La guerra di Gaza, giorno 39

Israele: possibile una svolta sugli ostaggi in 48-72 ore

Hamas: finora uccisi 11.320 palestinesi di cui 4.650 bambini. Israele: circa 1.000 terroristi uccisi. Dall'ospedale di Al Shifa: "Morti nelle fosse comuni". Soldati Idf nel comando della polizia. Scambi di fuoco al confine con il Libano

Decine di migliaia a Washington per la marcia pro-Israele

Ok Israele a migliaia litri carburante da varco Rafah

Israele ha deciso di consentire ai camion dell'Agenzia di Soccorso delle Nazioni Unite per i Rifugiati Palestinesi (UNRWA) di trasportare diverse migliaia di litri di carburante attraverso il valico di Rafah, a beneficio di attivita' umanitarie - per la prima volta dallo scoppio della guerra. Lo scrive il sito 'Ynetnews', citando fonti di Tel Aviv. La decisione è stata presa circa un'ora dopo che l'UNRWA ha annunciato che le sue riserve di carburante erano esaurite e sono stati costretti a fermare le operazioni umanitarie nella Striscia di Gaza.

 

Palco bipartisan alla Marcia per Israele di Washington

Decine di migliaia di sostenitori di Israele si sono radunati al National Mall di Washington, per esprimere solidarietà allo Stato ebraico nella guerra contro Hamas. La "Marcia per Israele" è stata una dimostrazione di sostegno bipartisan al principale alleato degli Stati Uniti in Medio oriente, in un momento in cui, sia negli Usa che a livello internazionale, aumentano le critiche per la conduzione delle operazioni militari a Gaza, in risposta agli attacchi terroristici del 7 ottobre. All'evento, nel quale la folla ha sventolato migliaia di bandiere Usa e di Israele, hanno partecipato dal palco tra gli altri: lo speaker della Camera, Mike Johnson; il leader della maggioranza democratica al Senato, Chuck Schumer; il leader della minoranza democratica alla Camera, Hakeem Jeffries; e la senatrice repubblicana dell'Iowa, Joni Ernst. "Siamo con Israele", ha ripetuto più volte dal palco, Schumer.

 

Fonte Israele: svolta ostaggi possibile in 48-72 ore

Una fonte politica israeliana di alto livello ha detto ad ABC News che sono stati compiuti progressi sull'accordo sugli ostaggi e che una svolta potrebbe arrivare nelle prossime 48-72 ore. Il Gabinetto di Guerra israeliano si riunirà stasera per discutere l'accordo, ha detto la fonte.

 

Finite le speranze per Noa, la soldatessa rimasta ostaggio di Hamas

A Washington decine di migliaia alla "Marcia per Israele"

Decine di migliaia di persone si sono radunate oggi al National Mall di Washington in segno di solidarietà con Israele, attaccata da più parti per la dura risposta militare a Gaza, seguita al massacro di israeliani compiuto il 7 ottobre da Hamas. L'evento, chiamato "March for Israel", arriva dopo numerosi episodi di antisemitismo e cortei contro Israele e a favore della Palestina organizzati in molte città degli Stati Uniti, tra cui New York.
"Non c'è causa più grande di questa - ha dichiarato, in collegamento telefonico con la piazza, il presidente israeliano Isaac Herzog - oggi siamo insieme come famiglia. Stati Uniti e Israele non sono mai stati cosi' vicini come ora". Eric Fingerhut, presidente della Jewish Federations of North America, una delle organizzazioni che hanno allestito la marcia di solidarietà, dice che quello di oggi servirà a "far capire ai politici di Washington" che la "stragrande maggioranza degli americani" sostiene Israele.

 

Per il filosofo Habermas guerra di Israele giusta in linea di principio

Per il filosofo tedesco Jürgen Habermas, 94 anni, tra i principali esponenti della Scuola di Francoforte, la reazione di Israele al massacro di Hamas è "giustificata in linea di principio". Il grande pensatore ha pubblicato una lettera aperta sul conflitto in Medio Oriente con altri tre intellettuali (il politologo Rainer Forst, il giurista Klaus Günter e la storica delle relazioni internazionali Nicole Deitelhoff) sul sito internet dell'Università Goethe di Francoforte. I quattro firmatari dichiarano la loro solidarietà a Israele e agli ebrei in Germania.
Secondo i firmatari, ci sono molte "prospettive contrastanti" sulla situazione attuale, motivo per cui è necessario rispettare alcuni principi. Il contrattacco di Israele "è giustificato", ma la sua esecuzione è discussa in modo controverso, motivo per cui gli autori del testo raccomandano "i principi di proporzionalità", evitando vittime civili e intraprendendo una guerra con la prospettiva di una pace futura. Tuttavia, non aiuta nella valutazione se "alle azioni israeliane vengono attribuite intenzioni genocide".
I firmatari sono particolarmente preoccupati per le reazioni antisemite in Germania. "È insopportabile che gli ebrei in Germania siano ancora una volta esposti a minacce contro la vita e l'incolumità fisica e debbano temere la violenza fisica nelle strade. Il diritto all'esistenza di Israele e la vita ebraica sono elementi particolarmente degni di tutela in Germania, e l'impegno in questo senso è fondamentale per la coesistenza politica. Il diritto alla libertà e alla protezione dal razzismo vale per tutti. A questo devono attenersi anche coloro che nel nostro Paese hanno coltivato sentimenti e convinzioni antisemite dietro ogni sorta di pretesti".​

 

Diplomatici Parigi in Medio Oriente dissentono da scelte Macron

Una decina di ambasciatori francesi dei Paesi del Medio Oriente hanno inviato una nota comune al Quai d'Orsay con la quale esprimono il loro dissenso con la posizione "in favore di Israele" della Francia, ritenendola "incompresa in Medio Oriente e in rottura con la nostra posizione tradizionalmente equilibrata fra israeliani e palestinesi". Lo rivela Le Figaro citando "un diplomatico a Parigi che l'ha letta".
Secondo il diplomatico, la nota degli ambasciatori in dissenso con la politica di Macron che ritengono troppo filo-israeliana, il documento sostiene che c'è "una certa perdita di credibilità e di influenza della Francia, e registra l'immagine negativa del nostro Paese nel mondo arabo. Inoltre, con una forma piuttosto diplomatica, lascia intendere che tutto questo è il risultato di posizioni adottate dal presidente della Repubblica". Tre ex diplomatici di alto livello, interrogati da Le Figaro, confermano che si tratta "di un passo collettivo, senza precedenti, da parte degli ambasciatori della Francia in Medio Oriente".
Lo stesso quotidiano ha sollecitato un commento dell'Eliseo e del Quai d'Orsay, i quali "minimizzano la portata di questa fronda affermando di non voler "commentare una corrispondenza diplomatica che, per definizione, è confidenziale". Si tratta, aggiungono, "di un contributo fra molti altri", ma alla fine "sono le autorità politiche elette dai francesi, il presidente della Repubblica e il suo governo, nella fattispecie la ministra Catherine Colonna, che decidono sulla politica estera della Francia". Questo riferimento alla ministra degli Esteri, secondo Le Figaro, "ha destato sorpresa al Quai d'Orsay, dove il sentimento di emarginazione da parte dell'Eliseo è piuttosto diffuso. E' stato così in particolare - e questo ha aumentato il 'rancore' dei dissidenti - quando Emmanuel Macron ha proposto, nel suo incontro a Tel Aviv con Benyamin Netanyahu, l'estensione della coalizione internazionale anti-Isis ad Hamas. Un'idea difficilmente operativa, che ha suscitato incomprensione in Medio Oriente ed è stata poi abbandonata".

 

Famiglie ostaggi a Israele: "Avete obbligo di riportare tutti a casa. L'accordo è possibile, già da stasera"

"Non si può fermare un accordo e non riportarli indietro. Avete l'obbligo, come leader del paese e come esseri umani, di riportare tutti a casa". Lo dicono i rappresentanti delle famiglie degli ostaggi nelle mani di Hamas, invitando i vertici israeliani, il primo ministro Benjamin Netanyahu, il ministro della Difesa Yoav Gallant e il membro del gabinetto di guerra Benny Gantz a consentire un accordo sulla liberazione degli ostaggi. "Sappiamo che una decisione può essere presa oggi, stasera", le loro parole in una conferenza stampa, riferite da Haaretz. "Potrebbe accadere oggi".

 

Casa Bianca: Biden-Xi parleranno della crisi in Medio Oriente

La situazione in Medio Oriente fara' parte delle discussioni tra Joe Biden e Xi Jinping: lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale Usa John Kirby, aggiungendo che gli Usa accoglierebbero con favore l'opportunità che la Cina fosse  d'aiuto nel garantire che Israele possa ottenere sostegno, e che gli aiuti umanitari arrivino a chi ne ha bisogno a Gaza.

 

Numero due Hezbollah: "Rischio reale di estensione del conflitto a Libano, tutto dipende da Israele"

Usa: aiuti a Gaza non si fermeranno, è priorità presidente Biden

"Gli aiuti umanitari alla Striscia di Gaza non si fermeranno e aumenteranno nel prossimo periodo, e questa è una priorità per il presidente Biden. Stiamo lavorando per accelerare l'ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza in coordinamento con l'Egitto": lo ha detto la sottosegretaria di Stato americano per la sicurezza civile, la democrazia e i diritti umani, Uzra Zeya, oggi in Egitto con una delegazione per monitorare gli aiuti a Gaza. Lo riferisce l'emittente al Qahera.

 

Esercito Israele: a Gaza completato sgombero ospedale al-Quds

Lo sgombero dell'ospedale al-Quds di Gaza è stato completato oggi. Lo ha reso noto il portavoce militare israeliano Daniel Hagari. In un incontro con la stampa Hagari ha fatto appello ''ai terroristi che ancora si trovano in altri ospedali affinché si arrendano''. La loro presenza all'interno di ospedali rappresenta, secondo Hagari, un crimine di guerra. Il portavoce ha anche affermato che l'esercito è riuscito oggi ad assumere il controllo nel campo profughi di Shati, che ha definito ''il cuore del terrorismo''.

 

Casa Bianca: in 24 ore sono entrati a Gaza 115 camion di aiuti, in totale 1.100

Nelle ultime 24 ore sono entrati nella Striscia di Gaza 115 camion con aiuti umanitari, per un totale di 1.100 dall'inizio del conflitto. Lo ha riferito il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale Usa, John Kirby, in un briefing con i giornalisti a bordo dell'Air Force One che sta portando il presidente Joe Biden a San Francisco. "Dobbiamo accelerare e aumentare" l'ingresso degli aiuti umanitari, ha aggiunto il funzionario. Kirby ha inoltre riferito che sono al momento oltre 600 i cittadini Usa e i loro famigliari che sono riusciti a lasciare la Striscia.

 

Casa Bianca: centro comando Hamas sotto ospedale Gaza

I militanti di Hamas hanno un centro di comando sotto l'ospedale Al Shifa a Gaza. Lo ha detto ai giornalisti il portavoce della casa Bianca John Kirby secondo cui Hamas e la Jihad islamica "gestiscono un nodo di comando e controllo da Al Shifa a Gaza City". "Hanno immagazzinato armi lì e sono pronti a rispondere a un'operazione militare israeliana contro quella struttura" ha affermato. 

 

Gallant: sfondate difese Hamas attorno a Gaza City

Il ministro israeliano della Difesa, Yoav Gallant, ha detto che le forze israeliane (Idf) hanno sfondato le difese di Hamas attorno a Gaza City da nord e da sud. Lo riporta The Times of Israel. "Ho autorizzato l'esercito a continuare ad avanzare, sia oggi che nei prossimi giorni, per raggiungere gli obiettivi - ha affermato in conferenza stampa - Non ci sarà alcun posto sicuro" per Hamas "finché non avremo completato la nostra missione e liberato gli ostaggi".

 

Telefonata Putin-Al Sisi: accordo su sforzi per tregua

Il leader dell'Egitto Abdel Fattah al-Sisi e il presidente russo Vladimir Putin hanno discusso di Medio Oriente in una telefonata che ha riguardato in particolare la Striscia di Gaza e un accordo per aumentare gli sforzi internazionali per un cessate il fuoco nel settore.
I due hanno discusso della fornitura di aiuti umanitari a Gaza e dell'evacuazione degli stranieri dalla Striscia, ha reso noto l'ufficio del presidente dell'Egitto.

 

Oms: “22 ospedali su 36 a Gaza non funzionano”

L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nei Territori palestinesi ha annunciato che 22 dei 36 ospedali di Gaza non sono funzionanti a causa della mancanza di carburante per i generatori, dei danni riportati e dei combattimenti che interessano le aree limitrofe. "I 14 ospedali rimasti aperti hanno scorte sufficienti a malapena per sostenere interventi chirurgici critici e salvavita e fornire cure ospedaliere, compresa la terapia intensiva", ha affermato l'Oms.

 

Usa: azioni Hamas non diminuiscono responsabilità Israele

"Non sosteniamo attacchi agli ospedali", "gli ospedali e pazienti devono essere protetti", "le azioni di Hamas non diminuiscono la responsabilità di Israele nella protezione dei civili": lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale Usa John Kirby in un briefing a bordo dell'Air Force One che sta portando Joe Biden a San Francisco per il vertice con il presidente cinese.

 

Biden manda il suo inviato in Medio Oriente

Brett McGurk, il principale consigliere del presidente americano Joe Biden per il Medio Oriente, si sta dirigendo nella regione per colloqui con dirigenti di Israele, Cisgiordania, Qatar, Arabia Saudita e altre nazioni: lo rende noto la Casa Bianca. "In Israele discuterà delle esigenze di sicurezza dello Stato ebraico, dell'imperativo di proteggere i civili nel corso delle operazioni militari, nonché degli sforzi in corso per garantire il rilascio degli ostaggi e della necessità di tenere a freno i coloni estremisti violenti in Cisgiordania", si legge in una nota.

 

Gallant: ostaggi anziani di Hamas vivono un'altra Shoah

La prosecuzione della operazione a Gaza è un ''dovere morale'' per l'esercito nei confronti di anziani fondatori di insediamenti agricoli nel Negev e di sopravvissuti alla Shoah tenuti in ostaggio, ''che adesso vivono un'altra Shoah''. Lo ha affermato il ministro della difesa Yoav Gallant in un incontro con la stampa. ''Fintanto che costoro sono tenuti prigionieri di quelle belve umane di Hamas - ha affermato - non ci è permesso di cessare di combattere. Per me si tratta di un principio morale, e così è per il capo di Stato maggiore, per il capo dello Shin Bet (sicurezza interna, ndr) e per i militari del nostro esercito''.

 

Cnn: ecco cosa ostacola l'accordo sul rilascio degli ostaggi

Vari fattori stanno ostacolando in queste ore l'accordo tra Hamas e Israele per il rilascio degli ostaggi. Lo evidenzia la Cnn, precisando che una delle complicazioni nei colloqui in corso è la verifica dell'elenco dei nomi degli ostaggi e dei prigionieri palestinesi che Hamas e Israele dovrebbero rilasciare nel quadro dell'intesa. Secondo due funzionari citati dall'emittente americana, Israele vuole assicurarsi che nessuno dei prigionieri rilasciati abbia legami con Hamas e per questo ogni nome proposto viene esaminato attentamente.
Un altro fattore che sta rallentando i colloqui è la mancanza di informazioni sugli ostaggi detenuti da Hamas. Dal momento che si ritiene che altri gruppi a Gaza, come la Jihad Islamica, abbiano nelle proprie mani degli ostaggi, non è chiaro ai negoziatori chi Hamas potrebbe rilasciare come parte di un accordo. I negoziati sono stati ostacolati anche dai combattimenti in corso e da problemi logistici, compresi i blackout delle comunicazioni a Gaza che hanno impedito ai leader di Hamas nella Striscia di parlare con i leader politici in Qatar. La complicata diplomazia indiretta, che coinvolge mediatori di Doha, ha fatto sì, inoltre, che a volte possano volerci ore e persino giorni prima che i messaggi vengano scambiati tra tutte le parti.

 

Media: governo Israele aggiornato questa sera su negoziato ostaggi

Il governo israeliano sarà aggiornato questa sera sui negoziati per il rilascio degli ostaggi in mano di Hamas, dopo la missione del direttore dello Shin Bet, Ronen Bar, in Egitto. In arrivo in Israele il Consigliere di Joe Biden, Brett McGurk, coinvolto nei negoziati. L'accordo dovrebbe poi comunque passare dall'approvazione del governo, scrive Haaretz.

 

La delegazione dello Shin Bet israeliano lascia Il Cairo

"Una delegazione israeliana formata dai vertici della sicurezza ha da poco lasciato il Cairo, diretta con un aereo privato all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, dopo una breve visita in Egitto durata diverse ore come parte degli sforzi per raggiungere un accordo sullo scambio di prigionieri tra Hamas e Israele". Lo si apprende da fonti aeroportuali.

 

Egitto: “Non siamo noi a bloccare Rafah ma è Israele”

"Ribadiamo che il valico di Rafah è aperto e che a bloccare l'ingresso degli aiuti è la parte israeliana": lo afferma il portavoce ufficiale del ministero degli Affari Esteri egiziano, l'ambasciatore Abu Zeid. "Il valico di Rafah è aperto dalla parte egiziana e non è mai stato chiuso dall'inizio della crisi nella Striscia di Gaza e il blocco dell'ingresso degli aiuti è imposto dalla parte israeliana attraverso procedure e condizioni ostruzionistiche e deboli giustificazioni", ha detto. Il portavoce del ministero degli Esteri ha respinto fermamente le accuse rivolte all'Egitto da chi ritiene questo Paese responsabile della chiusura di Rafah e ha poi invitato a fare riferimento alle dichiarazioni delle Nazioni Unite e dei funzionari umanitari internazionali che hanno visitato il valico, "i quali confermano che la parte egiziana ha adottato tutte le misure per garantire l'ingresso".

 

Imam di Firenze: israeliani e palestinesi possono convivere

'Due popoli due Stati' potrà mai essere possibile? "Certamente, possono convivere. Gli israeliani e i palestinesi non hanno problemi di convivenza, hanno problema di diritti". Lo ha detto l'imam di Firenze Izzedin Elzir al programma Cinque minuti rispondendo a una domanda di Bruno Vespa stasera. L'imam di Firenze, però, nella stessa trasmissione, dove ha interloquito anche con la giornalista Fiamma Nirenstein, ha anche detto riguardo a Israele che "uno può difendersi, ma se non occupa altro territorio" invece "Palestina, Cisgiordania, Gerusalemme Est e Gaza sono sotto occupazione". "Non si può entrare o uscire da Gaza se non col permesso di Israele. Il cibo per entrare a Gaza entra da Israele. Gaza è realmente un carcere a cielo aperto e non si può parlare di autodifesa - ha aggiunto Izzedin Elzir - Per autodifesa quante persone dobbiamo uccidere ancora per arrivare all'equilibrio?". "Se vogliamo parlare risalendo nel tempo non c'era nemmeno Israele prima del 1948", comunque adesso "secondo il diritto internazionale Gaza è ancora sotto occupazione israeliana". "Purtroppo chi iniziò il processo di pace fu ucciso da estremisti ebrei - ha anche detto l'imam ricordando Rabin - Chi ama gli israeliani, gli ebrei deve dare dei buoni consigli, non fare ipocrisia pensando tanto pagano con la loro vita e con la vita dei palestinesi".

 

Gallant: pressione su Hamas apre possibilità per ostaggi

La pressione operata sul terreno a Gaza dischiude nuove possibilità per un accordo sul rilascio degli ostaggi. Lo ha affermato il ministro della difesa Yoav Gallant. ''Quando alcune settimane fa ho ordinato l'avvio della manovra terrestre - ha spiegato alla stampa - una delle ragioni era la necessità di esercitare pressione su Hamas. E questa pressione - ha aggiunto, rispondendo ad una domanda sulla missione al Cairo del Capo dei servizi segreti israeliani - accresce le possibilità ''. ''Se fossimo rimasti invece lungo le nostre linee originali - ha osservato Gallant - questa questione si sarebbe trascinata per molti anni''. 

 

Hezbollah: rischio reale estensione conflitto al Libano

Parla di "rischio reale" di un'estensione del conflitto israelo-palestinese al Libano e all'intera regione Medio Orientale e definisce "difficile" se non impossibile la coesistenza di uno Stato palestinese e di uno israeliano il numero due della milizia Hezbollah, lo sceicco Naim Qassem, in una intervista esclusiva a Rainews24. "Il rischio  di un conflitto più ampio esiste - ha spiegato all'emittente Rai - il Libano può essere trascinato in una guerra regionale a causa dei continui attacchi violenti e minacce da parte di Israele a Gaza e nel sud del Libano. Spero che non succeda questo ma tutto è legato a quello che accadrà in futuro nella regione. Tutto dipende da cosa deciderà di fare Israele".
Ampi accenni alla situazione interna del Libano con il conflitto che "rende difficile arrivare all'elezioni del presidente della Repubblica", ma la tenuta del paese non è in discussione. "Non vedo - aggiunge Qassem - segnali di una guerra civile". Resta tuttavia la linea dell'intransigenza contro Israele: "Credo - conclude - che la stabilità della regione non sarà possibile finché la Palestina non tornerà ad essere abitata dai palestinesi, musulmani, cristiani ed ebrei senza la presenza di Israele. E' difficile, se non impossibile, che la nostra regione accetti la presenza di Israele. Immagino in futuro la Palestina senza Israele".

 

Un'équipe di Medici Senza Frontiere (Msf), composta da 15 persone (internazionali e palestinesi), è entrata oggi nella Striscia di Gaza dall'Egitto, attraverso il valico di Rafah. La loro missione è supportare la risposta medica e chirurgica nella Striscia, dove il sistema sanitario è al collasso e i medici sono completamente esausti. Molti operatori palestinesi di Msf continuano a lavorare instancabilmente negli ospedali a Gaza, dove persone con ferite orribili e ustioni gravi stanno affollando le strutture sanitarie a causa dei continui bombardamenti.
"Faremo tutto il possibile per alleviare le sofferenze in questa situazione catastrofica. Continuiamo a chiedere un cessate il fuoco, unica soluzione in grado di porre fine a questo massacro e permettere agli aiuti di raggiungere chi ne ha bisogno", ha affermato Christophe Garnier, capo progetto di Msf a Gaza. Il nuovo team di Msf sarà inizialmente dislocato nella parte meridionale della Striscia. La consegna di aiuti umanitari nel nord della Striscia rimane estremamente difficile e pericolosa a causa dell'insicurezza e dell'imprevedibilità dei bombardamenti, nonché delle operazioni militari a terra, conclude la nota di Medici senza frontiere.

 

Zaki: il 21 novembre cercheremo di portare aiuti da Rafah

"È necessaria una pressione da parte dei governi che hanno realmente il potere di cambiare la situazione, a partire dai presidenti Biden, Meloni e Macron. Loro potrebbero fermare Israele e i bombardamenti. Ma anche i cittadini, tutti quelli che hanno a cuore i diritti umani, possono fare la loro parte. Il 21 novembre partirò insieme ad avvocati, giornalisti e attivisti di tutto il mondo che vorranno unirsi a me: dalla sede del sindacato egiziano per i giornalisti ci recheremo al confine con la Palestina, lì tenteremo di entrare dal valico di Rafah per portare tutti gli aiuti umanitari possibili ma anche per lanciare un messaggio: tutto il mondo sta chiedendo un cessate il fuoco". Lo ha detto Patrick Zaki, l'attivista egiziano, intervistato dagli allievi del master in giornalismo di Bologna per il quotidiano online Incronaca.
"Il giornalismo è in grado di cambiare gli eventi del mondo, bisogna essere giusti nel fare questo mestiere". E al termine dell'intervista Zaki si è seduto proprio sulla panchina dedicata alla libertà di stampa, all'interno del complesso di Santa Cristina che ospita il master, inaugurata nel 2021 anche in suo nome, mentre era in carcere, e nella speranza che ci si potesse accomodare da uomo libero.
Qual è la sua opinione sul racconto della stampa sul conflitto tra Israele e Palestina? "Credo si stiano usando due pesi e due misure nel raccontare questa storia. La stampa ha il potere di cambiare le cose e di accelerare le decisioni politiche. Parliamo di più di quello che sta accadendo sulla striscia, di tutti quei palestinesi che stanno sopravvivendo senza cibo né acqua e senza sapere se i loro cari siano vivi o meno. Magari non si otterrà la pace ma una tregua di qualche giorno per assicurare ai civili almeno i beni di prima necessità. In passato, il giornalismo ha avuto un ruolo fondamentale nel determinare la fine di alcune guerre. Perché non farlo anche ora?".

 

Il ricercatore egiziano per i diritti Patrick Zaki reuters
Il ricercatore egiziano per i diritti Patrick Zaki

Ankara: Netanyahu come Hitler, denuncia all'Aja

La Turchia ha presentato un fascicolo in cui accusa di genocidio il premier israeliano Benjamin Netanyahu dinanzi la Corte Penale Internazionale. La notizia, già annunciata dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan nei giorni scorsi, ha trovato conferma nelle parole di uno degli avvocati del partito Akp di cui Erdogan stesso è leader, Metin Kyulyunk. "Oggi, in rappresentanza della coscienza di tutti i cittadini della Turchia, accusiamo l'Hitler del ventunesimo secolo, il primo ministro israeliano Netanyahu dinanzi la Corte Penale Internazionale con sede all'Aja. Netanyahu deve essere processato per il genocidio perpetrato ai danni della popolazione palestinese della Striscia di Gaza e crimini contro l'umanità", ha fatto sapere l'avvocato. Da quanto reso noto si tratta di un fascicolo di 23 pagine di accuse preparato da tre avvocati e dal ministero della Giustizia turco. Il fascicolo contiene prove dell'uso di armi vietate da convenzioni internazionali nei bombardamenti delle ultime settimane e chiede alla procura dell'Aja di raccogliere prove dei crimini commessi durante le operazioni militari dell'esercito israeliano.

 

Media: capo Shin Bet al Cairo per discutere rilascio ostaggi

Il capo dello Shin Bet, Ronen Bar, ha visitato il Cairo e ha incontrato il capo dell'intelligence egiziana, Abbas Kamal, con cui ha discusso dei negoziati in corso per liberare gli ostaggi israeliani detenuti nella Striscia di Gaza. Lo riportano i media israeliani.

 

Media Israele: uccisi almeno 1.000 terroristi

Finora le forze armate israeliane hanno localizzato più di 160 pozzi e colpito circa 2.800 infrastrutture terroristiche. Hanno eliminato almeno 1.000 terroristi e comandanti dall'organizzazione terroristica. Le Forze armate israeliane confermano che l'ospedale Rantisi è stato utilizzato da Hamas per attività militari. Lo scrive il sito 'Ynetnews'.

 

Human Rights Watch: indagare "crimine guerra" israeliano nel sud del Libano

Human Rights Watch ha dichiarato che "l'attacco illegale" messo a segno lo scorso 5 novembre da Israele contro un'autovettura nel sud del Libano, in cui tre ragazze e la loro nonna sono morta mentre la madre è rimasta ferita, dovrebbe essere indagato come "crimine di guerra".
"Questo attacco da parte delle forze militari israeliane che ha colpito un'auto che trasportava una famiglia in fuga dalla violenza mostra un incauto disprezzo per la vita civile - ha detto in una nota Ramzi Kaiss, ricercatore libanese di Human Rights Watch - tre ragazze e la loro nonna sono morte, stando alle nostre indagini, per l'incapacità dell'esercito israeliano di distinguere tra combattenti e civili. La loro uccisione costituisce una violazione delle leggi di guerra e gli alleati di Israele, come gli Stati Uniti, dovrebbero rispondere a questo evidente crimine di guerra chiedendo responsabilità per questo attacco illegale".

 

Portavoce Guterres replica alle critiche di Israele: “Seguiamo carta Onu”

"Il segretario generale continua il suo lavoro rimanendo calmo e concentrato in circostanze difficili, basandosi sui principi della Carta Onu e sulle leggi umanitarie internazionali". Così il portavoce del Palazzo di Vetro ha commentato con l'ANSA l'ultimo attacco del ministro degli Esteri israeliano Eli Cohen contro Antonio Guterres, secondo cui "non merita di guidare le Nazioni Unite".

 

Netanyahu, se ci sarà qualcosa di concreto su ostaggi lo diremo

"Se e quando ci sarà qualcosa di concreto da riferire, lo faremo": lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu riferendosi al tema degli ostaggi in mano di Hamas. "Sin dall'inizio della guerra abbiamo lavorato senza sosta per il loro rilascio, incluso - ha aggiunto il premier - l'uso di una pressione accresciuta dall'avvio dell'operazione di terra. I nostri cuori - ha concluso - sono sempre con loro e le loro famiglie". 

 

Tribunale egiziano deciderà su espulsione ambasciatore Israele

Il Tribunale giudiziario amministrativo del Consiglio di Stato egiziano ha fissato un'udienza al 27 novembre prossimo per pronunciarsi sulla causa intentata dall'avvocato Fahmi Amin Ahmed Bahgat, nella quale chiede con urgenza l'espulsione dell'ambasciatore israeliano dal territorio egiziano "a causa degli atroci crimini commessi dallo Stato israeliano" e la rottura di tutte le relazioni con quel Paese. Bahjat ha affermato nel corso del processo di essere "consapevole del ruolo nazionale del presidente e del suo sostegno alla causa palestinese", ma di ritenere che "l'espulsione dell'ambasciatore israeliano sia la minima risposta agli atroci crimini commessi contro il popolo di Gaza", facendo appello a tutti gli avvocati a unirsi alla sua causa.

 

Guterres profondamente turbato da morti in ospedali Gaza

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, è "profondamente turbato dall'orribile situazione e dalla drammatica perdita di vite umane in diversi ospedali di Gaza". Lo afferma il suo portavoce, Stephane Dujarric. "In nome dell'umanità - ha aggiunto - Guterres chiede un immediato cessate il fuoco umanitario".

Colloquio Biden-Al Thani (Qatar) sugli ostaggi

Il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha avuto un colloquio telefonico con l'emiro del Qatar, Al Thani. Lo rende noto la Casa Bianca.
"Il Qatar - prosegue la Casa Bianca - ha parlato con Hamas. Israele ha parlato con il Qatar. Gli Stati Uniti hanno parlato sia con Israele sia con il Qatar nel tentativo di portare avanti questi negoziati fino a un punto in cui gli ostaggi possano essere rilasciati e riuniti con le loro famiglie. Non siamo ancora a quel punto. Ma stiamo continuando a tentare di fare progressi giorno per giorno, ora per ora. Il Presidente Biden non ha priorità più alta, motivo per cui è personalmente impegnato su questo tema".

 

Lula: Israele commette "equivalente di terrorismo" a Gaza

Per il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, Israele sta commettendo "l'equivalente del terrorismo" a Gaza uccidendo donne e bambini innocenti nella sua guerra contro Hamas. Pur condannando "l'attacco terroristico" del Movimento islamico del 7 ottobre, il leader brasiliano ha sostenuto che questo non giustifica la risposta militare di Israele nella Striscia, dove più di 11.200 persone sono state uccise.
"L'atteggiamento di Israele nei confronti dei bambini e delle donne e' l'equivalente del terrorismo. Non c'e' altro modo per dirlo", ha dichiarato Lula. "Se so che un posto e' pieno di bambini, anche se dentro c'e' un mostro, non posso uccidere i bambini solo perché voglio uccidere il mostro".

 

Qatar su rilascio ostaggi: “Israele e Hamas colgano occasione”

Il Qatar ha esortato Israele e Hamas a cogliere l'opportunità offerta dalla sua mediazione per ottenere il rilascio degli ostaggi, sottolineando come "il deterioramento" della situazione a Gaza stia ostacolando i suoi sforzi. "Crediamo che non ci sia altra opportunità per le due parti oltre a questa mediazione", ha avvertito il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed bin Mohammad al-Ansari, durante una conferenza stampa a Doha, auspicando che le cose evolvano verso "una situazione in cui si possa vedere un barlume di speranza per uscire da questa crisi terribile".

 

Cooperante palestinese: “Non Hamas ma civili pagano costo guerra”

''E' la popolazione civile di Gaza e non Hamas che sta pagando il costo della guerra''. Ne è convinto Sami Abu Omar, cooperante palestinese e coordinatore del centro di scambio culturale italiano 'Vik', che da Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, parla ad Adnkronos della ''vita sotto le bombe che stiamo vivendo da 38 giorni''. Perché ''nessun posto è sicuro nella Striscia di Gaza, nemmeno il sud'', racconta, parlando di ''un centinaio di morti a causa dei raid israeliani qui'' e degli ''sfollati arrivati dal nord ai quali vanno gli aiuti, mentre non vanno a chi ha una casa dove vivere. Ma anche noi, come gli altri, dobbiamo fare i conti con il cibo e l'acqua che mancano. Non c'è elettricità, non c'è gas, non c'è luce''.
Per ricaricare il telefono cellulare con cui ci parla, spiega, ''sono andato da uno che ha un pannello solare. E ho pagato uno shekel per ricaricarlo. Ne servono di più per caricare altro''. Perché con l'assedio imposto da Israele dopo l'attacco subito da Hamas lo scorso 7 ottobre, nella Striscia di Gaza è cresciuto il mercato nero. ''Non si trova la farina, le donne fanno code di otto ore per prenderla ai centri di distribuzione dell'Unrwa'', racconta. E ''non si trova sale, a meno di non pagarlo cinque volte di più rispetto a quanto costava prima della guerra. I negozi sono vuoti, sugli scaffali è rimasto solo olio di semi e concentrato di pomodoro. Ma è solo questione di tempo. Da domani non ci sarà più nemmeno quello''.
Perché ''domani andrà peggio'', prosegue il cooperante, ricordano che l'Unrwa, l'Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati palestinesi, tra poche ore terminerà le sue riserve di carburante e non potrà più consegnare gli aiuti. Quelli che arrivano dal valico di Rafah, ''dall'Egitto sono pochissimi, una goccia rispetto alle esigenze della popolazione''.

Hamas: uccisi 11.320 palestinesi tra cui 4.650 bambini

E' salito a 11.320 il numero dei palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza dall'inizio delle operazioni militari di Israele a seguito dell'attacco del 7 ottobre. Lo ha riferito il ministero della Sanità gestito da Hamas, precisando che tra i morti figurano 4.650 bambini e 3.145 donne.

 

Sanzioni Usa anti-Hamas, condivise anche da Regno Unito

Ci sono anche i nomi di Yahya Sinwar e Muhammed Deif, rispettivamente il capo politico e militare di Hamas, oltre a quelli di altri due comandanti del gruppo palestinese e due presunti finanziatori nella lista delle sanzioni annunciate oggi dagli Usa come terzo pacchetto e adottate in coordinamento anche col Regno Unito. Lo precisa il Foreign Office in una nota, secondo cui le misure sono rivolte a "fermare gli atti terroristici del gruppo". In una delle sue prime dichiarazioni ufficiali dopo la nomina a ministro degli Esteri, l'ex premier britannico David Cameron ha affermato che Londra continuerà a "utilizzare ogni strumento a disposizione per interrompere l'attività ripugnante di questa organizzazione terroristica, collaborando con gli Stati Uniti e gli altri nostri alleati" al fine di isolare Hamas sulla scena mondiale. E ha aggiunto: "Anche il popolo palestinese è vittima di Hamas. Siamo solidali con loro e continueremo a sostenere le pause umanitarie per permettere a molti più aiuti umanitari di raggiungere Gaza". 

 

Attivista Iran: uccisioni civili Gaza fanno gioco Teheran

"L'attacco di Hamas del 7 ottobre è stato un atto di terrorismo, ma quello che sta facendo Israele ora è grave: sta uccidendo i civili e così fa il gioco della Repubblica islamica: la guerra sposta l'attenzione del mondo intero sul conflitto con Hamas, gli Stati Uniti, e Joe Biden in particolare che si avvicina alle presidenziali, hanno come priorità assoluta il controllo di questo conflitto e così, ancora una volta, la questione della democrazia in Iran non è più una priorità per i governi delle democrazie occidentali". A parlare, in un'intervista all'AGI, è il giornalista e attivista iraniano Taghi Rahmani, marito della premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi. "E' chiaro che rispetto all'Iran, la priorità degli Stati europei è sempre stata risolvere la questione nucleare e i diritti umani sono sempre stati in secondo piano", ammette Rahmani, in visita per due giorni in Italia per una serie di incontri istituzionali e con la società civile. Sarà lui a ritirare il Nobel a Oslo il mese prossimo al posto della moglie, che da 21 mesi è detenuta nel carcere di Evin a Teheran. "Il popolo iraniano capisce che le sue richieste di democrazia non sono la priorità del mondo intero. A parte una fetta dell'opposizione che è filo-israeliana, molti di noi sanno che nessun soldato porterà con sé la pace e la democrazia e sanno che ancora una volta la questione iraniana non è più una priorità per nessuno", conclude l'attivista ed ex prigioniero spiegando che "a differenza del mondo arabo non si vedono manifestazioni di massa in Iran a sostegno della Palestina, perché la gente non vuole che la Repubblica islamica le sfrutti per venderle come una dimostrazione di consenso nei confronti del regime".

 

Hezbollah rivendica 3 attacchi contro l'esercito di Israele

Gli Hezbollah libanesi hanno oggi rivendicato tre attacchi contro l'esercito israeliano dal sud del Libano. Come si apprende dalla tv al Manar del Partito di Dio, i combattenti libanesi hanno sparato contro caserme e postazioni militari israeliane nelle località di Birket Risha (vicino a Zari't), Marj (di fronte a Misgav Am) e a Ruwaysat al Alam nelle contese Fattorie di Shebaa.

 

Israele: completata conquista campo al-Shati

Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno affermato che la 162esima divisione - entrata da Gaza nord - ha completato la conquista del campo di al-Shati. Questo le consentirà di avere un collegamento con la 36esima divisione, entrata nell'enclave palestinese da est. Lo riporta The Times of Israel. Secondo l'Idf al-Shati era una delle principali roccaforti di Hamas. "All'interno del campo ci sono molte infrastrutture nemiche e molte forze di Hamas erano concentrate lì, incluso il battaglione al-Shati, che ha avuto un ruolo centrale negli attacchi del 7 ottobre", ha affermato l'Idf.

 

Il responsabile degli ospedali di Gaza: sotto Rantisi rifugio per civili

Il seminterrato dell'ospedale pediatrico Al Rantisi nella Striscia di Gaza "è stato utilizzato come rifugio per donne e bambini e non per nascondere le armi di Hamas o tenere gli ostaggi". Lo ha detto il responsabile degli ospedali di Gaza, Mohammed Zarqout, alla Cnn dopo il video di ieri in cui il portavoce militare israeliano Daniel Hagari mostrava i sotterranei del Rantisi pieni di armi, un bagno di fortuna, un biberon e altri oggetti appartenenti a civili. La Cnn ha visitato gli stessi luoghi ieri su invito dell'esercito israeliano confermando la presenza di armi ed esplosivi in una stanza sotto all'ospedale. Parlando al telefono con l'emittente americana, Zarqout ha detto che quei locali ospitavano anche una farmacia e alcuni uffici amministrativi prima che l'acqua piovana ne rendesse "impossibile" l'utilizzo e che "il tunnel che Israele sostiene essere un tunnel di Hamas è in realtà un punto di raccolta di cavi elettrici. Abbiamo alzato i cavi per prevenire eventuali scosse elettriche causate dalle alluvioni". Zarqout ha infine aggiunto che il personale medico è stato costretto a lasciare l'ospedale dai soldati israeliani senza essere in grado di portare via tutti i pazienti.

La Turchia all'Onu: cessate il fuoco immediato a Gaza

"Un cessate il fuoco totale (a Gaza) dovrebbe essere raggiunto immediatamente. Poi, si dovrebbe agire per stabilire una pace giusta e permanente". Lo ha detto il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan al Coordinatore speciale per il processo di pace in Medio Oriente delle Nazioni Unite, Tom Wennesland, come riporta la Bbc Turkce, citando fonti del ministero degli Affari Esteri di Ankara. Durante un colloquio telefonico, Fidan ha affermato che una risoluzione della questione palestinese è possibile nel quadro delle risoluzioni già adottate dalle Nazioni Unite e che il contesto attuale rende necessaria l'attuazione di una soluzione con due Stati. Il capo della Diplomazia di Ankara ha sottolineato che la tragedia umanitaria è inaccettabile e ha affermato che dovrebbero essere compiuti maggiori sforzi per garantire la fornitura ininterrotta di aiuti umanitari a Gaza. 

Biden ottimista: credo ci sarà il rilascio degli ostaggi

"Credo che il rilascio degli ostaggi (in mano ad Hamas, ndr) avverrà": il presidente Usa Joe Biden ha mostrato ottimismo prima di partire per il vertice con il presidente cinese a San Francisco.

La Jihad islamica minaccia di abbandonare i negoziati per il rilascio degli ostaggi

Ziad al Nakhala, il leader della Jihad islamica, altra organizzazione che trattiene degli ostaggi a Gaza, ha minacciato di abbandonare i negoziati per il loro rilascio. "Il modo in cui vengono condotti i negoziati sui prigionieri nemici che stiamo trattenendo e le risposte del nemico potrebbero spingere la Jihad islamica a uscire dall'accordo a cui si fa riferimento nella stampa", ha detto al Nakhala. Nel caso "terremo i prigionieri che stiamo trattenendo per ottenere condizioni migliori", ha minacciato ancora.

Hamas: tunnel lontani un chilometro dall'ospedale Rantisi

"Non c'è nessun tunnel sotto l'ospedale Rantisi, i tunnel non hanno nulla a che fare con l'ospedale perché si trovano lontano almeno un chilometro": lo sostiene un comunicato stampa diffuso dall'ufficio di Hamas in Libano. Il rappresentante della fazione in Libano, Osama Hamdan, ha detto oggi a Beirut che "è chiaro a tutti che gli occupanti sionisti hanno preso di mira ospedali, centri sanitari e infrastrutture nella Striscia di Gaza per privare la nostra gente dei servizi di base, per costringere gli abitanti a lasciare la terra, come è già successo nel 1948", ha denunciato in riferimento alle deportazioni di massa di palestinesi avvenute nel 1948.

"Genocidio a Gaza", la Turchia denuncia Israele alla Corte penale internazionale

La Turchia ha intentato una causa contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu presso la Corte Penale Internazionale (Cpi), accusandolo di aver commesso un "genocidio" nella Striscia di Gaza. Lo hanno dichiarato gli avvocati del Partito Giustizia e Sviluppo, al potere. Il 4 novembre, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che Ankara stava lavorando per dichiarare Israele "criminale di guerra" e che la Turchia non considerava più come suo "interlocutore" Netanyahu. Il capo dell'Organizzazione nazionale turca di intelligence, Ibrahim Kalin, ha tuttavia mantenuto i contatti con Israele. "Oggi...abbiamo depositato una causa presso la Corte penale internazionale dell'Aja contro l'Hitler del XXI secolo, il primo ministro israeliano Netanyahu, che deve essere processato per il genocidio che ha commesso nella Striscia di Gaza e per tutti i crimini contro l'umanità", ha dichiarato l'avvocato Metin Kulunk su X, l'ex Twitter. Kulunk ha pubblicato la prima delle 23 pagine della causa e ha chiarito di aver presentato la causa insieme ad altri due avvocati per il tramite del ministero della Giustizia turco, che invierà il documento alla Cpi.

Médecins Sans Frontières: colpita da proiettili una nostra sede vicino ad al-Ahifa

"Questa mattina sono stati sparati dei proiettili contro una delle tre sedi di Medici senza frontiere (Msf) nei pressi dell'ospedale di al-Shifa, a Gaza".
Lo riporta l'organizzazione umanitaria in un comunicato. Secondo quanto riferito dall'organizzazione, "la struttura colpita ospita il personale di Msf con le proprie famiglie, ovvero oltre 100 persone, tra cui 65 bambini, che sono senza cibo da ieri sera". Msf ricorda che sta cercando di evacuare queste persone, "mentre continua a chiedere all'esercito israeliano e ad Hamas un passaggio sicuro per lasciare l'epicentro degli intensi combattimenti attualmente in corso a Gaza City". Secondo quanto riportato dall'organizzazione umanitaria, "migliaia di civili, personale medico e pazienti sono al momento intrappolati negli ospedali e in altri luoghi" e a "queste persone devono essere protette e deve essere garantito un passaggio sicuro a chi desidera spostarsi".

I bulldozer israeliani demoliscono due monumenti a Yasser Arafat a Tulkarem, in Cisgiordania (Video)

I soldati delle forze di difesa israeliane hanno demolito almeno due monumenti in memoria dell'ex presidente dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), Yasser Arafat, all'ingresso del “campo profughi” di Tulkarem in Cisgiordania, istituito nel 1950 per accogliere i rifugiati dalle città divenute israeliane due anni prima, diventato nei decenni un insediamento stabile e in cemento, come in molti casi nei territori palestinesi. L'esercito israeliano, che sui monumenti non ha rilasciato commenti, ha fatto ingresso nel campo la mattina del 14 novembre, innescando accesi scontri con gli abitanti, sette dei quali, secondo l'agenzia palestinese Wafa, sarebbero morti. (video dai profili X @carmeldangor e @ytirawi)

Benny Gantz: un cessate il fuoco per la restituzione degli ostaggi non fermerebbe la guerra

"Anche se fosse necessario un cessate il fuoco per la restituzione dei nostri ostaggi, la guerra non si fermerà". Lo ha detto il ministro Benny Gantz citato dai media. 

Reuters: fino a sette morti negli attacchi aerei statunitensi in Siria

Gli Stati Uniti ritengono che gli ultimi attacchi aerei di domenica contro le milizie legate all'Iran in Siria, vicino alla città di Al Bukamal, abbiano ucciso fino a sette persone, ha detto martedì all'agenzia britannica Reuters un funzionario americano di cui non viene rivelata l'identità. Le morti sarebbero le prime da quando gli Stati Uniti hanno iniziato a effettuare attacchi di ritorsione contro le milizie che Washington accusa di aver attaccato le truppe americane nelle basi in Iraq e Siria. Le truppe statunitensi e della coalizione sono state attaccate almeno 40 volte in Iraq e Siria dall’inizio di ottobre. Un secondo attacco, che secondo il Pentagono è stato effettuato in un rifugio vicino alla città di Mayadeen, potrebbe aver ucciso un'altra persona, ha detto il funzionario, aggiungendo che non sarebbero morte in nessuno dei due attacchi né donne né bambini.

Josep Borrell: più che imporre sanzioni ad Hamas andrebbero tagliati i fondi

"Si è parlato di applicare sanzioni ad Hamas, ma più che altro di tagliare i finanziamenti ad Hamas. Non c'è consenso per ottenere un cessate il fuoco, ma domenica abbiamo raggiunto un accordo per chiedere 'pause umanitarie' subito". Lo ha affermato l'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell, nella conferenza stampa al termine del Consiglio Difesa.

Hamas: battaglia ancora all'inizio, il meglio deve venire

"Siamo ancora all'inizio della battaglia e il meglio deve ancora venire": lo ha detto oggi a Beirut Osama Hamdan, rappresentante di Hamas in Libano durante una conferenza stampa. "Le perdite degli occupanti terroristi sionisti sono centinaia tra soldati morti e feriti, ufficiali e sottufficiali, e oltre 180 tra carri armati e veicoli militari distrutti in sole due settimane", ha aggiunto Hamdan.

Hamas: abbiamo il controllo della situazione nella Striscia

"Hamas e le Brigate Izzeddin al Qassam hanno il controllo della situazione operativa e di combattimento nella Striscia di Gaza e rispondono agli attacchi del nemico 24 ore su 24, seguendo i piani di difesa preparati attentamente": è quanto ha detto oggi a Beirut Osama Hamdan, rappresentante di Hamas in Libano durante una conferenza stampa.

Il presidente iraniano Ebrahim Raisi ai leader internazionali: fermare Israele

"Prendere misure efficaci per fermare immediatamente gli attacchi di Israele su Gaza e inviare aiuti umanitari nella zona è un dovere umanitario e legale di tutte le organizzazioni internazionali e regionali e di tutti i Paesi che cercano la libertà". Lo afferma il presidente iraniano Ebrahim Raisi in lettere inviate separatamente ai capi di Stato di alcuni Paesi. "Devono essere avviate iniziative serie, tra cui tagliare le relazioni politiche ed economiche con Tel Aviv, azioni legali per punire Israele e i suoi sostenitori e l'imposizione di sanzioni contro il regime", ha scritto Raisi, come riporta Irna.

Edifici distrutti a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza Ahmad Hasaballah/Getty Images
Edifici distrutti a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza

Da Rafah arrivati oggi in Egitto 220 stranieri e 4 palestinesi feriti

Proseguono attraverso i valichi tra Egitto e Striscia di Gaza l'evacuazione degli stranieri e dei feriti e l'invio di aiuti verso la Striscia di Gaza.
Secondo fonti della Mezzaluna Rossa e della sicurezza raggiunte dall'ANSA, da questa mattina sono arrivati in Egitto, attraverso il valico di Rafah, 220 tra cittadini stranieri e persone con doppia nazionalità, 4 palestinesi feriti e 4 loro accompagnatori. In direzione opposta sono transitati, dal valico di Al-Awja, 117 camion con aiuti umanitari. Sono dirette a Gaza 20 ambulanze fornite dalla Turchia arrivate su una nave umanitaria e 80 tonnellate di aiuti umanitari da Arabia Saudita, Kuwait e Qatar arrivate in aereo all'aeroporto di Al-Arish, capoluogo del Sinai. 

 

Sirene di allarme a Tel Aviv e nel centro di Israele

Le sirene di allarme per i razzi da Gaza sono risuonate a Tel Aviv e nel centro di Israele mandando la gente nei rifugi. Lo ha constatato l'Ansa sul posto. In arie si sono sentite l'eco di due esplosioni dovute all'intercettazioni dei razzi da parte dell'Iron Dome

Israele contro Guterres: "Non merita di guidare l'Onu"

Antonio Guterres "non merita" di guidare l'Onu: lo afferma il ministro degli Esteri israeliano Eli Cohen, a Ginevra con una delegazione dei familiari dei rapiti, dopo le polemiche con il segretario generale delle Nazioni Unite nei giorni scorsi.

Hamas: 40 pazienti morti oggi all'ospedale al-Shifa

Ashraf al-Qudra, portavoce del ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas, ha affermato che oggi sono morti 40 pazienti all'ospedale al-Shifa. Parlando ad Al Jazeera, al-Qudra ha detto che c'è ancora un certo numero di cadaveri all'interno del complesso che devono essere sepolti, ma ha aggiunto che le forze israeliane stanno impedendo i movimenti all'interno dei vari edifici del complesso ospedaliero.

Israele: non abbiamo prove che gli ostaggi siano in vita

 Israele afferma di non aver avuto "prove" che gli ostaggi nelle mani di Hamas a Gaza siano "in vita". Il ministro degli Esteri Eli Cohen, a Ginevra con una delegazione dei familiari dei rapiti, ha spiegato che la Croce Rossa non li ha incontrati. 

Israele: identificati 859 civili uccisi nell'attacco di Hamas del 7 ottobre

Le autorità israeliane hanno identificato i cadaveri di 859 civili uccisi durante l'attacco di Hamas del 7 ottobre nel sud di Israele. Lo riporta il Times of Israel, secondo cui il numero è in aumento di 16 rispetto all'ultima cifra resa pubblica. Il lavoro per identificare i corpi è in corso, fanno sapere le autorità israeliane. 

Soldati israeliani al ritorno da una ricerca di resti umani risalenti al 7 ottobre Menahem KAHANA / AFP
Soldati israeliani al ritorno da una ricerca di resti umani risalenti al 7 ottobre

Londra lancia un appello all'inviolabilità degli ospedali a Gaza

 Il governo britannico ha lanciato un appello all'inviolabilità degli ospedali nella Striscia di Gaza mentre continua l'attacco israeliano contro Hamas. "Gli ospedali dovrebbero essere luoghi sicuri, in grado di curare i pazienti, ed è straziante vedere che non sono in grado di farlo", ha dichiarato alla Camera dei Comuni il viceministro Andrew Mitchell, responsabile in seno al Foreign Office della Cooperazione allo Sviluppo e dei Rapporti con l'Africa. Ha inoltre invitato lo Stato ebraico ad "aumentare l'accesso umanitario" aprendo il valico di frontiera di Karem Abou Salem (chiamato Kerem Shalom da parte israeliana). Sebbene Londra attualmente consideri la via terrestre come il modo migliore per fornire aiuti umanitari di emergenza il suo governo sta valutando "opzioni aeree e marittime, anche attraverso le nostre basi a Cipro". 

Unrwa: 48 società di telecomunicazioni smetteranno di operare a Gaza

"Entro 48 ore, le società di telecomunicazioni dovrebbero esaurire il carburante necessario per gestire i data center e i siti di connessione - in alcune aree hanno già smesso di operare". Lo ha scritto su X l'Unrwa, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi. "Ogni giorno abbiamo difficoltà a contattare i nostri colleghi nella Striscia di Gaza a causa di interruzioni delle comunicazioni" ha ricordato l'agenzia dell'Onu. 

Identificata una vittima dodicenne del 7 ottobre

 Le autorità israeliane hanno identificato il corpo della dodicenne Liel Hezroni nel Kibbutz Be'eri. La bambina era stata uccisa insieme alla sua famiglia durante l'attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre. Lo riportano i media israeliani. Ieri era stata identificata anche un'altra vittima, l'attivista pacifista canadese-israeliana Vivian Silver di 74 anni, che si credeva fosse stata rapita dopo l'attacco

Gli Stati uniti annunciano il terzo round di sanzioni contro Hamas

Il Dipartimento di Stato annuncia nuove sanzioni contro Hamas, prendendo di mira le figure che ritiene chiave nel trasferimento di fondi dall'Iran a gaza. "Il sostegno dell'Iran, soprattutto tramite il corpo della guardie rivoluzionarie islamiche, consente le attività terroristiche di Hamas e della Jihad islamica Palestinese, anche tramite il trasferimento di fondi e la fornitura di armi e di addestramento", afferma il Dipartimento di Stato annunciando il terzo round di sanzioni contro Hamas dall'attacco del 7 ottobre.

Tajani: nessuna decisione su un "modello Unifil" a Gaza

"Il modello Unifil" che è stato evocato anche dal governo italiano per il futuro di Gaza "non è che deve essere trasposto automaticamente in Palestina: indica una gestione dell'Onu, anche con personale civile. Non c'è una decisione, stiamo cercando di vedere, si parla di un modello tipo Unifil, non della stesa formula. Prima bisogna far finire la guerra, aiutare la popolazione civile e poi bisogna trovare una soluzione" con tutti gli attori in campo. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in audizione nelle commissioni congiunte di Camera e Senato, rispondendo ad una domanda in merito. 

Il governo del Qatar: "fiduciosi" su ulteriori rilasci di ostaggi

Pressing del Qatar su Israele e Hamas per raggiungere al più presto un accordo per il rilascio degli ostaggi sequestrati nell'attacco del 7 ottobre, avvertendo che la situazione a Gaza sta peggiorando ogni giorno. Il portavoce del ministero degli Affari Esteri, Majed bin Mohammed Al-Ansari, ha dichiarato in una conferenza stampa a Doha che il "deterioramento" della situazione a Gaza sta ostacolando gli sforzi di mediazione. "Crediamo che non ci sia altra possibilità per entrambe le parti se non che questa mediazione abbia luogo e si raggiunga una situazione in cui si possa vedere un barlume di speranza in questa terribile crisi", ha aggiunto. Ieri Hamas aveva detto che Israele aveva chiesto il rilascio di 100 donne e bambini in ostaggio in cambio di 200 bambini palestinesi e 75 donne detenuti nelle carceri israeliane. Abu Obeida, portavoce dell'ala militare di Hamas, ha detto che il gruppo ha informato i mediatori che almeno 70 potrebbero essere rilasciati "se ottenessimo cinque giorni di tregua… e il passaggio degli aiuti a tutto il nostro popolo nella Striscia di Gaza". I leader israeliani hanno insistito sul fatto che non ci sarà un cessate il fuoco più ampio finché gli ostaggi non saranno rilasciati. Al-Ansari ha rifiutato di commentare i dettagli dei negoziati sugli ostaggi, ma ha detto che lo Stato del Golfo rimane "fiducioso" in ulteriori rilasci mentre media con Hamas e Israele

Confermata la morte di una nota attivista canadese nell'attacco di Hamas del 7 ottobre

È stata confermata la morte di Vivian Silver, attivista israeliana di origine canadese che ha dedicato la sua vita alla ricerca della pace con i palestinesi, uccisa nell'incursione di Hamas del 7 ottobre nel sud di Israele. Per 38 giorni si è creduto che Silver, che si era trasferita in Israele negli anni '70 e aveva preso casa nel Kibbutz Be'eri, fosse tra i circa 240 ostaggi detenuti nella Striscia di Gaza. Ma l'identificazione di alcuni dei resti più gravemente ustionati è andata a rilento e la sua famiglia è stata informata della sua morte ieri. Silver era una figura conosciuta in diversi gruppi che promuovevano la pace tra Israele e i palestinesi, oltre che in un importante gruppo israeliano per i diritti umani. Faceva anche volontariato con un gruppo che accompagnava i malati di cancro di Gaza negli ospedali israeliani per ricevere cure mediche. "Da un lato, era piccola e fragile. Molto sensibile", ha detto il figlio Yonatan Zeigen alla Radio israeliana oggi, "dall'altro lato, era una forza della natura. Aveva uno spirito gigante. Era molto assertiva. Aveva convinzioni fondamentali molto forti sul mondo e sulla vita". Zeigen ha detto di aver messaggiato con sua madre durante l'attacco. Gli scambi sono iniziati in modo spensierato, con Silver che manteneva il suo senso dell'umorismo. Improvvisamente, ha detto, c'è stata una drammatica svolta quando ha capito che era arrivata la fine e i militanti hanno preso d'assalto la sua casa. "Il suo cuore sarebbe stato spezzato" dagli eventi del 7 ottobre e dalle sue conseguenze, ha aggiunto Zeigen, "ha lavorato tutta la vita per portarci fuori da questa rotta. E alla fine le è esploso in faccia".

Il Regno Unito sanziona quattro persone legate ad Hamas

Il Regno Unito ha aggiornato la lista dei soggetti sanzionati nel quadro della lotta al terrorismo, aggiungendo quattro persone legate ad Hamas. Lo riporta Al Jazeera citando il sito web del governo britannico. L'aggiornamento arriva dopo l'annuncio, da parte degli Stati Uniti, di un terzo pacchetto di sanzioni contro Hamas che ha preso di mira i leader e i finanziatori del gruppo. Il dipartimento del Tesoro americano, in una nota, ha affermato di aver agito in coordinamento con Londra.

Campo profughi di Bureij, Striscia di Gaza AP Photo/Adel Hana
Campo profughi di Bureij, Striscia di Gaza

Médecins Sans Frontières a Giorgia Meloni: "L'Italia sostenga la richiesta di cessate il fuoco"

"Presidente Meloni la invitiamo a fare tutto quanto è in suo potere perché un'iniziativa di cessate il fuoco venga assunta tempestivamente" a Gaza. E' questo l'appello lanciato dall'organizzazione umanitaria Médecins Sans Frontières (Msf) con una lettera per la presidente del Consiglio. Lo si apprende da un comunicato dell'organizzazione, attiva dal 1989 nei territori occupati palestinesi. "Fino ad oggi le azioni dei leader mondiali, compresa l'Italia, sono state troppo deboli e troppo lente per fermare l'insensato massacro - sostiene Msf - eppure porre fine alla violenza è in questo momento l'unica strada possibile per evitare ulteriore sofferenza e consentire l'accesso degli aiuti umanitari" "Noi e i nostri colleghi, come tanti cittadini italiani, siamo stati indignati e inorriditi dal brutale attacco di Hamas contro i civili israeliani e dalla successiva presa di ostaggi, che condanniamo in modo esplicito e inequivocabile. Ora siamo sconvolti dagli attacchi indiscriminati di Israele contro i civili palestinesi" scrivono la dottoressa Monica Minardi e Stefano Di Carlo, presidente e direttore generale dell'organizzazione umanitaria. Secondo Msf, "le uccisioni incessanti, la distruzione delle infrastrutture civili e il blocco delle forniture di acqua, elettricità e medicinali essenziali per la sopravvivenza costituiscono violazioni palesi e ripetute del Diritto Umanitario Internazionale". Per questo, rivendica Msf, "per i governi che, come l'Italia, hanno ratificato le Convenzioni di Ginevra e assunto impegni e obblighi precisi in questo ambito, è ora di difenderli in modo completo e inequivocabile". Dopo aver ricordato lo stato attuale degli ospedali a Gaza, Msf si dice pronta a inviare nella Striscia nuovi team e forniture mediche, ma è "indispensabile garantire loro la sicurezza necessaria per poter operare".

Lettera di 400 dirigenti Usa contro il sostegno a Israele

Cresce il dissenso interno all'amministrazione Biden per il suo sostegno a Israele nella guerra a Gaza. Più di 400 esponenti di nomina politica e membri dello staff di circa 40 agenzie governative, scrive il New York Times, hanno inviato oggi una lettera di protesta al presidente sollecitandolo a chiedere urgentemente un cessate il fuoco immediato nella Striscia e a spingere Israele a consentire l'arrivo degli aiuti umanitari nel territorio palestinese. Si tratta dell'ultima di varie lettere di protesta inviate da dirigenti di vari rami dell'amministrazione Biden.

Le forze di difesa israeliane: controlliamo le istituzioni governative di Hamas

Le sedi di diverse istituzioni governative di Hamas a Gaza sono passate negli ultimi giorni nelle mani dell'esercito israeliano, secondo quanto ha annunciato il portavoce militare. In particolare soldati della Brigata Golani e della 7ma Brigata hanno preso il controllo degli edifici del Parlamento e del governo di Hamas, nonché del comando della polizia e della facoltà di ingegneria "che era usata per la produzione e lo sviluppo di armamenti". Anche la residenza del governatore è passata sotto il controllo di Israele. In quell'edificio, secondo il portavoce, si trovavano uffici dell'ala militare e della polizia di Hamas.

Antonio Tajani: lavoriamo per pause umanitarie più lunghe a Gaza

"Abbiamo chiesto pause umanitarie più lunghe per permettere alla popolazione di allontanarsi dai luoghi di combattimento e fare arrivare più aiuti" e "ci siamo sempre battuti per i corridoi umanitari" ma è cosa "diversa dalla tregua" perché finchè "Hamas ed Hezbollah continuano a lanciare razzi" è evidente che "ci sono interlocutori che la pace non la vogliono". Lo ha detto il ministro degli Esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, in audizione davanti alla commissione Esteri di Camera e Senato, sul conflitto Israele-Hamas.

Iran: gli Stati Uniti saranno i perdenti nella guerra a Gaza

 Il vice ministro degli Esteri iraniano, e capo negoziatore sul nucleare di Teheran, Ali Bagheri Kani ha affermato che, a prescindere dal risultato della guerra in corso a Gaza, gli Stati Uniti usciranno sicuramente sconfitti. "In Palestina, da una parte c'è l'aggressore, l'occupante, il criminale che viola tutte le regole di base dei diritti umani e dall'altra parte c'è una nazione oppressa che possiede la terra della Palestina, i cui diritti sono stati violati e sta in ogni modo cercando di ottenere i suoi diritti", ha aggiunto Bagheri Kani, come riporta Mehr. Il vice ministro iraniano ha anche lanciato un appello ai Paesi islamici per "boicottare i prodotti israeliani e vietare l'esportazione di petrolio e altri beni di base a questo regime".

Hamas: non abbiamo più contatto con gli ospedali, impossibile aggiornare il bilancio delle vittime

Il ministero della Sanità a Gaza, controllato da Hamas, ha fatto sapere che non può più pubblicare i dati aggiornati sul bilancio delle vittime nella Striscia perché ha perso i contatti con gli ospedali e manca la connessione Internet. Lo ha riferito un portavoce del ministero. L'ultimo bilancio disponibile ieri era di oltre 11 mila morti.

La polizia israeliana apre un'inchiesta sugli stupri del 7 ottobre

La polizia ha annunciato - dopo le indagini delle settimane scorse - di aver aperto una inchiesta sui "numerosi" casi di stupri avvenuti ai danni di israeliane da parte dei miliziani di Hamas durante l'attacco dello scorso 7 ottobre. Lo segnalano i media

Haaretz: scambio di fuoco al confine con il Libano

Missili anticarro e colpi di mortaio sono stati lanciati dal Libano contro postazioni delle forze israeliane di difesa (Idf). Lo riporta Haaretz, aggiungendo che le forze di Tel Aviv hanno risposto all'attacco colpendo postazioni dei miliziani di Hezbollah nel 'Paese dei cedri'. Un possibile intervento diretto di Hezbollah nella guerra tra Israele e Hamas è una delle eventualità più temute a livello internazionale.

In Cisgiordania 31 arresti, anche 2 bimbi

Durante la notte le autorità israeliane hanno arrestato 31 palestinesi in Cisgiordania. La Commissione per gli Affari dei Detenuti e la Società dei Prigionieri Palestinesi afferma che tra gli arrestati c'erano anche 2 bambini. Lo riporta Al Jazeera. "Gli arresti sono stati concentrati a Hebron e Gerusalemme e il resto distribuito a Ramallah, Qalqila, Jenin e Betlemme", si legge in una nota dell'organizzazione. Dal 7 ottobre ad oggi sono state arrestate 2.570 palestinesi.

Esplosioni nella Striscia di Gaza AP Photo/Victor R. Caivano
Esplosioni nella Striscia di Gaza

Antonio Tajani: tre cooperanti italiani hanno scelto di restare a Gaza

"Restano solo tre cooperanti italiani nella Striscia di Gaza, che sono voluti restate, in quanto lavorano nella Croce rossa". Lo conferma in audizione il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, alle commissioni Esteri congiunte di Camera e Senato, riferendo sul conflitto Israele-Hamas e sulle principali questioni dell'agenda europea e internazionale. Conclusa l'evacuazione, il ministro ha spiegato che restano ora le seguenti priorità priorità: "Dobbiamo scongiurare l'escaltion, liberare gli ostaggi, evitare l'aggravarsi della crisi umanitaria a Gaza e preservare una prospettiva politica per il futuro". Restando fermo il riconoscimento da parte dell'Italia del diritto di Israele a difendersi, Tajani ribadisce che tale diritto deve essere esercitato "nel rispetto del diritto internazionale".

Onu: solo un ospedale ancora operativo nel nord di Gaza

Solo un ospedale è ancora operativo nel nord della Striscia di Gaza. Lo ha riferito in una nota l'ufficio Onu per il coordinamento degli aiuti umanitari (Ocha). "Tutti gli ospedali, tranne uno, non sono più operativi nella città di Gaza e nel nord di Gaza dal 13 novembre a causa della mancanza di elettricità, di prodotti medici, ossigeno, cibo e acqua, aggravata dai bombardamenti e dai combattimenti nelle loro vicinanze - recita la nota - l'ospedale Al Ahli, nella città di Gaza, che attualmente ospita oltre 500 pazienti, è l'unica struttura medica in grado di ricevere pazienti, in mezzo a crescenti carenze e sfide".

Abdallah di Giordania: con le violazioni di Israele la regione può esplodere

Il Re di Giordania Abdullah ha avvertito che qualsiasi scenario che includa la rioccupazione di parti di Gaza da parte di Israele peggiorerà la crisi e che le continue "violazioni" israeliane in Cisgiordania e Gerusalemme potrebbero "spingere la regione verso un'esplosione". Lo riporta l'agenzia di stampa ufficiale Petra citata dal Guardian. "Una soluzione militare o di sicurezza" non avrà successo, ha aggiunto il Re, sottolineando che il conflitto ha avuto origine nell'occupazione e nella privazione dei diritti del popolo palestinese. In un incontro con esponenti politici giordani, tra cui ex primi ministri e il presidente del Senato, Abdallah ha affermato che Gaza non deve essere separata dal resto dei territori palestinesi e ha chiesto la fine della guerra e la ripresa di un processo politico. "Qualsiasi altro percorso finirà con un fallimento e porterà a ulteriori cicli di violenza e distruzione", ha aggiunto

La fotografia dei soldati israeliani in posa nel comando della polizia di Hamas

Forze di difesa israeliane: preso il controllo di edifici istituzionali di Hamas a Gaza

Oltre al palazzo del parlamento e al quartier generale della polizia, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver preso il controllo di diversi edifici governativi di Hamas nei quartieri di Sheikh Ijlin e Rimal di Gaza City. Lo riporta The Times of Israel. Le truppe della 7a brigata corazzata e della brigata di fanteria Golani sono entrati nella casa del governatore a Gaza, che ospitava gli uffici dell'ala militare di Hamas e della polizia, gli uffici della divisione di intelligence di Hamas e altri siti utilizzati per preparare l'attacco del 7 ottobre. L'Idf afferma di avere il controllo anche sull'edificio della facoltà di ingegneria dell'università di Gaza, che "serviva come istituto per la produzione e lo sviluppo di armi", e su un altro complesso di Hamas con una base di addestramento, un centro di comando, stanze per gli interrogatori e celle di detenzione.

Le famiglie degli ostaggi in marcia da Tel Aviv a Gerusalemme: serve un accordo

Le famiglie degli ostaggi detenuti nella Striscia di Gaza hanno lasciato Tel Aviv per raggiungere a piedi l'ufficio del premier a Gerusalemme e chiedere un accordo per il loro rilascio. Prima di iniziare la marcia, le famiglie hanno tenuto una conferenza stampa spiegando che obiettivo dell'iniziativa è chiedere al governo di confrontarsi con loro sulle ragioni per cui non è ancora stato raggiunto un accordo. Un accordo che coinvolga tutti gli ostaggi "e che non ci divida in piccoli gruppi. Tutti. Insieme". Stando a quanto riportato da Haaretz, un cittadino israeliano del Kibbutz Be'eri che ha sette familiari tenuti in ostaggio a Gaza ha invitato "tutto il popolo di Israele a unirsi a me nella marcia verso Gerusalemme". "Il tempo sta finendo - ha aggiunto Yuval Haran - non posso più stare seduto a casa. Devo fare qualcosa. Questa marcia è ciò che farò, e che faremo tutti, per aiutare a salvare gli ostaggi". Le famiglie chiedono anche un incontro con il gabinetto di guerra. Sheli Siman Tov, che ha il figlio Omer tenuto in ostaggio, ha dichiarato: "Andiamo a Gerusalemme per chiedere a Bibi Netanyahu e al suo gabinetto di darci risposte. Sono passati 39 giorni e stiamo esaurendo le forze. Dobbiamo riportare a casa i nostri figli!".

La "Marcia per gli ostaggi" a Tel Aviv Alexi Rosenfeld/Getty Images
La "Marcia per gli ostaggi" a Tel Aviv

Turchia: Israele prendendo di mira gli ospedali di Gaza viola il diritto internazionale

 Il ministro degli Esteri turco ha dichiarato martedì alla sua controparte australiana che il fatto di prendere di mira ospedali e scuole a Gaza da parte di Israele equivale a una "aperta violazione del diritto internazionale", ha detto una fonte diplomatica turca. Hakan Fidan ha inoltre sottolineato l'urgenza di raggiungere al più presto un cessate il fuoco completo e la necessità di un accesso senza ostacoli agli aiuti umanitari nell'enclave, ha affermato la fonte.

Israele: le incubatrici ad al-Shifa quando la situazione lo consentirà

Il Coordinamento delle attività governative israeliane nei territori palestinesi (Cogat) ha fatto sapere che finora solo tre incubatrici sono state ritirate dagli ospedali in Israele e saranno trasferite all'ospedale Al-Shifa "quando la situazione sul campo lo consentirà". Secondo il Cogat la conversazine telefonica tra il direttore dell'ospedale a Gaza e un ufficiale israeliano, pubblicata oggi dall'esercito, risale ad alcuni giorni fa. Lo riporta Haaretz.

L'ambasciatore palestinese presso l'Ue: l'Unione fermi il massacro o lo sta incoraggiando

"L'Europa ha gli strumenti per fermare immediatamente questo massacro a Gaza e vogliamo che chieda il cessate il fuoco, ma finora non c'è stata la volontà politica e questo significa complicità, protezione di Israele e incoraggiamento a Israele a continuare. Questa è una vergogna per le istituzioni Ue e per il mondo libero". Lo ha dichiarato l'ambasciatore palestinese, Adel Atieh, vice capo della missione della Palestina presso l'Ue, a margine di una conferenza stampa organizzata dagli eurodeputati irlandesi della Sinistra, Mick Wallace e Clare Daly, sulle vittime a Gaza. Il messaggio per l'Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, prima della sua visita in Medio Oriente è "quanti palestinesi a Gaza devono essere ancora massacrati per Borrell e von der Leyen prima di chiedere un cessate il fuoco. E' la domanda che come palestinesi ci poniamo oggi. Il messaggio è che devono agire velocemente per fermare questo massacro, devono adottare misure concrete", ha continuato l'ambasciatore. "Mi chiedo quali siano i valori che l'Ue condivide con Israele: affamare le persone, tagliare acqua, elettricità, cibo e carburante, l'occupazione, massacrare le persone? Sono questi i valori che l'Ue condivide con Israele", ha evidenziato. "Già da tempo avrebbero dovuto essere imposte a Israele. E' ovvio a tutti che Israele sta commettendo crimini di guerra costruendo colonie e uccidendo i palestinesi. Questa non è la prima volta che Israele attacca Gaza, ma la quinta. Se si guarda il report Goldstone (dell'Onu) nel 2008 e nel 2009, si vede una lunga lista di crimini commessi da Israele. Ma il problema è che l'Ue protegge Israele politicamente e diplomaticamente, e questo deve fermarsi", ha ricordato. "Noi chiediamo il rilascio di tutti gli ostaggi, che siano a Gaza o in Israele: abbiamo 7mila ostaggi nelle carceri israeliane e anche loro devono essere immediatamente rilasciati", ha concluso Atieh.

Antonio Tajani: gli aiuti italiani stanno entrando a Gaza in queste ore

Gli aiuti umanitari inviati dall'Italia per sostenere la popolazione a Gaza stanno entrando in queste ore nella striscia: lo annuncia il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, a margine della conferenza 'Italia - Usa: cooperazione internazionale sulle biotecnologie'. "I materiali che abbiamo inviato credo stiano entrando in queste ore a Gaza dopo tanti giorni di attesa", ha detto Tajani che ha aggiunto: "Abbiamo inviato una nave ospedale per curare feriti e siamo pronti a costruire un ospedale da campo ma per fare questo servono le autorizzazioni". 

Forze di difesa israeliane: al lavoro per 37 incubatrici all'ospedale al-Shifa

L'esercito israeliano ha annunciato che sta coordinando la consegna delle incubatrici agli ospedali della Striscia di Gaza. In un post sul social X, i militari hanno pubblicato la registrazione di una conversazione telefonica tra un ufficiale e il direttore dell'ospedale al-Shifa, riguardante il trasferimento nella struttura di 37 incubatrici insieme a quattro respiratori e altre attrezzature mediche per le urgenze.

L'agenzia palestinese Wafa: 7 i morti per gli scontri in Cisgiordania, un morto anche a Hebron

Continua a salire il bilancio dei palestinesi rimasti uccisi oggi a Tulkarem nel corso di scontri a fuoco con l'esercito israeliano. Secondo la agenzia di stampa palestinese Wafa il numero complessivo dei morti è salito adesso a sette, mentre i feriti sono almeno dodici. Intanto un altro palestinese è stato colpito a morte presso Hebron dopo che, secondo i media israeliani, la scorsa notte ha cercato di accoltellare un soldato. In precedenza aveva scritto su Facebook di ''anelare al martirio''.

Scontri tra le forze israeliane e i giovani palestinesi a Tulkarem, in Cisgiordania Jaafar ASHTIYEH / AFP
Scontri tra le forze israeliane e i giovani palestinesi a Tulkarem, in Cisgiordania

Netanyahu: la vittoria contro Hamas necessaria come deterrente per Hezbollah

Secondo il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu una vittoria nel sud, contro Hamas, è necessaria anche per scoraggiare Hezbollah nel nord di Israele: "Penso che sia un messaggio necessario, potrebbe non essere sufficiente, ma è sicuramente necessario" e senza di esso "non ci sarà sicuramente alcun deterrente nel nord". Parlando a Fox News ha aggiunto che "Hamas pagherà per questo".

Netanyahu, se non vinciamo Usa e Ue saranno i prossimi

"Se non vinciamo adesso, allora l'Europa sarà la prossima e voi sarete i prossimi. Dobbiamo vincere". Lo ha detto il presidente israeliano Benjamin Netanyahu parlando all'emittente americana Fox News. "Dobbiamo vincere non solo per il nostro bene, ma per il bene del Medioriente, per il bene dei nostri vicini arabi", ha aggiunto Netanyahu, "per il bene degli abitanti di Gaza che sono stati tenuti prigionieri da questa oscura tirannia che ha brutalizzato e non ha portato loro altro che spargimenti di sangue, povertà e miseria".

Ripetuti bombardamenti israeliani nel sud del Libano

L'artiglieria israeliana sta ripetutamente bombardando, dalle prime ore del giorno, zone del sud del Libano a ridosso della linea di demarcazione tra i due paesi contro località abitate da civili. Lo riferiscono fonti militari libanesi e media locali, secondo cui i raid israeliani sono concentrati sulle località di Naqura e Labbune nel settore occidentale del fronte di guerra tra Hezbollah e Israele, e nelle località di Markaba, Tayr Harfa e Rabb Thalathin, nel settore orientale.

Israele conferma la morte di una soldatessa vista in un video di ostaggi di Hamas

L'esercito israeliano ha confermato la morte di Noa Marciano, una soldatessa vista ieri in un video di ostaggi pubblicato da Hamas. Poco dopo la mezzanotte di ieri sera, i militari israeliani avevano confermato la sua identità, dicendo: "I nostri cuori sono con la famiglia Marciano, la cui figlia, Noa, è stata brutalmente rapita dall'organizzazione terroristica Hamas. Stiamo utilizzando tutti i mezzi, sia di intelligence che operativi, per riportare a casa gli ostaggi".

Lunedì le Brigate Ezzedine al-Qassam di Hamas hanno pubblicato un video in cui la soldatessa leggeva un messaggio in ebraico in cui si identificava con il nome e il numero della carta d'identità e diceva di essere stata detenuta a Gaza per quattro giorni. Le Brigate al Qassam hanno affermato che Marciano è stata uccisa in un attacco aereo israeliano il 9 novembre. Aveva 19 anni.

L'IDF ha condannato il video, affermando che "L'organizzazione terroristica Hamas continua a sfruttare il terrorismo psicologico e ad agire in modo disumano, attraverso video e foto degli ostaggi, come fatto in passato".Questa mattina il portavoce dell'IDF ha confermato la sua morte, con il sito web militare che la elenca come un "soldato caduto tenuto prigioniero da un gruppo terroristico".

Noa Marciano Hamas via Ansa
Noa Marciano

Direttore dell'ospedale Al-Shifa: 179 persone sepolte nelle fosse comuni

Il direttore dell'ospedale Al-Shifa di Gaza, Mohammad Abu Salmiyah, afferma che 179 persone, compresi neonati e pazienti morti nel reparto di terapia intensiva, sono state sepolte in una fossa comune nel complesso. "Siamo stati costretti a seppellirli in una fossa comune", ha detto Abu Salmiyah, aggiungendo che tra loro ci sono i sette bambini e i 29 pazienti in terapia intensiva morti dopo la fine delle scorte di carburante dell'ospedale. Lo riporta Al Jazeera.

Israele: pausa di 4 ore nei combattimenti nel sud di Gaza City

Le forze di difesa israeliane hanno sospeso le ostilità nella città di Gaza per quattro ore per consentire ai residenti rimasti di andarsene. "Oggi sospenderemo temporaneamente le ostilità durante il giorno, dalle 10 alle 14 ora locale (9-13 italiane, ndr) nell'area di Daraj Tuffa (situata nella parte meridionale di Gaza City)", ha scritto su X l'addetto stampa dell'esercito israeliano Avichai Edri.

Edry ha inoltre affermato che il corridoio umanitario per l'evacuazione dei residenti delle regioni settentrionali della Striscia di Gaza funzionerà nuovamente dalle 9 alle 16. Il percorso seguirà la strada Salah ed-Din a sud dell'enclave. Inoltre, l'esercito israeliano permetterà ai residenti del campo profughi palestinese di Al-Shati di lasciare le proprie case 10 alle 16.

Soldati israeliani entrano nel quartier generale della polizia di Hamas

Le truppe della Brigata Golani dell'esercito israeliano sono entrate all'interno del quartier generale della polizia militare di Hamas nella Striscia di Gaza. Le truppe hanno scattato una foto all'interno del sito catturato in cui mostrano una bandiera israeliana e una bandiera del 13° battaglione di Golani. L'immagine sta circolando sui social. Lo riferisce The Times of Israel. Ieri una foto simile mostrava la Brigata Golani all'interno del parlamento di Gaza City.

Esercito Israele: a Gaza scoperto tunnel militare sotto una moschea

Nel corso delle attività condotte ieri a Gaza, soldati israeliani hanno scoperto un tunnel militare di Hamas scavato in profondità sotto a una moschea. Lo riferisce il portavoce militare. Al suo interno c'erano armi di diverso genere ed esplosivi. Ieri, ha aggiunto il portavoce, l'aviazione israeliana ha colpito 200 ''siti terroristici''. Fra questi: siti per la produzione di armi, postazioni di lancio di missili anticarro e centri di comando. Colpito anche un campo di addestramento per le unità degli uomini-rana di Hamas.

Washington Post: vicino un accordo Hamas-Israele per il rilascio ostaggi

Un funzionario israeliano ha dichiarato al Washington Post che un accordo tra Hamas e Israele per il rilascio di diverse decine di donne e bambini ostaggi del gruppo estremista nella Striscia di Gaza è vicino e potrebbe essere annunciato entro pochi giorni. "Le linee generali dell'accordo sono chiare", ha detto il funzionario al Wp.

Secondo lo schema delineato, gli ostaggi verrebbero rilasciati in gruppi, in cambio di donne e giovani palestinesi incarcerati in Israele. Israele punta al rilascio di 100 donne e bambini ma Hamas è pronto a liberarne 70. Il Wp cita un funzionario arabo che afferma che ci sono almeno 120 donne e giovani palestinesi nelle carceri israeliane che potrebbero essere rilasciati in cambio.

Secondo il rapporto, Israele accetterebbe anche un cessate il fuoco temporaneo della durata massima di cinque giorni, al fine di consentire un passaggio sicuro agli ostaggi e un afflusso di aiuti ai civili di Gaza.

L'Iran chiama Budapest: "Mettere pressione su Israele"

Il ministro degli Esteri dell'Iran, Hossein Amirabdollahian, ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo ungherese, Péter Szijjártó, al quale ha detto che occorre "creare immediatamente una pressione internazionale sul regime sionista (Israele, ndr) per fermare la sua aggressione e fargli accettare un cessate il fuoco incondizionato a Gaza per l'invio di aiuti umanitari". Lo scrive l'agenzia iraniana Mehr. "Il regime sionista ha compiuto crimini selvaggi, bombardamenti e massacri a Gaza e ha violato ogni diritto umano e il diritto internazionale", ha aggiunto Amirabdollahian, citato da Mehr.

Pazienti e medici intrappolati nell'ospedale Al-Shifa a Gaza

Pazienti e medici rimangono intrappolati nell'ospedale principale di Gaza dopo giorni di combattimenti tra le truppe israeliane e Hamas, mentre le agenzie umanitarie avvertono che i pazienti critici e i bambini sono a rischio di morte a causa della mancanza di carburante e della diminuzione delle scorte di cibo e acqua. Israele afferma che il quartier generale di Hamas è sotto l'ospedale, un'accusa che Hamas e i medici della struttura hanno negato.

"Non abbiamo generatori perché hanno bisogno di carburante per funzionare. Non c'è cibo, né acqua, né elettricità né carburante a Shifa e qui abbiamo a che fare con le vittime", parla dall'interno dell'ospedale Munir al-Boursh, un medico che è anche sottosegretario del ministero della Sanità palestinese. "Non possiamo gestire questo numero enorme di casi. Se le persone vengono, non possiamo fare nulla per loro".

Media: l'attivista Vivian Silver uccisa negli attacchi del 7 ottobre

L'attivista canadese-israeliana Vivian Silver, che si riteneva fosse stata presa in ostaggio da Hamas, è stata uccisa negli attacchi del 7 ottobre scorso in Israele: lo ha detto il figlio, Yonatan Zeigne, alla Cbc News. Silver, 74 anni, membro fondatore di Women Wage Peace, è stata uccisa nel kibutz Beeri, nel sud di Israele. Zeigne ha riferito di avere appreso la notizia dalle autorità israeliane, secondo cui i resti della donna sono stati trovati nel kibutz dove viveva e sono stati identificati solo adesso.

Esercito Israele: la nostra guerra non è contro il popolo di Gaza

"Stiamo facendo tutto il possibile per ridurre al minimo i danni ai civili, assistere nell'evacuazione e fornire forniture mediche e cibo. La nostra guerra non è contro il popolo di Gaza". Così sui social le Forze di Difesa Israeliane, IDF, che mostrano in un video le incubatrici per neonati destinate all'ospedale al-Shifa nella Striscia di Gaza.

"Il reparto pediatrico dell'ospedale Shifa di Gaza City ha bisogno di assistenza - spiega nel video una portavoce - Israele è pronto ad aiutare. Abbiamo fatto un'offerta formale ai funzionari sanitari di Gaza per trasferire le incubatrici nella Striscia di Gaza per assistere il reparto pediatrico dell'ospedale di Shifa. Sono in corso grandi sforzi per garantire che queste incubatrici possano raggiungere i bambini a Gaza senza indugio. La nostra guerra è contro Hamas e non contro il popolo di Gaza".

Armi di Hamas sul fondo del mare. L'esercito israeliano: "Tentativo di infiltraggio" (Video)

Altri 2 soldati israeliani uccisi a Gaza, il bilancio sale a 46

Le forze di difesa israeliane hanno annunciato che altri due soldati sono stati uccisi nei combattimenti contro Hamas nel nord della Striscia di Gaza, portando così il bilancio delle vittime dell'operazione di terra israeliana a quota 46. Lo riporta il Times of Israel. I due soldati avevano 21 e 27 anni.

Israele trasferisce le incubatrici nell'ospedale di al-Shifa

L'esercito israeliano ha iniziato a trasferire incubatrici dagli ospedali israeliani all'ospedale al-Shifa nella Striscia di Gaza: lo scrive su X uno dei portavoce del governo israeliano per la stampa estera, Eylon Levy, come riporta Haaretz. Levy ha affermato che le Forze di difesa israeliane lavoreranno con "qualsiasi parte mediatrice affidabile" per garantire che le incubatrici vengano consegnate in modo sicuro.

Giornalisti sotto il tiro delle bombe israeliane in Libano, la diretta concitata di una reporter

Attacco israeliano a Tulkarem, in Cisgiordania, 5 palestinesi uccisi

Cinque palestinesi sono stati uccisi dai militari israeliani nel corso di scontri intorno alla città di Tulkarem, nel nord della Cisgiordania. 
I cinque uomini palestinesi, di età compresa tra 21 e 29 anni, sono stati uccisi durante un'operazione in città da parte dell'esercito israeliano, ha detto Amin Khader, direttore dell'ospedale Thabet, dove sono stati registrati i decessi. L'esercito israeliano ha confermato che un'operazione militare ha avuto luogo nella stessa parte della Cisgiordania occupata. 

Il portavoce di Medici Senza Frontiere sulla situazione dell'ospedale Al Shifa: "Insostenibile"

La Casa Bianca corregge il tiro: "Hamas usa strutture civili, un onere in più per i militari israeliani"

Dopo che Joe Biden ha dichiarato che è necessario proteggere l'ospedale Shifa, la Casa Bianca ha voluto chiarire le dichiarazioni del presidente americano. 
Biden si riferiva a "questo onere aggiuntivo che le forze di difesa israeliane devono affrontare quando entrano nella Striscia di Gaza, perché Hamas si nasconde dietro le infrastrutture civili", ha spiegato John Kirby, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca. "È molto più difficile per una forza militare perseguire obiettivi legittimi perché l'ospedale stesso dovrebbe essere protetto, come ha detto il presidente. Quindi parla di questo dilemma incredibilmente difficile che le forze militari israeliane si trovano ad affrontare in questo momento", ha aggiunto Kirby.
 

Nel reportage di Veronica Fernandes, i giovani israeliani in prima linea nel conflitto

Lula: "Le azioni di Israele gravi quanto quelle di Hamas"

Il presidente brasiliano Lula ha accusato Israele di "uccidere persone innocenti senza alcun criterio" nella Striscia di Gaza, giudicando la risposta dello Stato ebraico "grave" quanto gli attacchi di Hamas.

"Dopo gli atti terroristici di Hamas e le conseguenze, la soluzione di Israele si è rivelata altrettanto grave di quella di Hamas. Uccidono persone innocenti senza alcun criterio", ha detto Luiz Inacio Lula da Silva durante una cerimonia ufficiale a Brasilia. Il presidente del più grande Paese dell'America Latina ha anche accusato Israele di "lanciare bombe dove ci sono bambini, come negli ospedali, con il pretesto che ci sarebbero dei terroristi". "È inspiegabile. Prima devi salvare le donne e i bambini, poi combatti con chi vuoi", ha insistito Lula. Lula accoglieva in una base aerea di Brasilia 22 cittadini brasiliani e dieci membri delle loro famiglie che vivevano a Gaza e che hanno potuto essere evacuati ieri attraversando il confine egiziano.
 

In rete un video dell'israelo-russa Tsurkov, rapita in Iraq: "Stop alla guerra di Gaza"

Un video che mostra l'accademica israelo-russa Elizabeth Tsurkov, rapita in Iraq a marzo, è stato condiviso questa sera dai canali Telegram di filo-miliziani iracheni. Tsurkov, 37 anni, è stata filmata mentre chiedeva la fine dei combattimenti a Gaza e di agire per il suo rilascio. Il video è stato trasmesso, tra gli altri, sul canale Al-Arabiya.
 

Il presidente indonesiano Widodo a Biden. "Fate di più per un cessate il fuoco"

Il presidente indonesiano Jocko Widodo, in visita a Washington, ha chiesto un cessate-il-fuoco nella Striscia di Gaza. "L'Indonesia lancia un appello agli Stati Uniti affinché facciano di più per fermare le atrocità a Gaza. Il cessate-il-fuoco è una necessità per il bene dell'umanità", ha detto Widodo rivolgendosi al presidente americano Joe Biden.
 

Il re di Giordania: rischio esplosione di tutta la regione

Il re di Giordania Abdullah avverte che qualsiasi scenario che includa la rioccupazione di parti di Gaza da parte di Israele peggiorerà la crisi e che le continue "violazioni" israeliane in Cisgiordania e Gerusalemme potrebbero "spingere la regione verso un'esplosione". Lo riporta l'agenzia di stampa ufficiale giordana Petra. "Una soluzione militare o di sicurezza" non avrà successo, ha aggiunto il re, sottolineando che il conflitto ha avuto origine nell'occupazione e nella privazione dei diritti del popolo palestinese. 
 

Mezzaluna rossa palestinese: il generatore dell'ospedale Amal si è spento

La Mezzaluna Rossa palestinese afferma che l'unico generatore di corrente dell'ospedale Al-Amal, nel sud di Gaza, ha smesso di funzionare. In una dichiarazione pubblicata sui social media, l'organizzazione dice che la vita di 90 pazienti dell'ospedale è a rischio, 25 nel reparto di riabilitazione medica “ora affrontano il rischio di morte in qualsiasi momento”.

Biden: "L'ospedale al-Shifa va protetto, servono azioni meno invasive"

Il presidente americano Joe Biden ha chiesto a Israele “azioni meno invasive” contro l'ospedale di Al-Shifa a Gaza. Biden ha anche detto che l'ospedale di Gaza deve essere protetto.

Hamas: oltre 30 morti nel nuovo bombardamento israeliano a Jabalya

Oltre 30 palestinesi sono morti e decine sono rimasti feriti nel bombardamento israeliano del campo profughi di Jabalya, nel nord di Gaza. 
Lo riferiscono i media di Hamas.

Membro di Hamas dal Libano: "Hezbollah entrerà in guerra se Hamas sarà completamente distrutta a Gaza"

Hezbollah entrerà pienamente in guerra con Israele se Hamas sarà completamente distrutta a Gaza. 
Lo ha detto un dirigente di Hamas a Beirut. “Ora non è il momento. La linea rossa per Hezbollah è la totale distruzione della resistenza a Gaza”, ha detto Ahmed Abdul Hadi a Nbc.

Il ministro Gallant: "Hamas ha perso il controllo di Gaza"

“Hamas ha perso il controllo di Gaza, non ha il potere di fermare l'esercito”. Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, secondo cui “i terroristi stanno fuggendo al sud e i civili stanno saccheggiando le loro basi. Non hanno più fiducia nel governo”.

L'OMS: "L'ospedale al Shifa di Gaza è quasi un cimitero"

L'ospedale al-Shifa di Gaza City, il più grande della Striscia, “non funziona più come dovrebbe” a causa delle interruzioni di corrente e della mancanza di carburante ed “è quasi un cimitero”. Lo ha dichiarato alla Bbc Christian Lindmeier, portavoce dell'Organizzazione mondiale della Sanità. Lindmeier ha spiegato che attorno alla struttura “ci sono cadaveri di cui non ci si può occupare e che non possono nemmeno essere sepolti o portati in un obitorio”.

La preoccupazione dell'Oms è rivolta soprattutto alla sorte di decine di neonati prematuri che non possono più rimanere nelle loro incubatrici. Secondo Lindmeier, l'ospedale non è in grado di effettuare la dialisi renale per 45 pazienti che ne hanno bisogno. All'interno della struttura ci sono circa 600 pazienti e altre persone che si sono rifugiate nei corridoi.

Ministero della sanità di Hamas: "Il bilancio dei morti sale a 11.360"

Sale a 11.360 il numero delle persone morte nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre scorso, secondo l'ultimo bilancio del ministero della Sanità di Hamas. Lo riporta l'agenzia di stampa palestinese Wafa. Tra i morti finora ci sarebbero 4.609 minori, 3.100 donne e 678 anziani. Il numero dei feriti, invece, ha raggiunto i 28 mila. In Cisgiordania, il numero dei palestinesi uccisi è salito a 180, e quello dei feriti a 2.700. Il ministero ribadisce che è difficile raccogliere informazioni per la mancanza di comunicazione e a causa degli attacchi agli ospedali, ma precisa che 3.250 cittadini, di cui 1700 minori, sono ancora dispersi.

Josep Borrell, UE: pronto uno schema in sei punti per il dopo Gaza

Josep Borrell ha presentato uno "schema" in sei punti ai 27 ministri degli Esteri dell'Ue ottenendo un sostanziale via libera a lavorare "in partnership con Usa e arabi" per l'attuazione. Si tratta di una strategia a "medio-lungo termine" per costruire la pace tra gli israeliani e i palestinesi "in accordo" con la regione. Il piano prevede "tre sì e tre no". In dettaglio, "no all'espulsione dei palestinesi di Gaza in altri Paesi, no alla riduzione del territorio di Gaza, no alla rioccupazione d'Israele e al ritorno di Hamas". Per i sì, invece, si prevede: "A Gaza servirà un'autorità palestinese, non necessariamente 'la' autorità palestinese, la cui legittimità deve essere definita dal Consiglio di sicurezza dell'Onu; un forte coinvolgimento dei Paesi arabi alla soluzione politica e infine una maggior coinvolgimento dell'Ue nella regione e in particolare nella costruzione dello stato palestinese".