quando attaccarono gli Stati Uniti: "Questa generazione dovrebbe avere un futuro diverso, proprio come il popolo tedesco o giapponese ha avuto un'altra generazione. Noi abbiamo bisogno che venga sostituito con qualcosa che abbia a cuore un futuro pacifico tra Israele e i palestinesi, che abbia a cuore la riabilitazione di Gaza e l'eliminazione della tirannia del terrore che ha sottomesso gli abitanti di Gaza. Una volta sconfitto Hamas, dobbiamo fare in modo che che non ci sia un nuovo Hamas".

 

Benjamin Netanyahu Reuters/Abc
Benjamin Netanyahu

Vice presidente Knesset: “Siamo troppo buoni con Gaza, va bruciata”

'Siamo troppo umani. Gaza va bruciata adesso''. Sono parole di fuoco quelle del vice presidente della Knesset, il Parlamento israeliano, Nissim Vaturi. Membro del partito Likud del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Vaturi ha anche invitato Israele a non consentire l'ingresso del carburante nell'enclave e a bloccare l'acqua ''fino alla restituzione degli ostaggi''.

 

Msf: migliaia di civili intrappolati a Gaza tra cui staff Ong

Gli intensi combattimenti a Gaza City continuano a impedire a migliaia di persone di lasciare l'area in sicurezza. Negli ultimi sei giorni, Medici Senza Frontiere (Msf) ha cercato di evacuare parte del suo personale, insieme alle loro famiglie (137 persone in totale, di cui 65 bambini), attualmente intrappolato all'interno di alcuni locali dell'organizzazione umanitaria vicino all'ospedale Al Shifa. Msf chiede con urgenza un cessate il fuoco, l'unico modo per ottenere corridoi di evacuazione sicuri per migliaia di civili.
Da sabato scorso, il personale di Msf, insieme alle loro famiglie, non esce a causa dei continui combattimenti. Martedì 14 novembre sono stati sparati proiettili contro una guesthouse di Msf, fortunatamente senza causare vittime. Ieri, l'ufficio è stato colpito da schegge, mentre il serbatoio dell'acqua della guesthouse è stato raggiunto da colpi di artiglieria. Oggi i combattimenti, molto intensi, si sono avvicinati parecchio al luogo dove si trova lo staff di Msf. Migliaia di civili intrappolati negli ospedali e in altri luoghi di Gaza City subiscono attualmente la stessa sorte e rischiano di morire nei prossimi giorni, se non ore.
''I nostri colleghi sentono il rumore costante degli spari, dei colpi di artiglieria e dei droni. Lo sentiamo quando parliamo con loro al telefono. Evacuare verso il sud di Gaza rimane insicuro'' afferma Ann Taylor, capomissione di Msf nei Territori Palestinesi Occupati. ''Sono terrorizzati, hanno finito il cibo da diversi giorni e i bambini hanno iniziato ad ammalarsi per aver bevuto acqua salata, devono essere evacuati subito'', aggiunge.

 

Bernie Sanders: stop bombardamenti o basta aiuti Usa a Israele

"A Gaza c'è un terribile disastro umanitario. Israele deve interrompere subito i bombardamenti e permettere che massicce quantità di aiuti umanitari, compreso il carburante, raggiungano chi ne ha bisogno. Il Congresso non può approvare una legge di spesa supplementare che permetta il proseguimento di queste azioni". Lo ha dichiarato il senatore Usa Bernie Sanders in un post su X.

 

Msf: a Gaza migliaia di civili intrappolati dai combattimenti

Gli intensi combattimenti a Gaza City continuano a impedire a migliaia di persone di lasciare l'area in sicurezza. Negli ultimi sei giorni, Medici Senza Frontiere (MSF) ha cercato di evacuare parte del suo personale, insieme alle loro famiglie (137 persone in totale, di cui 65 bambini), attualmente intrappolato all'interno di alcuni locali dell’organizzazione umanitaria vicino all'ospedale Al Shifa. MSF chiede con urgenza un cessate il fuoco, l'unico modo per ottenere corridoi di evacuazione sicuri per migliaia di civili. Da sabato scorso, il personale di MSF, insieme alle loro famiglie, non esce a causa dei continui combattimenti. Martedì 14 novembre sono stati sparati proiettili contro una guesthouse di MSF, fortunatamente senza causare vittime. Ieri, l'ufficio è stato colpito da schegge, mentre il serbatoio dell'acqua della guesthouse è stato raggiunto da colpi di artiglieria. Oggi i combattimenti, molto intensi, si sono avvicinati parecchio al luogo dove si trova lo staff di MSF.

 

Combattenti di Hamas fanno saltare in aria gli edifici in cui si nascondono i soldati israeliani

Parzialmente ripristinato a Gaza il servizio di telefonia cellulare

Il servizio dei telefoni cellulari è stato parzialmente ripristinato a Gaza dopo che oggi il carburante è entrato nella Striscia. Lo scrive Haaretz, precisando che le principali compagnie di telecomunicazioni di Gaza, Paltel e Jawwal, hanno annunciato che il servizio è stato parzialmente ripristinato a Gaza dopo l'ingresso di quantità limitate di carburante.

 

Frontiera di Gaza, entrati 17mila litri di gasolio

Due fonti di sicurezza al valico di Rafah hanno rivelato che nella Striscia di Gaza sono stati portati 10 camion di aiuti, precisando che un camion trasportava circa 17.000 litri di gasolio. Secondo le stesse fonti la consegna di carburante proseguirà anche domani. I 17mila litri di gasolio sono destinati ad una delle aziende del settore privato, ovvero la Compagnia Palestinese delle Telecomunicazioni. 

 

Hamas chiede in trattative ostaggi stop voli droni su Gaza

Hamas ha chiesto a Israele di fermare i voli dei droni di sorveglianza su Gaza. La richiesta è stata avanzata nell'ambito delle trattative per la liberazione degli ostaggi. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali Israele sarebbe contrario alla richiesta in quanto sospendere i controlli dei droni vorrebbe dire perdere le tracce degli uomini di Hamas.

 

Borrell vede Abbas: “Sostegno ad Anp per ritorno a Gaza”

L'Alto rappresentante della politica estera dell'Unione europea, Josep Borrell, ha avuto un incontro a Ramallah con il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas. Con lui, ha scritto Borrell in un tweet, ha parlato di come ''porre fine alla guerra. Nell'immediato sono necessarie soluzioni pratiche, a cominciare da pause umanitarie immediate, accesso agli aiuti e rilascio degli ostaggi. Nel medio termine, dobbiamo sostenere l'Autorità Palestinese nel ritorno a Gaza''.
Borrell ha anche incontrato il ministro degli Esteri palestinese Riyad al-Maliki, al quale ha espresso la sua ''solidarietà per la tragica perdita di vite civili a Gaza e per la terribile situazione umanitaria''.

 

Israele aggiorna bilancio vittime rave del 7 ottobre: sono 364

La polizia israeliana ha aggiornato il bilancio delle vittime al rave di Re'im attaccato lo scorso 7 ottobre dai miliziani di Hamas. Sono 364, circa un terzo del totale dei deceduti israeliani. Lo riporta Channel 12. I conteggi precedenti avevano fissato il numero dei morti al festival musicale a 270. Una quarantina di partecipanti invece sarebbero stati presi come ostaggi.

 

Reportage da Gaza: tra soldati in strada e obitori sovraffollati

Manifestanti pro Palestina entrano in sede Fox News a New York. Fermati in 16

Un gruppo di manifestanti pro palestinesi ha fatto irruzione nella sede di Fox News a New York.Secondo i media Usa, hanno urlato slogan come "Fox News non puoi nasconderti, le tue bugie nascondono un genocidio". Il gruppo che ha organizzato la protesta, 'Answer', ha condiviso un video su X. Secondo la polizia di New York, alla protesta hanno preso parte una trentina di persone. Gli agenti hanno fermato 16 manifestanti. La protesta di New York giunge a due giorni di distanza da quella messa in scena a Washington, dove manifestanti pro palestinesi si sono scontrati con la polizia davanti alla sede del Democratic National Committee.

Israele: trovata infrastruttura sotterranea sotto ospedale al-Shifa

Il portavoce delle forze di Difesa israeliane, il contrammiraglio Daniel Hagari, ha affermato che le truppe hanno trovato "altre infrastrutture sotterranee" sotto l'ospedale di al-Shifa a Gaza City. Lo riporta il Times of Israel. "Continuiamo la nostra attività presso l'ospedale - ha aggiunto -  le nostre truppe stanno operando nella zona e indagando sui pozzi dei tunnel rinvenuti nell'ospedale".

 

Tajani:, bisogna lavorare sulla de-escalation

"Bisogna assolutamente lavorare per una de-escalation, tutte le nostre iniziative diplomatiche vanno in questa direzione. Siamo in contatto con i paesi del G7 e speriamo di poter ottenere un risultato positivo che prepari poi il terreno ad una stagione di pace. Siamo favorevoli a pause umanitarie molto più lunghe di quelle attuali sempre per aiutare la popolazione civile". Lo afferma il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine di un evento a Pescara.
"La situazione purtroppo è ancora di fortissima tensione - aggiunge - continuano i missili da Gaza e di Hezbollah contro Israele che rischiano di colpire la popolazione civile come è successo ieri ma anche oggi sono tornati allarmi. Ci sono poi gli attacchi di Israele contro le sedi di Hamas e purtroppo anche qui la popolazione civile rimane vittima della legittima reazione di Israele. Bisogna sempre rispettare il diritto internazionale e stiamo lavorando tutti per una de-escalation".
"Siamo pronti a fare tutto ciò che serve per aiutare il popolo palestinese - prosegue Tajani - Stanno entrando i nostri aiuti che abbiamo inviato attraverso i voli dell'aeronautica militare. La nave ospedale partirà dall'Italia ed è pronta ad accogliere, quando sarà possibile farlo, feriti palestinesi e siamo anche pronti ad accogliere in Italia giovani e bambini palestinesi feriti in accordo con gli Emirati Arabi Uniti. Proporrò anche agli altri paesi del golfo di sostenere ulteriori iniziative per aiutare bambini feriti palestinesi". "Contemporaneamente diamo messaggi a Israele perché si fermi nel momento in cui c'è il rischio di colpire la popolazione civile e lo stesso appello lo abbiamo lanciata a hezbollah e Hamas perché non continui a lanciare missili contro la popolazione civile", conclude il ministro.

 

Il Papa incontrerà familiari vittime israeliane e palestinesi

"Nella mattina di mercoledì 22 novembre, a margine dell'Udienza Generale, Papa Francesco incontrerà in momenti distinti un gruppo di parenti di israeliani tenuti ostaggio a Gaza e un gruppo di familiari di palestinesi che soffrono per il conflitto a Gaza". Lo riferisce il portavoce vaticano Matteo Bruni sottolineando che "con questi incontri, di carattere esclusivamente umanitario, Papa Francesco vuole manifestare la sua vicinanza spirituale alle sofferenze di ciascuno".

 

Biden discute con emiro Qatar del "rilascio di tutti ostaggi"

Il presidente americano Joe Biden ha discusso oggi con l'emiro del Qatar, Sheikh Tamim Bin Hamad Al-Thani, della "necessità urgente che tutti gli ostaggi detenuti da Hamas siano rilasciati senza ulteriori indugi". E' quanto si legge nel comunicato diffuso dalla Casa Bianca, secondo cui Biden e Al-Thani hanno anche discusso "degli sforzi in corso per aumentare il flusso degli aiuti umanitari urgentemente necessari a Gaza e della decisione di Israele di riprendere le consegne di carburante per gli aiuti salvavita".

 

Israele: l'operazione si estenderà nel sud della Striscia

L'operazione condotta da Israele a Gaza, ''su terra, in cielo, e dal mare'', proseguirà ovunque si trovi Hamas: ''Poichè Hamas si trova anche nel Sud della Striscia, la operazione si estenderà anche là'': lo ha detto il portavoce militare Daniel Hagari. ''Ciò avverrà nel tempo, nel luogo e nelle condizioni che stimeremo più favorevoli. Ma avverrà''.

 

Bahrein a Israele e Hamas: procedere a scambio ostaggi-prigionieri

Il Principe Ereditario del Bahrein, Salman bin Hamad Al Khalifa, ha chiesto al gruppo terroristico palestinese Hamas di rilasciare le donne e i bambini israeliani presi in ostaggio a Gaza e a Israele in cambio di liberare le donne e i bambini palestinesi detenuti nelle prigioni israeliane. Lo scrive l'agenzia Reuters.

 

Netanyahu: “Truppe Israele non resteranno a Gaza dopo guerra”

Israele non ha intenzione di mantenere le sue truppe nella Striscia di Gaza al termine del conflitto con Hamas. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in una intervista a Npr, aggiungendo che Israele intende però preservare il controllo dell'enclave palestinese. ''Non sono sicuro di tenere le truppe all'interno. In realtà, non lo credo particolarmente necessario perché è molto piccola'', ha detto Netanyahu.
Su chi governerà Gaza, dopo la guerra, il primo ministro israeliano ha detto che ''abbiamo bisogno di un cambiamento culturale nell'amministrazione civile a Gaza. Non può impegnarsi a finanziare il terrorismo''.

Unrwa: oggi non è stato consegnato carburante a Gaza

Un portavoce dell'Unwra, l'agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi, ha detto alla Bbc che oggi non è arrivato carburante a Gaza dopo che Israele ha annunciato che consentirà ogni giorno il passaggio di due camion di diesel nella Striscia.
I dati della Mezzaluna Rossa egiziana e dell'Unrwa indicano, aggiunge la Bbc, che negli ultimi tre giorni nessun camion carico di aiuti è entrato nella Striscia di Gaza a causa della mancanza di carburante. 

 

Egitto: stop agli attacchi di Israele, serve un cessate il fuoco

Il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry ha ricevuto una telefonata dalla sua omologa francese Catherine Colonna. I due hanno avuto scambi di opinione su diversi aspetti della crisi in corso a Gaza. Shoukry  ha chiesto che cessino gli attacchi israeliani e si raggiunga un cessate il fuoco, ma che ci sia anche una fornitura di aiuti sufficienti e ha opposto il suo netto rifiuto agli sfollamenti forzati dei palestinesi.
Il ministro degli esteri egiziano in un appello al capo dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l'Occupazione (Unrwa) ha poi ribadito la necessità di fermare gli attacchi di Israele contro i civili e le strutture civili a Gaza, denunciando le violazioni del diritto internazionale compiute da Israele.

 

Sudafrica e 4 stati chiedono un'indagine alla Cpi su Gaza

Cinque stati, firmatari del trattato che istituisce la Corte penale internazionale (Cpi), hanno chiesto un'indagine sulla "situazione nello Stato di Palestina", ha annunciato il procuratore, che ha confermato di aver aperto un'indagine sui crimini commessi dopo il sanguinoso attacco di Hamas del 7 ottobre.
"Il mio Ufficio ha ricevuto una segnalazione sulla situazione nello Stato di Palestina dai seguenti cinque Stati parte: Sud Africa, Bangladesh, Bolivia (...) Comore e Gibuti", ha dichiarato Karim Khan. "Nel ricevere il deferimento, il mio ufficio conferma che sta attualmente indagando sulla situazione", ha aggiunto in una nota.
La Corte penale internazionale, creata nel 2002 per processare le peggiori atrocità nel mondo, ha aperto un'indagine nel 2021 su presunti crimini di guerra nei territori palestinesi, compresi presunti crimini commessi dalle forze israeliane, da Hamas e da altri gruppi armati palestinesi. Khan ha detto che il suo mandato si applicherà ai presunti crimini commessi durante l'attuale guerra. Ma le sue squadre non sono riuscite ad entrare a Gaza né in Israele, che non è membro della Corte penale internazionale. Esperti legali hanno detto all'Afp che entrambe le parti potrebbero essere accusate di crimini di guerra. 

 

Capo militare Israele: presenza chiara di Hamas negli ospedali

"Vediamo la presenza di Hamas in tutti gli ospedali: è una definitiva e chiara presenza". Lo ha detto il comandante del fronte sud dell'esercito Yaron Finkelman che ha visitato l'ospedale Shifa. "Hamas - ha spiegato - usa cinicamente questi ospedali come si può vedere qui allo Shifa. Questo è quello che vediamo: si stanno nascondendo sotto gli ospedali con le armi, con i centri di comando, con le loro capacità. E questo tunnel - ha aggiunto indicando un imbocco sotterraneo, come mostra un video dell'esercito - ne è l'ulteriore prova".

 

Il complesso di Al Shifa fotografato il 7 novembre Bashar TALEB / AFP
Il complesso di Al Shifa fotografato il 7 novembre

Scholz a Erdogan, 'abbiamo opinioni molto diverse su Gaza'

"Signor Presidente, non è un segreto che abbiamo opinioni diverse, a volte molto diverse, sul conflitto in corso. Proprio per questo i nostri colloqui sono importanti, soprattutto in questo momento difficile": lo ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz rivolgendosi al presidente turco Recep Tayyp Erdogan in una conferenza stampa congiunta a Berlino riferendosi alla guerra di Israele contro Hamas a Gaza. 

 

Olaf Scholz, a destra e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, Berlino 17112023 Afp
Olaf Scholz, a destra e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, Berlino 17112023

Steinmeier a Erdogan: “Israele ha diritto a esistere e difendersi”

Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha "enfatizzato con forza" la posizione della Germania sul conflitto in Medio oriente nel suo incontro con l'omologo turco Recep Tayyp Erdogan. "Il presidente federale ha sottolineato la classificazione dell'attacco di Hamas a Israele come un attacco terroristico e di Hamas come organizzazione terroristica. Ha enfatizzato il diritto di Israele a esistere e all'autodifesa", ha reso noto un comunicato dell'ufficio di Steinmeier, dopo aver ricevuto Erdogan a Berlino. Steinmeier ha risposto così ai duri attacchi contro Israele di Erdogan, che ha definito gli uomini di Hamas "combattenti per la libertà". Il comunicato riferisce che i due leader hanno convenuto sulla necessità di concentrare ogni sforzo sulla liberazione degli ostaggi e nell'impedire l'allargamento del conflitto. Entrambi hanno "sottolineato l'urgente necessità di proteggere la popolazione civile e migliorare gli aiuti umanitari a Gaza". Infine i due leader hanno convenuto sul fatto che una pace durevole può basarsi solo su una soluzione con due stati. Steinmeier ha anche riconosciuto gli sforzi di Erdogan per mediare un accordo sui corridoi del grano fra Russia e Ucraina.

 

Erdogan: Israele uccide 13mila persone violando la Torah

Il presidente turco Recep Tayyp Erdogan, in un conferenza stampa congiunta a Berlino con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, ha sostenuto che Israele a Gaza ha ucciso "13 mila persone" e anche "bambini" violando quindi precetti ebraici della "torah". 

Crosetto: “A Gaza giochiamo una partita di aiuti umanitari”

Nel conflitto israelo-palestinese in questo momento l'Italia sta "giocando una partita di aiuti umanitaria. Le grandi democrazie devono distinguersi anche quando reagiscono a un attacco violento, come quello subito da Israele dai terroristi di Hamas, sempre tenendo conto che il diritto internazionale deve prevalere".
Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a margine della consegna del premio "Italia Informa" 2023.
"C'è preoccupazione per quanto sta succedendo in questo momento a Gaza e da due anni in Ucraina, così come per la stabilità e la pace nel mondo", ha aggiunto.

 

Hamas pubblica video di un ostaggio 86enne, bisognoso di cure

Hamas: oltre 12mila morti a Gaza tra cui 5mila bambini

Sono più di 12mila le persone che hanno perso la vita nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre, inizio dei raid israeliani come rappresaglia per l'attacco subito da Hamas. Lo riferisce il governo di Gaza guidato da Hamas, spiegando che tra le vittime si contano cinquemila bambini e 3.300 donne. A questo bilancio si aggiungono 30mila feriti, il 75 per cento dei quali è composto da donne e bambino. Ma il numero delle vittime potrebbe essere ancora più alto perché 3.750 persone risultano disperse, tra cui anche 1.800 bambini che, stimano le autorità di Gaza, si trovano ancora sotto le macerie.
Nella guerra in corso, aggiunge il governo di Hamas, hanno perso la vita anche almeno 200 tra medici, paramedici e infermieri. Uccisi anche 51 giornalisti e rappresentanti dei mezzi di informazione.

 

Erdogan in Germania: "gli attacchi di Israele devono finire"

Israele deve immediatamente interrompere l'operazione militare contro i militanti di Hamas e accettare un cessate il fuoco. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan durante una visita in Germania. "Il presidente Erdogan ha affermato che gli attacchi di Israele contro le terre palestinesi devono finire e che la reazione del mondo intero contro le violazioni dei diritti umani è importante", ha affermato la presidenza turca in un comunicato dopo che Erdogan ha incontrato il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier. "Un cessate il fuoco dovrebbe essere stabilito immediatamente", si legge nella nota. 

 

Scholz a Erdogan: Israele ha diritto di difendersi

Il Cancelliere in conferenza stampa con il presidente turco.

 

Olaf Scholz, a destra e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, Berlino 17112023 Afp
Olaf Scholz, a destra e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, Berlino 17112023

Esperto Onu: "Israele smetta di usare acqua come arma di guerra"

"Israele deve smettere di usare l'acqua come arma di guerra" e deve consentire l'entrata di acqua potabile e carburante a Gaza per attivare la rete di approvvigionamento idrico e gli impianti di desalinizzazione nell'enclave assediata, prima che sia troppo tardi, ha avvertito oggi un esperto delle Nazioni Unite. "Ogni ora che passa mentre Israele impedisce la fornitura di acqua potabile sicura nella Striscia di Gaza, in aperta violazione del diritto internazionale, espone gli abitanti di Gaza al rischio di morire di sete e di malattie legate alla mancanza di acqua potabile", ha affermato oggi in una dichiarazione ai media Pedro Arrojo- Agudo, relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari.
L'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione (Unrwa) ha annunciato che il completo esaurimento del carburante a Gaza sta avendo conseguenze catastrofiche, compreso il collasso della fornitura di acqua, dei servizi fognari e igienico-sanitari, delle telecomunicazioni e dell'assistenza sanitaria.
"Voglio ricordare a Israele che impedire consapevolmente che le forniture necessarie per l'acqua sicura entrino nella Striscia di Gaza viola sia il diritto internazionale umanitario che quello dei diritti umani", ha affermato Arrojo-Agudo. "Secondo l'articolo 7 dello Statuto di Roma, privare intenzionalmente la popolazione civile di condizioni di vita, intese a provocarne la distruzione, è un atto di sterminio e classificato come crimine contro l'umanità", ha avvertito Arrojo-Agudo. Secondo l'Unrwa, circa il 70% della popolazione di Gaza beve acqua salinizzata e contaminata. Questa condizione peggiorerà rapidamente se Israele continuerà a bloccare l'ingresso di carburante nella Striscia. L'Unrwa segnala che le stazioni pubbliche di pompaggio delle acque reflue, 60 pozzi d'acqua nel sud, i due principali impianti di desalinizzazione a Rafah e nell'area centrale, due principali pompe fognarie nel sud e l'impianto di trattamento delle acque reflue di Rafah hanno tutti cessato di funzionare. 

 

Media: In Arabia Saudita “vietato pregare per Gaza e indossare Kefiah”

Vietato pregare per Gaza nelle moschee dell'Arabia Saudita, vietato indossare la kefiah. E' quanto si legge in un articolo di Middle East Eye, che si chiede se sia ''un crimine pregare per gli oppressi?'' e riporta la vicenda di Islah Abdur-Rahman, presentatore e attore con cittadinanza britannica.
Abdur-Rahman ha deciso di condividere la sua esperienza su Instagram, dove ha raccontato di essere stato trattenuto dalle forze di sicurezza saudite a La Mecca, dove si era recato in pellegrinaggio insieme alla famiglia, perché ''indossava la kefiah''. L'obiettivo della sua denuncia è far luce su come i palestinesi "non hanno voce in capitolo".
Middle East Eye afferma quindi che gli agenti sauditi arrestano coloro che ''indossano la kefiah e pregano per i bambini di Gaza nei luoghi santi'' di La Mecca e Medina. Intervistato, Abdur-Rahman racconta che ''sono stato fermato da quattro soldati perché indossavo una kefiah bianca attorno alla testa e un tasbih (rosario, ndr) colorato palestinese attorno al polso''. Abdur-Rahman riferisce quindi a Middle East Eye che ''sono stato scortato in un luogo dove erano detenute persone sospettate di crimini o delitti. Una volta trattenuto, altri soldati mi hanno interrogato e mi hanno chiesto della mia nazionalità, perché ero lì, da dove venivo, da quanto tempo ero lì'', ha aggiunto.
"Era evidente - ha aggiunto - che il problema era la sciarpa. Parlavano in arabo, ma continuavano a dire 'kefiah palestinese' e guardavano la sciarpa''. Secondo il presentatore, quando è stato rilasciato ''un uomo è venuto da me, ha preso la mia sciarpa e ha detto: 'Questo non va bene, Israele -Palestina non va bene, quindi non indossarla, non è permesso'''. Abdur-Rahman, afferma il sito, è stato quindi costretto a firmare un modulo di liberatoria e a fornire le sue impronte digitali, dopo aver consegnato la kefiah.

 

Compleanno in prigionia per due ostaggi rapiti da Hamas

Una festa di compleanno pubblica per due ostaggi tenuti a Gaza da Hamas. E' quella che si sta svolgendo, nella 'Piazza degli ostaggi' a Tel Aviv, in un'atmosfera di mestizia per Emily Hand di 9 anni e Raz Ben Ami di 57 anni. Emily Hand - che ha doppia cittadinanza israeliana e irlandese - fu dichiarata morta, in un primo tempo fu ritenuta uccisa nell'attacco di Hamas. Dopo che il corpo non fu trovato, si capì invece che era stata rapita insieme alla madre Raya Rotem dal kibbutz di Beeri. 

 

Hamas pubblica video con protagonista ostaggio israeliano 86enne

Hamas ha pubblicato un video che mostra Arye Zalmanovich, 86 anni, un ostaggio israeliano rapito dalla sua casa nel Kibbutz Nir Oz il 7 ottobre. Lo scrive il quotidiano israeliano 'Haaretz'. Zalmanovich soffre di problemi di salute e necessita di cure. Il video pubblicato da Hamas solleva preoccupazioni sulla sua vita.
Zalmanovich e' cresciuto ad Haifa ed e' stato membro del movimento giovanile di sinistra Hashomer Hatzair. Nel 1955 divenne uno dei fondatori del Kibbutz Nir Oz, dove lavoro' come agricoltore.

 

Mezzaluna rossa Egitto: arrivati da Gaza 44 palestinesi feriti, la maggior parte bambini

Il capo della Mezzaluna Rossa egiziana nel Nord del Sinai, Il dottor Khaled Zayed, ha detto all'ANSA che 44 palestinesi feriti, la maggior parte bambini, sono arrivati in Egitto attraverso il valico di Rafah. Secondo quanto si apprende circa 20 bambini e 20 accompagnatori verranno inviati negli Emirati Arabi Uniti per essere curati in aereo dall'aeroporto di El Arish. Gli altri feriti saranno curati negli ospedali del Nord Sinai e negli ospedali delle città del Canale di Suez e del Cairo. Finora sono arrivate in Egitto circa 550 persone, di cui 100 egiziani, il resto ha la doppia nazionalità.

 

Israele: Yahya Sinwar è il nuovo Bin Laden

"Yahya Sinwar è il nuovo Bin Laden: gli daremo la caccia e otterremo la vittoria". Lo scrive sul social network 'X' Yoav Gallant, ministro della Difesa di Israele, riferendosi al leader di Hamas a Gaza che, secondo Tel Aviv, sarebbe una delle menti degli attacchi del 7 ottobre.

 

Iran a Usa: "Se bombe su Gaza continuano, guerra si allarga"

L'Iran ha avvertito gli Stati Uniti che non vuole che la guerra tra Israele ed Hamas si allarghi, ma che se i bombardamenti su Gaza continuano sarà inevitabile il conflitto regionale. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri, Hossein Amirabdollahian. I contatti -ha reso noto il capo della diplomazia iraniana- sono avvenuti per via indiretta, "negli ultimi 40 giorni" attraverso "la sezione degli interessi degli Stati Uniti presso l'ambasciata svizzera a Teheran".
"Rispondendo agli Usa", ha spiegato, "abbiamo detto che l'Iran non vuole che la guerra si allarghi, ma a causa dell'approccio adottato dagli Stati Uniti e da Israele nella regione, se i crimini contro il popolo di Gaza e della Cisgiordania non vengono fermati, potrebbe essere presa in considerazione ogni possibilità e un conflitto più ampio potrebbe rivelarsi inevitabile".

 

Hezbollah rivendica attacchi contro esercito israeliano

Gli Hezbollah libanesi hanno rivendicato oggi una serie di attacchi contro postazioni dell'esercito israeliano dal sud del Libano. Lo riferisce la tv al Manar del Partito di Dio sostenuto dall'Iran. Gli attacchi sono stati compiuti, si legge nei vari comunicati, con razzi anti-carro e con droni armati su diverse località lungo la linea del fronte con Israele.

 

Casa Bianca: "inaccettabile" il post di Elon Musk sulle teorie antisemite

La Casa Bianca ha oggi criticato il miliardario Elon Musk, dopo i suoi commenti di approvazione ad un post antisemita pubblicato su X, dove si accusavano gli ebrei di promuovere l'odio contro i bianchi. "È inaccettabile ripetere l'orribile menzogna dietro il più fatale atto di antisemitismo della storia americana", ha detto in una nota il portavoce della Casa Bianca, Andrew Bates. Il portavoce ha aggiunto che è responsabilità di tutti gli americani "unire le persone contro l'odio" e ha ribadito con fermezza la massima condanna di "questa ripugnante promozione dell'odio antisemita e razzista, che va contro i valori fondamentali di noi americani".
Bates ha affermato che la Casa Bianca continuerà a condannare l'antisemitismo in crescita nel Paese, soprattutto dopo la guerra tra Israele e Hamas. "Come ha detto il presidente Biden settimane fa commemorando le vittime della sparatoria alla sinagoga di Pittsburgh, 'l'atrocità devastante del 7 ottobre ha portato in superficie ricordi dolorosi lasciati da millenni di antisemitismo" e sotto la sua presidenza 'continueremo a condannare l'antisemitismo in ogni momento'", ha detto Bates.

 

Musk approva post antisemita su X e scoppia la polemica, Ibm ritira la pubblicità

Elon Musk finisce in una nuova polemica dopo che il proprietario di 'X' ha approvato un tweet antisemita che sosteneva in sostanza che l'aumento dell'antisemitismo online era in realtà colpa degli ebrei che promuovono "l'odio contro i bianchi". Non si sono fatte attendere le reazioni tra le quali spicca quella di Ibm che ha deciso di sospendere le sue pubblicità sulla piattaforma a causa dell'aumento dei post antisemiti e filo nazisti. Successivamente il proprietario di Tesla rispondendo all'Anti-Defamation League che gli rimproverava la mancanza di atti contro l'antisemistimo, Musk ha rimproverato l'Adl "di attaccare ingiustamente l'Occidente, nonostante la maggioranza sostenga il popolo ebraico e Israele". Il proprietario di Musk, inoltre, ha affermato di sentirsi "particolarmente offeso per i messaggi dell'Anti-Defamation League e degli altri gruppi che sostengono di fatti il razzismo anti-bianco, il razzismo anti-asiatico o il razzismo in generale. Basta, ne ho abbastanza".
E' intervenuta anche la Ceo di X, Linda Yaccarino per spiegare che "il punto di vista di X è sempre stato molto chiaro sul fatto che la discriminazione da parte di tutti dovrebbe cessare a tutti i livelli. Penso che sia qualcosa su cui possiamo e dovremmo essere tutti d'accordo". Per quanto riguarda questa piattaforma, aggiunge in un post, "X è stato estremamente chiaro anche riguardo ai nostri sforzi per combattere l'antisemitismo e la discriminazione. Non c'è posto per questo in nessuna parte del mondo. E' brutto e sbagliato. Punto".
Ibm, intanto, ha annunciato oggi che avrebbe interrotto le sue pubblicità su 'X' dopo che una Ong Media Matters for America ha riportato che alcuni dei suoi annunci erano apparsi insieme a tweet filo nazisti. "Ibm ha tolleranza zero per l'incitamento all'odio e la discriminazione e abbiamo immediatamente sospeso tutta la pubblicità su X mentre indaghiamo su questa situazione del tutto inaccettabile", ha affermato la società in una nota. Angelo Carusone, presidente di Media Matters, ha commentato la decisione di Ibm di ritirare i suoi annunci: "Meglio tardi che mai".

 

Oms: la risposta di Israele a Gaza è sempre più ingiustificabile

"Gli attacchi di Hamas e altri gruppi armati contro Israele, l'uccisione di 1.200 persone e la presa di oltre 200 ostaggi sono stati totali ingiustificabili, ma con almeno 11.500 abitanti di Gaza uccisi, il 70% dei quali donne e bambini, 1,7 milioni di sfollati, due terzi degli ospedali fuori uso, senza elettricità, senza carburante, senza acqua pulita, senza cibo, la portata della risposta di Israele appare sempre più ingiustificabile". Lo ha detto il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, alla riunione informale dell'Assemblea Generale. "La crisi a Gaza è una crisi per l'Onu e una crisi per l'umanità - ha aggiunto - Chiediamo a entrambe le parti di rispettare i loro obblighi internazionali umanitari, chiediamo che gli attacchi alle strutture sanitarie si fermino e che i pazienti, le strutture e gli operatori sanitari siano protetti. E continuiamo a chiedere la fine di questo conflitto, per prevenirne altre morte civili".

 

Media libanese: nuove bombe al fosforo di Israele in Libano

Israele è tornata oggi a fare uso di bombe incendiarie e al fosforo in diverse località del sud del Libano a ridosso della linea del fronte tra Hezbollah e Israele.
Lo riferisce l'agenzia nazionale libanese Nna, secondo cui nelle ultime ore sono state colpite con gli ordini al fosforo bianco le località di Hula, Merkaba, Rabb Thalathin, Hunin e Adayse, nel settore orientale della linea di demarcazione tra i due paesi. La denuncia dell'uso di bombe al fosforo da parte di Israele è stata già ripetutamente sollevata dai media libanesi e da organizzazioni internazionali come Amnesty International.

 

Sirene di allarme a Tel Aviv e nel centro di Israele

Per la prima volta da martedì scorso le sirene d'allarme per possibile attacco missilistico dalla Striscia di Gaza sono tornate a suonare a Tel Aviv e in altre città del centro di Israele. Lo riporta The Times of Israel secondo cui il sistema di difesa Iron Dome si è attivato lanciando diversi razzi a difesa delle città. Al momento non ci sono notizie di danni o feriti provocati dall'attacco.

 

Sondaggio tra i Democratici Usa, cresce consenso per palestinesi

Mentre il conflitto tra Israele e Hamas prosegue, cresce negli Stati Uniti, in particolare tra gli elettori democratici, il sostegno per i palestinesi. Un nuovo sondaggio realizzato dalla Quinnipiac University e del quale dà conto The Hill ha registrato, tra i gli elettori Dem un 41 percento di simpatie per i palestinesi, rispetto al 34 percento per Israele, con un 25 percento di indecisi. E' un notevole cambiamento rispetto a quanto rilevato il 17 ottobre scorso, quando i democratici a favore di Israele erano il 48 percento, con un 22 percento a favore dei palestinesi.

 

Striscia di Gaza, operazioni di ricerca e salvataggio palestinesi dopo l'attacco aereo dell'esercito israeliano al campo profughi di Nuseirat GettyImages
Striscia di Gaza, operazioni di ricerca e salvataggio palestinesi dopo l'attacco aereo dell'esercito israeliano al campo profughi di Nuseirat

Onu: bilancio umano assedio di Gaza è indescrivibile

"Il bilancio umano dell'assedio di Gaza è indescrivibile. Si teme che non sapremo mai il numero esatto delle vittime, ma è indiscutibile che migliaia di persone sono morte inutilmente". Lo ha detto il presidente dell'Assemblea generale Onu Dennis Francis alla riunione informale su Gaza. Quindi ha insistito sul fatto che serve "un cessate il fuoco immediato" e sottolineato che questa non è solo la sua richiesta, ma è la richiesta della maggioranza dei membri dell'Assemblea generale. 

Putin, "a Gaza stanno avvenendo cose orribili"

A Gaza, e in generale in Palestina, "stanno avvenendo cose orribili". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, citato dalla Tass.

Hamas: ostaggi portati in ospedali per salvargli la vita, Israele mente

Hamas annuncia di aver trasferito ostaggi in "centri di cura a causa della gravità delle loro condizioni di salute e per preservare la loro vita". Lo sostengono su Telegram le brigate al Qassam, "In risposta alle menzogne di Netanyahu e del portavoce dell'esercito".

Commozione e cordoglio ai funerali di Noa Marciano, la soldatessa ostaggio di Hamas. La madre "Ti chiediamo scusa per non averti salvato"

La Valletta: paesi adottino risoluzione Onu per pausa umanitaria

Malta si aspetta che tutte le parti coinvolte nella guerra di Gaza adottino la risoluzione delle Nazioni Unite coordinata da Malta e adottata mercoledì scorso. Qui l'approfondomento

Il ministro maltese degli Affari esteri ed europei, Ian Borg, ha affermato che "la risoluzione, essendo diritto internazionale, dovrebbe essere onorata da tutte le parti". Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione di Malta, che chiedeva una prolungata pausa umanitaria a Gaza e l'immediato rilascio degli ostaggi presi da Hamas il 7 ottobre. La risoluzione è stata adottata con 12 voti favorevoli, nessuno contrario e tre astensioni. L'ambasciatrice maltese all'ONU Vanessa Frazier ha affermato che la risoluzione del Consiglio di Sicurezza offre speranza anche se è una "goccia nell'oceano". Ha espresso disappunto per il fatto che la prima reazione di Israele è stata quella di respingerla.

La risoluzione richiede il rispetto del diritto internazionale, in particolare la protezione dei civili e dei bambini. Si chiede inoltre il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi detenuti da Hamas e da altri gruppi, in particolare dei bambini. Tutte le parti sono invitate a non privare i civili a Gaza dei servizi di base e degli aiuti umanitari necessari per la loro sopravvivenza, e accolgono con favore le consegne iniziali e limitate di aiuti, e ne chiedono un aumento. Richiede soprattutto pause umanitarie prolungate che dovrebbero durare giorni, quelli necessari a effettuare le operazioni.

Assemblea generale Onu Rai TG2
Assemblea generale Onu

Israele, mortai Hamas in asilo e armi in una scuola a Gaza

L'esercito israeliano ha trovato decine di mortai nascosti da Hamas in un asilo nel nord della Striscia. Lo ha fatto sapere - allegando le immagini - il portavoce militare secondo cui inoltre sono state anche rinvenute armi nascoste nella scuola elementare 'al-Karmel' a Gaza. 

Al Jazeera, direttore ospedale al Shifa "morti tutti i pazienti in terapia intensiva"

Il complesso ospedaliero al Shifa di Gaza City, il più grande di tutta la Striscia di Gaza, è diventato una "grande prigione" e una "fossa comune" per quanti si trovano ancora all'interno della struttura. Lo ha detto ad Al Jazeera il direttore dell'ospedale, Muhammed Abu Salmiya, precisando che al momento ci sono ancora circa 7.000 persone. 

Il personale sanitario sta ancora operando per aiutare i pazienti, ha aggiunto, ma "ha perso tutti quelli che erano nel reparto di terapia intensiva". "Siamo rimasti senza niente, né energia, né cibo, né acqua. Ogni minuto che passa perdiamo una vita. Durante la notte abbiamo perso 22 persone e negli ultimi tre giorni l'ospedale è stato tenuto sotto assedio", ha dichiarato Salmiya, affermando di aver chiesto di poter evacuare la struttura, ottenendo un rifiuto dalle forze israeliane: "È un crimine di guerra. Un vero e proprio crimine di guerra". 

Ospedale al-Shifa Hamas via Reuters
Ospedale al-Shifa

Papa Francesco mercoledì incontra i parenti degli ostaggi di Hamas

Papa Francesco incontrerà la prossima settimana i parenti degli ostaggi israeliani tenuti dai militanti di Hamas a Gaza. Lo rende noto la Reuters. Dodici i parenti che incontreranno il Pontefice mercoledì mattina, prima dell'Udienza Generale al Vaticano.

Onu: 830.000 sfollati in strutture Unrwa nella Striscia

Sono circa 830.000 gli sfollati accolti in 154 strutture dell'Unrwa in tutte le regioni nella Striscia di Gaza, anche nel nord. Lo ha reso noto l'Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi mentre proseguono le operazioni israeliane nell'enclave palestinese, scattate dopo il terribile attacco del 7 ottobre di Hamas in Israele. 

Josep Borrell a Ramallah Palestinian Presidency / Handout/Anadolu via Getty Images
Josep Borrell a Ramallah

Borrell presenta piano Gaza, Anp "si associa"

"Questi drammatici eventi hanno almeno tolto la Palestina dal limbo: nessuno prendeva sul serio la questione palestinese e ora non c'è altra soluzione se non quella di prenderla molto seria. Questo è il quadro mentale in cui dobbiamo lavorare". Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, nella conferenza stampa con il primo ministro palestinese, Mohammad Shtayyeh, a Ramallah.

"Posso riassumere in tre no e in tre sì alcune idee. Il primo no" del piano Ue "è il no ad uno spostamento forzato delle persone fuori da Gaza. Poi, no a cambiamenti territoriali. No alla rioccupazione di Israele o al fatto che Gaza sia un posto sicuro per il terrorismo. No alla separazione di Gaza dal tema palestinese complessivo, la soluzione per Gaza è dentro la soluzione della questione palestinese", ha detto. "Il primo sì è il ritorno dell'Autorità palestinese a Gaza. Sto dicendo l'Autorità, quindi voi, voi che siete già lì e non avete mai lasciato Gaza, che state dando servizi alla popolazione con il nostro sostegno. Avere la capacità di continuare a fare questo lavoro, magari avete bisogno del sostegno della comunità internazionale ma l'Autorità palestinese deve tornare a Gaza", ha continuato.

"Il secondo sì è un coinvolgimento forte dei Paesi arabi e il terzo sì è un grande coinvolgimento dell'Ue, in particolare sul processo politico per istituire lo Stato palestinese", ha sottolineato. "La guerra contro Hamas a Gaza è il risultato di un fallimento collettivo, morale, politico della comunità internazionale. Un grande fallimento politico e morale per cui il popolo israeliano e quello palestinese stanno pagando un prezzo alto. Solo una soluzione politica può far finire questo circolo di violenza. Per questo ho intrapreso questo viaggio, per lavorare con i nostri partner sulla via da seguire e vedere cosa fare per far terminare questa guerra e creare un futuro migliore basato sulla pace", ha precisato Borrell."Ho sentito il piano e posso dire che ci associamo ai suoi sì e no", ha commentato il premier palestinese. 

Polizia israeliana attacca troupe della tv di Stato turca Trt Ankara condanna l'episodio avvenuto a Gerusalemme

Alcuni agenti della polizia israeliana hanno attaccato un cameraman della tv di stato turca Trt a Gerusalemme, colpendo e rompendo la telecamera del reporter. L'episodio è stato denunciato dalla stessa Trt che ha pubblicato un video dove si vedono alcuni agenti israeliani che tentano di allontanare i giornalisti mentre filmano in lontananza scontri tra forze di sicurezza e palestinesi che stavano tentando di recarsi nella spianata delle moschee di Gerusalemme per la preghiera del venerdì. Uno degli agenti poi colpisce con un arma la telecamera del giornalista di Trt, rompendone il vetro. "Condanniamo fermamente l'aggressione della polizia di Israele contro il team di Trt", ha affermato Omer Celik, portavoce del partito di governo Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan.  

80 morti in bombardamento israeliano su campo profughi Nuseirat

Sarebbero almeno 80 i palestinesi morti in un bombardamento israeliano contro il campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza, in una giornata di attacchi aerei che avrebbero fatto circa 150 morti nel contesto delle operazioni israeliane contro Hamas dopo i terribili attacchi del 7 ottobre in Israele. Secondo un aggiornamento dell'agenzia palestinese Maan, i soccorritori e i civili che partecipano alle ricerche a Nuseirat hanno recuperato finora 80 corpi, anche di bambini, e l'Ospedale Indonesiano di Gaza City ha ricevuto 120 corpi senza vita di persone rimaste uccise a Nuseirat e in altre aree del nord della Striscia.

Stando alla stessa agenzia, vi sono decine di morti e feriti a seguito di un altro bombardamento che avrebbe colpito una scuola dove vengono accolti migliaia di sfollati della zona di Al Zaytun, a Gaza City, e ha fatto decine di vittime anche un altro attacco nell'area di Al Sabra. Almeno 11 persone sono morte in un nuovo bombardamento che ha colpito il campo profughi di Jabalya e qui è stata distrutta la sede dell'emittente Namaa. Altre tre persone sono morte in un altro bombardamento a Gaza City. Ancora altri nove palestinesi sono morti in un attacco contro un'area a est di Rafah, nel sud della Striscia, dieci in un raid ad Al Qarara e tre a Bani Suheila, sempre nel sud. Tra le persone uccise ci sarebbe anche Khaled Abu Halal, segretario generale del movimento al-Akhrar, creato dopo che Hamas nel 2007 prese il controllo della Striscia e composto da un gruppo di ex esponenti di Fatah guidati da Abu Halal, che poi si è avvicinato a Hamas. 

Edifici distrutti da un bombardamento israeliano a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza AFP
Edifici distrutti da un bombardamento israeliano a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza

Ministri sicurezza e finanze contro invio carburante a Gaza, "è un grave errore"

Il ministro della Sicurezza Nazionale e leader del partito israeliano di estrema destra Otzma Yehudit, Itamar Ben Gvir contesta la decisione del gabinetto di guerra di autorizzare l'invio di carburante a Gaza, seppur in piccole quantità. Lo riferisce 'The Times of Israel'. Ben Gvir sostiene che il gabinetto di guerra, composto tra gli altri dal primo ministro Benyamin Netanyahu, dal ministro della Difesa Yoav Gallant e dal ministro Benny Gantz, "sta portando Israele ad adottare una politica sbagliata. Finché i nostri ostaggi non riceveranno nemmeno una visita dalla Croce Rossa, non ha senso fare doni umanitari al nemico". 

Il ministro delle Finanze israeliano e leader del Partito sionista religioso di estrema destra Bezalel Smotrich ritiene che consentire l'ingresso di carburante "è un grave errore e contraddice la decisione del gabinetto". Una tale mossa, aggiunge, "trasmette debolezza, dà ossigeno al nemico e permette al leader di Hamas a Gaza Yahya Sinwar di sedersi comodamente nel suo bunker con aria condizionata, guardare le notizie e continuare a manipolare la società israeliana e le famiglie dei rapiti". 

Sulla stessa linea anche Avigdor Liberman, il fondatore e leader del partito di centrodestra Israel Beytenu, che in un post su "X" afferma: "Smettetela di alimentare i nazisti di Hamas! Le dichiarazioni secondo cui ‘non una goccia di carburante’ sarebbe entrata nella Striscia si sono trasformate in un permesso unilaterale di migliaia di litri, senza ricevere alcun gesto umanitario per i nostri ostaggi. Chiedo che venga fermata subito questa imprudenza". 

Israele "ok a due autocisterne di carburante a Gaza ogni giorno"

Israele ha autorizzato l'ingresso ogni giorno nella Striscia di Gaza di due autocisterne cariche di carburante destinato alle esigenze delle Nazioni Unite e per il funzionamento dei sistemi idrico e fognario. Lo ha reso noto un funzionario israeliano, come riporta il Times of Israel che riferisce di una decisione del gabinetto di guerra sulla base di indicazioni delle Idf e dello Shin Bet e su richiesta di funzionari Usa. La notizia viene riportata anche da Haaretz, che cita una fonte politica, secondo cui la decisione è arrivata all'unanimità. 

Al Arabiya: "Accordo per scambio ostaggi con detenuti imminente"

Sarebbe "imminente" un accordo tra Israele e Hamas per lo scambio di 50 ostaggi tenuti nella striscia e 50 donne e minori detenuti nelle carceri israeliane. Lo riferisce la tv Al Arabiya citando proprie fonti. Secondo le stesse fonti, l'intesa prevede anche una tregua di 3 giorni a Gaza e gli Usa starebbero facendo pressioni su Israele affinché accetti l'accordo. L'ipotesi è sul tavolo dei negoziati, mediati dal Qatar, da diversi giorni, ma non ci sono al momento conferme ufficiali. 

Ambasciatore Israele a Mosca, Hamas ha interrotto negoziati su rapiti

"Hamas ha interrotto di sua iniziativa la trattativa sugli ostaggi", lo ha detto l'ambasciatore israeliano in Russia, Alexander Ben Zvi, in un'intervista alla televisione Rossiya-24 ripresa dalla Tass. "Nonostante tutte le richieste - ha aggiunto il diplomatico - Hamas non ha mai nemmeno presentato una lista di chi è nelle loro mani, in che condizioni siano, se sono vivi o no, se sono feriti, che cosa sta succedendo là. Quindi avere un qualsiasi tipo di negoziato senza sapere, è molto difficile". 

Una donna guarda i ritratti degli ostaggi israeliani catturati da Hamas nell'attacco del 7 ottobre durante una manifestazione che chiede il loro rilascio a Tel Aviv (AHMAD GHARABLI / AFP)
Una donna guarda i ritratti degli ostaggi israeliani catturati da Hamas nell'attacco del 7 ottobre durante una manifestazione che chiede il loro rilascio a Tel Aviv

Netanyahu ammette: "non riusciamo a ridurre vittime civili, ma è colpa di Hamas"

Il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, ha accusato Hamas per gli sforzi "infruttuosi" volti a ridurre al minimo le morti civili a Gaza. In una intervista alla Cbs americana, Netanyahu ha affermato che Israele sta facendo tutto il possibile per tenere i civili lontani dal pericolo mentre combatte Hamas nella Striscia, anche "lanciando volantini" che li avvertono di fuggire, ma che i suoi tentativi di ridurre al minimo le vittime "non hanno avuto successo". L'Onu ha chiesto per questo un'indagine internazionale indipendente per crimini di guerra e violazione dei diritti umani fondamentali.

Netanyahu ha ribadito che l'obiettivo della sua campagna militare è distruggere Hamas: "Cercheremo di portare a termine il lavoro con perdite civili minime. Questo è ciò che stiamo cercando di fare: ridurre al minimo le vittime civili. Ma sfortunatamente non ci siamo riusciti". Netanyahu ha aggiunto che non ci potrà essere un ritorno alle "strategie fallite" nel trattare con Hamas a Gaza e ha ribadito che Israele non sta cercando di occupare Gaza ma vuole che vi sia una responsabilità militare complessiva per "prevenire il riemergere del terrorismo: dobbiamo smilitarizzare e de-radicalizzare" la Striscia. "Abbiamo bisogno di un cambiamento culturale", ha continuato il premier aggiungendo che deve esserci un "futuro diverso sia per gli israeliani che per i palestinesi". 

Benjamin Netanyahu Reuters/Abc
Benjamin Netanyahu

Dai droni la lunga marcia delle famiglie degli ostaggi che si avvicinano a Gerusalemme

La lunga marcia ripresa dai droni di centinaia di parenti e sostenitori per la liberazione degli ostaggi rapiti da Hamas. Nelle immagini l'autostrada che collega Tel Aviv a Gerusalemme in cui marciano nel quarto giorno dell'iniziativa che ha l'obiettivo di raggiungere - domani - l'ufficio del premier Netanyahu per chiedere l'immediata liberazione dei loro cari. 240 circa le persone di ogni età nelle mani del gruppo armato palestinese, ma il numero di quelli vivi, dopo 42 giorni di conflitto nella Striscia, è incerto.

Sirene di allarme nel sud e nel nord di Israele, popolazione chiamata a raggiungere i rifugi

Sirene di allarme stanno risuonando sia nel sud di Israele (per nutriti lanci di razzi palestinesi da Gaza verso la città di Ashkelon) sia nel Nord, per nuovi attacchi dal Libano meridionale. In particolare si segnalano attacchi verso le località israeliane di Malkiya, Arab el-Aramshe e Adamit, tutte immediatamente a sud del confine con il Libano. Lo riferiscono i media. La popolazione è stata chiamata a raggiungere i rifugi. 

Onu (Unrwa): "Non c'è carburante", fermi i convogli degli aiuti umanitari al valico di Rafah

Oggi "non ci sarà un'operazione di aiuto transfrontaliero al valico di Rafah" tra la Striscia di Gaza e l'Egitto: lo ha annunciato ieri sera l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa). "La rete di comunicazioni a Gaza è interrotta perché non c'è carburante. Ciò rende impossibile gestire o coordinare i convogli di aiuti umanitari", si legge nel messaggio pubblicato su X. 

Erdogan da Scholz: sul conflitto a Gaza "Porto un messaggio all'Occidente"

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è arrivato a Berlino per un incontro col cancelliere tedesco Olaf Scholz. L'ultima volta del leader turco in Germania è stata tre anni fa. Il faccia a faccia è l'occasione per portare "un messaggio all'Occidente" e "chiarire diversi punti" rispetto al conflitto tra Hamas e Israele ha fatto sapere Erdogan che così vuole capire "la vera posizione" del governo tedesco, dinanzi ai "massacri perpetrati da Israele". L'incontro tra il presidente turco e Scholz arriva in un momento in cui non mancano critiche durissime da parte di Ankara ai Paesi occidentali, colpevoli di aver scelto il silenzio dinanzi la crisi umanitaria della Striscia di Gaza. I numerosi appelli di Erdogan per un cessate il fuoco delle ultime settimane non sono stati raccolti dall'Europa.

Erdogan ha più volte accusato i Paesi occidentali di complicità nei confronti delle violazioni commesse da Israele e ha presentato un ricorso presso la Corte Penale internazionale dell'Aja con cui si chiede di processare per genocidio il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Un'iniziativa del governo turco che non ha raccolto il sostegno dei Paesi europei. Ankara considera i palestinesi di Hamas, che hanno firmato l'attacco ai civili israeliani dello scorso 7 ottobre, un "movimento di liberazione"; l'Europa è compatta nel ritenere Hamas un'organizzazione terroristica.

Una divergenza sottolineata anche nel recente rapporto del commissario Ue per l'allargamento , in cui la posizione della Turchia è stata definita "in totale contrapposizione con l'approccio dell'Unione Europea". Parole cui Erdogan ha replicato definendo "una trappola di Israele" considerare terroristi Hamas, trappola "in cui è caduta l'Europa, ma non la Turchia". Negli scorsi mesi i rapporti tra Unione Europea e Turchia sembravano aver ripreso la strada del dialogo dopo il congelamento del percorso di integrazione avvenuto nel 2005; tuttavia il conflitto in Medio Oriente ha finito con l'allontanare nuovamente Ankara e Bruxelles. 

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan arriva all'aeroporto per partire per la capitale tedesca Berlino GettyImages
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan arriva all'aeroporto per partire per la capitale tedesca Berlino

Ucciso a Gaza Abu Halal, ex Fatah poi affiliato Hamas

Le forze armate israeliane hanno ucciso a Gaza Khaled Abu Halal, ex esponente delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa di Fatah, che negli ultimi anni è stato affiliato ad Hamas. Secondo le notizie rilanciate da Haaretz, è stato ucciso in un attacco nel quartiere Sheikh Radwan di Gaza City. 

Parolin, stiamo lavorando a incontro famiglie ostaggi con Papa

 "Un incontro dei familiari degli ostaggi con il Papa? Ci stiamo lavorando. Speriamo al più presto di poterlo realizzare". Così il segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, a margine di un evento a Palazzo Borromeo.

 

Telefonata Blinken-Shoukry (Egitto), aumentare l'assistenza a Gaza

Il Segretario di Stato Antony J.Blinken ha parlato telefonicamente con il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry della situazione a Gaza e degli sforzi congiunti per aumentare l'assistenza umanitaria per i palestinesi che ne hanno urgente bisogno. Lo rende noto il Dipartimento di Stato Usa.
Il Segretario ha ringraziato l'Egitto per la sua leadership nel facilitare l'uscita sicura di americani e altri cittadini stranieri da Gaza e nel portare avanti gli sforzi per liberare gli ostaggi. E ha riaffermato l'importanza di passi concreti per ridurre al minimo i danni ai civili palestinesi in tutta Gaza e il rifiuto da parte degli Stati Uniti dello sfollamento forzato dei palestinesi, ribadendo l'impegno degli Stati Uniti a lavorare di concerto con l'Egitto e altri partner regionali verso la formazione di uno Stato palestinese.
Il ministro Shoukry - fa sapere il ministero degli Esteri del Cairo - ha sottolineato la necessità di attuare la risoluzione del Consiglio di Sicurezza del 15 novembre, in particolare l'applicazione delle tregue e dei corridoi umanitari e la priorità legata all'arrivo degli aiuti necessari nella Striscia di Gaza, precisando che l'obiettivo principale è quello di raggiungere un cessate il fuoco globale. 

 

Le macerie dei bombardamenti a Gaza, fotografate oggi dal confine israeliano JACK GUEZ / AFP
Le macerie dei bombardamenti a Gaza, fotografate oggi dal confine israeliano

Media: “Due palestinesi uccisi a Hebron dopo attacco a soldati”

Due palestinesi sono stati uccisi oggi a Hebron, Cisgiordania, dopo aver attaccato soldati. Lo ha riferito la radio pubblica Kan. Secondo una prima ricostruzione si sono lanciati con la loro automobile contro una postazione di sicurezza. Uno di loro è poi uscito dal veicolo e ha aperto il fuoco contro soldati. I due, secondo la radio, sono stati uccisi dal fuoco di reazione. Ieri altri tre palestinesi, affiliati con Hamas e originari di Hebron, erano stati uccisi dopo aver attaccato con una tecnica simile un posto di blocco presso Betlemme. In quell'attentato è rimasto ucciso un soldato. 

 

Bombardamenti israeliani nel sud del Libano

Ripetuti bombardamenti israeliani nel sud del Libano si sono registrati stamani a ridosso della linea del fronte tra Hezbollah e Israele, dalla zone costiera mediterranea fino ai confini con la Siria.
Secondo i media libanesi, le aree colpite sono Naqura, Ramia, Beit Lif, Jebbin, Dhahira, Ayta Shaab, Yarin, Mays Jabal, Blida, Khiam, Burj Muluk, Kfar Shuba, Kfar Hammam.  

 

Spari contro militari israeliani vicino Hebron “Neutralizzato terrorista”

"Un terrorista" che ha sparato contro un gruppo di soldati israeliani vicino Hebron, in Cisgiordania, è stato "neutralizzato" dagli stessi militari che hanno risposto al fuoco. Lo ha riferito l'esercito israeliano, precisando che nessun militare è rimasto ferito. L'episodio è avvenuto nell'area di Kiryat Arba. 

 

Parà israeliani contro i combattenti di Hamas nel Nord di Gaza Reuters
Parà israeliani contro i combattenti di Hamas nel Nord di Gaza

Parolin, tremendo pensare a guerra come soluzione

"E' tremendo pensare che si stia tornando a usare la guerra come mezzo di soluzione dei conflitti, di contenziosi tra le nazioni e che il diritto all'uso della forza sta sostituendo la forza del diritto". Lo ha detto il segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin, intervistato da Live In a SkyTg24. "Il fatto che ci sia un ripiegamento all'interno di ogni Paese - ha detto -, per cui ognuno cerca il proprio interesse perdendo di vista l'orizzonte del bene comune, della famiglia, dell'umanità su cui i papi, papa Francesco in particolare, insistono. Quindi la perdita di fiducia reciproca per cui si indebolisce e viene meno quella dimensione fondamentale di multilateralismo che deve caratterizzare i rapporti fra gli Stati e gli attori internazionali".

 

Militari israeliani avanzano tra le macerie a Gaza video dell'Idf, l'esercito di Israele Reuters
Militari israeliani avanzano tra le macerie a Gaza video dell'Idf, l'esercito di Israele

Parolin, ospedali non devono essere colpiti

 "Il principio fondamentale del diritto umanitario internazionale: ci sono alcuni luoghi, alcuni posti  che, anche in caso di guerra, debbono essere salvaguardati. Prima di tutto gli ospedali e non deve essere posto nessun ostacolo all'attivita' dei medici e degli operatori sanitari". Cosi' il Segretario di Stato vaticano, il Pietro Parolin a Sky TG24 Live In Genova riguardo l'ospedale Al Shifa di Gaza.
"La Chiesa insiste sul rispetto di questo diritto internazionale umanitario", ha detto Parolin. Il bombardamento "ci dimostra la disumanita' della guerra che non tiene conto di niente e di nessuno, l'unico obiettivo diventa quello di distruggere il nemico, di distruggere l'avversario, passando sopra ai diritti fondamentali delle persone, e il primo diritto e' quello di essere curati". "Questi posti devono essere salvaguardati da parte di tutti nessuno deve utilizzarli per i suoi scopi e nessuno deve colpirli. Devono essere posti di sicurezza per tutti".  

 

Parolin, liberare ostaggi e' punto chiave

La liberazione degli ostaggi "e' un punto chiave per risolvere la situazione". Cosi' il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, a Sky TG24 Live In Genova. "Vorrei insistere e ripetere l'appello che il Papa ha fatto piu' volte, in ogni suo intervento da ottobre", ha affermato sottolineando che tra gli ostaggi "ci sono bambini, neonati, donne incinte, anziani, non solo israeiani ma anche appartenenti ad altri popoli e ad altre religioni".  

 

Vaticano, Parolin, antisemitismo e' mostro che tenta di risorgere

L'antisemitismo "e' un mostro che tenta di risorgere", "e' un pericolo in agguato e dobbiamo stare attenti". Cosi' il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, a Sky TG24 Live In Genova. "Abbiamo visto nel secolo scorso, la Shoah cosa ha prodotto". Per Parolin occorre puntare sulla "nuova educazione". "Il problema e' che ci si dimentica del passato ma occorre avere presente il senso della Storia", "la persona umana e' degna di rispetto".  

 

Il fumo denso dopo l'esplosione: a Gaza proseguono le operazioni dell'Idf (Video)

Operazione Israele in Cisgiordania, 6 operativi di Hamas tra i 21 arrestati

Sono sei i sospetti operativi di Hamas che figurano tra i 21 ricercati palestinesi arrestati da Israele in Cisgiordania. Lo hanno riferito in un comunicato congiunto la polizia di frontiera israeliana e lo Shin Bet, precisando che sono state mappate le case dei tre sospetti membri di Hamas che ieri hanno aperto il fuoco contro le forze di sicurezza israeliane a un posto di blocco a sud di Gerusalemme, provocando un morto e cinque feriti. Dall'inizio delle operazioni militari nella Striscia di Gaza, scattate dopo il massacro compiuto da Hamas il 7 ottobre, oltre 1.750 ricercati palestinesi sono stati arrestati in Cisgiordania, almeno 1.050 dei quali sono ritenuti affiliati a Hamas.
 

 

Israele, presa roccaforte Jihad islamica in nord Striscia

Durante il raid nella roccaforte della Jihad, secondo il portavoce militare israeliano,  i soldati hanno trovato "razzi pesanti, droni e altre armi" che sono state poidistrutte. Le truppe - ha continuato - hanno poi condotto "raid mirati in numerose aree della Striscia in cui sono stati trovati equipaggiamento tecnologico, nascondigli di armi, inclusi fucili Kalashnikov, ordigni esplosivi, lanciagranate, lancia granate, giubbotti e lancia missili anticarro

Razzi su gaza 16 novembre 2023 AP
Razzi su gaza 16 novembre 2023

Ucciso a Gaza Abu Halal, ex membro Fatah, affiliato Hamas

Rapporti dalla Striscia di Gaza hanno annunciato che l'esercito israeliano ha ucciso Khaled Abu Halal, un ex membro di rango delle Brigate Martiri al Aqsa, ala militare di Fatah (il partito di Abu Mazen), divenuto un affiliato di Hamas. Lo ha riferito Haaretz secondo cui Abu Halal è stato ucciso in un attacco aereo nel quartiere di Sheikh Radwan di Gaza City. 

 

bandiera israeliana su palazzo a gaza 16 novembre 2023 AP
bandiera israeliana su palazzo a gaza 16 novembre 2023

Gaza: il presidente brasiliano telefona a Herzog

Dopo aver criticato duramente la risposta di Israele agli attacchi del 7 ottobre compiuti da Hamas, il presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, ha telefonato al suo omologo israeliano, Isaac Herzog, per ringraziarlo di aver permesso il rimpatrio del gruppo di connazionali che si trovava nella Striscia di Gaza. I due leader hanno parlato anche della "gravissima crisi umanitaria" nel conflitto in corso, riferisce Brasilia in un comunicato.
"Il presidente Lula ha riaffermato la tradizione pacifica del Brasile, dove ebrei e arabi hanno sempre convissuto in pace. Ha inoltre ribadito il suo ripudio degli atti di antisemitismo e ha ribadito l'impegno del governo brasiliano a reprimere queste manifestazioni", si legge nella nota.
Il Brasile "resta convinto dell'importanza della soluzione dei due Stati, con Israele e Palestina che convivono fianco a fianco, con confini sicuri e reciprocamente accettati", prosegue il documento. Lula ha inoltre sottolineato gli sforzi del Brasile per "riformare gli organi di governo multilaterali, rendendoli più efficienti nella prevenzione e nella risoluzione dei conflitti come quello che continua in Medio Oriente". 

 

Israele, presa roccaforte Jihad islamica in nord Striscia

I soldati israeliani hanno continuato ad operare nella Striscia durante la notte. Lo ha detto il portavoce militare, secondo cui aerei israeliani hanno colpito "numerosi obiettivi" nell'enclave palestinese. I soldati - ha continuato - hanno preso il controllo di una roccaforte del comandante della Jihad islamica nel nord della Striscia. "La roccaforte conteneva gli uffici di capi terroristi dell'organizzazione e una sito per la produzione di armi".
Inoltre, i soldati hanno operato all'interno di una scuola - dove erano nascoste molte armi - in "cui si erano celati terroristi di Hamas" e molti sono stati uccisi.  

 

Conflitto Israelo-Palestinese 16-11-23 Afp
Conflitto Israelo-Palestinese 16-11-23

Media, attacco Israele in Siria, in dintorni Damasco

 "Intorno alle 2.25 di venerdì, il nemico israeliano ha effettuato un attacco aereo dalla direzione del Golan siriano occupato, prendendo di mira una serie di punti nei dintorni di Damasco". È quanto ha detto una fonte militare in una dichiarazione all'agenzia siriana Sana. La fonte ha aggiunto che le forze di difesa aerea dell'esercito hanno risposto all'aggressione aerea e hanno abbattuto la maggior parte dei missili lanciati.

 

Il video della Mezzaluna Rossa mostra i pazienti evacuati dall'ospedale Al-Quds Reuters
Il video della Mezzaluna Rossa mostra i pazienti evacuati dall'ospedale Al-Quds

Ministro esteri Iran: “Informato Usa che non vogliamo la guerra si allarghi”

L'Iran ha comunicato agli Stati Uniti, attraverso l'ambasciata svizzera a Teheran (che cura gli interessi degli Usa nella Repubblica islamica), che non vuole un allargamento della guerra tra Israele e Hamas, ma ha anche ammonito che un conflitto regionale sarà inevitabile se dovessero continuare gli attacchi su Gaza. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir-Abdollahian, in un'intervista al Financial Times.
"Negli ultimi 40 giorni ci sono stati scambi di messaggi tra l'Iran e gli Stati Uniti, attraverso la sezione interessi americani dell'ambasciata svizzera a Teheran", ha dichiarato Hossein Amirabdollahian, escludendo la possibilità di colloqui diretti tra i due Paesi rivali. "In risposta agli Stati Uniti - ha proseguito - abbiamo detto che l'Iran non vuole che la guerra si allarghi, ma che, a causa dell'approccio adottato dagli Stati Uniti e da Israele nella regione, se i crimini contro il popolo di Gaza e della Cisgiordania non si fermano, ogni possibilità può essere presa in considerazione e un conflitto più ampio potrebbe rivelarsi inevitabile".
Amir-Abdollahian ha ribadito che Hezbollah e le altre organizzazioni militanti islamiche nei Territori palestinesi, Iraq, Siria e Yemen non sono 'proxy' dell'Iran, sostenendo che ciascun gruppo ha un'identità politica indipendente. Ma ha avvertito che questi gruppi "non sono indifferenti all'uccisione dei loro fratelli musulmani e arabi in Palestina". Il ministro ha quindi dichiarato che gli Stati Uniti non hanno minacciato di colpire l'Iran se Hezbollah dovesse lanciare un attacco su larga scala contro Israele. Tuttavia, ha evidenziato che Washington da una parte invita Teheran "a dar prova di moderazione" e dall'altra intensifica la guerra a Gaza con un massiccio sostegno a Israele. 

 

Onu, oggi nessuna operazione umanitaria a valico di Rafah

Oggi "non ci sarà un'operazione di aiuto transfrontaliero al valico di Rafah" tra la Striscia di Gaza e l'Egitto: lo ha annunciato ieri sera l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa). "La rete di comunicazioni a Gaza è interrotta perché non c'è carburante. Ciò rende impossibile gestire o coordinare i convogli di aiuti umanitari", si legge nel messaggio pubblicato su X.  

 

Cisgiordania, Israele ha circondato ospedale Ibn Sina Jenin “Chiesto lo sgombero”

Le forze israeliane (Idf) avrebbero chiesto "lo sgombero" dell'ospedale Ibn Sina, a Jenin, in Cisgiordania. Lo affermano fonti locali citate dall'agenzia palestinese Wafa secondo cui i militari israeliani avrebbero circondato all'alba di oggi l'ospedale, perquisito le ambulanze e chiesto lo sgombero della struttura tramite annunci con gli altoparlanti. Secondo le fonti, paramedici sarebbero stati costretti a uscire dall'ospedale con le mani in alto, per poi essere perquisiti nel cortile e alcuni sarebbero stati interrogati.
 

 

Blinken a Gantz, urgente ridurre tensioni in Cisgiordania: “Misure contro violenze coloni”

Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha chiesto a Benny Gantz, nel gabinetto di guerra israeliano, misure "urgenti" per contenere la violenza in Cisgiordania. "Blinken ha sottolineato la necessità urgente di adottare misure positive per ridurre le tensioni in Cisgiordania, anche affrontando i livelli crescenti di violenza estremista dei coloni", ha detto il portavoce Matthew Miller. Washington insiste per la soluzione dei due stati.
Blinken e Gantz hanno parlato anche dell' "impegno per evitare un allargamento del conflitto" nella regione e assicurare il rilascio degli ostaggi trattenuti nella Striscia di Gaza dal terribile attacco del 7 ottobre di Hamas in Israele. Al centro del colloqui anche gli "sforzi per aumentare e accelerare" la consegna di aiuti umanitari alla Striscia. 

 

Siria, missili Israele su obiettivi Hezollah vicino Damasco

Le forze israeliane hanno attaccato obiettivi degli Hezbollah libanesi nei pressi della capitale siriana Damasco. Il Paese arabo ha segnalato un'operazione intorno alle 2.25 ora locale, "condotta dalla direzione delle Alture del Golan". "I nostri sistemi di difesa aerea hanno risposto ai missili dell'aggressione e ne hanno abbattuti la maggior parte, con alcuni danni materiali", affermano da Damasco. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede nel Regno Unito e fonti nel Paese arabo, nel mirino delle forze israeliane sono finiti centri di comando e siti militari di Hezbollah e ci sono "notizie di perdite di vite umane". 

 

Netanyahu, cerchiamo di ridurre al minimo le vittime civili ma non ci riusciamo

"Ogni vittima civile è una tragedia" e "non dovrebbero essercene perché stiamo facendo tutto il possibile affinché i civili siano lontano dai pericoli, mentre Hamas sta facendo di tutto perché siano in situazioni di rischio". Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un'intervista alla Cbs mentre prosegue il conflitto tra Israele e Hamas e vanno avanti le operazioni israeliane nella Striscia di Gaza, scattate dopo il terribile attacco del 7 ottobre del gruppo in Israele. "Cercheremo di concludere il lavoro con il minor numero possibile di vittime civili, è quello che stiamo cercando di fare - ha detto - Ma purtroppo non ci siamo riusciti".
Nell'intervista Netanyahu ha anche detto che Israele aveva "forti indizi" sulla presenza di ostaggi trattenuti da Hamas nell'ospedale al-Shifa. "Avevamo forti indizi - ha affermato - ed è uno dei motivi per cui siamo entrati nell'ospedale". "Se c'erano, sono stati portati via - ha aggiunto - Abbiamo informazioni di intelligence sugli ostaggi, ma meno ne parlo e meglio è". 

 

Israele, recuperato corpo soldatessa rapita da Hamas

L'esercito israeliano ha annunciato stamattina di aver recuperato il corpo di Noa Marciano, la soldatessa di 19 anni presa in ostaggio da Hamas.  

 

 Israele chiede l'evacuazione dell'ospedale Ibn Sina di Jenin Reuters
Israele chiede l'evacuazione dell'ospedale Ibn Sina di Jenin

Cisgiordania: raid Israele a Jenin, 'bilancio sale a 3 morti'

Fonti palestinesi affermano che è salito a tre morti e sette feriti il bilancio dell'operazione militare israeliana di oggi a Jenin, in Cisgiordania. Due delle persone uccise appartenevano ai Jenin Bridges, una milizia locale. 

 

Netanyahu, non riusciamo a ridurre vittime civili a Gaza

Israele sta facendo tutto il possibile per tenere i civili lontani dal pericolo mentre combatte Hamas a Gaza, anche lanciando volantini che li avvertono di fuggire, ma i suoi tentativi di ridurre al minimo le vittime "non hanno avuto successo". E' quanto detto dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un'intervista all'emittente statunitense Cbs News.
"Ogni morte di civile è una tragedia - ha aggiunto Netanyahu, come riporta Haaretz - E non dovremmo averne, perché stiamo facendo tutto il possibile per togliere i civili dal pericolo, mentre Hamas sta facendo di tutto per mantenerli in pericolo".

 

Operazione militare Israele in Cisgiordania: morti 3 palestinesi

Secondo fonti palestinesi nella città di Jenin, in Cisgiordania, tre persone sono state uccise e sette ferite durante un'operazione militare israeliana all'alba di oggi. Due delle persone uccise appartenevano a una milizia locale. Lo riferisce il quotidiano israeliano Haaretz.
Secondo le fonti alcune persone sono rimaste ferite in un attacco aereo e altre da colpi di arma da fuoco. Due dei feriti sarebbero in gravi condizioni. L'esercito di Israele avrebbe inoltre circondato l'ospedale Ibn Sina della città.

 

Conflitto Israelo-Palestinese 16-11-23 Afp
Conflitto Israelo-Palestinese 16-11-23

Niente comunicazioni a Gaza. Israele perquisisce ospedale

L'esercito israeliano ha continuato a perquisire l'ospedale principale di Gaza alla ricerca di nascondigli di Hamas, mentre il territorio palestinese e' stato tagliato fuori dalle telecomunicazioni a causa della "mancanza di carburante", ha dichiarato l'ONU.
Il governo di Hamas nel territorio ha dichiarato che i soldati israeliani hanno "distrutto" diverse strutture dell'ospedale al-Shifa, un enorme complesso a Gaza City al centro della guerra.
Dal sanguinoso attacco di Hamas al suo territorio, il 7 ottobre, Israele ha giurato di "annientare" il movimento islamista, classificato come organizzazione terroristica da Stati Uniti, Unione Europea e Israele. L'esercito israeliano ha bombardato senza sosta il piccolo territorio e dal 27 ottobre ha lanciato un'operazione di terra che ha portato a pesanti scontri con i miliziani di Hamas e alla morte di 51 soldati.  

 

Blitz militare Israele a Jenin, 2 morti e 7 feriti

Due persone sono state uccise e sette ferite durante un blitz militare israeliana nella citta' di Jenin. Secondo quanto riferiscono media locali, 2 dei feriti sarebbero in gravi condizioni. 

 

Blinken a Netanyahu: "No alla rioccupazione di Gaza, ok a una fase transitoria per la sicurezza"

Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha dichiarato di aver detto al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che "non può esserci una rioccupazione di Gaza da parte" dello stato ebraico, ma ha ammesso che "potrebbe essere necessario un periodo transitorio in cui venga garantita la sicurezza" nella Striscia.

Parlando alla ABC, Blinken ha detto che "quando si tratta del futuro di Gaza, a nostro giudizio deve essere sotto il governo palestinese e deve esserci anche sicurezza. È imperativo, se vogliamo che ci sia pace e sicurezza durature, andare effettivamente avanti per garantire che i palestinesi abbiano diritti politici, la capacità di governarsi da soli e di prendere decisioni per il proprio futuro nel proprio Stato", ha aggiunto il capo della diplomazia americana. 
 

Netanyahu: "Nell'ospedale al Shifa c'era un centro di comando di Hamas, sono scappati"

Nell'ospedale al Shifa a Gaza c'era "un centro di comando e controllo" di Hamas. 
L'ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, difendendo l'azione contro il nosocomio, in un'intervista alla CBS.

"Avevamo prove concrete che c'erano capi terroristi e terroristi nell'ospedale. E sono scappati mentre le nostre forze si avvicinavano", ha detto Netanyahu. "Hamas ha usato i pazienti di quell'ospedale come scudi umani e al livello -2 abbiamo trovato un centro di comando e controllo e equipaggiamenti per la codifica militare. Abbiamo trovato bombe, abbiamo trovato armi, abbiamo trovato anche tunnel nel compound dell'ospedale", ha detto ancora il capo del governo israeliano. "Noi abbiamo fatto la cosa giusta: privare Hamas di questa zona sicura nell'ospedale e nello stesso tempo neutralizzare questo centro di comando terrorista".

Netanyahu ha anche detto che una delle motivazioni che hanno portato all'azione era il fatto che avevano indizi concreti che lì fossero detenuti gli ostaggi israeliani catturati da Hamas. "Avevamo forti indicazioni che erano detenuti all'ospedale Al-Shifa, questo è uno dei motivi per cui sono entrati in ospedale", ha detto il primo ministro.

“Una messa in scena”, aveva comunicato poco prima l'ufficio stampa di Hamas, secondo cui armi, munizioni, computer e altro sono stati messi “sugli scaffali delle corsie dell'ospedale come se fosse un supermercato” dagli stessi militari israeliani. 
 

Nel reportage da Hebron dell'inviata in Cisgiordania, il punto di vista dei coloni

Hamas: "Stiamo combattendo a Jenin, Cisgiordania"

In un breve post su Telegram, le brigate Qassam, braccio armato di Hamas, affermano che stanno combattendo “insieme a tutti gli altri gruppi di resistenza” nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania. 

Lo riferisce Al Jazeera online, aggiungendo che secondo quanto si legge nel post, i combattenti palestinesi stanno prendendo di mira le forze israeliane "con fuoco pesante e ordigni esplosivi". 
 

Il video della Mezzaluna rossa mostra i pazienti costretti a lasciare a piedi l'ospedale Al Quds

Netanyahu alla CBS: "Tentiamo di ridurre le vittime civili, ma sfortunatamente non abbiamo successo"

Israele sta facendo tutto il possibile per tenere i civili lontani dal pericolo mentre combatte Hamas a Gaza, compreso lanciare volantini che li avvertono di fuggire, ma i suoi tentativi di ridurre al minimo le vittime "non hanno avuto successo", ha detto giovedì il primo ministro Benjamin Netanyahu.

A Netanyahu è stato chiesto dalla televisione americana CBS News se l’uccisione di migliaia di palestinesi da parte di Israele come rappresaglia per l’attacco del 7 ottobre da parte di Hamas potrebbe alimentare nuovo odio. "Ogni morte civile è una tragedia. E non dovremmo averne, perché stiamo facendo tutto il possibile per tenere i civili fuori dal pericolo, mentre Hamas sta facendo di tutto per tenerli nel pericolo", ha detto Netanyahu. "Quindi mandiamo volantini, li chiamiamo sui cellulari e diciamo: 'andatevene'. E molti se ne sono andati", ha detto Netanyahu. "L'altra cosa che posso dire è che cercheremo di portare a termine il lavoro con perdite civili minime. Questo è quello che stiamo cercando di fare: perdite civili minime. Ma sfortunatamente, non ci siamo riusciti."

Blinken a Gantz: "Fermare le violenze dei coloni"

Il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha parlato con il ministro israeliano Benny Gantz, membro del gabinetto di guerra. I due "hanno discusso degli sforzi per aumentare e accelerare il transito di assistenza umanitaria fondamentale a Gaza", ha comunicato il portavoce del Dipartimento di Stato Matthew Miller. Blinken e Gantz "hanno inoltre discusso degli sforzi in corso per prevenire l'allargamento del conflitto e per garantire il rilascio degli ostaggi detenuti a Gaza, compresi i cittadini statunitensi". Il segretario di Stato Usa "ha sottolineato l’urgente necessità di passi concreti per allentare le tensioni in Cisgiordania, anche affrontando i crescenti livelli di violenza estremista dei coloni" e "che gli Stati Uniti restano impegnati a portare avanti una soluzione a due Stati".
 

Raid israeliano a Jenin, in Cisgiordania

Israele sta conducendo un altro “grande raid” a Jenin e nel campo profughi della città, in Cisgiordania. 

Le forze israeliane “hanno preso d'assalto il campo con dozzine di veicoli, inclusi enormi bulldozer” ha riferito il vicegovernatore di Jenin, Kamal Abu al-Roub, citato da Al Jazeera. Le interruzioni di corrente, ha aggiunto, sono prevalenti nel campo e anche in altre parti della città, poiché sono in corso scontri tra soldati israeliani e giovani palestinesi. Secondo testimoni, veicoli israeliani hanno circondato il campo dai lati orientale e occidentale.

Raid aereo israeliano su Khan Yunis, al sud, dieci morti inclusi bambini

In un attacco aereo condotto dalle forze israeliane questa sera a est di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, sono morte 10 persone, tra cui bambini. Lo riferisce Al Jazeera citando testimoni, resoconti dei media palestinesi e un giornalista di Al Jazeera, secondo cui l'attacco ha colpito una casa di famiglia ad al-Qarara. Un video visualizzato da Al Jazeera mostra alcuni dei morti, tra cui una ragazzina e un neonato, nell'ospedale pediatrico di al-Nasr. L'attacco è avvenuto il giorno dopo che l'esercito israeliano ha lanciato volantini su al-Qarara e dintorni avvertendo i residenti di evacuare verso "rifugi conosciuti".

L'Onu: i civili di Gaza rischiano la morte per fame

I civili di Gaza rischiano di morire fame poiché cibo e acqua sono diventati "praticamente inesistenti". Lo afferma il Programma alimentare mondiale dell'Onu (Pam). "Con l'inverno che si avvicina velocemente, i rifugi insicuri e sovraffollati e la mancanza di acqua pulita, i civili si trovano ad affrontare l'immediata possibilità di morire di fame", ha detto in una nota la direttrice esecutiva del Pam, Cindy McCain. 

Hamas: “Israele otterrà ostaggi solo in cambio dei prigionieri palestinesi”

"Israele otterrà i suoi prigionieri solo ad un prezzo", cioè in cambio dei prigionieri palestinesi. Lo ha dichiarato il capo dello ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, in riferimento ai soldati e i civili dello Stato ebraico tenuti a Gaza.
Haniyeh ha rivolto un appello al mondo arabo-islamico dicendo che "sostenere Gaza con denaro, jihad e armi deve superare gli ostacoli, e non ci sono scuse per accontentarsi di poco. La battaglia è della umma", ovvero la comunità dei credenti e "se il nemico vuole che la battaglia sia lunga, noi siamo pronti".

Israele: trovato il corpo di una donna ostaggio vicino ad Al Shifa

Il corpo di una donna ostaggio di Hamas è stato trovato dai soldati israeliani in una struttura vicina all'ospedale Al Shifa di Gaza City, oggetto due notti fa di un raid in forze dell'esercito israeliano. 

Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui la donna - che era malata di tumore - si chiamava Yehudit Weiss, aveva 65 anni ed era stata rapita nel kibbutz di Beeri.

Erdoğan oggi in Germania incontra Scholz, sul tavolo la guerra a Gaza

Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan sarà oggi in Germania dove incontrerà il cancelliere Olaf Scholz. 

Al centro i legami bilaterali, l'adesione della Turchia all'Ue e anche la guerra tra Israele e Hamas. La precedente visita di Erdoğan in Germania è avvenuta nel 2020, mentre l'ultimo incontro con Scholz risale a settembre, a margine del vertice del G20 in India. A Berlino, il leader turco dovrebbe incontrare anche il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier. La Turchia è tra i Paesi che più duramente hanno criticato l'offensiva militare israeliana su Gaza, chiedendo allo Stato ebraico e ai Paesi occidentali un cessate il fuoco immediato. In una dichiarazione della scorsa settimana, Erdoğan ha lasciato intendere che la tensione in corso in Medio Oriente sarà la questione più importante nei suoi colloqui con il cancelliere tedesco.

Governo Hamas: a Gaza uccisi 11.470 palestinesi, 4.707 bambini

L'attacco israeliano alla Striscia di Gaza dal 7 ottobre ha ucciso 11.470 persone, tra cui 4.707 bambini, 3.155 donne e 668 anziani, mentre 29.000 sono rimasti feriti. Lo afferma il Ministero della Sanità palestinese, controllato da Hamas. Tra i morti ci sono 203 operatori sanitari e 36 della protezione civile, mentre piu' di 210 operatori sanitari sono rimasti feriti. Si afferma inoltre che 197 palestinesi sono stati uccisi da colpi di arma da fuoco dell'esercito israeliano nella Cisgiordania e 2.750 sono rimasti feriti.

Al-Jazeera: l'ospedale indonesiano a Gaza ha smesso di funzionare

Il direttore dell'ospedale indonesiano, Atef Al-Kahlot, ha annunciato che il suo nosocomio, nel nord della Striscia di Gaza, ha completamente smesso di funzionare, a causa dell'incapacità dei suoi reparti di lavorare. Lo riferisce Al Jazeera online, aggiungendo che lo stesso ospedale ha assistito all'arrivo di numerosi morti e feriti prima che fosse annunciato che avrebbe smesso completamente di funzionare.