La guerra Israele-Hamas, giorno 38

La battaglia degli ospedali, civili in trappola. Razzi di Hezbollah dal Libano

Il direttore: "Ad al-Shifa situazione catastrofica". Si tratta sugli ostaggi, colloquio telefonico tra Biden e l'emiro del Qatar. Truppe israeliane nel Parlamento di Gaza City

Il direttore dell'ospedale al-Shifa: "Nessun contatto da Israele per l'evacuazione"

Il direttore del più grande ospedale di Gaza ha affermato che Israele non ha stabilito alcun contatto in merito all'evacuazione di pazienti o neonati prematuri. Il dottor Mohamed Abu Selmia dell'ospedale al-Shifa di Gaza City ha detto che l'esercito israeliano “non ci ha contattato, siamo stati noi a rivolgerci a loro... ma fino ad ora non abbiamo ricevuto risposta. Sono in corso trattative per l'evacuazione dei bambini prematuri, ma finora non è successo nulla”.

Mezzaluna rossa palestinese, il generatore dell'ospedale Amal si è spento

La Mezzaluna Rossa palestinese ha affermato che l'unico generatore di corrente dell'ospedale Al-Amal, nel sud di Gaza, ha smesso di funzionare. In una dichiarazione pubblicata sui social media, ripresa dal Guardian, l'organizzazione ha affermato che la vita di 90 pazienti dell'ospedale è a rischio, di cui 25 nel reparto di riabilitazione medica “che ora affrontano il rischio di morte in qualsiasi momento”. L'ospedale fa affidamento su un generatore “molto piccolo” e si prevede che il carburante rimanente si esaurirà entro 24 ore.

Il racconto di Yara: "Sono profuga dalla nascita, studio Medicina per aiutare il mio popolo"

Il ministro degli Esteri israeliano domani in visita a Ginevra, incontrerà la presidente della CRI e il capo dell'OMS

Il ministro degli Esteri israeliano, Eli Cohen, si recherà domani in Svizzera insieme a diversi parenti degli ostaggi, per una visita diplomatica. Cohen incontrerà la presidente della Croce Rossa, Mirjana Spoljaric Egger, e il capo dell'Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus.

L'esercito di Israele: "Impegnati nell'evacuazione dell'ospedale Rantisi"

Il portavoce dell'esercito israeliano Daniel Hagari ha affermato che l'esercito si è impegnato per l'evacuazione in sicurezza dell'ospedale pediatrico Rantisi a Gaza, così come di altri ospedali nel nord della Striscia.

Il presidente internazionale di Medici Senza Frontiere: "Chiediamo un cessate il fuoco immediato"

Usa: "Pause di giorni nel contesto del rilascio degli ostaggi"

Gli Stati Uniti vorrebbero vedere pause di giorni nel conflitto a Gaza in un contesto di rilascio di ostaggi nelle mani di Hamas. Lo afferma il consigliere alla sicurezza nazionale Jake Sullivan, sottolineando che gli Stati Uniti stanno parlando con Israele di pause umanitarie.

L'accusa dell'esercito israeliano: "Hamas nascondeva ostaggi nell'ospedale Rantisi di Gaza City"

Hamas teneva ostaggi israeliani nell'ospedale pediatrico Rantisi a Gaza City. Lo ha denunciato il portavoce militare, Daniel Hagari, secondo cui è stato trovato un tunnel, armi, esplosivi e un'area destinata forse ad essere usata per nascondere ostaggi.

Nella sua ricostruzione, Hagari ha mostrato l'imboccatura segreta di un tunnel scavato a breve distanza dal lato posteriore dell'ospedale Rantisi. La corrente elettrica per quel tunnel proveniva dall'ospedale. Alla base del tunnel - ha aggiunto Hagari, mostrando immagini - c'era una armeria utilizzata da Hamas. Al suo interno (situato alla base dell'ospedale) c'erano esplosivi, corpetti, esplosivi, bomba amano e Rpg. Nelle immediate vicinanze c'era una motocicletta “utilizzata da Hamas nel corso dei massacri condotti in Israele il 7 ottobre”.

Sono i bambini di Gaza a pagare il prezzo più alto della guerra

Biden: "Azioni meno invasive contro l'ospedale al-Shifa"

Il presidente americano Joe Biden ha chiesto a Israele “azioni meno invasive” contro l'ospedale di Al-Shifa a Gaza. Biden ha anche detto che l'ospedale di Gaza deve essere protetto.

Hamas, oltre 30 morti in bombardamento a Jabalya

Oltre 30 palestinesi sono morti e decine sono rimasti feriti nel bombardamento israeliano del campo profughi di Jabalya, nel nord di Gaza. Lo riferiscono i media di Hamas.

Le truppe israeliane nel Parlamento di Gaza, espongono bandiere dello Stato di Israele

Truppe israeliane nel Parlamento di Gaza City

Soldati israeliani della Brigata Golani sono penetrati nel Parlamento di Gaza City prendendone il controllo. Virale sui social la foto delle truppe che espongono le bandiere israeliane dietro il banco della presidenza.

Membro di Hezbollah: "Entreremo pienamente in guerra se Hamas sarà completamente distrutta a Gaza"

Hezbollah entrerà pienamente in guerra con Israele se Hamas sarà completamente distrutta a Gaza. Lo riporta Nbc citando un membro di Hamas a Beirut. “Ora non è il momento. La linea rossa per Hezbollah è la totale distruzione della resistenza a Gaza”, ha detto Ahmed Abdul Hadi a Nbc.

Gallant: "Hamas ha perso il controllo di Gaza"

“Hamas ha perso il controllo di Gaza, non ha il potere di fermare l'esercito”. Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, secondo cui “i terroristi stanno fuggendo al sud e i civili stanno saccheggiando le loro basi. Non hanno più fiducia nel governo”.

Libano, ferito un giornalista locale in un bombardamento israeliano

Un giornalista libanese è rimasto ferito nel sud del Libano da schegge di un ordigno sparato da Israele a ridosso della linea di demarcazione tra i due Paesi. Lo riferisce l'Ordine dei giornalisti libanese, secondo cui la troupe della tv locale Mtv è stata presa di mira da un raid israeliano nei pressi di Yarun, località poco lontana dalla linea del fronte tra Hezbollah e Israele. Il 13 ottobre scorso un giornalista libanese, Issam Abdallah, è stato ucciso da spari provenienti dal territorio israeliano e altri tre giornalisti sono rimasti gravemente feriti. A una reporter libanese ferita in quell'attacco hanno dovuto amputare la gamba.

La tifoseria della Real Sociedad organizza una protesta contro i bombardamenti su Gaza

Unrwa: domani non potremo ricevere gli aiuti da Rafah

“I nostri camion hanno esaurito il carburante: domani non potremo ricevere gli aiuti in arrivo dal valico di Rafah”. Lo ha scritto su X Thomas White, il capo dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi(Unrwa) a Gaza.

La missione delle nostre forze armate in Libano è attiva dal 2015

Oms, "L'ospedale al Shifa di Gaza City è quasi un cimitero"

L'ospedale al-Shifa di Gaza City, il più grande della Striscia, “non funziona più come dovrebbe” a causa delle interruzioni di corrente e della mancanza di carburante ed “è quasi un cimitero”. Lo ha dichiarato alla Bbc Christian Lindmeier, portavoce dell'Organizzazione mondiale della sanità. Lindmeier ha spiegato che attorno alla struttura “ci sono cadaveri di cui non ci si può occupare e che non possono nemmeno essere sepolti o portati in un obitorio”.

La preoccupazione dell'Oms è rivolta soprattutto alla sorte di decine di neonati prematuri che non possono più rimanere nelle loro incubatrici. Secondo Lindmeier, l'ospedale non è in grado di effettuare la dialisi renale per 45 pazienti che ne hanno bisogno. All'interno della struttura ci sono circa 600 pazienti e altre persone che si sono rifugiate nei corridoi.

FT, Tony Blair si "candida" a ricoprire un "ruolo umanitario" a Gaza

L'ex premier britannico Tony Blair sarebbe disposto a svolgere un ruolo umanitario a Gaza, se ci fosse una prospettiva realistica di poter avere un impatto sul terreno. Lo scrive il Financial Times dopo che media israeliani hanno riferito della speranza del premier Benjamin Netanyahu di avere l'ex leader laburista come “coordinatore umanitario” nella Striscia, forte della sua esperienza internazionale come inviato in Medio Oriente del Quartetto (Usa, Russia, Ue e Onu), incarico lasciato nel 2015.

Ministero della sanità di Hamas: "Il bilancio dei morti sale a 11.360"

Sale a 11.360 il numero delle persone morte nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre scorso, secondo l'ultimo bilancio del ministero della Sanità di Hamas. Lo riporta l'agenzia di stampa palestinese Wafa. Tra i morti finora ci sarebbero 4.609 minori, 3.100 donne e 678 anziani. Il numero dei feriti, invece, ha raggiunto i 28 mila. In Cisgiordania, il numero dei palestinesi uccisi è salito a 180, e quello dei feriti a 2.700. Il ministero ribadisce che è difficile raccogliere informazioni per la mancanza di comunicazione e a causa degli attacchi agli ospedali, ma precisa che 3.250 cittadini, di cui 1700 minori, sono ancora dispersi.

L'esercito di Israele, "Uccisi altri due comandanti di Hamas a Gaza"

L'esercito israeliano e lo Shin Bet (il servizio di sicurezza interno) hanno fatto sapere che sono stati uccisi il comandante della Divisione missili anti-tank della Brigata Khan Younis Yaqub Ashur e l'ex capo dell'intelligence militare del gruppo Muhammad Khamis Dababesh. Quest'ultimo, hanno aggiunto, negli ultimi due anni è stato il rappresentante di Hamas ai raduni delle fazioni nazionali e islamiche a Gaza.

Josep Borrell: proposto uno schema in sei punti per il dopo Gaza

Josep Borrell ha presentato uno "schema" in sei punti ai 27 ministri degli Esteri dell'Ue ottenendo un sostanziale via libera a lavorare "in partnership con Usa e arabi" per l'attuazione. Si tratta di una strategia a "medio-lungo termine" per costruire la pace tra gli israeliani e i palestinesi "in accordo" con la regione. Il piano prevede "tre sì e tre no". In dettaglio, "no all'espulsione dei palestinesi di Gaza in altri Paesi, no alla riduzione del territorio di Gaza, no alla rioccupazione d'Israele e al ritorno di Hamas". Per i sì, invece, si prevede: "A Gaza servirà un'autorità palestinese, non necessariamente 'la' autorità palestinese, la cui legittimità deve essere definita dal Consiglio di sicurezza dell'Onu; un forte coinvolgimento dei Paesi arabi alla soluzione politica e infine una maggior coinvolgimento dell'Ue nella regione e in particolare nella costruzione dello stato palestinese".

Josep Borrell: i paesi arabi devono partecipare al dopo guerra a Gaza

"Non ci sarà una soluzione per il dopo guerra a Gaza senza il coinvolgimento dei Paesi arabi e non può essere solo finanziario, devono contribuire politicamente". Lo ha detto l'Alto rappresentante della politica estera Ue Josep Borrell al termine del Consiglio Affari Esteri, precisando che al momento "gli Stati arabi non vogliono parlare del giorno dopo ma del giorno di oggi". "Questa tragedia deve essere un'occasione perché tutto il mondo capisca che ci deve essere la soluzione dei due Stati, non solo la ricostruzione di Gaza ma uno Stato per i palestinesi", ha aggiunto. 

Forze di difesa israeliane: ucciso il comandante della brigata anticarro di Hamas

Le Forze di difesa israeliane (Idf) affermano di aver ucciso Yakub Ashur, comandante della divisione anticarro di Hamas nella Brigata Khan Younis. Secondo l'Idf, Ashur "come parte del suo ruolo, ha preso parte alla guida e alla direzione degli attacchi contro le forze dell’Idf". Lo riporta The Times of Israel. Attacchi separati hanno ucciso anche Hamis Dababash, un membro veterano del gruppo terroristico ed ex capo della divisione di intelligence di Hamas; Tahsin Maslam, capo della compagnia di supporto al combattimento per le operazioni speciali di Hamas a Beit Lahia; Jihad Azam, un ufficiale dell'intelligence di Hamas nel quartiere Zeitoun di Gaza City; e Munir Harb, capo dell'informazione della Brigata Rafah.

Hamas: almeno 3250 dispersi o sotto le macerie

Sono almeno 3.250 le persone che risultano ancora disperse o sotto le macerie nella Striscia di Gaza, tra cui 1.700 bambini. Lo ha detto oggi il ministero della Sanità della Striscia di Gaza, controllato dal gruppo estremista Hamas, precisando che sono 11.360 i morti accertati dall'inizio del conflitto, il 7 ottobre scorso, fino alla serata di ieri. Tra le vittime figurano 4.609 bambini, 3.100 donne e 678 anziani. Nel suo bollettino quotidiano, riportato dall'agenzia palestinese Wafa, il ministero ha poi sottolineato di incontrare sempre più difficoltà nella raccolta dei dati per le difficoltà di comunicazione.

Bombardamenti a Gaza FADEL SENNA / AFP
Bombardamenti a Gaza

Eli Cohen: "Israele ha legittimità internazionale per altre 2-3 settimane di combattimenti"

Israele ha legittimità internazionale per "altre 2-3 settimane di combattimenti" a Gaza. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Eli Cohen, riconoscendo che c'è "una pressione internazionale" sullo Stato ebraico che "sta diventando sempre più forte". Per il capo della diplomazia, la questione degli 240 ostaggi tenuti da Hamas nella Striscia è uno "strumento centrale" che dà a Israele la legittimità di continuare a combattere. "Il mondo accetta che non ci fermeremo finché i prigionieri non saranno liberati", ha sostenuto Cohen. 

Washington Post: Hamas il 7 ottobre voleva arrivare alla Cisgiordania

 Il piano di Hamas andava oltre il primo attacco del 7 ottobre e prevedeva una seconda fase con ulteriori blitz in altre città israeliane più grandi, sino ad arrivare alla Cisgiordania. L'obiettivo finale era quello di provocare una violenta reazione di Israele e scatenare una guerra regionale, mettendo in conto perdite pesanti anche tra i civili di Gaza. Lo rivela il Washington Post, basandosi sulle prove analizzate da oltre una dozzina di dirigenti ed ex dirigenti dell'intelligence di paesi occidentali e mediorientali e citando due alti dirigenti dell'intelligence mediorientale e un ex funzionario Usa. I primi indizi, racconta il quotidiano, arrivano dai corpi dei militanti di Hamas uccisi: mappe, schizzi, note, armi. Alcuni di loro avevano cibo, munizioni ed equipaggiamento sufficienti per diversi giorni, ed avevano ricevuto istruzioni di proseguire più in profondità in Israele se la prima ondata di attacchi avesse avuto successo, colpendo potenzialmente centri urbani più grandi e basi militari. Le squadre d'assalto sono riuscite a penetrare fino a Ofakim, una cittadina israeliana a circa 24 chilometri dalla Striscia di Gaza e a circa metà della distanza tra l'enclave e la Cisgiordania.

Josep Borrell: l'Unione europea si impegni per la Palestina o vivremo in un ciclo di violenza

"Ora serve un maggior coinvolgimento dell'Unione europea nel Medio Oriente, e in particolare nella costruzione dello Stato palestinese. Se non si trova una soluzione ora vivremo un ciclo di violenza che si perpetuerà di generazione in generazione". Lo ha detto l'alto rappresentante della politica estera Ue Josep Borrell al termine del Consiglio Affari Esteri. 

Cnn: oggi 564 stranieri hanno lasciato la Striscia per l'Egitto

 Dieci autobus che trasportavano 564 cittadini stranieri sono partiti oggi dalla Striscia di Gaza per l'Egitto attraverso il varco di Rafah: lo ha detto un funzionario di frontiera egiziano a un giornalista che lavora con la Cnn al varco. Il funzionario ha spiegato che circa 97 camion di aiuti umanitari sono entrati nella Striscia di Gaza, carichi di beni essenziali come cibo, acqua, generi di prima necessità, attrezzature mediche e farmaci. Prima del conflitto, le Nazioni Unite avevano riferito che ogni giorno entravano in media circa 455 camion con aiuti umanitari.

Pianse davanti a Merkel nel 2015, oggi è sotto accusa per un post anti-Israele

Reem Sahwil aveva 14 anni quando scoppiò in lacrime con l'allora cancelliera temendo l'espulsione, torna alla ribalta a 23 per un messaggio su Instagram per la "Palestina libera dal fiume al mare", quindi senza lo Stato ebraico

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Josep Borrell: Rafah non basta, servono altri varchi o un corridoio marittimo

"Il varco di Rafah non basta, non riusciremo mai a fare entrare abbastanza camion da lì. Bisogna aprire altri varchi lichi terrestri o aprire un corridoio marittimo, come proposto ad Cipro, ma non ci sono porti a Gaza. Bisogna costruire dei porti galleggianti e su questa ipotesi stiamo lavorando". Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Josep Borrell, in conferenza stampa al termine del Consiglio Esteri, in merito agli aiuti umanitari per Gaza.

Hamas: "Corpi in decomposizione" nell'ospedale di Al Shifa

I cadaveri si stanno accumulando e stanno cominciando a decomporsi dentro e intorno al complesso ospedaliero Al Shifa, a Gaza City. Lo ha riferito alla Bbc il dottor Marwan Al-Barsh, direttore generale del ministero della Sanità controllato dal gruppo estremista Hamas, secondo cui ci sarebbero "più di 100 cadaveri" nel cortile dell'ospedale, in una situazione aggravata dall'assenza di elettricità per gli obitori. "L'elettricità è stata tagliata dalle forze di occupazione israeliane che hanno preso di mira i generatori, il che ha portato alla decomposizione dei cadaveri", ha dichiarato il medico, riferendo quindi di contatti con le forze israeliane per seppellire i cadaveri: "Abbiamo cercato di coordinarci con le forze di occupazione in modo che ci fosse permesso di seppellire i cadaveri dentro l'ospedale, ma chiunque tenti di uscire viene preso di mira". Israele sostiene che sotto l'ospedale ci sarebbe un centro di comando di Hamas. Accusa negata dal gruppo palestinese. E i medici presenti all'interno hanno negato ogni presenza di Hamas.

Benjamin Netanyahu: "Non ci saranno pause, andiamo verso la vittoria totale"

"Noi vinceremo. Non ci saranno pause. Questa non è un'operazione, non è un'altra serie di combattimenti. Stiamo andando verso la vittoria totale". Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, rivolgendosi ai militari di Tel Aviv durante una visita al battaglione di ricognizione nel deserto, noto anche come Unità 585 o battaglione beduino. Lo riporta The Times of Israel. "Hamas sarà eliminato", ha aggiunto.

Il chirurgo di Médecins Sans Frontières: pronti a evacuare Shifa se escono prima i malati

"Non c'è elettricità, non c'è acqua. Non abbiamo più cibo. Le persone moriranno in poche ore senza un impianto di ventilazione funzionante. Di fronte all'ingresso principale ci sono molti cadaveri, anche pazienti feriti, ma non possiamo farli entrare in ospedale. Noi medici dell'ospedale siamo pronti a lasciare l'ospedale solo se i pazienti saranno evacuati per primi: non vogliamo lasciare i nostri pazienti. Ci sono 600 persone ricoverate, 37 sono bambini, qualcuno deve essere curato in terapia intensiva, non possiamo lasciarli soli". È la testimonianza raccolta da Medici senza Frontiere che stamattina è riuscita a mettersi in contatto con un chirurgo di Msf che lavora all'ospedale di Al Shifa, nella Striscia di Gaza. "Quando abbiamo provato - racconta l'uomo - a mandare l'ambulanza a prendere questi pazienti, il veicolo è stato attaccato. Ci sono feriti fuori l'ospedale, cercano cure mediche, non possiamo curarli. C'è anche un cecchino che ha attaccato i pazienti, hanno ferite da arma da fuoco, ne abbiamo operati tre". Per il medico, "la situazione è grave, è inumana. Siamo chiusi qui dentro, nessuno sa veramente come viviamo qui. Non abbiamo una connessione internet, siete riusciti a chiamarmi ora, forse proverete 10 volte prima di riuscire a raggiungermi di nuovo. Vogliamo garanzie per un corridoio sicuro perché abbiamo visto alcune persone in fuga da Al Shifa venire uccise dal cecchino. All'interno dell'ospedale ci sono pazienti feriti e team medici. Se ci daranno garanzie e faranno evacuare prima i pazienti, noi lasceremo l'ospedale". 

L'agenzia palestinese Wafa: sei morti in un raid israeliano nel sud di Gaza

Sei palestinesi sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti, tra cui bambini e donne, dopo un bombardamento israeliano su "una casa di proprietà della famiglia Al-Shafi'i" nella cittadina di Bani Suheila, a est di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riporta l'agenzia palestinese Wafa citando fonti mediche. 

Benjamin Netanyahu: a chi gioca col fuoco risponderemo con più fuoco

"Chi pensa che può estendere gli attacchi contro le nostre forze e i nostri civili gioca con il fuoco". Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu riferendosi alla situazione al confine nord di Israele ma senza nominare direttamente Hezbollah. "Al fuoco - ha aggiunto parlando in una base militare - risponderemo con un fuoco ancora maggiore. Che non ci mettano alla prova. Finora abbiamo mostrato solo una minima parte delle nostre potenzialità". 

Carro armato israeliano nella Striscia di Gaza Jack Guez / AFP
Carro armato israeliano nella Striscia di Gaza

Re Abdallah di Giordania: Israele non occupi Gaza e non istituisca zone di sicurezza

Il re di Giordania Abdallah rifiuta ogni piano di Israele di occupare parti della Striscia o di cercare di istituire zone di sicurezza all'interno dell'enclave palestinese. Lo riporta l'agenzia Petra secondo cui "la priorità ora è di mettere fine alla guerra e di consentire l'ingresso nella Striscia di aiuti sufficienti". 

Usciti dal varco di Rafah 69 cittadini giordani

Il portavoce del ministero degli Esteri giordano ha annunciato che è in corso l'evacuazione di 69 cittadini giordani residenti nella Striscia di Gaza attraverso il varco di Rafah. Lo ha riferito l'agenzia Petra

Al Jazeera: ferito un nostro fotografo nel raid israeliano in Libano

Al Jazeera ha riferito che un suo fotografo è rimasto ferito a seguito di un bombardamento israeliano contro giornalisti nella città di Yaroun, nel sud del Libano. 

L'agenzia libanese Nna: due morti in un'attacco israeliano

Due persone sono rimaste uccise in un attacco lanciato oggi dalle forze israeliane nella città di Ainata, nel sud del Libano. Lo riporta l'agenzia di stampa libanese Nna, riferendo anche di diversi feriti. Oggi l'esercito israeliano ha riferito su Telegram di aver colpito diversi "siti militari di Hezbollah e infrastrutture terroristiche in Libano, in risposta ai lanci di ieri".

Il violento arresto di un palestinese a Hebron, in diretta su TikTok (Video)

L'arresto di un cittadino palestinese da parte delle forze di difesa israeliane è stato ripreso e trasmesso in diretta su TikTok. L'uomo, che si chiama Eyad Banat ed è stato rilasciato poco dopo, ha raccontato che era nella sua casa nella città di Hebron, nella Cisgiordania occupata da Israele, e guardava il telegiornale con la sua famiglia, quando sono entrati due soldati israeliani con il volto coperto. L'accaduto è stato ripreso da un membro della famiglia e trasmesso in live streaming sulla piattaforma cinese TikTok. Nel filmato, diventato virale, i soldati colpiscono ripetutamente Banat con calci, pugni, con la canna dell'arma in dotazione.  Banat ha spiegato a Reuters di aver raccolto fondi da trasferire alle famiglie di Gaza e di avere anche ospitato otto lavoratori di Gaza che non sono potuti tornare nella Striscia dall'inizio della guerra. Banat ha detto che i soldati israeliani gli hanno chiesto informazioni su entrambe le questione per poi lasciarlo andare poche ore più tardi, mentre sei dei lavoratori ospitati sono stati presi in custodia. Le forze di difesa israeliane non hanno commentato, nell'immediato.

Forze di difesa israeliane: uccisi 21 combattenti, avevano aperto il fuoco dall'ingresso dell'ospedale al-Quds

I soldati israeliani hanno ucciso una squadra di 21 combattenti islamisti che hanno aperto il fuoco contro di loro dall'ingresso dell'ospedale al-Quds a Gaza City. Secondo l'esercito, la squadra era nascosta in mezzo a un gruppo di civili all'ingresso dell'ospedale quando ha attaccato. Al tentativo di agguato si sono uniti anche altri combattenti che sono usciti dagli edifici della zona e poi si sono nascosti nell'area dell'ospedale, riferisce l'esercito che ha risposto al fuoco. Lo scrive Haaretz.

Onu: operazioni "cessaranno entro 48 ore" per la mancanza di carburante

Le Nazioni Unite hanno avvertito che le operazioni umanitarie a Gaza "cesseranno entro 48 ore" a causa della mancanza di carburante

Il direttore degli ospedali di Gaza: 36 neonati non ancora evacuati da al-Shifa

Il direttore degli ospedali di Gaza, Mohammed Zaqout, ha dichiarato che 36 neonati non sono ancora stati evacuati dall'ospedale al-Shifa e che non c'è stato alcun coordinamento sul loro trasferimento. Zaqout ha aggiunto che non c'è un posto dove portare i pazienti e ha chiesto l'apertura di un "corridoio sicuro" per portarli in Egitto per le cure.

Altri 98 cittadini russi evacuati dalla Striscia

 Novantotto cittadini russi sono usciti dalla Striscia di Gaza oggi attraverso il valico di Rafah con l'Egitto, dopo i 70, compresi 28 bambini, che erano partiti ieri. Lo ha reso noto il ministero per le Situazioni d'Emergenza russo citato dalle agenzie di Mosca. L'evacuazione, coordinata dallo stesso ministero in collaborazione con diplomatici russi, continua, si aggiunge in una nota. I 70 evacuati ieri sono già in volo per Mosca a bordo di un aereo militare Il-76 decollato oggi dal Cairo.

Sfollati in coda per oltrepassare il varco di Rafah MOHAMMED ABED / AFP
Sfollati in coda per oltrepassare il varco di Rafah

Autorità locali: acque reflue per le strade di Rafah, si rischiano epidemie

I funzionari comunali di Gaza affermano che le acque reflue si stanno riversando nelle strade a causa della mancanza di elettricità, causando un disastro sanitario e ambientale. "L'arresto completo di tutte le pompe per le acque reflue ha portato allo straripamento delle acque nelle strade e nei quartieri e sta creando un abominio sanitario e ambientale, oltre a veicolare la diffusione di malattie", ha affermanto Ahmad al Soufi, presidente della municipalità di Rafah. "Stiamo assistendo a un deterioramento della situazione dovuto all'accumulo di rifiuti nelle strade, nei vicoli e in tutti i quartieri e alla diffusione di malattie ed epidemie di ogni tipo", ha aggiunto.

Forze di difesa israeliane: colpite in Libano "postazioni e siti terroristici di Hezbollah"

Dopo il lancio di missili dal Libano, aerei isareliani hanno colpito una serie "di postazioni e di siti terroristici di Hezbollah". Lo ha detto il portavoce militare spiegando che tra gli obiettivi ci sono "infrastrutture del terrore, depositi di armi e centri operativi di comando degli Hezbollah".

Le forze di difesa israeliane: armi ed esplosivi di Hamas trovati nelle acque di Gaza (Video)

Durante le ricerche condotte dall'Unità per le missioni subacquee, numerose armi utilizzate da Hamas nel tentativo di infiltrazione nel territorio israeliano sono state localizzate nelle acque di Gaza. È quanto si legge in un comunicato delle Forze di difesa israeliane (IDF) che ha diffuso il video dell'operazione. Tra le armi trovate c'erano ordigni e cinture esplosive, munizioni e gommoni. I dispositivi sospettati di contenere esplosivi sono stati neutralizzati, afferma la nota dell'esercito: “Durante le ricerche condotte dall'Unità per le missioni subacquee, è stato localizzato un gran numero di armi utilizzate dall'organizzazione terroristica di Hamas nei suoi tentativi di infiltrazione nel territorio israeliano”. Durante l'attacco terroristico del 7 ottobre che ha scatenato il conflitto in Medio Oriente, Hamas ha tentato di raggiungere anche via mare il territorio israeliano confinante con la Striscia, come mostrano le immagini della battaglia al largo di Ashkelon.

Feriti in Alta Galilea per un razzo anticarro dal Libano

Alcuni israeliani sono rimasti feriti stamane in Alta Galilea in un ulteriore attacco dal Libano meridionale. Secondo la televisione pubblica Kan sono stati investiti da un razzo anticarro e da diversi colpi di mortaio diretti ai cancelli di ingresso nel villaggio Netua', pochi chilometri a sud del confine. In un altro villaggio israeliano di confine, Margaliot, sono esplosi stamane colpi di mortaio che non hanno provocato vittime. Gli abitanti della zona a ridosso del confine sono chiusi nei rifugi. Dopo il lancio del razzo anti tank l'artiglieria israeliana ha reagito colpendo la postazione oltre confine da dove era partito il tiro. Lo ha fatto sapere il portavoce militare. Successivamente ripetuti raid aerei israeliani sono stati registrati nel sud del Libano nelle regioni centrali e occidentali della linea di demarcazione tra i due Paesi, dove si trova il fronte tra gli Hezbollah filo-iraniani e l'esercito israeliano. Gli attacchi aerei, riferisce l'agenzia governativa libanese Nna, sono stati compiuti nel distretto di Bint Jbeil e in quello di Naqura

Quaranta spagnoli evacuati dal varco di Rafah

Un primo gruppo di 40 persone con nazionalità spagnola, delle quali 22 minori, ha attraversato oggi il primo controllo per l'uscita da Gaza, dopo l'apertura temporanea del valico di Rafah con l'Egitto, controllato dalle autorità palestinesi. Lo ha confermato a Bruxelles il ministro degli esteri spagnolo, José Manuel Albares, ripreso da El Pais. Secondo il censimento del consolato generale di Spagna a Gerusalemme, sono 140 i cittadini con doppia nazionalità, spagnola e palestinese, in attesa di essere evacuati; fino a 190 persone, se si includono i loro familiari. Il ministero spagnolo della Difesa ha pronto un aereo militare per raccogliere gli ispano-palestinesi in Egitto.

Morto un civile israeliano colpito ieri da un razzo di Hezbollah

È morto un civile israeliano colpito ieri nella Alta Galilea da un razzo sparato dagli Hezbollah libanesi. Lo riferiscono i media. Si tratta di un dipendente della compagnia elettrica che era impegnato in riparazioni nella localita' di Dovev, a breve distanza dal confine. In quell'attacco sono rimasti feriti diversi suoi compagni.

Mezzaluna rossa: costretto a rientrare il convoglio che doveva raggiungere l'ospedale al Quds

 Il convoglio che doveva raggiungere l'ospedale al-Quds per evacuare pazienti e personale medico è ancora fermo in attesa che la situazione attorno all'ospedale della Striscia di Gaza si stabilizzi. Dopo essere partito da Khan Yunis, nel sud della Striscia, è stato costretto a rientrare. Lo riferisce su X l'organizzazione umanitaria della Mezzaluna rossa palestinese (Prcs) spiegando che attorno alla struttura di Gaza City sono continuati i combattimenti. "Il convoglio di evacuazione della Mezzaluna rossa palestinese, accompagnato dal Comitato internazionale della Croce rossa, è rientrato dopo essere partito oggi da Khan Yunis (nel sud della Striscia ndr) verso l'ospedale al-Quds" ha raccontato la Prcs spiegando che i mezzi sono stati costretti a fare marcia indietro "a causa delle condizioni di pericolo nell'area di Tal al-Hawa, dove si trova l'ospedale, alla luce dei continui bombardamenti e spari". "Il personale medico, i pazienti e i loro accompagnatori sono ancora intrappolati all'interno dell'ospedale senza cibo, acqua ed elettricità" ha concluso l'organizzazione umanitaria.

Antonio Tajani: l'autorità nazionale palestinese governi Gaza dopo una transizione affidata all'Onu

"Gaza deve essere parte di un futuro Stato palestinese e noi riteniamo che l'unica organizzazione legittima a governarlo sia l'Anp: naturalmente deve modificarsi e modernizzarsi. In una fase di transizione potrebbe esserci una presenza delle Nazioni Unite e una presenza tipo Unifil per evitare un ritorno di fiamma, come c'è al confine tra Israele ed Hezbollah". Lo ha detto il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani a Bruxelles. "Noi siamo pronti a fare la nostra parte se richiesto, stiamo per inviare i Carabinieri, l'Italia, con la sua credibilità in Medio Oriente, può svolgere un ruolo importante per la soluzione dei 2 Stati".

Il direttore degli ospedali di Gaza: ancora 3500 persone dentro al-Shifa (erano oltre 10 mila 48 ore fa)

 Nell'ospedale al-Shifa restano più di 3500 persone, quasi un terzo di quante ne erano state riportate durante il fine settimana. Mohammed Zaqout, direttore degli ospedali di Gaza, ha detto ad al-Jazeera che circa 650 pazienti, 500 operatori sanitari e 2500 sfollati rimangono all'interno del complesso di Gaza City. Le cifre sono inferiori a quelle diffuse nel fine settimana, quando era stato riferito che sul posto si trovavano 1500 pazienti, 1500 operatori sanitari e 7000 sfollati. 

Antonio Tajani: presentato un documento italo-franco-tedesco su Gaza

"L'Italia è in prima fila per l'aiuto alla popolazione civile di Gaza e siamo disposti a curare in italia i bambini palestinesi feriti: al centro del dibattito oggi c'è stato il documento italo-franco-tedesco che ha come obiettivo quello di isolare Hamas, impedirgli di nuocere, ridurre i suoi finanziamenti ed evitare che ci sia un'impennata di antisemitismo in Europa e nel mondo". Lo ha detto il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani a Bruxelles. Il ministro ha 'poi definito “inaccettabile” che “ci sia qualcuno che sostiene la cancellazione di Israele dalle carte geografica: sono frasi inammissibili, violente, che non hanno precedenti né nella sede delle Nazioni Unite né nei consessi internazionali”.

L'autorità nazionale palestinese chiede di paracadutare aiuti nella Striscia

Il primo ministro palestinese Mohammed Shtayyeh ha chiesto all'Onu e all'Unione europea di "paracadutare gli aiuti" nella Striscia di Gaza.

In settimana missione di Borrell in Israele e Paesi arabi

"Questa settimana mi recherò in Israele, Palestina, Bahrein, Arabia Saudita, Qatar e Giordania per discutere di accesso e assistenza umanitaria e questioni politiche con i leader regionali. Abbiamo bisogno di un orizzonte politico che guardi alla soluzione dei due Stati. Questo obiettivo può essere raggiunto solo attraverso il dialogo". Lo annuncia su X l'Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Josep Borrell. È la prima missione di Borrell nella regione dall'inizio della guerra tra Israele e Hamas.

L'organizzazione della cooperazione islamica: "Inaccettabile" la posizione dell'Unione europea su Gaza

"A Gaza serve un cessate il fuoco incondizionato, ora. E serve un flusso continuo di aiuti umanitari". È questo l'appello lanciato dai rappresentanti diplomatici dell'Organizzazione della cooperazione islamica (Oci) all'unione europea mentre all'Europa building è in corso il Consiglio Affari Esteri. "Accettare quanto accade a Gaza è una vergogna dell'umanità. Chi si oppone al cessate il fuoco immediato non fa altro che dare il proprio placet alla continuo massacro di civili a Gaza", ha sottolineato l'ambasciatore dell'Egitto in Ue, Badr Abdelhatty. “La dichiarazione compilata ieri dall'Alto Rappresentante e dai 27 Paesi Ue ieri sera”, che chiede pause umanitarie ma riconosce il diritto di Israele a difendersi, "è inaccettabile. E' stata diffusa dopo che 12 mila morti a Gaza. Dodicimila", ha tuonato il capo della missione palestinese in Ue Abdalrahimi Alfarra. "Gli Stati dell'Ue devono fare il proprio dovere. Il principio dei diritti umani è un principio fondatore dell'Ue. Dopo il 7 ottobre diversi leader europei sono andati in Israele per manifestare la propria solidarietà, perché ora non si parla di Gaza?", ha sottolineato Alfarra. I rappresentanti dell'Oci hanno inoltre fatto appello alla stampa internazionale "di riportare e pubblicare notizie in maniera corretta, verificandoli".

Un bombardamento a Gaza Jack Guez / AFP
Un bombardamento a Gaza

Forze di difesa israeliane: il corridoio verso il Sud di Gaza resta aperto fino alle 16 ora locale

Le Forze di difesa israeliane (Idf) affermano che anche oggi è stato riaperto un corridoio di evacuazione per i residenti nel nord di Gaza. Avichay Adraee, portavoce arabo dell'Idf, ha affermato su X che "il passaggio sicuro rimane aperto oggi tra le 09:00 e le 16:00 (8-15 ora italiana) per scopi umanitari attraverso l'asse Salah El-Din in direzione del zona a sud di Wadi Gaza". "Per la vostra sicurezza, unitevi alle centinaia di migliaia di residenti che si sono trasferiti a sud negli ultimi giorni", ha detto Adraee.

Antonio Tajani: liberare gli ostaggi senza condizioni

"Pieno sostegno al diritto di Israele a difendersi, gli ostaggi nelle mani dei terroristi devono essere liberati senza condizioni". Lo dice il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a Bruxelles.

Il direttore dell'ospedale al Shifa alla Cnn: la situazione è catastrofica

Le condizioni all'interno dell'ospedale di al Shifa a Gaza sono "catastrofiche" e le unità essenziali stanno collassando, ha detto alla Cnn il direttore dell'ospedale Mohammad Abu Salmiya secondo cui dentro al nosocomio sono ancora rifugiate 7000 persone, insieme a 1.500 pazienti e al personale medico. L'ospedale ha chiesto all'esercito israeliano 600 litri di carburante ogni ora per alimentare i suoi generatori, ma l'esercito non ha ancora risposto, ha aggiunto. Ieri, le forze israeliane avevano reso noto di aver consegnato 300 litri di carburante all'ingresso del complesso ospedaliero, ma che Hamas aveva impedito all'ospedale di riceverli. Abu Salmiya ha spiegato alla televisione Al Arabiya che il personale era troppo spaventato per andare a prenderlo e che "i 300 litri di carburante offerti non sono sufficienti per far funzionare l'ospedale per 30 minuti". "Non c'è più acqua, cibo, latte per bambini e neonati... la situazione in ospedale è catastrofica", ha detto Abu Salmiya.

Israele: è in vigore una pausa umanitaria

Israele ha annunciato una pausa umanitaria di quattro ore nell'agglomerato urbano di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. La 'sospensione tattica' delle attivita' militari in quell'area è in vigore nelle ore 10-14 locali (9-13 italiane). A quanto risulta è la prima volta che Israele osserva una pausa umanitaria nel settore a sud del Wadi Gaza. Intanto, secondo la radio pubblica israeliana Kan, il valico di Rafah di transito verso l'Egitto è stato aperto per consentire l'uscita di circa 500 persone in possesso di una doppia nazionalità. Oggi è previsto l'ingresso di 85 camion di aiuti umanitari.

Nell'ospedale di Shifa morti 27 feriti e 7 neonati

Nell'ospedale al Shifa a Gaza sarebbero finora morti "27 pazienti adulti" che erano ricoverati in terapia intensiva e "7 neonati prematuri" tenuti nelle incubatrici, secondo quanto dichiarato dal ministero della Sanità di Hamas, che ha aggiornato il bilancio delle vittime: informazioni che non possono essere verificate. 

Nuove sirene di allarme nel nord di Israele

Le sirene di allarme sono di nuovo risuonate nel nord di Israele al confine con il Libano. Lo ha detto il portavoce militare. I media hanno riferito di un drone entrato in territorio israeliano

Catherine Colonna: a Gaza serve "una pausa umanitaria immediata e duratura"

La Francia chiede una pausa umanitaria "immediata e di lunga durata" a Gaza "in linea con il nostro voto all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, per consentire che gli aiuti arrivino in quantità maggiori". Lo ha spiegato la ministra degli Esteri francese, Catherine Colonna, al suo arrivo al Consiglio affari Esteri. Il capo della diplomazia francese ha ricordato la dichiarazione dei 27 sulla situazione in Medio Oriente "pienamente in linea - ha detto - con la Conferenza di Parigi sugli aiuti alla popolazione civile di Gaza" e con la dichiarazione del G7. "È importante - ha aggiunto - perché, per avere un impatto, i nostri sforzi devono essere convergenti".

Annalena Baerbock: no a un cessate il fuoco imemdiato, pause umanitarie

"Capisco perfettamente l'impulso in questa terribile situazione" a chiedere "un cessate il fuoco" ma "gli impulsi non sono sufficienti ad aiutare le persone e garantire davvero la sicurezza e la pace" in Medio Oriente. Lo ha detto la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri. "Coloro che chiedono" il cessate il fuoco devono anche dire come "garantire la sicurezza di Israele" e cosa succede agli ostaggi, ha spiegato la ministra, ribadendo la posizione di Berlino, favorevole alle "pause umanitarie" che siano "affidabili" ed "efficaci". "L'amara realtà - ha aggiunto - è che possiamo fare progressi solo a piccoli passi". Ieri sera il cancelliere, Olaf Scholz, si era espresso contro un cessate il fuoco "immediato" fra Israele e Hamas a Gaza, affermando che significherebbe per Israele "lasciare a Hamas la possibilità di rimpiazzare o di ottenere nuovi missili"

Mezzaluna Rossa: pesanti spari vicino all'ospedale di al-Quds

La Mezzaluna Rossa Palestinese ha rilasciato una dichiarazione sui social media sostenendo che nelle vicinanze dell'ospedale al-Quds sono in corso "pesanti colpi d'arma da fuoco"; un convoglio destinato a evacuare i pazienti ha dovuto fermarsi per la situazione di pericolo. "Sono continuati pesanti colpi di arma da fuoco nelle vicinanze dell'ospedale al-Quds, nella zona di Tal Al-Hawa, a Gaza City, e nella zona si sono sentiti suoni di bombardamenti e violente esplosioni. Il convoglio di veicoli partito dal sud della Striscia di Gaza verso l'ospedale, accompagnati dalla Croce Rossa per garantire l'evacuazione dei pazienti e del personale medico, si è fermato", ha spiegato la Mezzaluna Rossa palestinese, aggiungendo che la missione non è in grado di proseguire a causa delle condizioni intorno all'ospedale.

Pennacchi di fumo si alzano dalla Striscia mentre i veicoli militari israeliani presidiano i confini (Video)

Hamas smentisce lo scambio parziale di prigionieri

Un alto funzionario di Hamas ha escluso la possibilità di uno scambio parziale di ostaggi con Israele, affermando la volontà di “uno scambio completo” dei detenuti di Hamas nelle carceri israeliane. Secondo Hamdan “la nostra posizione sul dossier dei prigionieri è stata chiara fin dall'inizio e si tratta di un completo scambio di prigionieri” smentendo le voci sui colloqui in corso per un rilascio parziale. Per quanto riguarda gli ostaggi con passaporti stranieri, il loro rilascio “sarebbe ostruito da Israele”.

Israele: “Compiuti 4.300 attacchi sulla Striscia di Gaza”

Con l'aviazione e le truppe di terra abbiamo compiuto “4.300 attacchi, colpito centinaia di postazioni di lancio di missili anti-tank, circa 300 imbocchi di tunnel, 3.000 siti del terrore, inclusi 100 imbottiti di esplosivo, e centinaia di centri di comando e controllo di Hamas” fa sapere l'esercito israeliano.

Dopo il missile dal Libano, Israele colpisce oltre confine

Dopo il lancio di un missile anti tank dal Libano verso il villaggio israeliano di Netu'a, l'artiglieria israeliana sta colpendo la postazione oltre confine da dove è partito il tiro. Lo ha fatto sapere il portavoce militare dell'esercito.

La sede Unrwa a Rafah è stato colpita da un missile israeliano

La sede dell'Agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati palestinesi a Rafah, a sud della Striscia di Gaza, “ha subito danni significativi a causa degli attacchi navali delle forze israeliane” scrive l'Unrwa in un comunicato. “Il personale internazionale delle Nazioni Unite presente a Rafah aveva lasciato l'edificio 90 minuti prima dell'attacco. Non si sono registrate vittime tra il personale, anche se la struttura è stata gravemente danneggiata”, ha concluso l'agenzia.

Direttore dell'Organizzazione mondiale della Sanità: “Il mondo non può restare in silenzio mentre gli ospedali si trasformano in scenari di morte”

Il mondo non può restare in silenzio mentre gli ospedali, che dovrebbero essere rifugi sicuri, si trasformano in scenari di morte, devastazione e disperazione. Cessate il fuoco. Ora”, scrive il direttore dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, mentre i due principali ospedali di Gaza City, Al-Shifa e Al-Quds, sono “fuori servizio”. Sei sarebbero i pazienti deceduti perché si sono spenti i respiratori della terapia intensiva. Da ormai quattro giorni le strutture non ricevono più corrente elettrica a causa del blocco totale imposto dal governo israeliano sull'enclave palestinese. Ancora il capo dell'agenzia delle Nazioni Unite per la salute fa sapere che il suo staff “è riuscito a mettersi in contatto con gli operatori sanitari dell'ospedale Al-Shifa nella Striscia di Gaza: la situazione è terribile e pericolosa”. Ghebreyesus riporta che “i continui spari e bombardamenti nella zona hanno esacerbato la situazione già critica. Tragicamente, il numero di pazienti deceduti è aumentato in modo significativo. Purtroppo l'ospedale non funziona più come ospedale. Sono senza elettricità né acqua e con una connessione internet pessima”.

La United Airlines riprenderà a volare in Israele

La United Airlines è tra le compagnie aeree che hanno sospeso i voli verso Israele dopo l'attacco sferrato da Hamas lo scorso 7 ottobre. I collegamenti aerei verranno ora ripristinati in modo graduale, afferma Kan, spiegando che le rotte, gli orari e i giorni dei voli verranno annunciati nei prossimi giorni.

Iran: “L'ostacolo Usa al cessate il fuoco provocherà un'estensione del conflitto”

L'ostacolo, posto dagli Stati Uniti, a un cessate il fuoco tra Hamas e Israele provocherà un'estensione del conflitto. È l'avvertimento del ministero degli Esteri iraniano, secondo il quale “la fine dell'aggressione israeliana e il ritiro delle forze di occupazione dalla Striscia di Gaza impediranno l'espansione della guerra”. Lo riporta l'agenzia di stampa Irna citando il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Nasser Kanani. “Israele sta commettendo crimini indescrivibili a Gaza e gli Stati Uniti ne sono responsabili”, aveva in precedenza affermato il capo della diplomazia iraniana Hossein Amir-Abdollahian.

Gaza, la battaglia degli ospedali Getty Images
Gaza, la battaglia degli ospedali

Ministro degli Esteri lussemburghese: “Fermare i bombardamenti sugli ospedali di Gaza”

Il ministro degli Esteri lussemburghese Jean Asselborn ha chiesto oggi di fermare i bombardamenti sugli ospedali di Gaza. Arrivando al vertice dei ministri degli Esteri dell'Ue ha detto che “questi non sono campi di battaglia. I pazienti in terapia intensiva non hanno alcuna possibilità. Non c'è più ossigeno, né acqua, né medicine. Quindi queste persone moriranno”, ha commentato Asselborn. “Penso che sappiamo che Hamas sta usando i suoi ospedali per nascondere gli insorti. Ma in ogni caso, a mio avviso, tutta la miseria e il terrore che abbiamo visto in Israele il 7 ottobre non devono ripetersi a Gaza”, ha sottolineato il capo della diplomazia lussemburghese, aggiungendo: “Dobbiamo davvero fermare tutto questo e cercare di trovare una soluzione. Non si può negoziare con Hamas, ma si può negoziare con il Qatar, per esempio”.

Israele approva la chiusura del canale televisivo libanese Al-Mayadeen in Cisgiordania

Il governo israeliano ha approvato la chiusura degli uffici del canale televisivo libanese Al-Mayadeen in Cisgiordania, accogliendo la proposta del ministro delle comunicazioni Shlomo Karhi. Lo rende noto l'Autorità israeliana per le telecomunicazioni, spiegando che il gabinetto di sicurezza ha anche predisposto la confisca delle attrezzature del canale affiliato a Hezbollah. Secondo le norme di emergenza in vigore in Israele, dopo l'approvazione del Consiglio dei Ministri il ministro delle Comunicazioni può emettere un'ordinanza per chiudere uffici, confiscare apparecchiature di radiodiffusione e bloccare l'uso di varie infrastrutture di comunicazione di un ente radiotelevisivo che si ritiene pericoloso per la sicurezza dello Stato. Nelle scorse ore il direttore di Al-Mayadeen, Nasser al-Laham, aveva detto sul sito Internet dell'emittente che avrebbe continuato a trasmettere “qualunque fosse la decisione del governo” israeliano.

Il dramma degli ospedali di Gaza: senza corrente, i medici operano con la torcia del cellulare (Video)

Washington Post: “Hamas voleva scatenare un conflitto regionale”

Hamas non voleva solo “uccidere il maggior numero possibile” di israeliani e “prendere quanti più ostaggi” potesse nell'attacco sferrato lo scorso 7 ottobre contro Israele. Quello che in realtà voleva, come afferma il Washington Post citando analisti, era scatenare una guerra regionale, un conflitto più ampio e profondo. Le prove sono state indicate da decine di funzionari della sicurezza e dell'intelligence occidentale e del Medioriente, secondo i quali Hamas voleva infliggere un colpo di proporzioni storiche con conseguente massiccia risposta di Israele. E volevano arrivare fino alla Cisgiordania, infliggendo così anche un duro colpo all'Autorità nazionale palestinese (Anp). Gli ultimi ritrovamenti dell'intelligence mettono anche in luce le tattiche e i metodi usati da Hamas per far breccia nell'intelligence israeliana e contrastare i primi sforzi delle Idf per fermare l'attacco. Dopo aver violato la barriera israeliana in una trentina di punti, i militanti di Hamas hanno organizzato il massacro e civili in circa trenta posti tra villaggi, città e avamposti militari. Nuove prove dimostrano che erano pronti ad andare oltre. Alcuni militanti, spiegano i funzionari, avevano con sé cibo, munizioni ed equipaggiamento per diversi giorni, oltre che istruzioni per andare in profondità in Israele se i primi attacchi avessero avuto successo, colpendo anche città più grandi.
Le squadre d'assalto di Hamas sono riuscite a penetrare fino a Ofakim, a circa metà della distanza tra la Striscia di Gaza e la Cisgiordania. Secondo due alti funzionari
dell'intelligence mediorientale e un ex funzionario Usa, alcuni miliziani di Hamas avevano con sé informazioni di ricognizione e mappe che suggerivano l'intenzione di continuare l'assalto fino al confine con la Cisgiordania. L'ex funzionario americano citato a condizione di anonimato dal Washington Post sottolinea che “se ciò fosse accaduto, sarebbe stata un'enorme vittoria propagandistica, un colpo simbolico non solo contro Israele, ma anche contro l'Autorità Palestinese” di Mahmoud Abbas.

Anche se l'attuale leadership di Hamas venisse effettivamente distrutta da Israele, ha detto Rita Katz, direttrice esecutiva del Site Intelligence Group, Hamas e i suoi seguaci continueranno a considerare il 7 ottobre come una vittoria. Ciò è in parte dovuto al fatto che Hamas è senza dubbio riuscito a focalizzare l'attenzione del mondo sul conflitto palestinese. “È la prima volta, da che posso ricordare, che Hamas è diventato così importante su scala globale - ha detto Katz -. Molte persone hanno già dimenticato il 7 ottobre perché Hamas ha immediatamente cambiato la discussione. Ha focalizzato l'attenzione su Israele, non su loro stessi. Ed è esattamente quello che volevano”.

Primo ministro australiano: “Israele ha la responsabilità di sostenere il diritto e difendere gli innocenti”

Anthony Albanese ha affermato che il mondo deve “distinguere tra Hamas e i cittadini palestinesi” e che ogni vita di entrambe le parti in conflitto in Medio Oriente conta, compreso “ogni bambino, ogni neonato, ogni civile innocente. Abbiamo detto che vogliamo pause umanitarie come primo passo necessario. Abbiamo detto che qualsiasi passo avanti verso il cessate il fuoco non può essere unilaterale. Hamas sta ancora bombardando Israele, usa ancora scudi umani e tiene più di 200 ostaggi”, ha ricordato Albanese. “Ho affermato in modo molto coerente che Hamas disprezza il diritto internazionale. Sono un'organizzazione terroristica. Ma Israele, in quanto nazione democratica, ha la responsabilità di sostenere il diritto internazionale, proteggere vite innocenti e proteggere i civili, compresi i bambini”.

Tensione al confine con il Libano

Il portavoce dell'esercito israeliano Daniel Hagari ha affermato che le forze israeliane sono in “massima allerta nel nord” al confine con il Libano, sebbene restino “concentrate su Gaza”. Hagari ha anche indicato che l'esercito israeliano ha “arrestato 20 terroristi, alcuni dei quali hanno partecipato ai massacri del 7 ottobre. Abbiamo eliminato la squadra che ha effettuato l'attacco missilistico anticarro contro i civili israeliani a Dovev”, ha continuato.

Israele: “Trovati depositi di armi di Hamas in casa, scuole e moschee”

Le truppe di terra israeliane continuano a trovare armi e infrastrutture di Hamas durante le operazioni nella Striscia di Gaza, anche all'interno di scuole, moschee e case. Lo affermano le forze israeliane della 401esima brigata che operano nella periferia del campo di al-Shati. Avrebbero localizzato infrastrutture di Hamas nell'università di Al-Quds e un deposito di esplosivi all'interno della moschea di Abu Bakr. Avrebbero quindi sequestrato decine di armi, equipaggiamento militare e piani di battaglia di Hamas. Le truppe della 551esima brigata, da parte loro, dopo aver fatto irruzione a casa di un esponente anziano della Jihad islamica palestinese nell'area di Beit Hanoun avrebbero trovato un deposito di armi, alcune delle quali sarebbero state conservate nella camera da letto di un bambino. In un altro raid a Beit Hanoun, le truppe avrebbero trovato un tunnel, materiali di intelligence e armi.

Gli ex coloni di Gaza sognano il ritorno (Video)

Israele: “44 i soldati morti durante l'operazione a Gaza”

Sono 44 i soldati morti durante l'operazione a Gaza. Lo riporta l'esercito israeliano annunciando il decesso di altri due militari durante l'operazione di terra. Le vittime facevano parte della brigata commando dell'esercito.

Presidente israeliano: “È la propaganda di Hamas, nell'ospedale di Shifa c'è l'elettricità”

"Lo neghiamo totalmente, c'è molta propaganda da parte di Hamas. A Shifa c'è l'elettricità, tutto funziona", ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog smentendo quanto dichiarato dal personale dell'ospedale al Shifa di Gaza. Parlando con Laura Kuenssberg della Bbc, Herzog ha dichiarato che una copia tradotta in arabo del Mein Kampf di Adolf Hitler è stata trovata sul corpo di un combattente di Hamas nel nord di Gaza “solo pochi giorni fa” in una stanza per bambini che era stata “trasformata in una base operativa militare di Hamas”. Trovarne una copia nel nord di Gaza, ha detto Herzog, ha dimostrato che alcuni membri di Hamas “hanno imparato più e più volte l'ideologia di Adolf Hitler di odiare gli ebrei”. Rispondendo a una domanda sulle crescenti richieste di cessate il fuoco, anche da parte del presidente francese Emmanuel Macron, Herzog ha affermato il diritto di Israele a difendersi dopo gli attacchi del 7 ottobre. “Naturalmente ascoltiamo i nostri alleati, ma prima di tutto difendiamo noi stessi”, ha detto. Le operazioni delle forze israeliane a Gaza sono state condotte “secondo le regole del diritto umanitario internazionale”, con Israele che ha allertato i civili con telefonate e messaggi di testo, e li ha esortati a evacuare dal nord di Gaza e “andare giù a Sud”.

Netanyahu: “Rispettare il diritto internazionale? Guterres lo chieda ai selvaggi di Hamas” (Video)

Un bimbo di 3 anni tra gli ostaggi, Biden sente l'emiro del Qatar

Il presidente USA Joe Biden ha discusso con l'emiro del Qatar Tamim Bin Hamad Al-Thani della guerra a Gaza e degli sforzi compiuti dal Qatar per liberare gli ostaggi. In un resoconto della telefonata, la Casa Bianca ha rivelato che uno degli ostaggi detenuti è un bambino americano di 3 anni i cui genitori sono stati uccisi da Hamas durante gli attacchi del 7 ottobre in Israele. “I due leader hanno convenuto che tutti gli ostaggi devono essere rilasciati senza ulteriori ritardi” e che nella telefonata di domenica, Biden ha “affermato la sua visione di un futuro Stato palestinese in cui israeliani e palestinesi possano vivere fianco a fianco con uguale stabilità e dignità. Ha osservato che Hamas è stato a lungo un ostacolo a questo risultato”, si legge ancora nella dichiarazione.

Ambasciatore di Israele negli Stati Uniti: “Non siamo a Gaza per occuparla o per governarla”

Secondo Michael Herzogm Israele sta cercando un piano a lungo termine per Gaza e sta discutendo la questione con gli Stati Uniti: “La nostra posizione è che i palestinesi dovranno governarsi da soli. Quale sarà il ruolo esatto dell'Autorità nazionale palestinese resta da vedere, perché tutti capiscono che l'Anp, nella sua attuale composizione, può a malapena governare Ramallah. E certamente non può governare Gaza”, ha dichiarato Herzog in un'intervista a Fox News Sunday. L'Autorità nazionale palestinese dovrebbe essere riformata, ha detto Herzog, spiegando che Israele non è interessato a occupare o governare Gaza e aggiungendo che la sicurezza è la priorità principale: “Non siamo a Gaza per occupare Gaza o per governare Gaza. Siamo lì per allontanare la minaccia militare di Hamas contro Israele e la loro capacità di ricostruire le capacità e colpire ancora e ancora, come dicono di voler fare. Questo è il nostro intento”. Herzog ha inoltre affermato che Israele è “molto mirato” nelle sue operazioni a Gaza: “La gente deve capire che Gaza è il più grande complesso terroristico del mondo, con oltre 500 chilometri di tunnel del terrore. Non stiamo prendendo di mira la popolazione. Credo che quello che vediamo oggi, con sempre più persone che si spostano verso sud, ci indica che queste persone non vogliono servire come scudi umani per Hamas. Hanno capito che non gli piacciamo, ma non gli piace nemmeno Hamas”, ha concluso l'ambasciatore.

Israele: “Arrestati e portati in Israele presunti membri di Hamas”

L'operazione di terra israeliana si è estesa in profondità all'interno della città di Gaza. Lo ha dichiarato il portavoce dell'esercito, il contrammiraglio Daniel Hagari, in un briefing. Le forze di fanteria e di ingegneria da combattimento hanno raggiunto la periferia del campo profughi di Al-Shati a Gaza, ha detto Hagari. Nel frattempo, le forze dell'esercito si sono coordinate con la Marina israeliana per fare irruzione nell'area del porto turistico di Gaza. “Stanno circondando l'area”, ha detto Hagari, soffermandosi sulla costante ricerca di localizzare e distruggere i “lanciatori di razzi a lungo raggio puntati su Israele”. In questo contesto le forze israeliane avrebbero arrestato presunti membri di Hamas, che sono stati riportati in Israele per le indagini.

Si combatte vicino al più grande ospedale di Gaza, coinvolti migliaia di palestinesi

Migliaia di palestinesi sperano di lasciare l'ospedale al-Shifa, il più grande della Striscia di Gaza, che è rimasto senza acqua né elettricità da giorni ed è coinvolto nei combattimenti tra Hamas e l'esercito israeliano. Nel frattempo, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato in un'intervista alla NBC della possibilità di un accordo per il rilascio di alcuni dei circa 240 ostaggi rapiti da Hamas, che controlla la Striscia di Gaza, una condizione che ha detto essere indispensabile per qualsiasi cessate il fuoco. “Meno ne parlo, più è probabile che si concretizzi”, ha detto Netanyahu.

Dove Hezbollah è il vicino di casa (Video)

Israele: i razzi di Hezbollah hanno ferito 7 soldati e 10 altre persone

L'esercito e i servizi di soccorso israeliani comunicano che gli attacchi del gruppo libanese Hezbollah hanno ferito 7 soldati israeliani e altre 10 persone. 
L'ultimo episodio del conflitto sulla frontiera nord di Israele accade nella scia di una lunga serie di scontri a distanza tra il gruppo sciita sostenuto dall’Iran e l’esercito israeliano
lungo il confine tra Libano e Israele. L'esercito israeliano rende noto che "sette soldati dell'IDF sono rimasti leggermente feriti a causa dei colpi di mortaio lanciati nella zona di Manara, nel nord di Israele." Non ci sono dettagli sui 10 altri feriti nell'esplosione dei razzi di Hezbollah.

Difesa USA: il velivolo caduto ieri era un elicottero MH-60, 5 i morti

Il velivolo dell'esercito americano precipitato ieri nel mediterraneo orientale era un elicottero MH-60, una variante del “Black Hawk”. 
Lo riferiscono due fonti della Difesa Usa al Washington Post. Tutti i cinque militari a bordo sono morti. Lo schianto del velivolo, che si trovava nell'area al largo di Cipro nell'ambito del piano d'emergenza del Pentagono per un eventuale allargamento del conflitto di Gaza, è stato causato da un "incidente" durante una missione di training e non "da un atto ostile", aveva subito fatto sapere il Pentagono. 
 

L'OMS: "A Shifa situazione terribile, il mondo non stia in silenzio"

"L'Oms è riuscita a mettersi in contatto con gli operatori sanitari dell'ospedale al-Shifa di Gaza. La situazione è terribile e pericolosa. Sono trascorsi 3 giorni senza elettricità, senza acqua e con una connessione Internet pessima, il che ha gravemente compromesso la nostra capacità di fornire cure essenziali. Le continue sparatorie e bombardamenti nella zona hanno esacerbato la situazione già critica. Tragicamente, il numero di pazienti deceduti è aumentato in modo significativo. Purtroppo l'ospedale non funziona più come ospedale. Il mondo non può restare in silenzio mentre gli ospedali, che dovrebbero essere rifugi sicuri, si trasformano in scenari di morte, devastazione e disperazione. Cessate il fuoco. ORA". Lo scrive su X il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Israele: "Abbiamo offerto carburante all'ospedale al-Shifa, Hamas l'ha rifiutato". Hamas nega

Hamas nega le accuse di Israele secondo cui avrebbe rifiutato la fornitura di carburante all'ospedale Al-Shifa. Lo riporta Sky News citando una dichiarazione dei miliziani. Israele in precedenza aveva affermato di aver tentato di fornire carburante al nosocomio e di averne lasciato 300 litri all'ingresso.

L'ambasciatore israeliano negli Usa: "ANP non riesce a governare Ramallah, quindi certamente non Gaza"

"Non siamo a Gaza per occuparla o per governarla. Siamo lì per spostare la minaccia militare di Hamas contro Israele e la sua capacità di colpire ancora e ancora, come dicono che vorrebbero fare. Questo è il nostro intento". Lo dice l'ambasciatore israeliano negli Usa, Michael Herzog, intervistato da Fox news. "La nostra posizione è che i palestinesi dovranno governarsi da soli. Resta da vedere quale sarà l'esatto ruolo dell'Autorità Palestinese, perché tutti capiscono che l'Autorità Palestinese, nella sua attuale composizione, non riesce neanche a governare Ramallah. Quindi certamente non Gaza".

Guterres, Onu: "Israele non protegge i civili"

Il Segretario delle Nazioni Unite, Guterres, in un'intervista alla Cnn, affermato che "le leggi di guerra prevedono la protezione dei civili e l'esercito israeliano non lo sta facendo a Gaza": è il terzo affondo del segretario generale, dopo aver definito la Striscia un "cimitero di bambini" e sostenuto che gli attacchi di Hamas "non sono arrivati dal nulla", ma dopo "56 anni di soffocante occupazione subita dal popolo palestinese".   

Le argomentazioni di Guterres sono state respinte ancora una volta da Israele, che continua a rivendicare il proprio diritto all'autodifesa. "Vorrei che la comunità internazionale ci supportasse e attaccasse il male puro che rappresenta Hamas", è stato il messaggio di Netanyahu.

L'esercito di Israele attacca postazioni di Hezbollah in Libano

Le forze di difesa israeliane hanno reso noto che aerei da combattimento e droni hanno effettuato nuovi attacchi contro postazioni di Hezbollah nel sud del Libano in risposta agli attacchi di missili, razzi e mortai sul nord di Israele. Tra i siti colpiti ci sarebbe un deposito di armi di Hezbollah.

Il bilancio dei morti a Gaza è salito a 11.180

Sale a 11.180 il bilancio dei morti nella Striscia di Gaza dall'inizio dell'intervento di Israele dopo l'attacco ai kibbutz del 7 ottobre. 
Lo comunica il ministero della Sanità del governo locale controllato da Hamas.

Il direttore dell'ospedale Al-Shif: "Pronti a evacuare l'ospedale se Israele lo permetterà"

Il personale medico e i pazienti dell'ospedale Al-Shifa di Gaza sono pronti per un'immediata evacuazione dall'ospedale se Israele lo consentirà. Lo dice il direttore dell'ospedale, Mohammad Abu Salmiya, secondo quanto riportano i media israeliani. In un'intervista alla Radio Ashams di Nazareth, Abu Salmiya ha affermato che la vita dei pazienti e del personale medico è in pericolo e ha aggiunto che si sono verificati sette decessi negli ultimi due giorni a causa della mancanza di ossigeno e di dialisi. "Siamo un ospedale per disabili. Nessuno dei dipartimenti può fornire servizi, e senza ossigeno, dialisi e sale operatorie non possiamo aiutare affatto", ha detto. Secondo Abu Salmya l'evacuazione richiede la disponibilità di più ambulanze con attrezzature mediche essenziali per il trattamento dei neonati prematuri. "Siamo pronti per l'evacuazione, ma l'esercito israeliano non lo consente a causa degli intensi spari intorno all'ospedale e della sostanziale presenza di forze, compresi aerei, che impediscono un'evacuazione sistematica o addirittura la rimozione dei corpi", ha concluso il direttore dell'ospedale.

Il cancelliere Scholz è contrario al cessate il fuoco "immediato" a Gaza

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz si è detto contrario a un cessate il fuoco "immediato" nella Striscia di Gaza, mentre in tutto il mondo si moltiplicano le richieste in tal senso a seguito dei bombardamenti dell'esercito israeliano. "Ammetto liberamente che non credo che gli appelli per un cessate il fuoco immediato o per una lunga pausa - che equivarrebbero quasi alla stessa cosa - siano giusti, perche' in fin dei conti cio' significherebbe che Israele darebbe ad Hamas la possibilita' di riprendersi e di procurarsi nuovi missili", ha dichiarato durante un dibattito organizzato da un quotidiano regionale tedesco, Heilbronner Stimme.

Guterres, Onu: "Non si possono usare le cose orribili che Hamas per giustificare la punizione collettiva del popolo palestinese"

"Non si possono usare le cose orribili che Hamas ha fatto per giustificare la punizione collettiva del popolo palestinese". Lo ha detto alla Cnn il segretario generale delle  Nazioni Unite Antonio Guterres.

Netanyahu: "Guterres chieda ad Hamas il rispetto dei diritti"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto alla Cnn che avrebbe "piacere di vedere il Segretario generale delle Nazioni Unite", Antonio Guterres che, "fondamentalmente attribuisce la colpa a Israele: ma deve attribuire la colpa ai selvaggi e chiedere loro di obbedire al diritto internazionale". Secondo Netanyahu, "quello che Hamas vuole è una serie infinita di pause". "È come i tedeschi dopo la Normandia", ha aggiunto il primo ministro israeliano