La guerra di Gaza, giorno 25

Colpita di nuovo Jabalia, Hamas: "Decine di morti e feriti". L'esercito d'Israele preme su Gaza city

L'Onu: "Il raid potrebbe costituire un crimine di guerra". Papa: "La guerra è una sconfitta, servono i due stati". Aperto valico di Rafah, passano 450 stranieri, Tajani: "Via anche i primi quattro italiani"

Nel 2021 la tv russa in lingua araba RT entra nei tunnel di Hamas sotto Gaza

Politico: per Biden Netanyahu ha i giorni contati

L'amministrazione Biden ritiene che il premier israeliano Benjamin Netanyahu abbia i giorni contati a causa delle conseguenze della guerra a Gaza. Il presidente americano ha fatto presente indirettamente questa convinzione allo stesso leader dello Stato ebraico durante la sua visita in Israele il mese scorso, suggerendo di pensare alle lezioni che vorrebbe trasmettere al suo successore. Lo ha riferito Politico, citando due alti funzionari dell'amministrazione.
Secondo una terza fonte, Washington si aspetta che Netanyahu possa rimanere al potere solo per pochi mesi o fino alla fine della fase iniziale dell'incursione di terra israeliana a Gaza. Tuttavia, tutti i funzionari hanno riconosciuto l'imprevedibilità della politica israeliana, che potrebbe inficiare le loro previsioni. Il timore è che Netanyahu possa decidere di intensificare il conflitto nel tentativo di garantirsi la sopravvivenza politica.

 

Jabalia prima e dopo gli attacchi di Israele

Usa: Lo speaker Johnson punta a scorporare aiuti per Israele da quelli per Kiev

Il nuovo speaker repubblicano, Mike Johnson, ha detto che la Camera dei rappresentanti prenderà presto in considerazione un nuovo pacchetto di aiuti all'Ucraina, che dovrà però essere collegato ad un aumento della spesa per la sicurezza del confine col Messico, non appena saranno approvati i 14,5 miliardi di dollari di aiuti per Israele. Johnson ha annunciato le sue intenzioni in un incontro privato con i senatori repubblicani, ai quali ha anche riferito che la Camera intende approvare una legge di spesa ponte per finanziare il governo federale fino al prossimo anno ed evitare lo shutdown del 17 novembre, quando scadranno gli attuali fondi.
Il nuovo speaker, secondo il resoconto dei presenti, si è mostrato favorevole agli aiuti all'Ucraina, ma non intende in alcun modo assecondare la richiesta della Casa Bianca, che ha collegato in un unico pacchetto da 106 miliardi di dollari i fondi per Kiev e quelli per Israele, insieme ad un aumento della spesa per la sicurezza al confine sud e per altre crisi internazionali.

 

Biden: “Ottimista su ritorno ostaggi”

Il presidente americano Joe Biden si è detto ottimista sulla possibilità di giungere alla liberazione delle 239 persone tenute in ostaggio da Hamas nella Striscia di Gaza. "Continuiamo a mantenere nel nostro cuore" gli ostaggi, fra cui ci sono "bambini piccoli e anziani nonni, compresi cittadini americani", ha detto Biden, dicendosi "ottimista" e assicurando che la sua amministrazione "continua a lavorare senza sosta per riunire queste famiglie".

Raid Israele su Jabalia: profonda preoccupazione di Parigi

La Francia si è detta "profondamente preoccupata per il pesante bilancio" degli attacchi israeliani sul campo profughi palestinese di Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza. La diplomazia di Parigi in una nota ha ricordato che "la protezione dei civili è un obbligo del diritto internazionale vincolante per tutti".

 

Le immagini dell'attacco israeliano al campo profughi di Jabalia

Herzog: ritorno ostaggi importante quanto vittoria

“Vi dico quello che ho detto alle famiglie, in modo inequivocabile: gli ostaggi sono nei nostri pensieri e il loro ritorno è parte integrante del successo di questa campagna – ovviamente – insieme alla vittoria in questa guerra decisiva contro il nemico e al ripristino della sicurezza nel paese". Lo ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog durante un discorso alla nazione sulla “resilienza, spirito e anima" durante il quale ha elogiato il “mosaico israeliano” che ha incontrato mentre visitava i feriti, le famiglie degli ostaggi e le comunità sfollate, come riporta Times of Israel. Herzog ha assicurato che “le menti migliori – migliaia di israeliani, dalla leadership del paese a tutti i livelli dei servizi di sicurezza – lavoreranno con professionalità e dedizione, ogni minuto della giornata, per adempiere al nostro dovere morale come paese – per portarle gli ostaggi a casa." Il presidente israeliano ha poi accusato Hamas di condurre una “campagna psicologica” contro Israele e ha chiesto agli israeliani di non cadere nella loro trappola e diffondere voci infondate. 

Herzog ha poi posto l'accento anche sull'importanza dell'unità tra cittadini ebrei e arabi: “Dobbiamo sradicare ogni forma di inimicizia, razzismo e violenza nei confronti dei diversi gruppi dentro di noi. Ricordate che ci sono dozzine di cittadini arabi qui che hanno pagato con la vita durante il terribile massacro (da parte di Hamas), e come parte delle forze di sicurezza e dell'Idf (forze di difesa israeliane). Ricordate la responsabilità reciproca dimostrata dalla stragrande maggioranza della società araba in Israele”. Herzog ha concluso elogiando lo “spirito indistruttibile” di Israele, definendolo “lo spirito di una tempesta che è sorta dalle ceneri e dalla distruzione e sta già soffiando con tutta la sua forza”.

 

Il reportage dalla Cisgiordania: nelle strade di Ramallah si vive una calma apparente

Estremista di destra a capo commissione Knesset per Cisgiordania

Un deputato del partito ultranazionalista israeliano Sionismo religioso è stato scelto come capo della sottocommissione parlamentare per la Cisgiordania della Knesset. Lo riferisce Times of Israel, sottolineando che, prima di essere eletto, Tzvi Succot era un attivista radicale del movimento dei coloni, escluso dal servizio militare per il suo passato violento di estrema destra.
Nel 2010, Succot era stato arrestato dalla polizia per il presunto coinvolgimento nell'incendio di una moschea nel nord della Cisgiordania, vicino all'insediamento di Yitzhar, dove viveva, ma poi non è stato incriminato. La leader del partito laburista Merav Michaeli ha contestato la nomina, definendo Succot "una delle persone più pericolose in Israele, un razzista, un piromane". Secondo il movimento Peace now, Succot rappresenta "coloro che hanno abbandonato la sicurezza sul confine con Gaza a favore degli avamposti illegali in Cisgiordania".
 

 

Alon Bar: “La soluzione dei due Stati prospettata da Papa Francesco nell'intervista di ieri al Tg1 credo sia prematura”

“La soluzione dei due Stati prospettata da Papa Francesco nell'intervista di ieri al Tg1 credo sia prematura: è difficile identificare la via migliore per andare avanti, storicamente la soluzione era forte ma è andata scemando negli ultimi anni a causa degli attacchi di Hamas e delle risposte di Israele”, ha detto l'ambasciatore d'Israele in Italia Alon Bar. “Hamas, per prima, non sostiene la soluzione dei due Stati. Perché ci sia una conciliazione, bisogna togliere ad Hamas la possibilità di ucciderci. Bisogna che la comunità internazionale distingua da chi vuole un tavolo dei negoziati e chi è assolutamente contrario a ogni forma di dialogo”.

Il Messico chiede all'Onu l'immediato cessate il fuoco a Gaza

Il Messico chiede alle Nazioni Unite l'immediata cessazione delle ostilità nei territori palestinesi e l'immediato rilascio degli ostaggi, tra i quali si trovano due cittadini messicani. Durante la sessione d'emergenza dell'Assemblea il governo messicano, attraverso la sua ambasciatrice Alicia Buenrostro, ha confermato la posizione neutrale adottata dal Paese fin dall'inizio del conflitto a Gaza. Buenrostro ha inoltre invitato gli stati coinvolti a creare un corridoio umanitario, ricordando che "le rappresaglie sono contrarie al diritto internazionale".

 

Israele chiede a Croce Rossa di visitare gli ostaggi a Gaza

Il ministro degli Esteri israeliano Eli Cohen ha chiesto alla Croce Rossa Internazionale di visitare gli ostaggi di Hamas nella Striscia di Gaza e fornire loro assistenza. Ho detto alla presidente della Croce Rossa, Mirjana Spoljaric, "che se la Croce Rossa non riesce a visitare gli ostaggi, trattenuti dall'organizzazione terrorista Hamas, allora non ha ragione di esistere", ha affermato Cohen, citato dai media israeliani. "La Croce Rossa - ha aggiunto - deve agire con decisione e con tutti i mezzi di pressione per occuparsi della salute e la salvezza degli ostaggi, fra cui donne, bambini e sopravvissuti dell'Olocausto che Hamas ha rapito contro ogni norma internazionale".
 

 

Teheran: “Stati islamici lavorino per terminare crisi di Gaza”

I gruppi della Resistenza hanno detto all'Iran di essere militarmente in grado di continuare una lunga guerra con Israele, ma dal momento che i sionisti prendono di mira i civili a Gaza, gli Stati islamici dovrebbero prendere misure immediate ed efficaci per porre fine al conflitto. Lo ha riferito il ministro degli Esteri di Teheran Hossein Amirabdollahian in un incontro con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan invitando inoltre gli Stati islamici e arabi a tenere una riunione urgente per discutere della crisi. "Gli Stati Uniti sostengono e gestiscono direttamente i brutali attacchi del regime sionista e siamo informati che i comandanti militari statunitensi sono presenti nella sala operativa di guerra israeliana a Tel Aviv, quindi gli Stati Uniti non sono nella posizione di chiedere agli altri di esercitare l'autocontrollo", ha affermato Amirabdollahian citato dall'Irna. I movimenti di resistenza decidono autonomamente e se la guerra non si ferma immediatamente, c'è il pericolo di un allargamento della guerra e dei conflitti regionali in qualsiasi momento e in questo caso gli Stati Uniti e il regime sionista saranno responsabili, ha sottolineato il diplomatico iraniano. Per il presidente turco Erdogan la priorità è la fine degli attacchi, il cessate il fuoco, la rimozione dell'assedio di Gaza, l'invio di aiuti umanitari e la sicurezza dei palestinesi.

 

Idf: "Non sappiamo quante sono le vittime civili a Jabalia"

L'esercito israeliano non è in grado per ora di dire quanti civili siano morti nel raid contro il campo profughi di Jabalia, nella Striscia di Gaza. Lo ha affermato il portavoce delle Forze di Difesa israeliane (Idf), Daniel Hagari, sottolineando che Hamas si nasconde deliberatamente dietro le infrastrutture civili. "Loro vogliono queste immagini di distruzione", ha affermato. Secondo i palestinesi, il raid ha ucciso decine di civili, mentre Israele afferma che il raid era diretto ad uno dei comandanti di Hamas responsabili dell'attacco del 7 ottobre.
Hagari ha ripetuto l'appello alla popolazione civile di Gaza di sfollare verso sud, lungo corridoi sicuri creati dall'esercito a questo scopo. Nelle aree a sud previste per la popolazione civile vengono compiuti solo attacchi mirati contro capi di Hamas. Non si tratta di "una zona sicura", ha detto Hagari, ma del " luogo più sicuro di ogni altro posto a Gaza".
 

 

Il Papa: possibile escalation, sarebbe fine di tante cose

"Sarebbe la fine di tante cose e di tante vite. Io penso che la saggezza umana fermi queste cose. Sì, c'è la possibilità ma… e a noi questa guerra ci tocca per quello che significa Israele, Palestina, la Terra Santa, Gerusalemme ma anche l'Ucraina ci tocca perché è vicina".
Così, nell'intervista al direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci, papa Francesco ha risposto alla domanda se teme un'escalation mondiale. "Ma ci sono tante altre guerre che a noi non toccano: Kivu, lo Yemen, il Myanmar con i Rohingya che sono dei martiri.
Il mondo è in guerra ma c'è l'industria delle armi dietro", ha aggiunto.

 

Habeck: "Antisemitismo islamista inaccettabile in Germania"

L'antisemitismo nelle "manifestazioni islamiste a Berlino e in altre città tedesche è inaccettabile e ha bisogno di una dura risposta politica". Lo dice il verde Robert Habeck, vicecancelliere tedesco e ministro dell'Economia, in un videomessaggio di quasi 10 minuti pubblicato su X. Secondo Habeck ci vuole anche una risposta dalle associazioni musulmane in Germania: alcune si sono distanziate chiaramente da Hamas e dall'antisemitismo, "ma non tutte, e alcune in maniera troppo esitante". Il video è stato pubblicato in serata e sta facendo il giro dei social tedeschi. C'è una "responsabilità storica" della Germania, che ha promesso che gli ebrei non debbano mai più avere paura nel Paese, ma ora "questa paura è tornata", dice Habeck, che cita poi bambini ebrei che nelle ultime settimane hanno timore di andare a scuola, famiglie che nascondono le proprie origini o le proprie catenine con la stella di David. I musulmani che vivono in Germania hanno il diritto di essere protetti dall'estremismo di destra e dal razzismo, e lo stesso deve ora accadere se vengono aggrediti gli ebrei, spiega il vicecancelliere. In Germania c'è inoltre ancora un antisemitismo autoctono, anche se gli estremisti di destra si stanno talvolta contenendo per attaccare "tatticamente" i musulmani, continua Habeck. Il ministro aggiunge poi "preoccupazione anche per l'antisemitismo tra gli attivisti di sinistra", purtroppo anche tra i giovani. A questi il politico dei Verdi dice che "l'anticolonialismo non può portare all'antisemitismo" o a presentare Hamas come "movimento di liberazione", perché "è una negazione della verità che non possiamo lasciare passare" dopo i massacri del 7 ottobre e la volontà di Hamas di distruggere Israele e tutti gli ebrei. Habeck sottolinea che la critica a Israele è permessa in Germania e ha commentato che la sofferenza dei palestinesi nell'attuale guerra "è un dato di fatto", ribadendo che Berlino chiede aiuti umanitari e sanitari immediati e ricorda sempre a Israele che "la difesa dei civili a Gaza è centrale".

Onu: raid a Jabalia potrebbe costituire crimine di guerra

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr) ha affermato che il bombardamento da parte di Israele del campo profughi palestinese a Jabalia, nella Striscia di Gaza, potrebbe costituire un crimine di guerra. "Dato l'elevato numero di vittime civili e l'entità della distruzione a seguito degli attacchi aerei israeliani sul campo profughi di Jabalia, temiamo seriamente che si tratti di attacchi sproporzionati che potrebbero equivalere a crimini di guerra", ha scritto l'agenzia Onu su X.

 

Il Papa: la guerra è una sconfitta, servono due Stati

"Ogni guerra è una sconfitta. Non si risolve nulla con la guerra. Niente. Tutto si guadagna con la pace, con il dialogo. Sono entrati nei kibbutz, hanno preso ostaggi. Hanno ucciso qualcuno. E poi la reazione. Gli israeliani devono andare a prendere quegli ostaggi, a salvarli".
Così il Papa nella lunga intervista al direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci che andrà in onda integrale al termine del telegiornale, che ne ha mandato alcune anticipazioni. "Nella guerra uno schiaffo provoca l'altro. Uno forte e l'altro più forte ancora e così si va avanti. La guerra è una sconfitta. Io l'ho sentita come una sconfitta in più. Due popoli che devono vivere insieme. Con quella soluzione saggia: due popoli due Stati. L'accordo di Oslo: due Stati ben limitati e Gerusalemme con uno status speciale".

 

Nuovo ambasciatore Usa arriva venerdì con Blinken

Appena confermato nel suo incarico dal Senato, il nuovo ambasciatore americano in Israele, Jack Lew, arriverà in sede a giorni. Lew accompagnerà il segretario di Stato Antony Blinken, atteso venerdì in Israele, secondo quanto ha riferito il portavoce del dipartimento di stato Matthew Milelr.
 

 

Cina: Consiglio sicurezza Onu ha obbligo morale e legale di agire

Su Israele e Gaza "dobbiamo agire. Non è solo nostro obbligo morale ma il nostro obbligo legale, ecco perché siamo qui. Abbiamo provato diverse volte ma ci sono differenze, comunque non ci arrendiamo e lavoreremo ancora più duramente su quella direzione". Lo ha detto l'ambasciatore cinese al Palazzo di Vetro Zhang Jun, presidente di turno del Consiglio di Sicurezza, rispondendo a chi gli chiedeva dell'impasse dell'organo Onu che non è riuscito ad adottare una risoluzione sulla tregua a Gaza. "Ma non so quando potrà avvenire", ha aggiunto.
"La priorità della presidenza cinese è affrontare il conflitto a Gaza, chiedere il cessate fuoco, proteggere i civili ed evitare un'ulteriore catastrofe umanitaria", ha sottolineato, ribadendo che "non abbiamo intenzione di arrenderci e continuiamo a lavorare con i partner in Consiglio di sicurezza".

Gli altri temi, e in particolare una condanna di Hamas o il rilascio immediato e senza condizioni degli ostaggi israeliani come richiesto dagli Usa, sono "meno importanti". "Noi - ha spiegato - possiamo fare del nostro meglio per far combaciare le diverse preoccupazioni ma non dobbiamo perdere di vista il fatto che la priorità del messaggio", cioè l'immediato cessate il fuoco, mentre "gli altri elementi sono meno significativi".

 

 

In un video l'utilizzo dei tunnel in guerra dei miliziani di Hamas

Usa: violenza dei coloni in Cisgiordania "incredibilmente destabilizzante"

Il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Matthew Miller, ha condannato la violenza perpetrata dai coloni in Cisgiordania, definendola "incredibilmente destabilizzante e controproducente per la sicurezza a lungo termine di Israele oltre ad essere, ovviamente, estremamente dannosa per i palestinesi". La situazione nei Territori occupati, già tesa e segnata negli ultimi mesi da un crescente livello di provocazioni e violenze da parte dei coloni nei confronti dei palestinesi, è peggiorata dall'attacco di Hamas del 7 ottobre.
Nei giorni scorsi i media israeliani hanno riferito dell'allarme al riguardo trasmesso dallo Shin Bet al governo, segnalando un aumento della violenza dei coloni e degli scontri con i palestinesi. "Questi incidenti probabilmente daranno fuoco alla zona" e danneggeranno lo sforzo bellico contro Hamas, ha affermato una fonte citata da Channel 12. Dai vertici sarebbe arrivata la richiesta ai ministri di estrema destra, Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, di contribuire ad abbassare i toni invece che infiammarli. 

 

L'Argentina condanna l'attacco militare di Israele a Jabalya

L'Argentina ha condannato oggi "l'attacco delle forze di difesa israeliane contro il campo profughi (palestinese) di Jabalya, nel nord di Gaza, che ha causato centinaia di morti e feriti". Questa presa di posizione è contenuta in un comunicato del ministero degli Esteri in cui si ricorda che Buenos Aires ha in passato "condannato in termini inequivocabili gli attacchi terroristici perpetrati da Hamas il 7 ottobre", riconoscendo "il diritto di Israele all'autodifesa". Tuttavia, prosegue il documento, "nulla giustifica la violazione del diritto internazionale umanitario e dell'obbligo di proteggere la popolazione civile nei conflitti armati, senza fare alcuna distinzione". E' fondamentale, si dice poi, "fermare immediatamente gli attacchi contro le infrastrutture civili, in particolare quelle volte a garantire la fornitura di servizi essenziali nella Striscia di Gaza, compresi ospedali, impianti di desalinizzazione dell'acqua e centri di accoglienza dei rifugiati". L'aggravarsi della violenza, si osserva, "sta causando un numero crescente di vittime. La popolazione civile, in particolare donne, bambini e anziani, è quella più colpita da questo conflitto. Allo stesso modo, l'aumento della violenza in Cisgiordania è preoccupante". Per questo, prosegue il comunicato, "la situazione umanitaria a Gaza è sempre più allarmante. L'assistenza internazionale deve raggiungere la popolazione colpita senza restrizioni e con urgenza". L'Argentina. conclude il testo, "ribadisce che gli ostaggi, che continuano ad essere vittime di azioni armate, devono essere rilasciati incondizionatamente e senza indugio da Hamas", e ricorda che "l'Assemblea generale dell'Onu ha adottato una risoluzione che chiede una tregua umanitaria immediata, duratura e prolungata che porti alla cessazione delle ostilità".

 

Israele: ucciso capo dell'unità anticarro di Hamas a Gaza

L'esercito e le forze di sicurezza israeliani hanno reso noto di avere ucciso il capo dell'unità missilistica anticarro di Hamas nella Striscia di Gaza. "Un jet da combattimento dell'Idf ha colpito Muhammad Asar, il capo dell'unità missilistica anticarro di Hamas nella Striscia di Gaza. Asar era responsabile di tutte le unità missilistiche anticarro di Hamas nella Striscia di Gaza, le comandava nella routine e le assisteva nelle emergenze". 

Scholz a Netanyahu: “Importante proteggere i civili di Gaza”

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha parlato oggi nuovamente al telefono con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Il cancelliere "ha rinnovato l'incrollabile solidarietà della Germania nei confronti di Israele" e ha anche "sottolineato l'importanza di proteggere i civili e di fornire aiuti umanitari alla popolazione della Striscia di Gaza". Lo riporta una nota della cancelleria tedesca.

Il cancelliere tedesco ha salutato con favore che per la prima volta i feriti possono essere portati in Egitto per essere curati, attraverso il valico di frontiera di Rafah, spiega la nota tedesca. La cancelleria di Scholz sottolinea che "entrambi i capi di governo sono concordi nel lavorare insieme per evitare che il conflitto si estenda". Netanyahu ha "informato il cancelliere sulla situazione attuale in Israele dopo gli attacchi terroristici di Hamas e sulle ulteriori azioni dell'esercito israeliano contro Hamas nella Striscia di Gaza", sottolinea la nota di Berlino. 

 

I video della 162° divisione operativa dell'IDF all'opera dentro la Striscia di Gaza

Appello di oltre 500 giornalisti per documentare guerra a Gaza

Un appello per stabilire il principio che la stampa internazionale dovrebbe poter entrare in zone di guerra come Gaza per poter "fare il proprio lavoro" e documentare tutto ciò che accade. È stato firmato in soli 3 giorni da 520 giornalisti europei, molti dei quali italiani. E hanno aderito non solo gli inviati di guerra che si trovano a dover coprire la Cisgiordania e Israele e non possono entrare a Gaza, dove sono in corso massicci bombardamenti, ma anche cronisti e giornalisti di radio, tv, quotidiani e agenzie di stampa di tutta Europa.
Quella in corso in Medio Oriente, si spiega nell'appello, "è una guerra che ha ripercussioni in tutti i nostri paesi e sarà fondamentale per il nostro futuro", ma per ora "possiamo raccontare quello che vi accade solo dall'esterno". Da qui l'appello che è stato firmato anche da giornalisti italiani come Giovanna Botteri della Rai, Alberto Negri del Manifesto, Sigfrido Ranucci di Report, Giampaolo Cadalanu di Repubblica.

 

Casa Bianca: ampio cessate il fuoco non è risposta giusta

Un ampio cessate il fuoco generale adesso a Gaza non è la giusta risposta. Lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale americano, John Kirby, incalzato dai reporter durante un briefing a bordo dell'Air Force One. Kirby ha precisato che Washington  sostiene "pause temporanee dei combattimenti" per permettere l'invio di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.

 

Usa contrari a dislocazione stabile palestinesi fuori Gaza

Gli Usa non sostengono una dislocazione permanente di abitanti di Gaza fuori della Striscia: lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby in un briefing a bordo dell'Air Force One.

 

La Colombia condanna l'azione delle forze israeliane a Gaza

Il governo della Colombia ha espresso "il suo più forte rifiuto dell'azione delle forze di sicurezza israeliane a Gaza, in zone densamente popolate da civili, che ha provocato un bilancio di oltre 8.000 vittime, tra cui centinaia di ragazzi e ragazze, secondo quanto riferito dall'Unicef".
Bogotà, riferisce un comunicato del ministero degli Esteri, "ribadisce l'urgenza di un cessate il fuoco e l'obbligo per le forze di sicurezza israeliane di osservare il diritto internazionale umanitario". Tutte le parti comunque, si dice poi, "sono chiamate a rispettare il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario". Nello stesso tempo, il governo colombiano ha rinnovato l'appello del presidente Gustavo Petro alla comunità internazionale affinché "si organizzi urgentemente una conferenza di pace che permetta discussioni tali da rendere possibile la coesistenza pacifica tra i due popoli" nella regione. Questo deve portare, aggiunge il documento, "al pieno riconoscimento dei due Stati da parte di tutte le Nazioni del mondo, mentre il dialogo tra le parti dovrebbero portare la pace nella regione". Alla luce degli ultimi sviluppi dello scontro fra Israele e Hamas, Petro ha deciso di richiamare per consultazioni l'ambasciatrice accreditata a Tel Aviv, Margarita Manjarrez.

 

Ucciso soldato Israele vicino confine Gaza, 16 in tutto

Un altro soldato israeliano è stato ucciso da un colpo di mortaio vicino alla comunità di Beeri, al confine con la Striscia di Gaza, portando il bilancio complessivo a 16 militari morti da ieri. 

 

Casa Bianca: Hamas non può essere il futuro governo di Gaza

Gli Usa credono che Hamas non possa rappresentare il futuro governo di Gaza: lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby in un briefing a bordo dell'Air Force One. 

 

Unrwa: uccisi 70 dipendenti agenzia Onu

"Il mio fermo messaggio al nostro staff e alla popolazione di Gaza è che l'Unwra rimarrà" a Gaza. E' quanto rende noto l'agenzia Onu per i profughi palestinesi sul social X, precisando che "70 colleghi sono stati uccisi a Gaza dal 7 ottobre".

 

Media: Blinken ad Ankara domenica 5 novembre

Il segretario di Stato americano Anthony Blinken si recherà in visita nella capitale turca Ankara il prossimo 5 novembre. A riportare la notizia sono i media turchi: la Cnn in turco cita fonti diplomatiche interne al ministero degli Esteri. Blinken, ad Ankara per la prima volta dall'inizio del conflitto tra Israele e Hamas, incontrerà il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan.

 

La confessione del terrorista: "Abbiamo sparato finché non si sono più sentite grida di bambini"

Egitto: “76 feriti e 335 stranieri evacuati da Gaza”

Un funzionario egiziano ha riferito che 76 palestinesi feriti e 335 stranieri e con doppia cittadinanza sono stati evacuati oggi dalla Striscia di Gaza in Egitto, per la prima volta dall'inizio della guerra tra Israele e Hamas. "Alle 16:30 (le 15.30 italiane) 76 palestinesi feriti a bordo di ambulanze e 335 persone con passaporto straniero a bordo di sei autobus avevano attraversato" il posto di frontiera di Rafah, ha detto il funzionario sul posto, contattato telefonicamente dall'Afp a Ismailia, nel nord-est del Paese. Le autorità egiziane avevano indicato che avrebbero aperto eccezionalmente il valico di Rafah per consentire il passaggio di quasi 90 palestinesi feriti e di circa 545 cittadini con doppia cittadinanza e stranieri. 

 

Biden: “Grazie a noi feriti e stranieri usciti da Gaza”

"Oggi, grazie alla leadership americana, abbiamo assicurato un passaggio sicuro per i palestinesi feriti e gli stranieri per uscire da Gaza. Ci aspettiamo che i cittadini americani escano oggi, e ci aspettiamo di vedere altre partenze nei prossimi giorni. Non smetteremo di lavorare per far uscire gli americani da Gaza". Lo ha scritto il presidente americano Joe Biden sul social X.
 

 

Italiano di ong uscito da Gaza: “Provato, impossibile lavorare”

"Sono provato ma sto bene. Il nostro ruolo è di stare al fianco della popolazione ma le condizioni drammatiche sul campo non ci consentono di lavorare". E' quanto ha detto Jacopo Intini, uno degli italiani appena usciti dalla Striscia di Gaza, a Sergio Cipolla, il presidente della Ong 'Ciss' di Palermo. Con Intini ha lasciato Gaza anche la moglie, Amala Khayan, anche lei operatrice dell'organizzazione. "Ci ho parlato solo qualche istante perché la connessione non era buona - spiega Cipolla - Stanno bene, la loro uscita da Gaza è coincisa col bombardamento del campo di Jabalia che per noi è una importante sede di lavoro".

 

Hamas intercettato da esercito israeliano: "Prendiamo il carburante dall'ospedale"

In una intercettazione diffusa dall'esercito israeliano, un comandante di Hamas parla del fatto che l'organizzazione prende il carburante dalle scorte dell'ospedale indonesiano di Gaza, "lavorando come un governo per il bene del Paese". La conversazione tra un comandante del battaglione occidentale di Hamas a Jabalia e un residente di Gaza, con la partecipazione del direttore dell'ospedale indonesiano, è stata intercettata dall'intelligence militare israeliana e nonostante la natura sensibile è stata declassificata e resa pubblica "per mostrare il cinico sfruttamento delle risorse umanitarie nella Striscia di Gaza da parte di Hamas". L'esercito ha diffuso l'audio della conversazione "a conferma che Hamas controlla la distribuzione di energia a Gaza, dando priorità alle esigenze dei terroristi rispetto a quelle della popolazione civile".

 

Biden: “Primi americani fuori da Gaza, avanti a lavorare”

"Oggi, grazie alla leadership americana, abbiamo assicurato il passaggio sicuro per l'uscita da Gaza di palestinesi feriti e gli stranieri. Ci attendiamo che i cittadini americani escano oggi, e ci attendiamo che altri escano nei prossimi giorni. Non smetteremo di lavorare fino a quando gli americani non saranno fuori da Gaza". Lo afferma Joe Biden.

 

Guterres: sconcertato dai raid sul campo profughi a Gaza

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, è "sconcertato" per gli attacchi aerei israeliani al campo profughi di Gaza. Lo riferisce il suo portavoce.

 

Medici senza frontiere: smette di funzionare unico ospedale malati cancro a Gaza

"Da oggi, 1° novembre, ha smesso di funzionare l'ospedale dell'Amicizia turco-palestinese a Gaza a causa della mancanza di carburante e dei diversi attacchi che hanno colpito la struttura". Lo rende noto l'organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere. "Si tratta dell'unico ospedale pubblico per malati di cancro nella Striscia, e ora la vita di decine di pazienti oncologici è in serio pericolo - prosegue la nota -. Il 30 ottobre scorso un attacco alla struttura, supportata da Medici Senza Frontiere (MSF), ha causato gravi danni al terzo piano dell'edificio, secondo quanto riferito dalle persone in loco. Fortunatamente nessun paziente è rimasto ferito perché in quel momento tutte le persone all'interno della struttura si erano rifugiate al piano terra".
 

 

Funzionario di Hamas: "Ripeteremo il 7 ottobre ancora e ancora. Dobbiamo cancellare Israele"

“Dobbiamo dare una lezione a Israele e lo faremo ancora e ancora. L'alluvione di Al-Aqsa (del 7ottobre, ndr) è solo la prima, e ce ne sarà una seconda, una terza, una quarta. Perché abbiamo la determinazione... di combattere”: è l'annuncio minaccioso del funzionario di Hamas Ghazi Hamad all'emittente libanese Lbci news, secondo una traduzione del Middle East Media Research Institute (Memri) riportata dal Jerusalem Post. “Israele è un Paese che non ha posto sulla nostra terra” ha aggiunto Hamad, già tristemente famoso per il video in cui invitava i palestinesi a sacrificarsi, perché il loro sangue “era necessario. Dobbiamo cancellare quel Paese” ha concluso il funzionario di Hamas.

L'esercito di Israele stima che circa 3000 miliziani di Hamas abbiano sconfinato nel sud del Paese da Gaza lo scorso 7 ottobre

Sono stati circa 3000 i miliziani delle Brigate al Qassam, ala armata di Hamas, che si sono infiltrati nel sud di Israele lo scorso 7 ottobre. Lo ho stimato l'esercito israeliano, secondo cui ad essere entrati sono stati anche semplici cittadini della Striscia. Di quelli entrati, circa 100 sono stati uccisi nei combattimenti, altri 200 circa sono stati catturati ed il resto è tornato nella Striscia.

Fonti della sicurezza egiziana: almeno 320 persone con passaporto straniero sono usciti oggi da Gaza

Almeno 320 persone con passaporto straniero hanno lasciato Gaza per l'Egitto attraverso il valico di Rafah oggi. Lo sostengono, secondo Haaretz, fonti della sicurezza egiziana e funzionari palestinesi.

L'esercito israeliano penetra "in profondità nella Striscia, alle porte di Gaza City"

Il comandante della 162esima Divisione dell'esercito israeliano, il generale di brigata Itzik Cohen, ha dichiarato che “le forze della divisione sono in profondità nella Striscia di Gaza, alle porte di Gaza City”. Cohen ha aggiunto che “negli ultimi cinque giorni abbiamo smantellato molte capacità di Hamas e attaccato installazioni strategiche”

Tajani rassicura: "Ho parlato con i quattro italiani usciti dalla Striscia, stanno tutti bene"

“Ho appena parlato con i connazionali e con il funzionario dell'ambasciata al Cairo che li sta assistendo. Stanno tutti bene” precisa Tajani. “Continuiamo a lavorare adesso per gli altri italiani e congiunti che sono ancora nella Striscia. Contiamo di farli uscire con le prossime aperture, programmate da domani e per i prossimi giorni”.

Tajani: "I primi 4 italiani hanno lasciato la Striscia dal valico di Rafah"

Quattro italiani, volontari di Ong internazionali, uno dei quali con moglie palestinese, che nelle scorse settimane erano già localizzati presso la base Unrwa a Rafah, hanno attraversato il valico e sono ora in Egitto, assistiti da personale dell'Ambasciata d'Italia al Cairo. “Sono felice di confermare che un primo gruppo di italiani, che avevano intenzione di lasciare Gaza, è uscito dalla Striscia” ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

La Giordania richiama il suo ambasciatore in Israele per protesta

La Giordania ha deciso di richiamare immediatamente il suo ambasciatore in Israele per protestare contro l'offensiva militare israeliana nella Striscia di Gaza, lanciata dopo il sanguinoso attacco di Hamas dello scorso 7 ottobre. “Oggi il ministro degli Esteri, Ayman Al-Safadi, ha deciso di richiamare immediatamente l'ambasciatore giordano in Israele”, si legge in una nota del ministero di Amman. Il Paese “condanna la guerra israeliana che uccide degli innocenti a Gaza”.

L'accusa di Hamas: "A Jabalia morti e feriti dopo il nuovo bombardamento"

Il ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas, fa sapere che ci sono “decine di morti e feriti” dopo il nuovo attacco israeliano al campo profughi di Jabalia.

L'Onu denuncia: "Al campo di Jabalia una nuova atrocità"

Il capo degli affari umanitari dell'Onu, Martin Griffiths, ha denunciato il bombardamento del campo profughi di Jabalia che ha provocato decine di morti, descrivendolo come “l'ultima atrocità che ha colpito gli abitanti di Gaza”. Nella Striscia - ha aggiunto Griffiths - “i combattimenti sono entrati in una fase ancora più terrificante, con conseguenze umanitarie sempre più spaventose”. Griffiths ha deplorato il fatto che “il mondo sembra incapace, addirittura riluttante, ad agire per porre fine a questa guerra”.

Gallant: "L'esercito è al lavoro per scoprire i tunnel di Hamas"

L'esercito israeliano è al lavoro per scoprire “la rete sotterranea di tunnel di Hamas e far uscire i terroristi” ha aggiunto tra le altre cose il ministro della difesa, Yoav Gallant, secondo cui “sono stati raggiunti importanti risultati” e che si sta “colpendo i terroristi ad ogni livello, dagli operativi ai  comandanti”.

Gallant: "A Gaza risultati importanti contro i terroristi"

Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha tenuto una valutazione della situazione con gli ufficiali dell'esercito al confine con Gaza e ha dichiarato che l'esercito israeliano ha ottenuto “risultati molto importanti”, aggiungendo che sta “colpendo i terroristi a tutti i livelli, dagli operatori sul campo ai comandanti”. Gallant ha aggiunto che l'esercito sta lavorando per scoprire la rete sotterranea di tunnel di Hamas e far uscire i terroristi.

Sale a 15 il numero dei soldati israeliani morti a Gaza

È salito a 15 il numero complessivo aggiornato dei soldati israeliani rimasti uccisi da ieri a Gaza nel corso di una vasta operazione di terra. Lo ha riferito la radio militare. Ieri si era saputo della morte di due di loro. Oggi si sono aggiunti altri 13 nomi. La maggior parte dei caduti militavano nella brigata Givati di fanteria. Due erano carristi.

Il capo di Hamas Haniyeh: "Per il rilascio degli ostaggi serve un cessate il fuoco"

Per il rilascio degli ostaggi è necessario “un cessate il fuoco” a Gaza. Lo ha detto - citato dai media - Ismail Haniyeh, capo di Hamas aggiungendo di aver informato in questo senso i mediatori dei negoziati. Secondo Haniyeh, gli ostaggi israeliani nella Striscia sono sottoposti alla “stessa morte e trattamento” che i palestinesi fronteggiano. Il capo di Hamas ha poi detto ai mediatori che “il massacro” deve finire ed ha poi fatto appello alla gente di continuare a protestare.

Allarme razzi da Gaza a Tel Aviv e nel centro di Israele

Le sirene di allarme razzi da Gaza sono risuonate a Tel Aviv  e nel centro di Israele costringendo la popolazione a correre nei rifugi. Lo ha constatato l'ANSA sul posto. In aria si è sentita più di una esplosione dovuta all'intercettazione dei razzi da parte dell'Iron Dome.

Nuovi scontri armati al confine con il Libano, segnalano le truppe israeliane

Nuovi scambi di fuoco al confine tra Libano e Israele, con le milizie libanesi che hanno attaccato le posizioni dell'esercito israeliano, che ha risposto con il fuoco dell'artiglieria, l'ha detto l'esercito israeliano in un comunicato. Un gruppo armato libanese non identificato ha tentato di lanciare diversi missili anticarro dal territorio libanese verso Israele, ma è stato neutralizzato da un carro armato israeliano, si legge nel comunicato. Inoltre, un altro gruppo armato libanese ha aperto il fuoco dal Libano verso il territorio israeliano nella zona di Yiftah, senza fare vittime, ha dichiarato l'esercito israeliano, sottolineando che le truppe hanno aperto il fuoco verso l'area da cui è partita la sparatoria.

Hezbollah, uccisi o feriti finora 120 soldati di Israele in 3 settimane

Hezbollah ha annunciato di aver ucciso o ferito in tutto 120 soldati israeliani in tre settimane di scontri armati contro Israele a ridosso della linea di demarcazione tra i due paesi. L'esercito israeliano ha per ora riferito di 7 soldati israeliani uccisi al fronte nord con il Libano.

Il cielo sopra Gaza city: un denso fumo nero si leva dai tetti della città assediata

Borrell: "Sconvolto dalle vittime di Jabalia"

“Basandomi sulla chiara posizione del Consiglio dell'Ue, secondo cui Israele ha il diritto di difendersi in linea con il diritto umanitario internazionale e garantendo la protezione di tutti i civili, sono sconvolto dall'elevato numero di vittime a seguito del bombardamento da parte di Israele del campo profughi di Jabalia”: così ha commentato su X l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue, Josep Borrell. “La sicurezza e la protezione dei civili non è solo un obbligo morale, ma anche legale” afferma tra l'altro l'esponente catalano.

Haaretz: colpito di nuovo il campo profughi di Jabalia, si segnalano "parecchi morti"

Il campo profughi di Jabalia a Gaza è stato di nuovo colpito da attacchi dell'aviazione israeliana. Lo riporta Haaretz secondo cui vengono segnalati numerosi morti.

Il generale Figliuolo in visita ai militari italiani nella base di Shamaa: "La situazione resta tesa"

Il generale Francesco Figliuolo, a capo del Comando operativo di vertice interforze (Covi) dello Stato maggiore della difesa, è stato accolto oggi nel sud del Libano alla base militare di Shamaa, sede del quartiere generale del contingente italiano della missione Onu (Unifil).

La situazione nel sud del Libano è abbastanza tesa” ha commentato il generale Figliuolo, parlando ai microfoni della Rai. Dal 7 ottobre l'area di operazioni di Unifil è direttamente coinvolta negli scambi di fuoco tra gli Hezbollah libanesi e Israele. Finora tre basi militari di Unifil, di cui due dove operano militari italiani, sono state colpite da proiettili sparati dalle parti in conflitto. Un militare nepalese è stato ferito nei giorni scorsi.

Il contingente italiano, comandato dal generale Giovanni Brafa Musicoro, è composto principalmente dalla Brigata Granatieri di Sardegna. La base di Shamaa si trova a circa 100 km a sud di Beirut ma solo a 7 km a nord dalle zone di guerra tra i miliziani filo-iraniani e Israele. L'Italia fa parte di Unifil con un contingente di più di mille e duecento militari assieme a contingenti di numerosi altri Paesi dispiegati lungo tutta la fascia frontaliera del Libano meridionale.

Sono 13 i soldati israeliani uccisi finora a Gaza

Sale a 13 il numero dei soldati israeliani uccisi in combattimento all'interno della Striscia di Gaza. Lo ha fatto sapere l'esercito citato dai media.

L'accordo che ha permesso il passaggio dal valico di Rafah è stato mediato dal Qatar

L'accordo che ha consentito oggi il passaggio da Gaza in Egitto di centinaia tra palestinesi feriti, stranieri e persone con doppia nazionalità è stato mediato dal Qatar: lo riporta il Guardian. In mattinata media panarabi, citando fonti vicine ai negoziati in corso tra le parti, avevano parlato di un accordo raggiunto dal Qatar con Egitto, Israele e Hamas - in coordinamento con gli Stati Uniti - per la liberazione dalla Striscia di Gaza tramite il valico di Rafah con l'Egitto di un numero imprecisato di ostaggi con doppia nazionalità e altri in gravi condizioni di salute.

L'esercito israeliano arresta 46 ricercati in Cisgiordania, 30 sarebbero membri di Hamas

L'esercito ha fatto sapere di aver arrestato in Cisgiordania 46 palestinesi ricercati, e che 30 di questi sono operativi di Hamas. Secondo il portavoce militare, 4 dei ricercati sono stati arrestati nel villaggio di Tubas e 11 in quello di Bidu. Dall'inizio del conflitto, sono stati arrestati circa 1.180 ricercati in Cisgiordania e di questi almeno 740 sono membri di Hamas.

Ministero della Sanità di Gaza: le vittime sono quasi 8.800

Il ministero della Sanità nella Gaza gestita da Hamas ha reso noto che il bilancio delle vittime della guerra è salito a quota 8.796.

Il ministro degli Esteri turco: "Non c'è differenza tra le vittime ucraine e palestinesi"

Non ci possono essere standard diversi per gli ucraini e i palestinesi” dice il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, parlando delle guerre in Ucraina e Palestina, durante una conferenza stampa congiunta con l'omologo iraniano Hossein Amirabdollahian ad Ankara, trasmessa dalla tv di Stato turca Trt. “Israele dovrebbe capire che la pace non si può ottenere con la violenza” ha aggiunto Fidan, ribadendo l'appello della Turchia per un cessate il fuoco a Gaza, l'apertura di corridoi umanitari verso la Striscia e una conferenza di pace internazionale per cercare di risolvere la questione. “Purtroppo, l'Unione europea non vuole sentire parlare di cessate il fuoco” ha affermato Fidan.

Milizie filo irachene colpiscono base Usa in Siria

Una base militare statunitense nella Siria meridionale al confine con Iraq e Giordania è stata presa di mira da almeno due droni armati. Lo riferisce la "Resistenza islamica in Iraq", una coalizione di gruppi armati iracheni filo-iraniane e vicini agli Hezbollah libanesi, secondo cui gli aerei senza pilota hanno colpito la base militare di Tanf, a sud-est di Damasco.

Il ministro degli Esteri iraniano: "Israele usa armi illegali, se i sionisti non si fermano pagheranno un caro prezzo"

L'Iran ha accusato Israele di utilizzare “armi illegali” contro i Palestinesi nella Striscia di Gaza. “In 26 giorni, il regime sionista ha commesso molti crimini, uccidendo civili a Gaza, donne e bambini. Il regime sionista ha utilizzato armi illegali. Se il mondo guardasse ai rapporti che arrivano dalla regione, capirebbe che tutti i civili nella regione sono stati uccisi con armi illegali”, ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian, in una conferenza stampa congiunta con l'omologo turco Hakan Fidan ad Ankara, trasmessa dalla tv di Stato turca Trt. “Se questo genocidio non finisce, la situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente e l'intera responsabilità in questo caso cadrà sugli Usa, Israele e chi li sostiene. Gli Usa e Israele devono prendersi le responsabilità di quello che hanno fatto, se non lo fanno la situazione potrebbe peggiorare”, ha sottolineato Amirabdollahian, aggiungendo: “Se i sionisti non si fermano, pagheranno un caro prezzo”.

Tajani: "Aperto Rafah, spero che presto escano i primi italiani"

“In mezzo a tante sciagure, stamani è stato aperto il corridoio di Rafah e sono iniziate ad uscire le prime persone, e mi auguro che oggi possano iniziare a uscire anche i primi italiani. La nostra ambasciata al Cairo è già pronta ad accogliere i nostri connazionali che usciranno”: a dirlo è il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo all'inaugurazione di Lucca Comics&games. “Inizieranno a entrare i tir con gli aiuti umanitari - ha aggiunto il titolare della Farnesina -, mi auguro anche quelli inviati dallo Stato italiano, che sono stati consegnati alla Mezzaluna rossa”.

Sud del Libano, ucciso 15enne nei bombardamenti israeliani

Un ragazzo di 15 anni è stato ucciso nel sud del Libano dal fuoco israeliano. Lo riferiscono fonti mediche libanesi secondo cui il ragazzo, Hussein Kurani, è stato colpito a morte stamane durante un bombardamento israeliano nella zona di Bint Jbeil, a ridosso della Linea di demarcazione tra i due Paesi.

La denuncia di "Reporter senza frontiere": contro i giornalisti a Gaza commessi "crimini di guerra"

Reporter Senza Frontiere (RSF) ha presentato una denuncia per crimini di guerra commessi contro giornalisti palestinesi a Gaza - la terza denuncia di questo tipo dal 2018 - e contro un giornalista israeliano in Israele. Questi reporter, afferma l'organizzazione, sono stati vittime di attacchi equivalenti - come minimo - a crimini di guerra che giustificano un'indagine da parte del procuratore della Corte penale internazionale (Cpi). Lo scrive l'organizzazione sul suo sito.

Media: l'esercito di Israele preme su Gaza city da tre lati

L'esercito israeliano stringe Gaza City dai tre lati terrestri: nord, centro e sud. Lo ha riferito la radio pubblica Kan, aggiungendo che l'accerchiamento avviene nella politica di approfondimento dell'offensiva di terra. I militari, ha precisato, sono impegnati nella ricerca di postazioni di Hamas e nelle neutralizzazione dei suoi miliziani. Il portavoce militare Daniel Hagari ha riferito che l'esercito è attestato ai bordi della città.

Apertura valico Rafah gaza 1 novembre Agenzia QudsN su Twitter
Apertura valico Rafah gaza 1 novembre

Media, lasceranno Gaza prima 88 feriti gravi poi 500 stranieri al giorno

Lasceranno la Striscia di Gaza prima 88 feriti gravi e poi gli stranieri, 500 al giorno, scrive la Bbc,  citando cinque funzionari palestinesi per il controllo dei passaporti, in anticipo sull'apertura del valico di Rafah annunciata per oggi.  Sono 7mila i palestinesi con doppia cittadinanza a Gaza. L'Egitto deve approvare l'elenco di tutte le persone pronte a lasciare la Striscia  in attesa dall'alto lato del confine prima che possano iniziare a  muoversi.

Le ambulanze entrano nell'area doganale al valico di frontiera di Rafah Reuters
Le ambulanze entrano nell'area doganale al valico di frontiera di Rafah

Egitto, da Gaza arrivate prime ambulanze con feriti

Le prime ambulanze che trasportano feriti da Gaza sono entrate in Egitto: lo ha reso noto un funzionario egiziano.  

Valico di Rafah, palestinesi in attesa di lasciare la Striscia di Gaza Ansa
Valico di Rafah, palestinesi in attesa di lasciare la Striscia di Gaza

Seul, da Kim Jong-un ordine di assistere palestinesi

Kim Jong-un ha ordinato ai suoi funzionari di elaborare misure per dare assistenza globale alla Palestina. "Sembra che Pyongyang stia cercando di trarre vantaggio dalla guerra tra Israele e Hamas in diversi modi", ha detto alla Yonhap il deputato Yoo Sang-bum del People Power Party, dopo l'audizione parlamentare dell'agenzia d'intelligence sudcoreana. La scorsa settimana, l'ambasciatore di Israele a Seul Akiva Tor ha detto che gli israeliani sanno che Hamas usa armi di Pyongyang. "Voci infondate", ha replicato l'ambasciatore del Nord all'Onu Kim Song: Usa "vogliono scaricare la colpa della guerra su Paesi terzi". 

 

Khamenei, musulmani si mobilitino contro Israele, stop petrolio

"I bombardamenti contro Gaza devono cessare immediatamente e le vie per le esportazioni di petrolio e cibo verso il regime israeliano devono essere bloccate dai paesi musulmani, che non dovrebbero avere cooperazione economica con il regime israeliano. Il mondo musulmano deve mobilitarsi contro il regime". Lo dice il leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Khamenei, secondo quanto riportano i media iraniani. "Questa guerra non e' una guerra tra Israele e Gaza. E' una guerra tra la menzogna e la verita', una guerra tra i Poteri Arroganti e la fede", ha aggiunto. 

 

Netanyahu: “E' la guerra più giusta, avanti fino a vittoria”

"I nostri soldati sono caduti in una guerra, nessuna delle quali è più giusta: la guerra per la nostra casa'": lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu, commentando la morte di 12 militari nei combattimenti di ieri a Gaza. "'Sarà una guerra dura, e sarà lunga'', ha osservato, nell'esprimere cordoglio alle famiglie dei caduti. "'Io prometto ai cittadini di Israele: porteremo a compimento l'opera, continueremo fino alla vittoria'", ha sottolineato. 

 

Hamas, nel raid a Jabaliya morti 7 ostaggi, 3 stranieri

Nel bombardamento israeliano sul campo profughi di Jabaliya sarebbero morti sette ostaggi, tra cui tre stranieri. Lo afferma Hamas. 

 

Gaza, aperto valico Rafah “In lista anche italiani”

Il valico di Rafah è stato aperto da Gaza per la prima volta dall'inizio  della guerra il 7 ottobre. Decine di persone e macchine attraversano i  cancelli.L'Autorità per i confini e gli attraversamenti di Gaza ha pubblicato un elenco  di 500 persone che sono invitate a recarsi al valico con un documento di identità valido: tra loro anche gli italiani Jacopo Intin del Ciss, Laura Canali, Maya Papotti di Action Against Hunger, Giuditta Brattini di Gazzella Onlus, Stefania Rigotto di Unrwa, Minerva El Nagar, i palestinesi con residenza italiana Rafif, Sara ed Elias Bolbol. Anche un certo numero di palestinesi feriti (81, secondo quanto riferisce Al Jazeera) dovrebbero essere portati in Egitto per le cure necessarie. Le ambulanze sono  già entrate dentro Gaza. 

Fonte Egitto, valico Rafah aperto per evacuazione limitata feriti e stranieri

Il valico di Rafah fra la Striscia di Gaza e l'Egitto è stato riaperto per un'evacuazione limitata verso l'Egitto di feriti palestinesi e detentori di passaporto straniero. Lo ha riferito una fonte egiziana al quotidiano israeliano Haaretz.

 

Gaza: uscite 450 persone con doppia cittadinanza, stranieri, oltre a 90 palestinesi feriti

Quasi 90 palestinesi feriti e almeno 450 persone con doppia cittadinanza e stranieri hanno lasciato Gaza questa mattina per l'Egitto attraverso il valico di Rafah dopo che le autorità egiziane ne hanno annunciato l'apertura per la prima volta al pubblico, nel 26/mo giorno della guerra tra Israele e Hamas: lo riporta un giornalista dell'Afp sul posto. Palestinesi, persone con doppia cittadinanza e stranieri sono stati autorizzati a entrare nel terminal del valico intorno alle 8:45 ora italiana. 

 

A Gaza, 12 militari Israele uccisi da ieri

E' salito a 12 il numero complessivo dei soldati israeliani rimasti uccisi nelle ultime 24 ore in combattimenti ravvicinati con Hamas nel nord della striscia di Gaza. Lo ha riferito il portavoce militare. Dieci caduti facevano parte della brigata di fanteria Givati, mentre gli altri due erano carristi. 

 

Ambasciatore Israele ad Agorà, Raitre: “Aumento casi antisemitismo in Italia”

"Il Centro di monitoraggio dell'antisemitismo di Milano ha registrato un  significativo aumento di casi di antisemitismo in Italia. In alcuni casi, in alcuni  spazi comprese le Università gli studenti israeliani cittadini ebraici si sono sentiti  intimiditi". Queste le parole di Alon Bar, Ambasciatore di Israele in Italia, ad Agorà  Rai Tre, condotto da Roberto Inciocchi.

Elly Schlein LaPresse
Elly Schlein

Schlein, contrastare rigurgito antisemitismo, gesti inqualificabili

"Siamo tutti preoccupati da questo rigurgito di antisemitismo, che dobbiamo davvero contrastare con grande forza". Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, parlando ai microfoni di Rai Radio 1, rispondendo a una domanda sulla guerra fra Israele e Gaza e sulle notizie delle stelle di David dipinte su alcuni edifici di Parigi e su due pietre d'inciampo danneggiate a Roma. "Voglio esprimermi su questi gesti inqualificabili, degni veramente di una condanna fermissima da parte di tutti coloro che vogliono la pace, la democrazia, che conoscono l'errore, l'orrore anzi, di quello che è stata la dittatura nazifascista, per cui siamo tutti preoccupati da questo rigurgito di antisemitismo, che dobbiamo davvero contrastare con grande forza", ha detto Schlein. "Così come - ha proseguito la segretaria del Pd - dobbiamo contrastare chi soffia su uno scontro di civiltà, chi cerca di soffiare sull'islamofobia. Serve anche un grande sforzo culturale perché siamo estremamente preoccupati da questo ritorno di odio e di violenza". Per Schlein "la barra" da tenere in un momento così tragico "non può che essere il rispetto del diritto internazionale da parte internazionale da parte di tutti".

Commando Usa in Israele per aiutare liberazione ostaggi

Decine di commando statunitensi sono giunti in Israele negli ultimi giorni per aiutare nelle operazioni di liberazione dei 240 ostaggi catturati da Hamas e trattenuti a Gaza. Lo ha riferito la scorsa notte la televisione pubblica Kan citando fonti nel Pentagono. La emittente ha aggiunto che l'Fbi, il Dipartimento di Stato ed esperti Usa in trattative su ostaggi sono gia' in contatto con la controparte israeliana per offrire consigli. 

 

Ambasciata Israele: “Boicottaggio sbagliato, sì a dialogo culturale”

"Boicottare Israele, boicottare la cooperazione con la comunità artistica  è sbagliato e basta. Non tutti gli artisti israeliani rappresentano necessariamente la  posizione di Israele. Per noi la possibilità di continuare un dialogo in campo  culturale continua ad essere molto importante". Queste le parole di Alon Bar,  Ambasciatore di Israele in Italia, ad Agorà Rai Tre, condotto da Roberto Inciocchi, sul  boicottaggio al Lucca Festival da parte di alcuni artisti. 

Londra conferma “Un primo gruppo di stranieri potrà lasciare Gaza oggi”

Il ministro degli Esteri britannico James Cleverly ha confermato che "oggi un primo gruppo di stranieri" potrà  lasciare Gaza. "Funzionari britannici sono già sul posto per assistere i britannici non appena saranno in grado di lasciare la Striscia di  Gaza. E' di importanza cruciale che aiuti umanitari salvavita possano  entrare a Gaza il prima possibile", ha aggiunto.

Gaza: a Tunisi proteste per raid a campo profughi Jabalia

Un gruppo di manifestanti pro Palestina si è riunito ieri sera davanti al Teatro Comunale diT unisi, per condannare il massacro di Jabalia causato dal raid israeliano contro i palestinesi nella Striscia di Gaza. Lo scrive l'agenzia di stampa Tap, aggiungendo che i manifestanti si sono poi diretti alla vicina sede dell'ambasciata francese dove hanno scandito slogan chiedendo la criminalizzazione legale della normalizzazione con Israele, e esprimendo sostegno alla resistenza armata palestinese.

Valico Rafah, Egitto: permesso accesso “a 81 feriti gravi”

Centinaia di residenti e stranieri di Gaza si sono radunati al valico al confine con l'Egitto, pronti a fuggire dal territorio. Immagini dell'agenzia AFP mostrano lunghe file di ambulanze e diverse persone su sedia a rotelle al valico di frontiera, l'unico non controllato da Israele, che si muovono per uscire da Gaza per la prima volta dall'escalation seguita all'attacco di Hamas in Israele il 7 ottobre. Il Cairo ha fatto sapere che permettera' l'accesso a 81 feriti gravi. 

Media, primi stranieri via da Gaza attraverso valico Rafah

I primi stranieri stanno lasciando Gaza per l'Egitto attraverso il valico di Rafah: lo riporta l'agenzia di stampa Afp. 

Protezione rafforzata a Eilat dopo attacchi dal mar Rosso

Israele ha rafforzato le difese al porto di Eilat dopo che negli ultimi giorni si sono ripetuti attacchi originati dal Mar Rosso, fra cui il lancio di due missili terra-terra e di alcuni droni. Quelle minacce sono state neutralizzate sul mar Rosso e ''la città di Eilat non è mai stata in pericolo''. Adesso, riferisce il portavoce militare, la Marina militare ha dispiegato navi lancia-missili. Ieri il portavoce militare Daniel Hagari ha affermato che l'Iran ha attivato contro Israele i suoi fiancheggiatori nella Regione, fra cui gli Houthi yemeniti. Ad Eilat si trovano decine di migliaia di israeliani costretti a sfollare dal Negev. 

Guardian (Gb), accordo Qatar “Non riguarda gli ostaggi”

L'accordo mediato dal Qatar per l'apertura oggi del valico di Gaza, per consentire l'uscita dalla Striscia di feriti gravi e stranieri, non riguarda gli ostaggi, e non è neanche legato ai negoziati sugli ostaggi così come a quelli su una tregua, si legge sul Guardian.

Israele: “Rottura legami da parte Bolivia è resa al terrorismo”

Israele ha criticato oggi la decisione della Bolivia di tagliare i rapporti a causa della guerra nella Striscia di Gaza dopo l'attacco di Hamas, definendola una "resa al terrorismo". "La decisione del governo della Bolivia di tagliare le relazioni diplomatiche con Israele è una resa al terrorismo e al regime degli Ayatollah in Iran", ha affermato in un comunicato il portavoce del ministero degli Esteri, Lior Haiat. "Con questo passo il governo boliviano si allinea con l'organizzazione terroristica Hamas", ha aggiunto.
Ieri la Bolivia ha annunciato oggi di aver interrotto le sue relazioni diplomatiche con Israele "a causa dei crimini contro l'umanità commessi contro il popolo palestinese nella Striscia di Gaza". 

 

Il generale Figliuolo è atterrato in Libano

E' appena atterrato a Beirut, in Libano, il generale Francesco Figliuolo, a capo del Comando operativo di vertice interforze dello Stato maggiore della difesa. Durante la sua visita, Figliuolo incontrerà i militari italiani schierati nel sud del Libano, nell'ambito della missione Onu (Unifil), e quelli della missione bilaterale in Libano (Mibil) schierati a Beirut. 

 

Israele: “Prezzo pesante da combattimenti a Gaza, pronti ad offensiva lunga”

"I risultati significativi dei  pesanti combattimenti in profondità nella Striscia di Gaza ci costano  un prezzo elevato", ha dichiarato il ministro della Difesa israeliana, Yoav Gallant, commentando l'uccisione di 11 soldati israeliani. "Siamo pronti e preparati per una offensiva lunga e complessa che richiede  coraggio, determinazione e perseveranza", ha aggiunto.   

Sud del Libano, ucciso 16enne da fuoco israeliano

Un ragazzo di 16 anni nel sud del Libano è stato ucciso nelle ultime ore dal fuoco israeliano. Lo riferiscono fonti mediche libanesi secondo cui il ragazzo, Muntasser Abdallah, è stato colpito a morte durante un bombardamento israeliano nella zona di Bint Jbeil, a ridosso della Linea di demarcazione tra i due Paesi.  

Qatar trova accordo per liberazione altri ostaggi

Il Qatar ha raggiunto un accordo con Egitto, Israele e Hamas - in coordinamento con gli Stati Uniti - per la liberazione dalla Striscia di Gaza, tramite il valico di Rafah con l'Egitto, di un numero imprecisato di ostaggi con doppia nazionalità e altri in gravi condizioni di salute. Lo riferiscono media panarabi citando fonti vicine ai negoziati in corso tra le parti. 

 

Mediazione Qatar, stranieri e feriti gravi via da Gaza

Il Qatar ha mediato un accordo tra Egitto, Hamas e Israele, in coordinamento con gli Stati Uniti, per aprire il valico di Rafah e consentire ai titolari di passaporto straniero e ad alcuni civili gravemente feriti di uscire da Gaza. Lo riporta Reuters citando una fonte anonima informata dell'accordo. 

 

Qatar media per uscita stranieri da Rafah

Secondo Reuters, il Qatar ha mediato un accordo tra Egitto, Hamas e  Israele, in coordinamento con gli Stati Uniti, per aprire mercoledì il valico di Rafah  per consentire anche ai titolari di passaporto straniero, oltre che ad alcuni civili  gravemente feriti, di uscire da Gaza. 

Le esplosioni mattutine risuonano su Gaza, mentre Israele promette di annientare Hamas 1/1/23 Reuters
Le esplosioni mattutine risuonano su Gaza, mentre Israele promette di annientare Hamas 1/1/23

Usa, studente di 21 anni arrestato “Aveva chiesto uccisione ebrei”

Uno studente di 21 anni dell'università americana di Cornell, ateneo Ivy League nello stato di New York, è stato arrestato dopo essersi espresso in favore  dell'uccisione degli ebrei, ha reso noto il dipartimento della  Giustizia. L'accusa formalizzata nei suoi confronti è quella di minaccia di assassinio. Il commento - tra i più violenti riscontrati - “sull'accoltellare e il tagliare la gola tutti gli ebrei che avrebbe incontrato sul campus”, oltre a commenti molto più feroci, è stato espresso in un forum universitario online. Nello stesso post, lo studente ha ipotizzato il suo arrivo sul campus con un fucile  d'assalto per uccidere tutti gli ebrei.   

 "Siamo scioccati e condanniamo queste orrende minacce antisemite e  riteniamo che debbano essere perseguite", ha commentato l'ateneo in  cui studiano numerosi studenti ebrei, tanto che in una delle caffetteria del campus viene servito praticamente solo cibo kosher.

Egitto, forte condanna per attacco israeliano a Jabalia

L'Egitto ha condannato gli attacchi israeliani al campo di Jabalia "nei termini piu' forti", mettendo in guardia contro "le conseguenze della prosecuzione di questi attacchi indiscriminati che prendono di mira civili indifesi". Lo dice il ministero degli Esteri del Cairo. Il paese si sta preparando a curare i palestinesi feriti dalla Striscia di Gaza bombardata a partire da mercoledi', con l'apertura di un valico di frontiera alle persone dopo settimane di guerra, hanno detto all'AFP fonti mediche e di sicurezza. Secondo quanto riferito, riceveranno i palestinesi feriti provenienti da Gaza, attraverso il valico di frontiera di Rafah per cure mediche, così fonti mediche e di sicurezza riportate dall'Ansa. 

L'attacco israeliano a Jabalia e' stato condannato anche dall'Arabia Saudita e dal Pakistan. 

 

IDF, da inizio guerra colpiti 11 mila obiettivi a Gaza

L'attivita' di terra dell'esercito israeliano "nella Striscia di Gaza continua", sono stati colpiti 11.000 "obiettivi" a Gaza in meno di un mese. Lo scrive l'IDF su X.   "Le forze combinate dell'IDF hanno attaccato durante la notte molti obiettivi terroristici in tutta la Striscia di Gaza, compresi quartier generali operativi e squadre di terroristi di Hamas", si legge nel post. 

IDF, a Jabalia colpiti terroristi Hamas

Le forze dell'IDF hanno ucciso miliziani di Hamas che si erano barricati in un grattacielo nella citta' di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza. Lo ha detto un portavoce dell'IDF secondo quanto riportano i media israeliani. Secondo l'esercito, i soldati che operano nella zona hanno "identificato i terroristi che si erano sistemati in un edificio situato vicino ad una scuola e ad un centro medico, e hanno diretto attacchi aerei contro di loro". In un incidente separato, l'IDF ha identificato un veicolo che trasportava missili anticarro che si dirigeva verso le forze israeliane nella Striscia di Gaza. L'IDF ha colpito il veicolo con un aereo. 

 

 Palestinesi conducono operazioni di riscerca e soccorso al campo profughi di Jabaliya, alla periferia di Gaza City 31/10/23 Ap
Palestinesi conducono operazioni di riscerca e soccorso al campo profughi di Jabaliya, alla periferia di Gaza City 31/10/23

Gaza, 11 soldati israeliani uccisi nel Nord della Striscia per esplosione missile anti carro

Undici soldati israeliani sono morti nel Nord della Striscia di Gaza in seguito all'esplosione di un missile anti carro. Le vittime hanno da 18 a 24 anni di età. Sempre ieri, altri due soldati israeliani sono rimasti uccisi in operazioni, di cui non sono stati forniti dettagli, nella Striscia.

 

Gaza, ucciso comandante Hamas a Jabalia. Di nuovo blackout

Gli attacchi aerei israeliani effettuati ieri sera hanno distrutto palazzi residenziali e ucciso decine di persone in un campo profughi nel nord di Gaza. A causa degli almeno sei attacchi aerei che hanno colpito le aree residenziali nel campo profughi di Jabalia alla periferia della città di Gaza, uccidendo più di 50 persone e ferendo circa 150 persone, le linee telefoniche e internet sono di nuovo saltate. L'organizzazione Medici Senza Frontiere si è detta "orripilata" dalla notizia.
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver preso di mira il campo per uccidere Ibrahim Biari, un importante comandante di Hamas legato all'attacco del gruppo su Israele del 7 ottobre, che, secondo quanto riferito, aveva preso il controllo degli edifici civili nella città di Gaza con i suoi combattenti Almeno 8.525 palestinesi, tra cui 3.542 bambini, sono stati uccisi nei bombardamenti a Gaza, secondo le cifre del ministero della salute di Hamas emesse prima degli attacchi su Jabalia. La Striscia di Gaza è diventata "un cimitero per migliaia di bambini", ha detto un portavoce dell'Unicef. 

 

Israele, morti 9 soldati in combattimenti nel nord di Gaza

L'esercito israeliano ha annunciato la morte di 9 soldati in combattimento nel nord della Striscia di Gaza. Già ieri il portavoce militare aveva annunciato la morte di due primi soldati della Brigata Givati.

 

Israele, ieri morti altri 9 soldati, sono 326 in tutto

L'esercito israeliano ha reso noti i nomi di nove soldati che sono rimasti uccisi nei combattimenti di ieri a Gaza. Sono cosi' 326 i militari di Israele che hanno perso la vita dall'attacco del 7 ottobre scorso. Altri due soldati sono stati gravemente feriti sempre ieri nei combattimenti nel territorio palestinese, secondo l'esercito che ha lanciato un'offensiva a Gaza dopo l'attacco di Hamas. 

 

Al Jazeera,5 morti e 40 feriti in attacchi Israele sud Gaza

Gli attacchi dell'aviazione israeliana sulla citta' di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, hanno ucciso almeno cinque persone e ne hanno ferite 40. Lo rende noto Ria Novosti, citando il canale televisivo Al Jazeera. "Secondo un corrispondente di Al Jazeera nel sud di Gaza, almeno cinque palestinesi sono stati uccisi e altri 40 feriti nei raid aerei israeliani su due edifici residenziali a Khan Younis", si spiega. 

 

 

Media: Israele propone all'Egitto di accogliere profughi di Gaza in cambio di tagli al debito

Secondo un post del sito israeliano Ynet, legato al quotidiano Yedioth Ahronot, Israele sta aumentando le pressioni sull'Egitto affinché accolga profughi civili palestinesi dalla Striscia di Gaza - cosa che fin qui il governo egiziano ha esplicitamente rifiutato di fare, dislocando anzi nelle ultime ore mezzi corazzati al confine con Gaza per prevenire l'eventuale fuga di cittadini della Striscia sul suo territorio.

Dopo l'inizio dei bombardamenti israeliani, Tel Aviv ha ordinato a tutti i residenti di lasciare il nord della Striscia di Gaza. Centinaia di migliaia di civili sono fuggiti nel sud della Striscia, dunque verso il confine con l'Egitto, in condizioni che le agenzie delle Nazioni Unite definiscono “catastrofiche”. 

Ynet sostiene che il governo israeliano avrebbe contattato più leader internazionali per convincere il presidente egiziano Al Sisi ad accogliere gli abitanti di Gaza - o parte di loro - nella parte egiziana della penisola del Sinai, zona peraltro deserta e priva di infrastrutture. Una delle ipotesi avanzate da Tel Aviv prevederebbe di cancellare parte del consistente debito pubblico dell'Egitto attraverso la Banca Mondiale, in cambio del sì alla proposta. Un'altro scenario, più limitato, vedrebbe l'Egitto ospitare i civili palestinesi feriti in un ospedale da campo allestito nel Sinai dopo averli trasferiti via mare. 

Gideon Rachman, collaboratore del Financial Times, considera plausibile lo scenario di un accordo. “Le mie fonti a Riad dicono che gli egiziani ci potrebbero stare”, scrive in un commento: “Sono in bancarotta, hanno già 100 milioni i di persone, che cosa sarebbe un altro milione?”.

Nel frattempo, secondo media arabi, l'Egitto ha invitato al Cairo delegazioni di Hamas e delle altre fazioni palestinesi per discutere la situazione di Gaza, con particolare riferimento al problema umanitario e alla questione degli ostaggi. Un funzionario egiziano ha aggiunto che si sta anche valutando di stabilire una rappresentanza permanente di Hamas al Cairo, “anche in considerazione dei tentativi di Israele di spingere i residenti di Gaza verso il confine egiziano”. 

 

Appello dell'Unione Medica Euro Mediterranea per aiuti immediati a Gaza

L'Unione Medica Euro Mediterranea (Umem) lancia un appello al governo italiano e ai governi europei per aiutare la popolazione di Gaza.

Secondo il comunicato di Umem, l'ultimo bilancio "da parte di nostri medici e operatori sanitari a Gaza è questo: più di 8000 morti, di cui 3350 bambini, 2080 donne, 500 anziani. Più di 2000 cittadini intrappolati e scomparsi sotto le macerie, di cui più di 1020 bambini. Più di 120 morti tra i medici e professionisti della sanità. 2000 studenti e 70 insegnanti morti. Più di 57 cliniche e 12 ospedali e 32 servizi sanitari non erogano servizi come prima. Più di 100mila tra operatori sanitari, feriti e civili e bambini a rischio, che mancano di tutto. Più di 25 ambulanze danneggiate. Più di 14mila tra pazienti e feriti e civili sono presso l'ospedale Gerusalemme di Gaza. Più di 35 giornalisti sono morti. Numerosi morti ancora per le strade e sotto le macerie. In aumento continuo la diffusione delle malattie infettive, gastroenterite, scabbia, colera, malattie dermatologiche per motivi di scarsa acqua e cibo non pulito".

Perciò Umem rivolge "un appello al governo italiano e ai governi europei, da parte dei nostri medici e operatori sanitari e del presidente dell'Unione Medica Euro Mediterranea e della Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai), Foad Aodi. Urgono aiuti sanitari e umanitari e delegazioni di medici e infermieri specializzati; mancano sangue, farmaci, strumenti chirurgici e carburante, materiale per l'anestesia e per disinfettare le ferite".

Gaza è isolata, tutti i collegamenti internet e telefonici interrotti

La compagnia di telecomunicazioni palestinese Paltel fa sapere che tutti i servizi di comunicazioni e i collegamenti internet nella Striscia di Gaza sono interrotti.
Era già successo giorni fa per la decisione di Israele di isolare completamente la Striscia, poi i collegamenti erano stati riattivati su pressioni degli Stati Uniti.

Anche la Colombia richiama il proprio ambasciatore da Israele

Come il Cile, anche la Colombia ha annunciato di aver richiamato il proprio ambasciatore in Israele per consultazioni. 
Il presidente colombiano Gustavo Petro accusa lo Stato ebraico di aver compiuto un "massacro" di palestinesi nel corso della guerra a Gaza contro Hamas che il suo Paese non può tollerare. All'inizio del mese, la Colombia ha chiesto che l'ambasciatore israeliano lasciasse Bogotà, dopo che Israele aveva annunciato di voler interrompere le esportazioni di sicurezza verso il Paese sudamericano a seguito delle dichiarazioni di Petro che aveva paragonato le azioni israeliane a Gaza al genocidio degli ebrei da parte della Germania nazista durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il Cile richiama l'ambasciatore in Israele, "inaccettabili violazioni del diritto internazionale"

Il governo cileno ha deciso di richiamare per consultazioni il proprio ambasciatore in Israele, Jorge Carvajal, a causa delle "inaccettabili violazioni del diritto internazionale umanitario che Israele ha commesso nella Striscia di Gaza".
"Il Cile condanna fermamente e nota con grande preoccupazione che queste operazioni militari - che in questa fase del loro sviluppo comportano una punizione collettiva della popolazione civile palestinese a Gaza - non rispettano le norme fondamentali del diritto internazionale", dichiara il governo in un comunicato. Il governo cileno sottolinea che ciò "è dimostrato dalle oltre ottomila vittime civili, per lo più donne e bambini". Il Ministero degli Esteri ribadisce l'appello del Paese sudamericano per la "fine immediata delle ostilità"

L'Egitto schiera i carri armati al confine con Gaza

L'Egitto ha schierato dozzine di carri armati e veicoli corazzati vicino al valico di Rafah, al confine con la Striscia di Gaza. 
Lo scrive Ria Novosti, citando il giornale The Times of Israel che parla di un dispiegamento di mezzi pesanti per il timore del Cairo di un possibile afflusso di decine di migliaia di rifugiati. Rafah, infatti, è l'unico passaggio di frontiera tra l'Egitto e la Striscia di Gaza. In precedenza, l'Associated Press, citando l'ufficio del primo ministro israeliano, ha riferito che le autorità di Israele hanno riconosciuto l'esistenza di un piano di intelligence per trasferire i 2,3 milioni di abitanti dell'enclave palestinese nella parte egiziana della Penisola del Sinai.

Blinken a Herzog, salvare gli ostaggi e proteggere i civili

Il Segretario di Stato americano Antony Blinken, che venerdì tornerà per la terza volta in Israele dall'inizio del conflitto, ha avuto una telefonata con il presidente israeliano Isaac Herzog. 
Secondo il Dipartimento di Stato, Blinken "ha ribadito il sostegno degli Stati Uniti al diritto di Israele di difendersi dal terrorismo ma in conformità con il diritto umanitario internazionale e ha sottolineato la necessità di prendere precauzioni per ridurre al minimo i danni ai civili". "Il Segretario Blinken e il Presidente Herzog hanno discusso degli sforzi per salvaguardare i cittadini statunitensi in Israele, Cisgiordania e Gaza; continuare a lavorare instancabilmente per riportare a casa gli ostaggi; aumentare con urgenza il ritmo e il volume dell'assistenza umanitaria che sta entrando a Gaza per essere distribuita ai civili palestinesi; e impedire che il conflitto si estenda", dice un comunicato del Dipartimento di Stato. 

"Come ho saputo che la mia famiglia non c'è più", la voce di una donna

Bloomberg: Usa e Israele valutano opzioni per il futuro di Gaza

Gli Stati Uniti e Israele stanno esplorando le opzioni per il futuro della Striscia di Gaza, inclusa la possibilità di una forza multinazionale che potrebbe coinvolgere truppe americane nel caso in cui le forze israeliane dovessero raggiungere il loro obiettivo di cacciare Hamas. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti, secondo le quali un'altra opzione è una forza di peacekeeping sul modello di quella che ha sorvegliato l'accordo di pace del 1979 fra Egitto e Israele.

Le immagini del campo profughi bombardato

Blinken in Israele venerdì per incontrare Netanyahu, terza visita dall'inizio della guerra

Il segretario di Stato americano Antony Blinken sarà in Israele venerdì per incontrare il premier Benjamin Netanyahu e altri funzionari israeliani.
Si tratta della terza visita in Israele per Blinken dall'inizio del conflitto.

Che cosa è Hezbollah, perché è importante che cosa farà

Ue: “Israele freni le violenze dei coloni in Cisgiordania”

"La recrudescenza del terrorismo dei coloni in Cisgiordania ha portato ad un numero altissimo di feriti e a comunità palestinesi costrette a lasciare le loro case. La situazione potrebbe andare fuori controllo. Israele ha il dovere di proteggere i civili in Cisgiordania dalla violenza dei coloni estremisti, di perseguire i responsabili e di garantire l'intervento dell'Idf. È un obbligo legale che deve essere rispettato". Lo afferma un portavoce dell'Ue. "Ciò si aggiunge a una situazione già tragica a Gaza, aumentando il rischio di una pericolosa escalation del conflitto, che deve essere evitata a tutti i costi", aggiunge. 

Israele: Hamas ha costruito infrastrutture terroristiche sotto gli edifici civili

'A Yihia Sinwar (il leader di Hamas a Gaza, ndr) non importa della popolazione della Striscia. Lui ha costruito intenzionalmente infrastrutture terroristiche sotto abitazioni civili, per farsene scudo'': lo ha affermato il portavoce militare Daniel Hagari. Riferendosi all'attacco a Jabalia, ''in cui l'esercito ha conquistato una roccaforte di Hamas'', l'attacco all'edificio del comandante locale ''ha provocato un crollo di edifici civili sotto ai quali si trovava una grande infrastruttura di Hamas''. Hagari ha consigliato a quanti sono nel nord della Striscia di passare al più presto nel settore meridionale, per la loro sicurezza.

Hamas: rilasceremo gli ostaggi stranieri

L'ala militare di Hamas ha avvertito che la Striscia di Gaza sarà per i soldati israeliani "un cimitero e un pantano" e ha promesso di infliggere al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu una sconfitta "che segnerà la fine della sua carriera politica". Il portavoce delle brigate Ezzedine al-Qassam, Abou Obeida, ha anche annunciato che il movimento rilascerà "nei prossimi giorni" gli ostaggi stranieri catturati nell'attacco in territorio israeliano del 7 ottobre e ha smentito che l'esercito sia riuscito a liberare un soldato donna preso prigioniero dal suo movimento. 

Da parte sua, l'esercito israeliano ha annunciato che due soldati sono "caduti in combattimenti nel nord della Striscia di Gaza", poche ore dopo aver denunciato "aspri combattimenti" con Hamas in questo settore. Secondo l'esercito israeliano, Hamas detiene almeno 240 ostaggi, tra israeliani, con doppia cittadinanza e stranieri.

Parigi: due bambini francesi uccisi a Gaza

"La Francia ha appreso con tristezza della morte di due bambini di nazionalità francese che si trovavano nel nord della Striscia di Gaza insieme alla madre francese, rimasta ferita insieme al suo terzo figlio". Lo scrive su X il ministero francese degli Esteri. Il Quai d'Orsay spiega che il consolato francese a Gerusalemme ha provato a mettersi in contatto con la donna con l'obiettivo di fornire assistenza a "lei e alla sua famiglia".

Israele: nel bombardamento di Jabalia ucciso un comandante Hamas

Le forze armate israeliane affermano di aver ucciso il comandante del battaglione centrale di Hamas, Ibrahim Biari, nel corso del raid aereo sul campo profughi di Jabalia che ha provocato almeno 50 morti e molte decine di feriti tra la popolazione civile. Biari era considerato responsabile di aver guidato i membri delle forze di élite di Hamas nel corso del blitz del 7 ottobre.