La guerra di Gaza, giorno 33

Hamas: "Trattativa in corso per la liberazione di 12 ostaggi in cambio di tregua di 3 giorni"

Israele: secondo i terroristi Hamas, capi sono in ospedale Al-Shifa. Casa Bianca: "A Gaza dopo la guerra non ci dovrà essere né Hamas, né Israele". Esercito: Hamas ha perso il controllo di Gaza nord”. Netanyahu convoca i leader dei coloni
Hamas: "Trattativa in corso per la liberazione di 12 ostaggi in cambio di tregua di 3 giorni"
gettyimages
Persone cercano tra gli edifici distrutti durante i raid aerei israeliani nel sud della Striscia di Gaza

Media: si tratta sugli ostaggi, ma l'intesa Hamas-Israele è ancora vaga

Un'intesa per garantire il rilascio di un gran numero di ostaggi detenuti da Hamas a Gaza appare ancora vaga, nonostante continuino attivamente i negoziati che coinvolgono Stati Uniti, Israele, Qatar e Hamas. Non c'è alcuna prospettiva che Israele accetti una pausa prolungata dei combattimenti senza che venga rilasciato un numero sostanziale di ostaggi, ha dichiarato alla Cnn un funzionario statunitense. I colloqui finora hanno prodotto molte idee, tra cui il rilascio di circa 10-15 ostaggi in cambio di un cessate il fuoco di uno o due giorni, hanno detto fonti diplomatiche, precisando però che a oggi una simile proposta non era ancora sul tavolo. Un funzionario israeliano ha detto che Tel Aviv è "pronto a una pausa" se ci sarà la certezza che Hamas "è seriamente intenzionato a rilasciare gli ostaggi". Quello che non è chiara è la durata della pausa che Israele sarebbe disposto ad accettare e quale sarebbe il numero accettabile di ostaggi rilasciati.

 

Ong: 3 combattenti filo-iraniani uccisi in raid Israele in Siria

Tre combattenti filo-iraniani sono rimasti uccisi in raid israeliani oggi che hanno colpito siti di Hezbollah nei pressi di Damasco. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria. "Tre combattenti filo-iraniani non siriani sono stati uccisi negli attacchi israeliani contro fattorie e altri siti appartenenti a Hezbollah vicino ad Akraba e Sayyida Zeinab", ha detto Rami Abdel Rahman, che dirige l'Osservatorio.

 

Media: raid Israele su siti militari nel Sud della Siria

Attacchi aerei israeliani hanno colpito siti militari nel sud della Siria, causando danni materiali. "Verso le 22:50 di oggi, il nemico israeliano ha effettuato un attacco aereo dalla direzione di Baalbek in Libano, colpendo alcuni punti militari nella regione meridionale, causando alcune perdite materiali", ha detto l'agenzia di stampa ufficiale Sana, citando una fonte militare. Israele ha colpito la Siria diverse volte nell'ultimo mese mentre le tensioni regionali ribollono per la guerra tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza. Il mese scorso, gli attacchi israeliani avevano messo fuori servizio più volte in due settimane i due principali aeroporti siriani di Damasco e Aleppo. Durante più di un decennio di guerra civile in Siria, Israele ha lanciato centinaia di attacchi aerei sul suo vicino settentrionale, prendendo di mira principalmente i combattenti di Hezbollah e altre forze appoggiate dall'Iran, nonché le posizioni dell'esercito siriano. Israele commenta raramente attacchi alla Siria, ma ha ripetutamente affermato che non permetterà all'arcinemico Iran, che sostiene il governo del presidente Bashar al-Assad, di espandere la sua presenza.

 

Comitato Auschwitz: “La notte dei cristalli è vicina”

Alla vigilia della commemorazione della cosiddetta "Notte dei cristalli", l'ondata dei pogrom antisemiti perpetrati nella Germania nazista tra il 9 e il 10 novembre 1938, il Comitato internazionale di Auschwitz ha fatto un parallelo con i giorni nostri: "85 anni dopo il 9 novembre 1938, l''allora' è molto vicino per i sopravvissuti all'Olocausto", ha sostenuto a Berlino il suo vicepresidente, Christoph Heubner. "In questi giorni in Germania si segnano gli appartamenti degli ebrei e si sputa sui ristoranti che presumibilmente hanno proprietari ebrei" e "le persone durante le manifestazioni rincorrono l'odio antisemita e gli slogan antisemiti e manifestano con coloro il cui obiettivo è sempre stato quello di cancellare lo Stato di Israele dalla mappa geografica", ha detto il numero due dell'associazione dei sopravvissuti del campo di sterminio di Auschwitz e delle loro organizzazioni provenienti da 19 paesi con implicito riferimento ad Hamas.
Heubner ha fatto riferimento anche al forte consenso rilevato dai sondaggi per il partito di estrema destra tedesco Adf: "In che tempo viviamo se sempre più persone in Germania possono immaginare di dare il proprio voto nelle prossime elezioni ad un partito comprovato estremista di destra?", riporta l'agenzia Dpa.
Nella "notte dei cristalli", appellativo peraltro denigratorio coniato dai nazisti per richiamare i frammenti delle vetrine di migliaia di negozi di ebrei infrante durante i pogrom, ci furono tra i mille e i duemila morti oltre alla distruzione o danneggiamento di oltre 500 sinagoghe (nei rapporti ufficiali i nazisti indicarono 91 vittime). Il "pogrom di novembre" diede un'accelerazione all'inasprimento della Judenpolitik ("politica ebraica") nazista spingendola verso l'esproprio dei beni ebraici e una stretta sulla legislazione razziale.

 

Membri di varie ONG si riuniscono sotto la Torre Eiffel per chiedere il cessate il fuoco a Gaza

Rutte vede Netanyahu: Paesi Bassi inviano nave umanitaria

I Paesi Bassi hanno annunciato  l'invio di una nave militare a Cipro, dove sarà pronta a fornire eventuali aiuti umanitari a Gaza, mentre il primo ministro uscente Mark Rutte incontrava la sua controparte israeliana. La nave pattuglia costiera Ms. Holland partirà a metà novembre e arriverà nella regione entro la fine del mese, ha detto un funzionario della marina olandese. "In realtà è più un preposizionamento nel caso in cui siano necessari aiuti umanitari o evacuazioni", ha detto Alex Kranenburg. "Non è stata ancora presa alcuna decisione", ha insistito, spiegando che "dovranno prima essere create alcune precondizioni".

 

Esercito israeliano: distrutto un tunnel di Hamas vicino a un luna park

Nyt: Israele e Hamas avevano quasi raggiunto accordo su 50 ostaggi

Alcuni giorni prima che Israele lanciasse l'operazione di terra nella Striscia di Gaza, i colloqui indiretti tra Israele e Hamas, mediati dal Qatar, stavano per portare a un accordo per il rilascio di 50 ostaggi in cambio di una sospensione dei bombardamenti lanciati sull'enclave palestinese in risposta all'attacco del 7 ottobre scorso contro Israele. E' quanto hanno riferito al New York Times funzionari arabi e occidentali al corrente del colloqui.
Secondo le fonti, dopo l'invasione di terra, il 27 ottobre scorso, i colloqui sono ripresi, ma le speranze per una rapida liberazione sono svanite. Due funzionari hanno spiegato che Israele aveva rinviato l'operazione di terra proprio per arrivare a un accordo, ma quando i colloqui si sono arenati, le autorità israeliane hanno deciso di procedere, ritenendo che il gruppo armato palestinese avrebbe ceduto sotto la pressione militare. Finora, hanno precisato le fonti, i colloqui indiretti hanno riguardato solo il rilascio degli ostaggi civili.

 

Parte da Civitavecchia diretta in Medio Oriente la nave ospedale Vulcano

Gaza: 99 operatori Onu uccisi dall'inizio della guerra

Sono 99 gli operatori dell'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) rimasti uccisi nella Striscia di Gaza dall'inizio del conflitto tra Israele e Hamas, il 7 ottobre scorso. Lo ha riferito oggi il portavoce del segretario generale dell'Onu, Stephane Dujarric, nel briefing con la stampa.
Rispondendo alle domande, Dujarric ha sottolineato che "quando questo conflitto finirà, bisognerà rispondere" di questi decessi.

 

Migliaia di persone si sono messe in marcia nelle poche ore di corridoio umanitario

Netanyahu: fra i coloni estremisti che danneggiano Israele

C'è "un pugno di estremisti che non rappresenta il gruppo seduto qui e che crea grande danno allo stato di Israele". Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu parlando ai capi degli insediamenti ebraici in Cisgiordania. Se la maggior parte dei coloni rispetta la legge, "c'e' una piccola manciata di persone che prende la legge nelle proprie mani". 

 

Tajani domani a Parigi alla conferenza umanitaria per Gaza

Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani sarà domani a Parigi per partecipare alla Conferenza umanitaria internazionale per la popolazione di Gaza, indetta dal presidente francese Macron per coordinare il sostegno della comunità Internazionale ai civili palestinesi. Lo riferisce la Farnesina. Oltre a quella del capo dello Stato francese e di autorità di vari Paesi, è confermata la partecipazione del presidente della Commissione Europea Von der Leyen, del presidente del Consiglio Europeo Michel, del primo ministro dell'Autorità Palestinese Shteyyeh, del commissario generale di UNRWA Lazzarini, del capo degli aiuti di emergenza ONU Griffiths e del presidente del Comitato Internationale della Croce Rossa Spoljaric Egger.
"L'Italia ha condannato con la massima fermezza la violenza terroristica perpetrata da Hamas contro i civili israeliani", ha dichiarato Tajani, aggiungendo che "dobbiamo ora pensare a fare il massimo per evitare una crisi umanitaria a Gaza e l'Italia è pronta a fare la sua parte, come dimostrato dall'invio di due voli umanitari destinati a fornire un aiuto immediato ai civili nella Striscia". In proposito, si ricorda anche, come annunciato dal ministro della Difesa Crosetto, che la nave della Marina Militare italiana Vulcano, attrezzata con ospedale e sale operatorie, è in partenza per il Medio Oriente per accogliere feriti di Gaza.
In occasione della Conferenza, il vicepremier illustrerà ai partecipanti l'importanza che la Presidenza italiana del G7 nel 2024 intende attribuire alla situazione in Medio Oriente, con l'obiettivo di giungere a una soluzione credibile e duratura alla crisi, che parta dal sostegno dei partner all'Autorità Nazionale Palestinese e alla ripresa di un processo politico basato sul principio "due popoli due Stati".

 

In partenza per Gaza la nave ospedale Vulcano

In partenza per Gaza la nave italiana Vulcano, un ospedale galleggiante

"La Vulcano è in procinto di disormeggiare a breve da Civitavecchia. Si recherà alla massima velocità nel Mediterraneo Orientale, nella zona di Cipro", dove dovrebbe arrivare tra un paio di giorni. Così all'ANSA  il capitano di Vascello Lorenzo Bonicelli Della Vite, comandante della nave. "Da qui inizierà a prendere contatti a seconda di quello che verrà stabilito a livello di relazioni internazionali". Sono al momento 170 le persone in partenza, destinazione finale le acque di fronte alla Striscia di Gaza: una trentina di sanitari della Marina Militare, personale logistico e una settantina di persone di equipaggio per la parte operativa. A bordo anche due infermiere volontarie della Croce Rossa. La nave "inizierà a operare come 'Role 2 Plus', quindi in sostegno di feriti e bisognosi e a sostegno di altre unità presenti nell'area e assicurare sussistenza", spiega ancora il comandante. Un vero e proprio ospedale galleggiante "con un'importante area sanitaria in grado di fare diagnosi per immagini, chirurgia, attività salvavita". A bordo dotazioni "che ci permettono di intervenire, stabilizzare, salvare la vita ed eventualmente trasferire in strutture più idonee e quindi effettuare quello che probabilmente in questo momento manca".

 

Intera divisione di riservisti israeliani Tsahal combatte nella Striscia

Una intera divisione di riservisti, la 252esima divisione, è stata dispiegata nella Striscia di Gaza e da sabato partecipa all'operazione di terra di Israele, ha reso noto Tsahal. E' la prima volta dalla guerra del Libano del 1982 che una intera divisione di riservisti (circa 10mila soldati, quattro brigate di fanteria e una corazzata) è dispiegata in territorio nemico.

 

Israele conferma: Mossad e polizia Brasile hanno sventato attacco cellula di Hezbollah

L'ufficio del premier israeliano ha confermato che le forze di sicurezza brasiliane e il Mossad hanno sventato un attacco di Hezbollah nel Paese sudamericano. "Il Mossad si congratula con le forze di sicurezza brasiliane per l'arresto di una cellula terroristica che agiva per conto dell'organizzazione terroristica Hezbollah, con l'intenzione di compiere attacchi contro obiettivi israeliani ed ebraici nel Paese", si legge nella dichiarazione dell'ufficio del premier. Diffusa dopo che il ministero della Giustizia brasiliano aveva dato notizia del tentativo sventato di reclutare cittadini brasiliani per attività terroristiche nel Paese. Secondo l'annuncio del ministero, nell'ambito dell'operazione sono stati arrestati due cittadini brasiliani e sono state condotte perquisizioni in tre Stati, tra cui Minas Gerais e San Paolo.
Il ministero non ha indicato specificamente Hezbollah, ma il quotidiano O Globo ha riferito che l'operazione aveva come obiettivo individui affiliati a Hezbollah che stavano pianificando attacchi contro la comunità ebraica in Brasile, comprese le sinagoghe. Uno dei sospetti è stato arrestato all'aeroporto di San Paolo al suo arrivo dal Libano.

 

Esercito Israele: 50.000 persone hanno lasciato il nord di Gaza

Circa 50.000 persone hanno lasciato oggi la zona nord della Striscia di Gaza, usando il corridoio umanitario di diverse ore aperto dalle forze israeliane, per raggiungere la zona meridionale dell'enclave palestinese. Lo ha detto il portavoce dell'esercito, Daniel Hagari, citato dal Times of Israel. "Oggi abbiamo visto 50.000 abitanti di Gaza dirigersi verso sud, hanno capito che Hamas ha perso il controllo", ha rimarcato. Il portavoce ha poi escluso un cessate il fuoco, affermando che si sta discutendo solo di possibili "pause umanitarie" per consentire alla popolazione civile di evacuare.

 

Esercito Israele: “Hamas ha perso il controllo del Nord di Gaza”

Hamas ha perso il controllo del nord di Gaza mentre migliaia di abitanti dell'enclave si sono spostati verso sud. Lo ha annunciato il portavoce dell'esercito israeliano, il contrammiraglio Daniel Hagari, in una dichiarazione televisiva. "Abbiamo visto 50mila abitanti di Gaza spostarsi dal nord della Striscia di Gaza al sud. Si stanno muovendo perché capiscono che Hamas ha perso il controllo nel nord - ha affermato - Hamas ha perso il controllo e continua a perdere il controllo nel nord".

 

Israele: 12enne rapito da Hamas ha un'allergia letale

Yagil Jacob, 12 anni, ostaggio di Hamas dal 7 ottobre, ha un'allergia alle arachidi potenzialmente letale, ha reso noto questa sera il governo israeliano. L'Associazione israeliana di allergologia e immunologia clinica ha inviato un appello urgente alle organizzazioni allergologiche internazionali, insistendo affinché il ragazzo sia visitato ed esaminato da rappresentanti della Croce Rossa e gli venga fornita epinefrina iniettabile.

 

Netanyahu ribadisce no a tregua, senza rilascio ostaggi

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ribadito che non ci sarà un cessate il fuoco a Gaza senza il rilascio degli ostaggi. "Voglio mettere da parte tutte le voci inutili che sentiamo da tutte le direzioni e ripetere una cosa chiara: non ci sarà cessate il fuoco senza il rilascio dei nostri ostaggi", ha detto citato dal Times of Israel. Netanyahu sembra così respingere una serie crescente di notizie provenienti dal Qatar, dall'Egitto e dalla stessa Hamas secondo cui è imminente un accordo per il rilascio di 10-15 ostaggi da Israele in cambio di una pausa di più' giorni nei combattimenti. I commenti del primo ministro non hanno chiarito se il rilascio di un numero significativo di ostaggi sarebbe sufficiente per una sorta di pausa rispetto a un cessate il fuoco.

 

Von der Leyen: no a presenza Israele a lungo termine nella Striscia, per sicurezza di Gaza

"Gaza non può essere un rifugio sicuro per i terroristi e si stanno discutendo diverse idee su come ciò possa essere garantito. In secondo luogo, l’organizzazione terroristica Hamas non può controllare o governare Gaza, solo un’Autorità Palestinese e uno Stato palestinese. Terzo, nessuna presenza di sicurezza israeliana a lungo termine a Gaza, perché Gaza è una parte essenziale di qualsiasi futuro Stato palestinese e il territorio di Gaza non può essere ridotto o amputato". Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo. "In ogni modo, nessuno spostamento forzato dei palestinesi da Gaza. Questa sarebbe una tragedia umanitaria e costituirebbe anche una ricetta per una maggiore instabilità regionale. E infine, nessun blocco prolungato di Gaza e il futuro Stato palestinese deve essere praticabile anche dal punto di vista economico", ha aggiunto.

 

Terroristi Hamas interrogati: “Leader si nascondono in ospedale Al-Shifa”

"La maggior parte degli alti dirigenti politici e militari di Hamas si nasconde negli ospedali, soprattutto nell'ospedale Al-Shifa". E' quanto avrebbe rivelato uno dei terroristi catturati dalle forze israeliane nel corso degli interrogatori, alcuni estratti dei quali sono stati pubblicati dalle Idf e dallo Shin Bet. Da questi emergerebbe che Hamas utilizza ambulanze, ospedali, moschee e scuole per attività terroristiche. Inoltre, è stata pubblicata una registrazione di un residente di Gaza con un operativo di Hamas nella Striscia, in cui afferma di poter partire "con qualsiasi ambulanza io voglia" da Gaza. Uno dei terroristi interrogati avrebbe dichiarato che il braccio militare di Hamas ha le proprie ambulanze e che il loro aspetto è "simile alle ambulanze civili per evitare di destare sospetti o di essere presi di mira da Israele". Secondo un altro terrorista, durante gli scontri le ambulanze vengono utilizzate per evacuare combattenti e terroristi.

 

Gli abitanti della Striscia in fuga dalla zona Nord, in tanti sventolano bandiere bianche (Video)

Israele: distrutto tunnel Hamas vicino scuola Unrwa a Gaza

Le forze di difesa israeliane (Idf) affermano di aver localizzato e distrutto un tunnel di Hamas adiacente ad una scuola dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente (Unrwa) nel nord della Striscia di Gaza. Secondo quanto riferito dal portavoce dell'Idf, Daniel Hagari, le truppe della 551a Brigata e il genio da combattimento d'e'lite Yahalom hanno trovato l'ingresso del tunnel nell'area di Beit Hanoun e successivamente lo hanno demolito.
Per anni Israele ha accusato Hamas di utilizzare i terreni scolastici dell'Unrwa per attività terroristiche, compresi i tunnel.

 

Israele: Hamas usa ambulanze per trasferire armi e uomini

Hamas sfrutta "le ambulanze, gli ospedali, le cliniche, le moschee e le scuole a fini terroristici". Lo denuncia il portavoce militare israeliano diffondendo la registrazione di una telefonata di un operativo di Hamas che sostiene di poter lasciare la Striscia "con qualsiasi ambulanza voglia". Hamas, ha aggiunto il portavoce, "usa le ambulanze per trasferire armi e operativi dentro la Striscia" e utilizza strutture civili e gli stessi civili "come scudi umani".

 

Israele a Ue: "Smantelliamo il sistema finanziario di Hamas"

Uno degli strumenti "più importanti" nella lotta contro Hamas è quello della lotta per "smantellare il loro sistema finanziario" che si espande in diversi Paesi della regione come Qatar, Iran e Turchia ma che ha "usato" anche banche europee e, almeno in due casi, anche l'Italia. Per questo serve una collaborazione forte tra Israele e i Paesi europei, compresa l'Italia, perché Hamas controlla quasi tutti i flussi di denaro che arrivano a Gaza. E' questa la riflessione, rivolta all'Europa e all'Italia, di Uzi Shaya, ex alto funzionario del Mossad che, in collegamento da Israele, ha incontrato alcuni giornalisti riuniti nella sede dell'ambasciata israeliana a Roma.
Il centro del sistema finanziario si espande - ha spiegato - tra Qatar, Iran e Turchia. Ed è proprio a Istanbul che si trova le centrale operativa delle finanze di Hamas che si avvale di un sistema di investimenti sofisticato, azioni di riciclaggio e operazioni finanziarie ramificate e di vario tipo che hanno usato in passato conti correnti di alcuni istituti europei e anche italiani. Shaya ha citato Unicredit (che ha chiuso negli anni passati un conto sospetto) e Credit Agricole.
L'ambasciatore israeliano Alon Bar ha spiegato che negli ultimi anni è stato fatto un "grande lavoro" di intelligence con scambi di informazioni con i Paesi europei. "Ma a volte è un po' mancata la volontà politica", ha spiegato aggiungendo che bisognerebbe essere pienamente consapevoli che, a volte, gli investimenti e le donazioni che l'Europa fa verso Gaza per la ricostruzione e per gli aiuti umanitari vanno a finire in mano ad Hamas che li usa per "rafforzare le sue capacità militari".
Shaya ha spiegato che fra donazioni, investimenti, false Ong e altri introiti Hamas può contare su un budget che potrebbe arrivare ai due miliardi di dollari all'anno. Il quartiere generale è a Istanbul dove si trova - ha aggiunto - anche "l'ufficio militare" dell'organizzazione terroristica.

 

Scovati e distrutti circa 130 tunnel a Gaza, l'IDF pubblica i video

Hezbollah: se Israele continua reale rischio estensione guerra

Il secondo in comando di Hezbollah, lo sceicco Naim Qassem, ha affermato alla Bbc che l'uccisione di civili a Gaza da parte di Israele rischia di provocare una guerra più ampia in Medio Oriente. "Nella regione potrebbero verificarsi sviluppi molto gravi e molto pericolosi e nessuno sarà in grado di fermare le ripercussioni", ha detto. "Il pericolo è reale", ha aggiunto, "perché Israele sta aumentando la sua aggressione contro i civili e uccidendo sempre più donne e bambini. È possibile che questo continui e aumenti, senza portare un pericolo reale alla regione? Penso di no". Naim Qassem ha quindi insistito sul fatto che qualsiasi escalation sarebbe stata collegata alle azioni di Israele.

 

Israele: processo a terroristi 7 ottobre, anche per stupro

Il procuratore generale e il procuratore di Stato stanno per aprire formalmente un'inchiesta sull'assalto di Hamas il 7 ottobre: gli investigatori hanno già raccolto 700 testimonianze di sopravvissuti e denunce per stupro. Lo scrivono i media israeliani.
"Il nostro obiettivo è indagare e avviare procedimenti legali contro coloro che hanno perpetrato, pianificato o preso parte in questi atti atroci, ovunque si trovino", affermano in una nota, "Israele punirà i terroristi di Hamas responsabili con "la massima severità, commisurata ai loro crimini". Sono 200 i terroristi arrestati il 7 ottobre e nei giorni successivi.

 

I miliziani Houthi dallo Yemen: “Distrutto drone Usa, dava sostegno militare a Israele”

I miliziani sciiti Houthi dallo Yemen hanno rivendicato l'abbattimento di un drone di ricognizione americano che stava fornendo ''sostegno militare'' a Israele nella guerra contro Hamas. Lo sostiene il portavoce degli Houthi Yahya Saria, affermando che il drone stava sorvolando le acque yemenite. "I nostri sistemi di difesa aerea sono riusciti ad abbattere un drone americano Mq-9 che stava effettuando operazioni di ricognizione e di spionaggio ostili nello spazio aereo sopra le acque territoriali dello Yemen come parte del sostegno militare americano al regime israeliano", ha affermato il portavoce sul suo canale Telegram.
E' ''un diritto legittimo'' degli Houthi difendere lo Yemen, ha aggiunto Saria. In un tweet, il portavoce ha aggiunto che ''i movimenti ostili non dissuaderanno le forze armate yemenite dal continuare le operazioni militari contro l'entità israeliana e a sostegno del popolo palestinese oppresso''.

 

Von der Leyen vede Cohen: "Dall'Ue piena solidarietà a Israele"

"Ho assicurato al ministro degli Esteri israeliano Eli Cohen la nostra piena solidarietà in seguito all'attacco terroristico di Hamas del ottobre. Ho ribadito il mio appello per l'immediato rilascio di tutti gli ostaggi detenuti a Gaza. Restiamo inoltre concentrati sul miglioramento della fornitura di assistenza umanitaria a Gaza". Lo ha scritto su X la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen dopo aver visto il titolare della diplomazia israeliana, in missione a Bruxelles.

 

Hamas: unica via per rilascio ostaggi è scambio prigionieri

Per il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas "l'unica strada è un accordo completo o parziale sullo scambio di prigionieri". Lo ha detto il portavoce dei miliziani palestinesi Abu Obeida. Lo riportano i media israeliani. Secondo Israele, Hamas detiene al momento oltre 240 ostaggi, catturati in occasione dell'attacco contro lo Stato ebraico dello scorso 7 ottobre.

 

Circa 70 i responsabili di Hamas uccisi finora da Israele

Sarebbero circa 70 i comandanti di Hamas, tra quelli di alto rango e quelli operativi sul campo, uccisi da Israele dall'inizio delle operazioni nella Striscia.
Il calcolo - basato su una stima estrapolata dai dati disponibili - è ricavato dalla lista fornita lo scorso fine ottobre dal portavoce militare che ha elencato circa 60 esponenti della fazione islamica, compresi membri dell'Ufficio politico di Hamas. A questi se ne aggiungono altri 10 di cui negli ultimi giorni l'esercito ha dato notizia, relativi a comandanti militari di zona equivalenti a responsabili di battaglione o di brigata. 

 

Casa Bianca: a Gaza né Hamas né Israele

"Sappiamo cosa non vogliamo vedere a Gaza dopo il conflitto. Non vogliamo vedere Hamas al comando. Non vogliamo vedere una rioccupazione da parte di Israele. Ma quello che vedremo, quello che vogliamo vedere, penso che lo stiamo ancora scoprendo. Dovremo avere conversazioni diplomatiche con la gente della regione per risolvere questo problema". Lo ha detto alla Cnn il portavoce del Consiglio di Sicurezza nazionale, John Kirby.

E' ancora troppo presto per formulare un piano di governance per Gaza, ha detto la Casa Bianca, poiché Israele continua a lanciare un'offensiva di terra aggressiva, ma qualsiasi piano futuro sarà elaborato in stretta consultazione con i partner regionali all'indomani del conflitto. Il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale John Kirby ha fatto eco ai commenti del Segretario di Stato americano Antony Blinken, che mercoledì scorso aveva affermato che Israele non può occupare Gaza , ma "potrebbe essere necessario un periodo di transizione alla fine del conflitto".    

"La governance a Gaza deve essere qualcosa su cui tutti riflettiamo attentamente dopo il conflitto. Ovviamente, non possiamo permettere che le cose siano come erano il 6 ottobre con Hamas al controllo", ha detto Kirby alla CNN. Kirby ha aggiunto: "Sarebbe un errore per Israele cercare di rioccupare Gaza. Ci dovrà essere una soluzione diversa, un diverso insieme di governance e principi di governo, e dovremo lavorare insieme ai nostri partner per capirlo". Kirby ha riconosciuto che ci sarà' un periodo dopo la fine del conflitto "in cui le forze israeliane probabilmente saranno ancora a Gaza e avranno alcune responsabilita' iniziali in materia di sicurezza", ma ha detto che e' troppo presto per prevedere la durata e la portata di tali responsabilita'.

Hamas: “Obiettivo del 7 ottobre sventare normalizzazione rapporti Israele”

L'attacco di Hamas del 7 ottobre scorso aveva l'obiettivo di ostacolare la normalizzazione delle relazioni tra Israele e i Paesi del Medio Oriente. Lo ha ammesso con la dpa Osama Hamdan, membro del politburo di Hamas, parlando da Beirut.
"L'operazione di resistenza ha sventato il tentativo di Israele di penetrare nella regione e di violare i diritti dei palestinesi sotto la copertura della normalizzazione", ha detto Hamdan. Alla domanda se Hamas rifarebbe la stessa operazione contro gli israeliani, ha risposto: "Siamo un movimento di resistenza e finché ci sarà l'occupazione continueremo la nostra lotta". E ha ricordato che "il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu "sta lavorando per porre fine alla causa palestinese". Il rappresentante di Hamas ha ribadito che il 7 ottobre l'intenzione fosse quella di prendere in ostaggio solo i soldati israeliani, mentre i civili vengono presi in ostaggio da "altri".

 

Aumenta esportazione armi dalla Germania verso Israele

Il governo tedesco ha aumentato in modo significativo le autorizzazioni per l'esportazione di armi verso Israele. Fino al 2 novembre compreso, Berlino ha consentito esportazioni per quasi 303 milioni di euro, ovvero quasi dieci volte di più rispetto ai circa 32 milioni di euro del 2022, come riporta l'emittente tedesca Ard citando fonti del ministero dell'Economia tedesco. Le approvazioni riguardano in particolare componenti per apparecchiature di difesa aerea e di comunicazione. Da quando Hamas ha attaccato Israele lo scorso 7 ottobre, il ministero dell'Economia ha esaminato 185 richieste di esportazione. Secondo le informazioni, le armi da guerra rappresentano solo il 6% circa del volume totale, con un valore di poco inferiore ai 19 milioni di euro. La parte principale, pari a quasi 284 milioni di euro, riguarda altri equipaggiamenti militari come veicoli blindati o camion militari.

 

Merkel: “Ebrei tedeschi devono sentirsi al sicuro”

"La lotta contro ogni forma di ostilità nei confronti degli ebrei è un nostro dovere statale e civico". Lo ha dichiarato l'ex cancelliera tedesca Angela Merkel alla vigilia dell'85° anniversario della Notte dei Cristalli, il brutale pogrom del 1938 perpetrato dai nazisti.
"La maggioranza democratica del nostro Stato deve rimanere vigile - ha ammonito l'ex cancelliera in una dichiarazione diffusa dal suo ufficio - gli ebrei devono potersi sentire al sicuro in Germania". Merkel è preoccupata dal rifiorire di alcune tendenze che sperava appartenessero definitivamente al passato. "La vita in Germania sta rifiorendo, ma allo stesso tempo stiamo vivendo un preoccupante antisemitismo che minaccia la vita degli ebrei nel nostro Paese e in altri luoghi del mondo che si pensava fossero sicuri", ha ammesso.
Merkel ha definito "particolarmente ripugnanti" le frasi antisemite urlate in diverse manifestazioni in Germania, e ha messo in guardia coloro che potrebbero usare "il legittimo desiderio di uno Stato palestinese" e le legittime critiche alle politiche della Germania o di Israele come "copertura per esprimere il loro odio verso lo Stato di Israele e gli ebrei". Secondo l'ex cancelliera tali azioni sono "un abuso dei "diritti fondamentali alla libertà di opinione e alla libertà di riunione. Questo deve essere punito e fermato con tutti i mezzi a disposizione del nostro Stato di diritto".

 

Fumo dietro al campo sfollati di Khan Younis: sono migliaia i civili di Gaza in cerca di riparo

Stoltenberg: Nato sostiene pause umanitarie per aiuti

"Israele ha il diritto di difendersi nell'ambito del diritto internazionale e i civili devono essere protetti. Gli Alleati sostengono le pause umanitarie per permettere che gli aiuti arrivino a Gaza. E' importante che questa crisi non si sviluppi in un conflitto regionale. Iran e Hezbollah e altri gruppi non devono operare per l'escalation". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nel suo punto stampa con la presidente ungherese, Katalin Novak.

 

Gantz: “Nessun limite di tempo per l'operazione di terra di Israele”

Israele non ha fissato un limite di tempo per l'operazione di terra a Gaza. Lo ha sottolineato Benny Gantz, membro del gabinetto di guerra israeliano, nel corso di un punto stampa a Tel Aviv. "Sulla questione della durata dell'operazione - non ci sono limiti", ha chiarito l'ex ministro della Difesa e capo dell'esercito, sottolineando che la guerra in corso è "per la nostra esistenza e per il sionismo, quindi non posso fornire una stima della durata di ogni fase della guerra e dei combattimenti che ne seguiranno. Non possiamo ritirarci dal nostro obiettivo strategico".

 

Ministro saudita: “Negoziati con Israele solo sospesi, accordo rimane sul tavolo”

Arabia saudita e Israele hanno ancora la possibilità di un riavvicinamento, anche dopo l'inizio della guerra a Gaza, ha affermato il ministro per gli Investimenti saudita, Khalid-al-Falih, precisando che il tema "rimane sul tavolo". "I colloqui attualmente sospesi sono subordinati a una soluzione pacifica della questione palestinese", ha aggiunto. "La battuta d'arresto del mese scorso ha chiarito il motivo per cui l'Arabia saudita era così irremovibile nel chiedere che la soluzione del conflitto palestinese fosse parte di una normalizzazione più ampia", ha spiegato. L'obiettivo della Iniziativa di pace araba presentata da Riad nel 2002 ha come obiettivo "un Medio Oriente normale" in cui "tutti i Paesi del Medio Oriente possano avere relazioni normali, concentrando la loro attenzione sulla prosperità economica che è il tema di oggi", ha affermato inoltre.
 

 

Carabinieri in Israele per mediare con palestinesi, richiesta Usa

Dagli Usa - apprende l'ANSA - è arrivata all'Italia la richiesta di due carabinieri da inserire nell'ufficio del Coordinatore della sicurezza per Israele e l'Autorità palestinese, a Gerusalemme. E la Difesa è orientata a dare l'ok. I carabinieri hanno una lunga esperienza nella missione Miadit di addestramento della polizia palestinese di stanza a Gerico (sono rientrati lo scorso 14 ottobre per il deteriorarsi delle condizioni di sicurezza).
"I carabinieri - ha spiegato il ministro della Difesa, Guido Crosetto - sono stati chiamati direttamente agli americani perchè a Gerico fino a tre settimane fa formavano la polizia palestinese: hanno quindi un rapporto di fiducia, di conoscenza e di rispetto che in una fase come questa è utilissimo".

 

Minacce contro ebrei in aumento negli Usa, molti acquistano armi

Le minacce contro gli ebrei americani sono in netto aumento negli Usa, e molti reagiscono acquistando armi e addestrandosi per proteggere se stessi e le loro famiglie. Lo rivela la Cnn, che ha condotto un'indagine presso operatori di poligoni di tiro, istruttori di armi da fuoco e comunità ebraiche. L'Anti-Defamation League ha dichiarato di aver registrato 312 episodi di antisemitismo negli Stati Uniti nelle prime tre settimane dopo lo scoppio del conflitto tra Israele e Hamas, inclusi casi di molestie e aggressioni. "Ora più che mai, con l'aumento dell'antisemitismo, sento che abbiamo la responsabilità come ebrei di parlare apertamente e di far sentire la nostra voce, e anche di sapere come proteggerci perché la realtà è che le persone non sembrano volerci intorno, ed è difficile ", ha raccontato alla Cnn Dani, nipote di sopravvissuti dell'Olocausto che vive nel sud della California e ha chiesto di non condividere il suo cognome per questioni di sicurezza. Mentre Gene Petrino, comandante delle squadre speciali Swat in pensione di Coral Springs, Florida, ha detto all'emittente che da quando è scoppiata la guerra ha avuto circa 15-20 ebrei a settimana che gli chiedevano di essere addestrati a usare armi. Gli osservatori sottolineano anche che un aumento del possesso di pistole e fucili da parte degli ebrei americani rappresenterebbe un cambiamento notevole per un gruppo che è storicamente liberal e dove la maggioranza sono elettori democratici registrati. Secondo un sondaggio dell'American Jewish Committee del 2018, infatti, il 70% degli intervistati ebrei riteneva che sia fosse piu' importante controllare il possesso di armi che proteggere il diritto degli americani a possederle.

 

Socialisti Ue: "Israele ha imposto castigo collettivo a Gaza"

"Il nostro appoggio e la nostra solidarietà a Israele non devono portarci a chiudere gli occhi di fronte al castigo collettivo imposto ai due milioni di abitanti di Gaza. Non devono portarci a essere impassibili di fronte al fatto che non hanno cibo, acqua o energia". Lo ha detto la presidente del gruppo S&D all'Eurocamera Iratxe Garcia Perez "Bombardare ospedali, attaccare campi di rifugiati, distruggere scuole, obbligare la popolazione a bere dell'acqua salata non è legittima difesa. Netanyahu mantiene un assedio che non distingue civili innocenti e colpevoli, lui non ha il diritto di rendere disumano un popolo", ha sottolineato Garcia Perez spiegando che l'Ue "non può limitarsi alla preoccupazione, ha l'obbligo morale di agire per la liberazione degli ostaggi e porre fine all'assedio".

 

Hamas conferma: "Siamo in trattativa per la liberazione di 12 ostaggi per 3 giorni di tregua"

Una fonte vicina ad Hamas conferma trattative in corso per la liberazione di 12 ostaggi, di cui 6 americani, in cambio di tre giorni di tregua.

Guterres: "A Gaza il numero di bimbi morti supera qualunque guerra"

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha paragonato il numero di bambini uccisi a Gaza con il bilancio dei conflitti nel mondo, di cui dà conto ogni anno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. “Ogni anno, il numero più alto di uccisioni di bambini, da parte di qualsiasi attore in tutti i conflitti a cui assistiamo, è al massimo di centinaia”, ha detto Guterres a Reuters Next. “In pochi giorni, a Gaza, abbiamo migliaia e migliaia di bambini uccisi” ha sottolineato.

Guterres: "I morti a Gaza mostrano che c'è qualcosa di errato"

“Ci sono violazioni da parte di Hamas quando usa scudi umani. Ma quando si guarda il numero di civili che sono stati uccisi durante le operazioni militari, c'è qualcosa che è chiaramente sbagliato” commenta il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, a Reuters Next, come si legge sul sito dell'agenzia. “È anche importante far capire a Israele - ha aggiunto Guterres - che è contro i suoi interessi vedere ogni giorno la terribile immagine dei drammatici bisogni umanitari del popolo palestinese. Ciò non aiuta Israele in relazione all'opinione pubblica globale”.

Von der Leyen: "No alla presenza di Israele per la sicurezza di Gaza"

“Innanzitutto Gaza non può essere un rifugio per i terroristi e non può essere governata dalle organizzazioni terroristiche. Ci deve essere un'unica autorità palestinese. Non ci deve essere alcuna presenza dilungo termine di Israele per la sicurezza di Gaza, il territorio di Gaza non può essere amputato o ridotto. Allo stesso tempo non ci può essere uno sfollamento forzato” dei palestinesi. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen parlando all'Eurocamera di quelle che considera le sue priorità per un piano politico successivo alla guerra in Medio Oriente.

Von der Leyen: "Israele agisca in maniera mirata a Gaza"

“Sostenere Israele è essenziale ma lo è altrettanto proteggere i civili nella Striscia di Gaza. Ci sono immagini che ci scuotono nel profondo. Israele ha diritto di fermare Hamas ma è essenziale agire in maniera mirata, perché ogni vita umana ha un peso”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, parlando alla plenaria del Parlamento europeo sulla guerra in Medio Oriente. 

Una tv egiziana: "Vicini all'accordo per una pausa umanitaria e il rilascio degli ostaggi"

Una tv egiziana ha segnalato che il Cairo è vicino al raggiungimento di un accordo per una pausa umanitaria a Gaza e il rilascio di ostaggi. Lo ha riferito Haaretz.

Michel: "Hamas non può avere futuro nel governo di Gaza"

“Una cosa è assolutamente certa: non possiamo più permettere che attacchi terroristici del genere si ripetano. Affrontare Hamas richiederà più della campagna militare. Richiederà una forte coalizione di attori regionali e globali, uniti insieme, con l'obiettivo comune di combattere il terrorismo. Hamas non deve aver nessun futuro nel governo di Gaza”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nel suo discorso in plenaria al Parlamento europeo.

Michel: "L'assedio di Gaza non rispetta le leggi umanitarie"

“Nulla può giustificare quanto successo. Non possiamo permettere che si ripeta mai più un attentato terroristico come quello di Hamas. Hamas non deve avere il futuro al governo di Gaza”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Charles Michel parlando all'Eurocamera. “Il diritto di Israele di difendersi deve essere in linea con le leggi internazionali e umanitarie. Un assedio di Gaza non lo è. Chiediamo delle pause umanitarie, più la situazione peggiora più sarà difficile avere una pace duratura”, ha sottolineato Michel spiegando che, alla conferenza di Parigi di domani, “concorderemo un maggior sostegno” per i palestinesi.

Michel: "Hamas usa la propria gente come scudi umani"

“Nulla può giustificare il terrore lanciato da Hamas contro il popolo di Israele il 7 ottobre. Oltre 1.400 persone innocenti, uomini, donne e bambini, massacrati. E oltre 240 persone sono state prese in ostaggio. E la brutalità di Hamas non si ferma qui. A Gaza sta usando civili innocenti, la propria gente, come scudi umani”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nel suo discorso in plenaria al Parlamento europeo.

Scontri a Betlemme, feriti 6 palestinesi

Sei palestinesi sono rimasti feriti da colpi di arma da fuoco negli scontri con le forze israeliane vicino a  Betlemme, in Cisgiordania. Lo ha riferito Haaretz citando la Mezzaluna Rossa, secondo la quale altri tre sono stati colpiti da schegge e 17 hanno inalato gas lacrimogeni.

Hamas, evacuazione forzata a Gaza con la complicità dell'Onu

Hamas ha accusato l'Unrwa, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, di “complicità” con Israele nello “spostamento forzato” dei residenti di Gaza. Lo ha affermato Salama Maruf, capo dell'ufficio stampa di Hamas nella Striscia. “L'Unrwa e i suoi funzionari sono responsabili di questa catastrofe umanitaria, in particolare per quanto riguarda i residenti di Gaza City e del nord” della Striscia “che stanno eseguendo l'ordine militare israeliano di fuggire a sud”.

Israele, scovati e distrutti circa 130 tunnel a Gaza

I genieri dell'esercito israeliano hanno trovato e distrutto circa 130 imbocchi di tunnel dall'inizio dell'operazione dentro la Striscia. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui in molti casi sono state trovate accanto agli imbocchi strutture con batterie d'auto che si ritiene fossero collegate al sistema di filtraggio dell'aria dei tunnel.

Unrwa: "Le vittime tra i nostri membri sono 89": Guterres: "Morti più operatori umanitari Onu che in qualsiasi altro periodo"

Sale a 89 il numero dei dipendenti dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, Unrwa, morti finora dal 7 ottobre scorso. Lo riferisce la stessa agenzia in un post su X, in cui afferma che “in un mese, 89 colleghi dell'Unrwa sono stati uccisi e almeno 26 feriti nella Striscia di Gaza”. “Come Agenzia - prosegue il post - siamo più che devastati. I nostri colleghi ci mancheranno moltissimo e non saranno dimenticati”.

Il testo aggiunge poi una affermazione del segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, secondo cui in questa guerra “sono stati uccisi più operatori umanitari delle Nazioni Unite che in qualsiasi periodo paragonabile nella storia della nostra organizzazione”.

Qatar, trattativa per una tregua di 24-48 ore in cambio del rilascio di alcuni ostaggi

Il Qatar sta negoziando con Israele e Hamas, in coordinamento con gli Stati Uniti, il rilascio di 10-15 ostaggi in cambio di un cessate il fuoco a Gaza di uno o due giorni: lo riferiscono fonti a conoscenza del dossier, citate dalla France Presse. Ieri Axios aveva riferito di una richiesta del presidente Usa Biden al premier israeliano Netanyahu di una tregua di qualche giorno, per favorire la liberazione dei prigionieri.

L'esercito israeliano: "Colpiti miliziani in fuga, non c'è alcun posto dove scappare"

Le forze di difesa israeliane affermano di aver colpito una postazione di lancio di missili anticarro di Hamas nella Striscia di Gaza collegata a un tunnel con un deposito di armi, uccidendo i miliziani che tentavano di fuggire sul tetto dell'edificio.

“Non c'è nessun posto dove scappare” ha detto un comandante della 7/a brigata, “qualsiasi terrorista che incontra la brigata verrà eliminato, e qualsiasi terrorista che tenterà di scappare, fallirà”.

Moschea bombardata e distrutta vicino a un ospedale, a Khan Younis

Khan Younis, raid su una moschea a sud di Gaza, a 100 metri da un ospedale

A soli cento metri dall'ospedale Nasser a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, un attacco aereo israeliano ha colpito e distrutto una moschea. Lo riferisce al Jazeera. Accanto alla moschea, si trova un mercato e una panetteria dove, al momento dell'attacco, centinaia di persone erano in fila in attesa di comprare il pane.

La moschea Khaled Ben al-Walid, uno dei simboli della città di Khan Younis, si trova in un campo profughi. Al momento dell'attacco a quanto pare era vuota ma mezzi di soccorso stanno egualmente accorrendo sul posto.

Crosetto: "Nave-ospedale verso Gaza, prima missione umanitaria in quell'area"

La nave della Marina Vulcano, attrezzata con ospedale e sale operatorie, è in partenza per il Medio Oriente per accogliere feriti di Gaza. Sarà poi inviato anche un ospedale da campo da portare “direttamente a Gaza in accordo con i palestinesi”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto: “Siamo i primi a fare un'operazione umanitaria in quell'area e speriamo altri Paesi ci seguiranno”, ha aggiunto.

Blinken ribadisce il no a un cessate il fuoco immediato: "Hamas ripeterebbe il 7 ottobre"

Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha di nuovo respinto le richieste di cessate il fuoco a Gaza e in Israele. “Coloro che chiedono un cessate il fuoco immediato hanno l'obbligo di spiegare come affrontare il risultato inaccettabile che probabilmente ne deriverebbe”, ha detto Blinken in una conferenza stampa a Tokyo dopo il G7, ripresa dal Guardian. “Hamas è rimasta sul posto, con oltre 200 ostaggi, con la capacità e l'intenzione dichiarata di ripetere il 7 ottobre ancora, ancora e ancora”, ha aggiunto.

Il ministro della Difesa iraniano: "Il regime sionista non raggiungerà i suoi obiettivi"

“Il regime sionista occupante non raggiungerà nessuno dei suoi obiettivi a Gaza” ha affermato il ministro della Difesa dell'Iran, Mohammad Reza Ashtiani, definendo gli attacchi di Hamas contro Israele “un'operazione di successo che ha rivelato la falsità del potere sionista”.

Il sostegno da parte degli Usa e di alcuni Paesi europei per Israele nella guerra a Gaza ha complicato la situazione nella regione, ha detto Ashtiani durante un incontro con l'ambasciatore turco a Teheran, Hicabi Kirlangic, come riporta Mehr. Il ministro iraniano ha anche lanciato un appello ai “governi islamici” affinché adottino misure pratiche contro Israele, come l'imposizione di sanzioni economiche e l'embargo sull'esportazione di energia e carburante.

"Escalation grave", Netanyahu convoca i leader degli insediamenti

Il premier Benyamin Netanyahu ha convocato oggi un incontro urgente con i dirigenti degli insediamenti ebraici in Cisgiordania. “Questo incontro - ha affermato, in un comunicato - rientra nella visita odierna del Gabinetto di guerra nel comando della Regione militare centrale alla luce degli avvertimenti dei responsabili alla sicurezza per la grave escalation in atto nella Giudea-Samaria”, cioè in Cisgiordania.

Testimoni, l'esercito israeliano si avvicina all'ospedale al-Shifa

Alcuni testimoni - riferisce al-Jazeera sul suo sito - hanno riferito che soldati israeliani si stanno spostando ulteriormente nel centro di Gaza e si trovano a soli 700 metri dall'ospedale al-Shifa. L'esercito israeliano sostiene che qui si trovi il centro di comando di Hamas e dice che sono determinati a eliminarlo, nonostante l'amministrazione e gli operatori dell'ospedale lo abbiano negato. Quanto riportato dai testimoni non è stato tuttavia confermato dai militari israeliani, precisa al Jazeera.

Mezza Luna Rossa: "Tutte le strade per l'ospedale al-Quds sono chiuse"

Tutte le vie di accesso all'ospedale Al-Quds nella Striscia di Gaza sono chiuse e “le squadre mediche non possono lasciare l'ospedale per raggiungere i feriti”. Lo segnala la Mezza Luna Rossa palestinese (Prcs) in un messaggio postato sul social X. “Il bombardamento israeliano è in corso da ieri sera nei pressi dell'ospedale Al-Quds, dal lato occidentale”, segnala l'organizzazione umanitaria. “Tutte le strade per l'ospedale sono chiuse. Le équipe mediche non possono lasciare l'ospedale per raggiungere i feriti”.

L'esercito israeliano: "In un mese colpiti più di 14mila obiettivi di Hamas"

A un mese dall'inizio dell'operazione militare contro Hamas le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno effettuato attacchi su più di 14.000 obiettivi nella Striscia di Gaza, ha detto ieri sera in conferenza stampa il portavoce dell'esercito, Daniel Hagari.

Dal G7 la richiesta di una tregua a Gaza e il diritto alla difesa di Israele, Tel Aviv rispetti il diritto internazionale

Condanna senza appello degli attacchi terroristici di Hamas e pieno riconoscimento a Israele a esercitare la sua “legittima difesa”. Ma anche la richiesta a Tel Aviv di muoversi nel solco del diritto internazionale e di favorire “pause umanitarie che sono urgenti e necessarie”, evitando un'escalation che danneggia solo la popolazione civile.

Le forze israeliane combattono dentro Gaza: le immagini diffuse dall'esercito

Ministero della Sanità di Hamas: 10.569 vittime nella Striscia di Gaza

Sono almeno 10.569 le persone morte sulla Striscia di Gaza dal 7 ottobre scorso, secondo l'ultimo bilancio del Ministero della Sanità di Hamas. Fra le vittime, 4.324 sono i minori e 2.823 le donne, sempre in base ai dati forniti dal Ministero controllato da Hamas.

L'ex premier israeliano Olmert durissimo contro Netanyahu: "Lui e i suoi alleati fanatici vanno fermati, rischiamo un conflitto regionale"

Si corre “il pericolo gravissimo che Benjamin Netanyahu e i suoi alleati fanatici approfittino della crisi di Gaza per scacciare i palestinesi da tutti i territori occupati. Rischiamo la guerra regionale per questi messianici criminali”. Si esprime così, con parole durissime, in un' intervista al Corriere della Sera, l'ex premier israeliano Ehud Olmert. “Dobbiamo fermarli, vanno anche contro la maggioranza degli israeliani, mi appello alla comunità internazionale che ci aiuti a farlo”.

Morto il 32esimo soldato dell'esercito israeliano, sono 350 dal 7 ottobre

L'esercito israeliano ha annunciato che il sergente dell'unità d'élite Shaldag, Jonathan Chazor, di 22 anni, è stato ucciso ieri combattendo contro i terroristi di Hamas nel nord della Striscia di Gaza. Chazor era originario della comunità settentrionale di Katzir. La sua morte porta a 32 il bilancio dei soldati uccisi nell'offensiva di terra di Israele a Gaza, e a 350 dal 7 ottobre.

Il Brasile protesta per l'esclusione di 34 suoi cittadini dalla lista degli stranieri autorizzati a lasciare Gaza, è la sesta volta

L'ambasciata del Brasile in Palestina ha riferito oggi che i 34 brasiliani rimasti nel sud della Striscia di Gaza sono stati esclusi dalla sesta lista delle persone autorizzate a lasciare il territorio. Il ministro degli Esteri, Mauro Vieira, ha precisato che il governo israeliano aveva promesso di dare il permesso di uscire entro oggi al gruppo, che si trova nelle città di Rafah e Kan Yunis, vicino al confine con l'Egitto. L'elenco odierno comprende 601 cittadini provenienti da Germania, Canada, Stati Uniti, Filippine, Romania e Ucraina.

Scambio di fuoco tra Hezbollah e Israele

Uno scambio di fuoco è in corso tra Israele e gli Hezbollah libanesi lungo la linea del fronte, aperta da un mese tra il nord di Israele il sud del Libano. Lo riferiscono media libanesi e fonti locali nei pressi della linea di demarcazione tra i due Paesi. In queste ore le aree più colpite sono il settore centrale e occidentale della linea di confine. Non si registrano al momento vittime.

Blinken: “Israele non dovrà rioccupare Gaza”

Il segretario di Stato americano Anthony Blinken ha detto che Israele non dovrà rioccupare Gaza, una volta finita la guerra, anche se ha ammesso che potrebbe esserci “un periodo di transizione” prima dell'assetto definitivo. Ne ha parlato al termine del G7 dei ministri degli Esteri a Tokyo, illustrando le aspettative statunitensi per il futuro postbellico a Gaza. “L'unico modo per garantire che ciò non accada mai più è creare le condizioni per una pace e una sicurezza durature”, ha detto. E poi ha illustrato gli elementi alla base di questo nuovo quadro: “Nessuna espulsione forzata dei palestinesi da Gaza, né ora né dopo la guerra. Nessun utilizzo di Gaza come piattaforma per il terrorismo o altri attacchi violenti. Nessuna rioccupazione di Gaza dopo la fine del conflitto. Nessun tentativo di bloccare o assediare Gaza. Nessuna riduzione nel territorio di Gaza. Dobbiamo anche garantire che non emergano minacce terroristiche dalla Cisgiordania”. Blinken ha invece auspicato “un governo palestinese, Gaza unificata con la Cisgiordania sotto l'Autorità nazionale palestinese, un meccanismo solido per la ricostruzione di Gaza e un percorso verso una soluzione a due Stati”. Quando gli è stato chiesto conto delle dichiarazioni del primo ministro Benjamin Netanyahu che pensa di assumersi la “responsabilità della sicurezza a Gaza per un tempo indefinito”, Blinken ha ammesso che “potrebbe essere necessario un periodo di transizione”.

Colonne di fumo si sollevano dagli edifici di Gaza, mentre i carri armati israeliani sorvegliano il confine (Video)

Israele: “Arrestati 37 palestinesi ricercati, 10 sono membri di Hamas”

Le forze di difesa israeliane affermano di aver arrestato 37 palestinesi ricercati, tra cui 10 membri di Hamas, durante blitz notturni in tutta la Cisgiordania. Lo riporta The Times of Israel. Durante un'operazione nella città di Birzeit, spiegano i militari, sono state sequestrate armi di Hamas che si trovavano in un deposito vicino alla locale università. Arsenale che, secondo gli israeliani, veniva utilizzato dalla fazione studentesca di Hamas durante le parate.

Hamas smentisce i progressi delle truppe israeliane: “Non dicono mai la verità”

Il portavoce di Hamas, Gazi Hamad, parlando da Beirut, ha negato che le truppe israeliane abbiano compiuto progressi significativi e stiano avanzando in profondità nella città di Gaza. “Non dicono mai la verità alla gente”, ha detto Hamad. Ha aggiunto che lunedì numerosi soldati israeliani sono stati uccisi e “molti carri armati sono stati distrutti”. I palestinesi, ha aggiunto, “combattono, combattono e combattono contro Israele, finché non porremo fine all'occupazione”. L'esercito israeliano afferma di aver ucciso migliaia di combattenti di Hamas nel corso di un mese di guerra, ma non è stato possibile in maniera indipendente constatare le affermazioni delle due parti.

Israele apre il corridoio umanitario e invita la popolazione a spostarsi: “Se tieni a te stesso e ai tuoi cari dirigiti a sud”

L'esercito israeliano ha annunciato di aver di nuovo aperto fin alle 14 di oggi (ora locale) un corridoio umanitario dal nord al sud della Striscia lungo la via Ṣalāḥ ad-Dīn che taglia l'intera Gaza. Lo ha annunciato il portavoce dell'esercito in lingua araba Avichay Adraee che ha sollecitato i cittadini a spostarsi verso sud. “Se tieni a te stesso e ai tuoi cari - ha sottolineato - dirigiti a sud”.

Il tenente colonnello israeliano Jonathan Conricus: “I leader di Hamas sono morti che camminano”

Il tenente colonnello israeliano Jonathan Conricus, uno dei portavoce delle forze armate, ha affermato in un'intervista a Sky News Australia che i leader di Hamas sono “uomini morti che camminano” poiché è solo questione di tempo prima che vengano “catturati o uccisi” dalle forze israeliane.

Casa Bianca: “Hamas ha intenzioni genocide contro Israele”

“Non dovremmo dimenticare quello che è successo un mese fa, 1.400 persone massacrate nelle loro case e durante un festival musicale” ha detto il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, John Kirby, accusando Hamas di “intenzioni genocide” contro Israele e respingendo le critiche alla campagna militare dell'Idf a Gaza e all'alto numero di vittime civili palestinesi. “Hamas in realtà ha intenzioni genocide contro il popolo di Israele. Vorrebbero vederlo cancellato dalla mappa”, ha aggiunto Kirby.

Guerriglia tra le rovine di Gaza, il video di Hamas. Poi il monito all'Autorità Palestinese: “Non dovete cooperare con gli americani” (Video)

Hamas ha rilasciato delle immagini della battaglia a Gaza City e avvertito l'Autorità Palestinese nella Cisgiordania occupata di non concludere un accordo con gli Stati Uniti e Israele a spese di Hamas, poiché non si sa cosa accadrebbe se a Gaza Hamas venisse sconfitta. “Non dovete cooperare con gli americani”, ha detto Mahmoud Abbas rivolgendosi all'Autorità Palestinese “E non andare a Gaza sul retro del carro armato americano”, ha aggiunto sostenendo che l'Anp “dovrebbe rifiutare qualsiasi tentativo da parte degli Stati Uniti di prendere il controllo di Gaza” sottolineando come la mancanza di commenti pubblici sulla questione da parte dell'Autorità Palestinese “solleva un punto interrogativo”.

Circa 15.000 persone in fuga dalle zone di combattimento

Il ritmo dei civili palestinesi in fuga dalla zona di combattimento nel nord di Gaza è aumentato man mano che la campagna aerea e terrestre di Israele si intensifica, dicono gli osservatori delle Nazioni Unite. Circa 15 mila persone sono fuggite martedì, rispetto alle 5.000 di lunedì e alle 2.000 di domenica, afferma l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari. Nel riferirne, Times of Israel precisa che i civili possono spostarsi all'interno di una finestra temporale di quattro ore fissata quotidianamente dall'esercito israeliano, che garantisce un passaggio sicuro da Gaza City e dai suoi dintorni verso sud. “La maggior parte di coloro che fuggono sono bambini, anziani e persone con disabilità”, sottolinea l'agenzia delle Nazioni Unite. Molti sono arrivati ​​a piedi con pochissimi effetti personali.

Iran: “Se israele continuerà a colpire Gaza la guerra si allargherà”

“Se i crimini del regime sionista contro Gaza continuano, la dimensione del conflitto e della guerra nella regione si espanderà”, ha affermato il portavoce del ministero degli esteri iraniano Nasser Kanaani. “L'america non può, da una parte, mandarci un messaggio dicendo che non sono a favore dell'allargarsi del conflitto nella regione e poi permettere al regime sionista di commettere crimini di guerra su larga scala contro la nazione palestinese”, ha aggiunto Kanani.

È scontro tra il governo Netanyahu e il suo principale alleato, gli Usa, su quello che succederà a guerra finita

Mentre comincia il secondo mese di guerra, Israele è arrivato nel cuore di Gaza. Ma intanto è scontro tra il governo Netanyahu, e il suo principale alleato, gli Usa, su quello che succederà a guerra finita. Al premier israeliano che ha parlato di “controllo israeliano senza limiti di tempo su Gaza”, ha risposto la Casa Bianca che ha detto che “la terra è palestinese e rimarrà tale”. Più tardi, il governo israeliano ha precisato che non ci sarà una nuova occupazione dell'enclave: l'obiettivo è garantire che la Striscia diventi un'area smilitarizzata con le forze armate israeliane che potrebbero entrare di nuovo in caso di minacce terroristiche, ma senza governare l'enclave.

G7, Ministri degli Esteri condannano “senza equivoci” gli attacchi di Hamas e chiedono la soluzione dei “Due Stati”

I ministri degli Esteri del G7 condannano “inequivocabilmente” gli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre scorso e quelli in corso contro Israele e sottolineano “il diritto di Israele a difendere se stesso e il suo popolo in conformità con il diritto internazionale nel tentativo di prevenire che ciò si ripeta” si legge nella dichiarazione finale adottata al termine della ministeriale di Tokyo, in Giappone. “Israeliani e palestinesi hanno lo stesso diritto di vivere in sicurezza, dignità e pace. Sottolineiamo - prosegue la nota - che una soluzione a due Stati, che prevede che Israele e uno Stato palestinese vitale vivano fianco a fianco in pace, sicurezza e riconoscimento reciproco, rimane l'unica via verso una pace giusta, duratura e sicura.”

L'Italia assumerà la presidenza del G7 a gennaio: Medio Oriente argomento centrale

Israele: “Ucciso il capo della produzione delle armi di Hamas”

Mohsen Abu Zina sarebbe stato eliminato in un attacco notturno a Gaza, così l'esercito israeliano ha fatto sapere di aver eliminato Zina “uno dei principali sviluppatori di armi di Hamas, esperto nello sviluppo di armi strategiche e razzi utilizzati dai terroristi”.

“Identificati i corpi di 845 persone uccise durante l'assalto di Hamas ai kibbutz”

Sono 845 i civili israeliani uccisi finora identificati nel centro allestito all'interno della base militare di Shura. Ad annunciarlo è stata la polizia israeliana, citata da 'Haaretz'.

Times of Israel: “Morto un altro soldato israeliano”

Le forze israeliane (Idf) hanno confermato la morte di un altro soldato nel conflitto con Hamas nella Striscia di Gaza. Si tratta, secondo quanto riportano i media israeliani, di un riservista 28enne di Kfar Shamai, ucciso nei combattimenti con Hamas nel nord dell'enclave palestinese. È il 31esimo soldato morto nelle operazioni di terra israeliane a Gaza.

Camera Usa approva la mozione per censurare la deputata di origini palestinesi, Rashida Tlaib

La Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una mozione di censura nei confronti della deputata democratica Rashida Tlaib, per le sue dichiarazioni critiche contro Israele e a favore dei palestinesi a proposito dell'offensiva su Gaza. La mozione proposta dal repubblicano Rich McCormick è stata approvata con 234 voti a favore e 188 contrari. Quattro repubblicani hanno votato contro e 22 democratici a favore. Tlaib, 47enne deputata del Michigan, di origini palestinesi e prima donna musulmana eletta al Congresso, si era difesa dalle accuse denunciando in un discorso in Aula il tentativo di metterla a tacere “distorcendo le mie affermazioni in una risoluzione piena di bugie”. La deputata ha sostenuto come le sue critiche al governo israeliano non possano essere confuse con l'antisemitismo: “Nessun governo può essere al riparo dalle critiche. L'idea che criticare il governo di Israele sia antisemita è una precedente pericoloso che può essere usato per mettere a tacere le voci che si battono per la difesa dei diritti umani”. E ha poi concluso: “Non riesco a credere di doverlo dire ma il popolo palestinese non si può gettare nei rifiuti”.

La guerra fa scarseggiare la manodopera, istituite delle borse di studio rivolte agli studenti lavoratori

A causa della situazione di emergenza e la conseguente difficolta nel trovare mano d'opera per raccogliere frutta e verdura in tutto il Paese, “Bank Leumi” e “Keshet” (Canale 12), in collaborazione con l'Associazione Nazionale degli Studenti, hanno deciso di erogare una borsa di studi agli studenti disposti a lavorare nel campo dell'agricoltura. Questa iniziativa si è resa possibile alla luce del posticipo dell'inizio dell'anno accademico a causa della guerra, che ha lasciato tanti studenti senza lavoro e senza studi.

Netanyahu: “Non vogliamo occupare Gaza”. Il premier israeliano torna a chiarire la posizione di Israele dopo l'intervista ad Abc

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha chiarito che Israele non ha intenzione di occupare Gaza, ma immagina un territorio radicalmente rimodellato e libero da Hamas. “Ciò che dobbiamo vedere è Gaza demilitarizzata, deradicalizzata e ricostruita”, ha detto in un'intervista a Fox News. Alla domanda sulla prospettiva di una pausa umanitaria quotidiana, ha poi risposto: “I combattimenti continuano contro il nemico di Hamas, i terroristi di Hamas, ma in luoghi specifici per un dato periodo, qualche ora qui, qualche ora là, vogliamo facilitare il passaggio sicuro dei civili lontano dalla zona dei combattimenti. E lo stiamo facendo”.

Canada, due molotov contro le sedi delle istituzioni ebraiche a Montréal

Lancio di molotov contro le sedi di due istituzioni ebraiche nella zona di Montréal, in Canada. Gli ordigni scagliati contro la Congregazione Beth Tikvah e contro l'ingresso posteriore degli uffici della comunità ebraica locale, di fronte alla sinagoga del sobborgo di Dollar-des-Ormeaux, hanno danneggiato gli edifici ma senza ferire nessuno. Il direttore regionale di B'nai Brith Canada ha chiesto alle autorità di indagare sull'attentato arrivato a un mese esatto dall'attacco di Hamas nel sud di Israele. Il premier canadese Justin Trudeau si è detto “profondamente turbato” e ha ribadito che “l'antisemitismo è completamente inaccettabile e deve essere sempre condannato”.

Aeroporto Ben Gurion, voli tagliati dell'80%

Dall'inizio del conflitto, una media di 100 voli atterra ogni giorno all'aeroporto Ben Gurion, rispetto ai consueti 500. La maggior parte del traffico coinvolge le tre compagnie aeree israeliane: El Al, Arkia e Israir, mentre la maggior parte delle compagnie aeree straniere ha cancellato i propri voli, tra l'altro, perché i premi assicurativi sono aumentati notevolmente. Le tre compagnie aeree israeliane possono continuare a volare perché sono assicurate dalla Inbal Insurance Co., di proprietà del Governo israeliano, che ha ricevuto garanzie  statali. Si stima che circa 50 compagnie aeree abbiano cancellato tutti i voli di linea da e per Israele. Tuttavia, ci sono alcune compagnie aeree straniere che continuano a volare da e per Israele: Etihad (voli per Abu Dhabi), Flydubai (Dubai), BlueBird (Larnaca e Atene), Uzbekistan Airways (Tashkent), Hainan Airlines (Shenzen), FlyOne (Kishinev) e Azimuth e Red Wings (voli per la Russia).

Israele: “In un mese colpiti 14mila obiettivi di Hamas”

A un mese dall'inizio dell'operazione militare contro Hamas le forze di difesa israeliane (Idf) hanno effettuato attacchi su più di 14.000 obiettivi nella Striscia di Gaza, ha detto il portavoce dell'esercito Daniel Hagari. I militari affermano di aver demolito oltre 100 ingressi di tunnel, distrutto più di 4.000 armi di vario tipo e “ucciso molti terroristi di Hamas, anche nel grado di comandanti”. Hagari ha spiegato che molti degli obiettivi colpiti sono stati localizzati in moschee, asili e quartieri residenziali. “Ciò dimostra che Hamas sta cinicamente usando la popolazione come scudo umano”, ha concluso.

Bombe israeliane sul Libano, minacce incrociate Netanyahu-Hezbollah (Video)

Israele ha colpito il territorio libanese più volte nelle ultime 24 ore. Lo rendo noto l'esercito israeliano, definendo i suoi attacchi come “risposte al fuoco” contro lo stato ebraico e a “un obiettivo aereo sospetto” rilevato in territorio israeliano. Nella tarda serata il portavoce delle forze di difesa israeliane, Daniel Hagari, ha detto che gli aerei da guerra delle idf hanno colpito più volte obiettivi di Hezbollah in Libano tra cui un “magazzino, posizioni di lancio, infrastrutture e siti in cui si trovano mezzi tecnologici”.

Ministro israeliano: "Non vogliamo rioccupare Gaza dopo la guerra"

Il governo israeliano ha precisato che le parole del premier Benjamin Netanyahu sul mantenimento della "responsabilità complessiva della sicurezza" nella Striscia di Gaza dopo la guerra non significa che ci sarà una nuova occupazione dell'enclave palestinese. Il ministro per gli Affari strategici, Ron Dermer, membro del gabinetto di guerra, ha spiegato che l'obiettivo è garantire che la Striscia diventi un'area smilitarizzata con le forze armate israeliane che potrebbero entrare di nuovo in caso di minacce terroristiche, ma senza governare l'enclave. Gli Stati Uniti si sono detti contrari a una "rioccupazione" di Gaza da parte di Israele e hanno chiesto che la Striscia continui a essere governata dai palestinesi. 

Anche stanotte bombardamenti israeliani su Gaza, razzi illuminanti nel cielo

Deputata democratica Usa: "I palestinesi sono esseri umani, criticare il governo israeliano non è antisemitismo"

"Non riesco a credere di doverlo dire ma il popolo palestinese non è usa e getta": con queste parole la deputata democratica americana di origini palestinesi Rashida Tlaib, prima donna musulmana a entrare nel Congresso Usa, si è rivolta alla Camera dei rappresentanti che ha esaminato la mozione di censura nei suoi confronti per le critiche a Israele. Visibilmente commossa e confortata dalla collega Ilhan Omar, ha poi aggiunto: "Siamo esseri umani come tutti gli altri, mia nonna come tutti i palestinesi vuole solo vivere in libertà e con la dignità umana che meritiamo".

"I pianti dei bambini palestinesi e israeliani per me hanno lo stesso suono", ha insistito la 47enne figlia di immigrati palestinesi, cresciuta nei sobborghi operai di Detroit e maggiore di 14 fratelli che ha "cresciuto" senza rinunciare a studiare e ottenere due lauree in Scienze Politiche e Giurisprudenza. "Non possiamo perdere la nostra umanità condivisa", ha insistito, "non lascerò che mi si metta a tacere o che si distorcano le mie parole, cercare di censurarmi o di minacciarmi con me non funziona". Nel suo discorso, Rashida ha respinto le accuse di antisemitismo: "L'idea che criticare il governo israeliano sia antisemitismo crea un precedente molto pericoloso e nel nostro Paese è stata usata per mettere a tacere le voci a favore dei diritti umani"

L'analisi di Alberto Negri per Rainews24

L'esercito israeliano: "Colpiti diversi obiettivi in Libano"

L'esercito israeliano ha pubblicato un video in bianco e nero che mostra diversi suoi attacchi in Libano, precisando che gli aerei da guerra hanno colpito un magazzino di Hezbollah, posizioni di lancio e siti tecnologici. Tel Aviv afferma che gli attacchi sono stati una risposta ai lanci di razzi dal Libano all'inizio della giornata. L'esercito ha riferito di aver colpito anche un gruppo di miliziani che cercavano di lanciare missili anticarro.

Colpito un convoglio della Croce Rossa a Gaza, un ferito. Il capo missione: "Violato il diritto umanitario"

Un convoglio della Croce Rossa è stato colpito a Gaza City. Un autista del convoglio è rimasto ferito e due camion risultano danneggiati. Il convoglio era formato da cinque camion e due veicoli e stava dirigendosi con attrezzature e rifornimenti presso l'ospedale al-Quds della Mezzaluna Rossa palestinese. 

“Queste non sono le condizioni in cui il personale umanitario può lavorare”, ha detto il capo missione della Croce Rossa internazionale a Gaza, William Schomburg: “Siamo qui per portare assistenza urgente ai civili, garantire che l'assistenza vitale possa raggiungere le strutture mediche è un obbligo legale ai sensi del diritto umanitario internazionale”.

La Casa Bianca: "Rioccupare Gaza non è la cosa giusta da fare"

Il presidente Biden ritiene che la rioccupazione di Gaza da parte di Israele non sia la cosa giusta da fare”: lo ha detto il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, John Kirby, in un briefing. Kirbi ha riferito che ci sono discussione in corso con Israele sul futuro di Gaza dopo il conflitto, precisando che Hamas non può farne parte.

Raid israeliano uccide un operatore di Medici senza Frontiere

Medici Senza Frontiere ha annunciato la morte di uno dei suoi operatori umanitari a Gaza. Msf, riferisce l'organismo in una nota, “è addolorata per la scomparsa di Mohammed Al Ahel, ucciso insieme a diversi membri della sua famiglia il 6 novembre. Lavorava come tecnico di laboratorio per Msf da oltre due anni e si trovava nella sua casa nel campo profughi di Al Shati quando l'area è stata bombardata e l'edificio è crollato, uccidendo, secondo le testimonianze locali, decine di persone”

Netanyahu ribadisce: "Nessun cessate il fuoco senza la liberazione degli ostaggi"

Israele non accetterà alcun cessate il fuoco senza la restituzione degli ostaggi catturati il 7 ottobre. Lo ha ribadito il premier Benyamin Netanyahu in un discorso alla nazione, ad un mese dall'attacco di Hamas. Netanyahu ha aggiunto di aver chiesto alla Croce rossa che si adoperi subito per visitarli nei luoghi dove sono tenuti, e che poi provveda a riportarli in Israele. Il premier ha aggiunto che finora Israele ha ucciso “migliaia di terroristi”.

Il portavoce del Dipartimento di Stato Usa: "Gaza resta palestinese"

Il vice-portavoce del Dipartimento di Stato americano, Vedant Patel, ha risposto ai commenti del primo ministro Netanyahu su ABC News, sul controllo a tempo indefinito della Striscia di Gaza: “Il nostro punto di vista è che i palestinesi devono essere in prima linea in queste decisioni. Gaza è terra palestinese e rimarrà terra palestinese. In generale, noi non sosteniamo la rioccupazione di Gaza e nemmeno Israele”.

Si diffonde la notizia di un attentato ad Abu Mazen, fonte palestinese smentisce

Una fonte politica palestinese, citata dalla radio pubblica israeliana, ha negato che ci sia stato un attentato al presidente Abu Mazen
Secondo la fonte, durante l'arresto di trafficanti di narcotici, si è verificato uno scontro con i servizi di sicurezza palestinesi. In contemporanea - ha aggiunto la fonte - è passato nelle vicinanze il convoglio del presidente Abu Mazen e questo ha fatto sviluppare voci di un tentativo di assassinio di Abu Mazen. La stessa Radio ha aggiunto che si tratta di una notizia infondata.

Gaza, i morti sono 10.305, di cui 4.237 bambini

Nel suo ultimo aggiornamento sul bilancio delle vittime e dei feriti a causa del “brutale e barbaro” bombardamento israeliano della Striscia di Gaza, durato 32 giorni, il Ministero della Salute palestinese, controllato da Hamas, ha affermato che 10.305 palestinesi sono stati uccisi, tra cui 4.237 bambini, 2.719 donne e 631 anziani, e più di 25.000 sono rimasti feriti, oltre a 2.350 persone, tra cui più di 1.300 bambini, ancora dispersi.

Milizie irachene filo-iraniane attaccano base Usa in Siria

Una base militare Usa nella Siria sud-orientale è stata attaccata poco fa da milizie irachene filo-iraniane, operative al confine tra Siria e Iraq. Lo riferisce l'ufficio stampa della ‘Resistenza islamica in Iraq’, sigla che racchiude gruppi armati iracheni sostenuti dall'Iran.

Secondo il comunicato, è stata presa di mira la base militare Usa di Conoco, nei pressi dell'omonimo giacimento di gas naturale sulla riva orientale del fiume Eufrate, nella Siria sud-orientale. Stamani le stesse forze irachene filo-iraniane avevano rivendicato l'attacco contro la base militare Usa di Harir, nei pressi di Erbil, nel nord dell'Iraq.

Hezbollah: "Se Israele espande le operazioni, ci saranno conseguenze"

“Se Israele espande le sue operazioni (militari) ci saranno gravi conseguenze”: lo ha detto il numero due di Hezbollah, Naim Qàssem, intervistato dalla tv americana Nbc. “I nostri crescenti attacchi (contro Israele) sono il nostro messaggio a Israele. Se espande le operazioni, ci saranno gravi conseguenze”, ha affermato Qàssem.