La guerra di Gaza, giorno 48

Iniziata la tregua a Gaza: liberi i primi 13 ostaggi, già in Israele, e 39 detenuti palestinesi

La Croce Rossa conferma che i liberati "stanno bene": 13 israeliani e 10 cittadini thailandesi e 1 filippino . "Calma tesa" al confine fra Libano e Israele

Gli ostaggi liberati sono arrivati negli ospedali di Israele

Gli elicotteri che trasportavano gli ostaggi israeliani rilasciati oggi da Hamas sono arrivati in diversi ospedali in tutto Israele. Lo riferisce il Guardian,spiegando che nelle strutture sanitarie si ricongiungeranno con le loro famiglie

Israele, ostaggi rilasciati arrivati in elicottero al centro medico Schneider di Petah Tikva Ap Photo
Israele, ostaggi rilasciati arrivati in elicottero al centro medico Schneider di Petah Tikva

L'OMS è preoccupata per sorte del direttore ospedale al-Shifa

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato di non avere informazioni sulla sorte del direttore dell'ospedale al-Shifa di Gaza, arrestato questa settimana da Israele, e ha chiesto che i suoi diritti siano "pienamente rispettati". In un comunicato, l'OMS ha affermato che il direttore del più grande ospedale della Striscia di Gaza è stato arrestato il 22 novembre, insieme ad altri cinque operatori sanitari, mentre stavano partecipando a una missione delle Nazioni Unite per l'evacuazione dei pazienti. "Tre membri del personale medico della Società della Mezzaluna Rossa Palestinese e tre membri del Ministero della Sanità sono stati arrestati", ha dichiarato l'OMS. Da allora, "due dei sei operatori sanitari detenuti sarebbero stati rilasciati", afferma l'OMS, ma "non abbiamo informazioni sullo stato di salute degli altri quattro operatori sanitari, tra cui il direttore dell'ospedale di al-Shifa". L'OMS "chiede che i loro diritti legali e umani siano pienamente rispettati durante la loro detenzione". Secondo Israele, al-Shifa è stato il principale centro di comando delle operazioni di Hamas nella Striscia di Gaza, cosa che il movimento islamista palestinese nega. Per giorni, i suoi soldati hanno perquisito la struttura stanza per stanza.

Israele sapeva da un anno del possibile attacco di Hamas lo riporta Haaretz

Per oltre un anno prima del massiccio attacco di Hamas a Israele del mese scorso, i servizi segreti militari avevano informazioni dettagliate sul piano del gruppo di violare il confine di Gaza in decine di punti e di attaccare decine di comunità e postazioni dell'esercito, affermano i funzionari della difesa, lo scrive Haaretz sul proprio sito. La maggior parte di queste informazioni è stata condivisa con il servizio di sicurezza Shin Bet, hanno detto i funzionari nelle settimane successive allo scoppio della guerra, aggiungendo che la leadership politica, cambiata alla fine dello scorso anno, era a conoscenza di almeno una parte delle informazioni. Ma Israele non si è preparato adeguatamente alla minaccia e non sembrava credere che il leader di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, intendesse attuare il piano.Il fallimento dell'intelligence, unito a una difesa insufficiente lungo la barriera di confine e a una politica errata nei confronti dei palestinesi in generale, ha scatenato una sorpresa totale - e massicce perdite civili e militari.

Il governo spagnolo convoca l'ambasciatore israeliano dopo le accuse dopo le accuse di "sostegno a terrorismo" rivolte a Sanchez

Il ministero degli Esteri spagnolo ha convocato l'ambasciatore israeliano in Spagna, Rodica Radian-Gordon, dopo che Israele ha fatto altrettanto con il rappresentante diplomatico spagnolo, Ana María Salomón, in risposta alle critiche espresse dal premier Pedro Sanchez alle operazioni condotte da Israele nella Striscia di Gaza.La convocazione, riferita da fonti del ministero a Servimedia, è arrivata dopo che che il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha bollato come "totalmente false e inaccettabili" le accuse di "sostegno al terrorismo" rivolte dal suo omologo israeliano Eli Cohen al premier spagnolo Pedro Sanchez.Cohen ha convocato sia l'ambasciatore spagnolo che il collega belga "per un duro colloquio di rimprovero" dopo che Sanchez e l'omologo belga Alexander de Croo hanno ribadito "il diritto di Israele a difendersi", ammonendo però che "deve farlo entro i parametri e i limiti imposti dal diritto internazionale umanitario, e non è questo il caso". I due leader hanno visitato la regione in qualità di presidente di turno e di prossimo presidente dell'Unione europea.

Nella lista consegnata a Israele ci sono 13 nomi, ma ci sarebbero più bambini di quelli rilasciati oggi

Secondo quanto precisato dall'emittente israeliana Channel 12, nella lista figurano ancora 13 nomi,otto bambini e 5 donne .Una volta che le autorità israeliane avranno verificato che i nomi presenti nella lista rispettano i criteri stabiliti, Israele a sua volta invierà una lista ad Hamas dei detenuti palestinesi che dovrebbero essere scarcerati domani

"La notizia dell'accordo è stata una sorpresa" dice una delle palestinesi liberate oggi

"La notizia dell'accordo è stata una sorpresa". Lo ha detto Marah Bakeer, una delle palestinesi liberate da Israele nel quadro dell'accordo con Hamas,dopo essere arrivata a casa della madre nel quartiere Beit Hanina di Gerusalemme est. Lo scrive la Bbc. Marah era stata arrestata nel 2015, quando aveva 16 anni, e condannata a otto anni e mezzo di carcere per aver aggredito con un coltello un agente della polizia di frontiera. "Questo accordo arriva dopo la morte di molte persone e questo ci rende infelici e a disagio", ha affermato. Ha poi raccontato di essere stata tenuta in isolamento e di non aver avuto "nessuna idea di cosa stesse succedendo fuori, nessuna idea della situazione a Gaza".

Israele ha ricevuto l'elenco degli ostaggi che saranno liberati domani

Israele ha ricevuto l'elenco del secondo gruppo di ostaggi che, secondo l'accordo stretto con Hamas, dovrebbero essere rilasciati domani dalla Striscia di Gaza in cambio della liberazione di detenuti palestinesi. Lo ha riferito Ynet.

Joe Biden:"La pausa della guerra servirà a consegnare aiuti ai civili"

I quattro giorni di pausa nei combattimenti, concordati in cambio della liberazione di una parte degli ostaggi offrono "un'opportunità fondamentale per fornire cibo, medicine, acqua e carburante necessari ai civili di Gaza. E non stiamo perdendo un solo minuto dal mio viaggio in Israele il mese scorso". Lo ha detto il presidente americano, Joe Biden, sottolineando di essersi "concentrato sull'accelerazione della fornitura di assistenza umanitaria a Gaza in coordinamento con le Nazioni Unite e la Croce Rossa".

E su Hamas ha detto: "Non ho fiducia che Hamas faccia  qualcosa di giusto. Confido solo che Hamas risponda alle pressioni" rispondendo alla domanda se crede che Hamas continuerà a rispettare  l'accordo alla luce del primo scambio di prigionieri andato in porto  oggi.

Joe Biden ringrazia l'Egitto per la tregua e il rilascio degli ostaggi e rende noto di aver parlato più volte con l'Emiro del Qatar

Nel commentare il rilascio da parte di Hamas dei primi ostaggi, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha ringraziato pubblicamente, tra gli altri, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi "per aver reso tutto questo possibile". Solo la pace, ha aggiunto, puo' garantire la crescita di "tutti i bambini, ebrei, musulmani, cristiani, israeliani e palestinesi".Biden ha inoltre reso noto di aver parlato più volte con l'Emiro del Qatar, oltre che con il presidente egiziano, e con il premier israeliano Benjamin Netanyahu "per confermare tutti gli elementi dell'accordo".

Joe Biden. "La liberazione degli ostaggi è solo l'inizio"

"La liberazione degli ostaggi a Gaza è solo l'inizio. Ci aspettiamo che altri siano rilasciati domani e dopodomani". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ricordando che la bimba americana di 4 anni, Abigail, è ancora nelle mani di Hamas.

"Questo è l'inizio di un lungo viaggio di guarigione per gli ostaggi liberati". E ha aggiunto "Fin dall'inizio abbiamo messo in atto meccanismi per evitare che Hamas potesse rifornirsi e allo stesso tempo permettere l'arrivo di aiuti umanitari alla popolazione di Gaza".

"La soluzione a due Stati in Medio Oriente è ora più importante che mai" ha detto sottolineando che è necessario lavorare ad un futuro nel quale "questo tipo di violenza è impensabile"

A Ramallah un bagno di folla per le detenute liberate da Israele

Un bagno di folla ha accolto le palestinesi rilasciate oggi dalle carceri israeliane al loro arrivo, a bordo di un autobus della Croce Rossa, al posto di blocco di Bitunya (Ramallah). Centinaia di dimostranti hanno scandito ''Gaza, Gaza'' e anche slogan in sostegno della Brigate Ezzedin al-Qassam, l'ala militare di Hamas. In seguito raggiungeranno le proprie abitazioni in varie città della Cisgiordania. Una manifestazione di benvenuto è già stata organizzata per loro a Nablus.   

Prime espressioni di gioia sono avvenute anche a Gerusalemme est, nel rione di Beit Hanina, all'arrivo di sei ex detenute rilasciate oggi dalla polizia israeliana.

Netanyahu condanna parole Sanchez e De Croo

"Il primo ministro Netanyahu condanna fermamente le dichiarazioni dei primi ministri del Belgio e della  Spagna, che non hanno ritenuto Hamas pienamente responsabile di  crimini contro l'umanità, del massacro dei nostri cittadini e  dell'utilizzo dei palestinesi come scudi umani". Lo scrive sul social  X il portavoce del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Ofir  Gendelman.

I premier di Spagna e Belgio al valico di Rafa: "Ci auguriamo che il cessate il fuoco temporaneo sia preludio per una soluzione duratura"

"Ci auguriamo che il cessate il fuoco temporaneo sia preludio per una soluzione duratura" che permetta di "risolvere in modo definitivo" il conflitto tra israeliani e palestinesi: questo l'appello lanciato dai primi ministri di Spagna e Belgio, Pedro Sanchez e Alexander de Croo, che hanno tenuto una conferenza stampa congiunta al valico di Rafah, al confine tra la Striscia di Gaza e l'Egitto, prima che avvenisse il rilascio dei 13 ostaggi israeliani come concordato tra Israele e Hamas. I due Paesi europei sono in prima linea per il riconoscimento di uno Stato di Palestina, e hanno inoltre chiesto sanzioni contro Israele nonché una inchiesta alla Corte penale internazionale (Cpi), con sede all'Aia, per indagare possibili crimini di guerra che potrebbe aver commesso Israele nell'offensiva lanciata contro la Striscia di Gaza, all'indomani dell'attacco armato dell'organizzazione palestinese del 7 ottobre. Il Belgio ha deferito alla Cpi anche Hamas per eventuali crimini commessi sul suolo israeliano. I due Paesi, che non hanno preso parte ai colloqui per la tregua e lo scambio di ostaggi e prigionieri al via oggi, hanno accolto con favore l'ingresso di aiuti come parte dell'intesa.Subito dopo tali dichiarazioni, il governo di Israele tramite il suo ministro degli Esteri Eli Cohen ha convocato gli ambasciatori di Belgio e Spagna per "chiarimenti".

Entrati a Gaza 137 camion con aiuti umanitari dal'inizio della tregua

Un totale di 137 camion che trasportavano cibo, acqua, medicine e altri beni di prima necessità sono stati scaricati a Gaza da quando è iniziata oggi la tregua tra Israele e Hamas. Lo hanno reso noto le Nazioni Unite. Si è trattato del più grande convoglio umanitario entrato a Gaza dall'inizio della guerra, il 7 ottobre, ha affermato in una nota l'ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari.

I palestinesi liberati sono arrivati al checkpoint di Beitunia

I 39, tra donne e bambini, palestinesi scarcerati nel quadro dell'accordo tra Hamas e Israele sono arrivati al checkpoint di Beitunia. Lo riporta The Times of Israel citando il servizio penitenziario israeliano. La maggior parte dei 150 palestinesi che verranno liberati in base all'intesa sono detenuti amministrativi che non sono stati accusati ma alcuni di loro sono stati condannati per aver compiuto attacchi contro civili e forze di sicurezza israeliane. Nessuno di loro è stato condannato per omicidio.

Josep Borrell: "Bene la tregua a Gaza, sia pienamente attuata"

"L'Ue accoglie con favore il fatto che, finalmente, la tregua concordata tra Israele e Hamas sia iniziata oggi: dovrebbe essere pienamente attuata come primo passo per porre fine all'orribile situazione umanitaria in corso a Gaza, e prorogata per un periodo più lungo". Lo sostiene l'alto rappresentante Ue Josep Borrell in una nota. "L'accordo prevede il rilascio di un gruppo di donne e bambini innocenti che erano stati rapiti durante il terribile attacco di Hamas del7 ottobre. Tutti gli ostaggi dovrebbero essere liberati senza condizioni. Nessuno dovrebbe contrattare con le vite dei civili".   

"Mentre l'accordo consente un accesso limitato a cibo, acqua,medicinali e carburante per gli abitanti di Gaza assediati, l'Ue afferma che gli aiuti umanitari devono raggiungere i civili senza alcuna condizione. A seguito dell'operazione militare israeliana a Gaza, più di un milione di persone sono fuggite dalle loro case, senza poter andare da nessuna parte. Allo stesso tempo, l'espansione incontrollata della violenza dei coloni contro i palestinesi in Cisgiordania è inaccettabile,come espresso dai ministri degli Esteri del G7".

Benjamin Netanyahu:"Siamo impegnati per il ritorno di tutti i nostri rapiti"

"Il governo israeliano accoglie con favore  il ritorno dei nostri cittadini". E' quanto si legge in una  dichiarazione dell'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu dopo  il rilascio dei primi 13 ostaggi israeliani che erano stati rapiti in  occasione dell'attacco di Hamas ad Israele lo scorso 7 ottobre. "Il governo israeliano - sottolinea - è impegnato per il rilascio di  tutti gli ostaggi e delle persone scomparse. I nostri cittadini sono stati sottoposti a una prima visita medica e le loro famiglie sono state informate dai funzionari nominati che sono tornati", confermando che anche 11 cittadini stranieri sono stati rilasciati, riferendosi a  10 cittadini thailandesi e 1 filippino.  

"Abbiamo completato il ritorno del primo gruppo dei nostri ostaggi:  bambini, le loro madri e altre donne. Ognuno di loro è un mondo  intero", sottolinea il premier israeliano. "Ma alle famiglie degli  ostaggi, e a voi, cittadini di Israele dico: siamo impegnati per il ritorno di tutti i nostri rapiti. Questo è uno degli obiettivi della  guerra e siamo impegnati a raggiungere tutti gli obiettivi della  guerra".

L'esercito israeliano documenta il momento del rilascio degli ostaggi

Trentanove i palestinesi rilasciati da Israele su un pullman dalla prigione di Ofer

Al Jazeera ha trasmesso le immagini dei pullman della Croce rossa che hanno lasciato la prigione Ofer, in Cisgiordania, con a bordo i 39 palestinesi rilasciati oggi da Israele nell'ambito della prima fase dell'accordo di quattro giorni di tregua umanitaria raggiunta con il gruppo estremista palestinese Hamas con la mediazione del Qatar.Secondo quanto precisato alla Cnn dal presidente della Commissione palestinese per gli affari dei detenuti e degli ex prigionieri, Qadura Fares, si tratta di 24 donne e 15 bambini.

Un veicolo da trasporto carcerario israeliano trasporta prigionieri palestinesi rilasciati dalle autorità israeliane dalla prigione militare di Ofer vicino a Gerusalemme ApPhoto
Un veicolo da trasporto carcerario israeliano trasporta prigionieri palestinesi rilasciati dalle autorità israeliane dalla prigione militare di Ofer vicino a Gerusalemme

I tredici ostaggi liberati sono arrivati in Israele

I tredici ostaggi liberati da Hamas nel quadro dell'accordo con Tel Aviv si trovano ora sul territorio israeliano. Lo hanno annunciato le forze israeliane di difesa (Idf) in un comunicato. "Le nostre forze continuano ad accompagnare gli ostaggi liberati finché non raggiungeranno le loro famiglie in ospedale", si legge nella nota citata da The Times of Israel."I comandanti dell'Idf e i suoi soldati salutano e abbracciano gli ostaggi che sono tornati a casa", continua il comunicato. L'Idf assicura di voler lavorare "insieme agli organi dell'establishment della Difesa per la restituzione di tutti gli ostaggi".

I 13 ostaggi liberati sono stati identificati. Si tratta di Hanna Katzir, 77 anni; Margalit Mozes, 77 anni; Yafa Ader, 85 anni; Hannah Perry, 79 anni; Adina Moshe, 72 anni; Daniele Aloni, 44 anni; Emilia Aloni, 9 anni; Ruthi Mondar, 78 anni; Keren Mondar, 54 anni; Ohad Mondar, 9 anni; Aviv Asher, 2 anni; Raz Asher, 5 anni e Doron Katz-Asher, 34 anni. Lo riporta il Times of Israel

Margalit Moses uno degli ostaggi rilasciati il 24/11/2023 che erano tenuti prigionieri a Gaza da settimane ApPhoto
Margalit Moses uno degli ostaggi rilasciati il 24/11/2023 che erano tenuti prigionieri a Gaza da settimane
Daniel Aloni e sua figlia Emilia, due degli ostaggi rilasciati che erano stati tenuti prigionieri a Gaza per settimane ApPhoto
Daniel Aloni e sua figlia Emilia, due degli ostaggi rilasciati che erano stati tenuti prigionieri a Gaza per settimane

Il Qatar conferma il rilascio di 39 detenuti palestinesi

Il ministero degli Esteri del Qatar ha confermato che 39, tra donne e minori palestinesi, sono stati rilasciati dalle prigioni israeliane nell'ambito dell'accordo che ha portato alla liberazione di 13 ostaggi nelle mani di Hamas, nella Striscia di Gaza. Lo riporta al-Jazeera.

Tv, ostaggi diretti al valico di Kerem Shalom con Israele

Gli ostaggi israeliani sono ora diretti verso il valico di Kerem Shalom con Israele. Lo ha detto la tv Kan che ha trasmesso un video - girato d Npr - di un convoglio della Croce Rossa che passa dal valico di Rafah. A bordo si possono vedere alcune donne (giovani e anziane) e anche un bambino.

La Croce Rossa a Israele: "Gli ostaggi stanno bene"

Gli ostaggi rilasciati oggi da Hamas “stanno bene”. Lo ha reso noto la Croce Rossa al Magen David Adom, il suo equivalente israeliano. Il direttore del Magen David Adom, Ely Bin, ha detto alla televisione israeliana che in tutto la Croce rossa ha ricevuto 24 ostaggi: 13 di cittadinanza israeliana e altri 11 con cittadinanze diverse.

Israele. I preparativi per i primi ostaggi: libri colorati e cuffie antirumore per i bambini

I 13 ostaggi sono ora in mano degli israeliani

I 13 ostaggi israeliani sono ora stati consegnati allo Shin Bet. Lo rende noto una fonte israeliana, secondo quanto riporta Times of Israel.

Alcune famiglie degli ostaggi liberati sono arrivate negli ospedali

Alcune famiglie dei 13 ostaggi israeliani rilasciati sono arrivati negli ospedali dove sono attesi i loro congiunti. Lo ha riferito Haaretz. Nel frattempo, rappresentanti di altri ostaggi e centinaia di cittadini stanno svolgendo la cerimonia per l'ingresso di shabbat nel nord di Tel Aviv - come oramai avviene da sette settimane - in solidarietà con i rapiti. Alla cerimonia ha preso parte anche il ministro del governo di emergenza nazionale Benny Gantz.

Israele accusa Sanchez e De Croo di sostegno al terrorismo

Il premier Benyamin Netanyahu ha detto di condannare “con forza le dichiarazioni dei primi ministri di Spagna e Belgio, che non hanno attribuito la piena responsabilità dei crimini contro l'umanità compiuti da Hamas che hanno massacrato i nostri civili e usano i palestinesi come scudi umani”. Netanyahu si è riferito alla conferenza stampa che i due leader, Pedro Sanchez e Alexander De Croo, hanno tenuto a Rafah mentre si attendeva il rilascio dei 13 ostaggi israeliani. Il ministero degli Esteri a Gerusalemme ha convocato gli ambasciatori dei due Paesi dopo aver sottolineato che i premier “hanno dato sostegno al terrorismo”.

Per Haaretz gli ostaggi thailandesi sono già in Israele, il governo ancora non conferma

I 12 ostaggi thailandesi appena liberati da Hamas hanno attraversato il confine israeliano e sono in via di trasferimento all'ospedale Assaf Harofeh per controlli medici. Lo scrive Haaretz. Israele non ha ancora ufficialmente confermato.

Hamas conferma il rilascio degli ostaggi

Hamas conferma di aver consegnato i 13 ostaggi israeliani alla Croce Rossa. Lo ha riferito l'emittente Voce di al-Aqsa, legata ad Hamas.

Gli ostaggi liberati sono in Egitto

I 13 rapiti israeliani rilasciati dalla prigionia di Hamas sono già in Egitto, portati dalla Croce Rossa: lo ha reso noto il governo israeliano.

Cisgiordania, l’attesa dei parenti dei detenuti palestinesi davanti al carcere di Ofer

Elicotteri dell'esercito israeliano in volo verso il valico di Kerem Shalom

I 13 ostaggi israeliani consegnati alla Croce Rossa sono in viaggio verso il valico di frontiera con l'Egitto. Lo riferisce in Israele l'emittente Channel 12. Secondo al-Jazeera, nel frattempo gli elicotteri militari che trasporteranno i prigionieri israeliani si stanno dirigendo verso il valico di Kerem Shalom.

Tv, i 13 ostaggi israeliani sono stati consegnati alla Croce Rossa

La tv israeliana Kan, che ha citato fonti egiziane, ha riferito che i 13 ostaggi israeliani sono stati consegnati alla Croce Rossa.

Fonte israeliana, i 13 ostaggi varcheranno il valico di Nitzana

I 13 ostaggi israeliani entreranno in Israele dal valico di Nitzana che si trova a una ventina di chilometri da quello di Rafah. Lo ha confermato una fonte politica israeliana ai media. Da Nitzana proseguiranno per la base aerea di Hatzarim, che si trova vicino Beer Sheva, all'inizio del Negev.

12 ostaggi thailandesi, fuori dell'accordo Israele-Hamas, sono stati rilasciati

“Dodici lavoratori thailandesi presi in ostaggio a Gaza sono stati rilasciati”. Lo hanno confermato il dipartimento di Sicurezza e il Ministero degli Affari Esteri. Lo ha annunciato il premier thailandese, Srettha Thavisin, sul profilo X, aggiungendo che i funzionari dell'ambasciata andranno a prenderli a breve. Questi ostaggi non riguardano l'accordo tra Israele e Hamas per il rilascio dei rapiti israeliani.

Netanyahu segue con Gallant la liberazione degli ostaggi dal quartier generale militare

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il ministro della Difesa, Yoav Gallant, stanno seguendo dal quartiere generale militare dell'Idf a Tel Aviv la liberazione degli ostaggi. Lo afferma una nota. “Il primo ministro e il ministro della Difesa monitoreranno da vicino l'operazione per riportare in Israele gli israeliani liberati dalla prigionia di Hamas”, si legge nella dichiarazione. Netanyahu è affiancato dal consigliere per la sicurezza nazionale, Tzachi Hanegbi, e dal suo segretario militare, il maggiore generale Avi Gil.

Cnn, non ci saranno americani tra i primi ostaggi rilasciati oggi

Non ci sarebbe nessuno dei tre cittadini americani in ostaggio nella Striscia di Gaza tra i 13 che verranno rilasciati nelle prossime ore. Lo ha dichiarato un funzionario americano alla Cnn a condizione di anonimato. Resta la speranza che i tre siano tra i primi 50 ostaggi che verranno liberati in base all'accordo raggiunto tra Israele e Hamas che prevede una tregua di quattro giorni, ha aggiunto la fonte.

Tra i cittadini americani trattenuti dal 7 ottobre nell'enclave palestinese, c'è anche Abigail Mor Idan, la bambina israelo-americana di tre anni rimasta orfana dopo l'assalto di Hamas. “Tengo le dita incrociate”, aveva detto il presidente americano Joe Biden rispondendo a una domanda sul suo possibile rilascio oggi.

Tv, 12 dei 13 ostaggi rilasciati sono del kibbutz Nir Oz

Dodici dei 13 ostaggi israeliani che saranno rilasciati a momenti sono del kibbutz di Nir Oz. Lo ha detto la tv Canale 12. Va ricordato che del totale dei rapiti, circa 75 appartengono a quel kibbutz e 13 di questi sono bambini.

Lacrimogeni per disperdere un raduno fuori dal carcere di Ofer, in Cisgiordania

L'esercito israeliano ha utilizzato gas lacrimogeni per disperdere un raduno di palestinesi davanti alla prigione di Ofer, in Cisgiordania, prima del rilascio dei prigionieri. Lo ha riferito l'agenzia turca Anadolu. Nella struttura carceraria vicino a Ramallah sono stati trasferiti 39 palestinesi, 24 donne 15 uomini, in vista dello scambio di prigionieri tra Israele e Hamas.

I detenuti palestinesi, oggetto dello scambio, prelevati dal carcere e diretti a Ofer, in Cisgiordania

I 24 prigionieri palestinesi oggetto dello scambio con Hamas (24 usciti dalla prigione di Damoon e 15 da quella di Megiddo) hanno lasciato i centri di detenzione in cui sono rinchiusi e sono diretti verso la prigione di Ofer, in Cisgiordania, in un convoglio superscortato. Sono tutti donne e giovani uomini; e saranno rimessi in libertà, due ore dopo il rilascio degli ostaggi, uscendo dalla prigione in Cisgiordania. Sul muro esterno del carcere è stato appeso uno striscione, con la bandiera israeliana e la scritta in ebraico in bianco e blu, “Uniti vinceremo”.

Hamas: rispetteremo la tregua e gli accordi "se anche Israele farà altrettanto"

Ismail Haniyeh, massimo responsabile di Hamas, ha anche dichiarato di essere impegnato a rispettare la tregua e lo scambio di ostaggi “se anche Israele farà altrettanto”: è quanto riporta l'agenzia di stampa britannica Reuters.

Haniyeh rende omaggio alla "resistenza del popolo di Gaza"

Ismail Haniyeh, il leader di Hamas in esilio in Qatar, ha “reso omaggio al popolo di Gaza che, con la sua fermezza e resistenza, ha costituito l'elemento chiave nell'indebolire la posizione del nemico e dei suoi alleati”. Lo si legge in una nota del capo del Politburo del movimento islamista.

Crosetto: per Israele conflitto è crisi esistenziale "Tutta l'attenzione possibile per evitare vittime civili innocenti"

"I paesi democratici e di diritto hanno il dovere di interpretare le guerre in modo diverso dalle autocrazie e dai terroristi: sono convinto che le operazioni dureranno a lungo ma sono convinto che ci sarà tutta l'attenzione possibile in una guerra per evitare vittime civili innocenti": lo ha dichiarato in conferenza stampa il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in visita in Israele. Crosetto ha tuttavia ribadito che per lo Stato ebraico l'attuale conflitto è a tutti gli effetti una crisi esistenziale: "Se Israele non dimostra di avere deterrenza, è morto. La differenza con Hamas è che se Hamas avesse le armi di Israele questo non esisterebbe più e non vi sarebbero più ebrei in questa parte del mondo".

Crosetto in Israele: "civili come scudi" è tattica di Hamas "Le operazioni dureranno a lungo"

"La tattica di Hamas è di tenere i civili come scudi: fa parte del loro modo di fare propaganda". Lo ha detto il ministro Guido Crosetto in una diretta Rainews24 da Israele dove si trova per una serie di incontri istituzionali all'insegna della "via del dialogo"." Le operazioni dureranno a lungo" ha anche aggiunto.

Convoglio di aiuti umanitari diretto verso il nord di Gaza

Un convoglio di aiuti umanitari entrati dall'Egitto sta passando dal sud della Striscia di Gaza verso il settore nord attraverso l'arteria Sallah-a-Din. Lo ha riferito la televisione pubblica israeliana Kan. Il convoglio è composto da camion di medicine e di prodotti alimentari e include anche ambulanze entrate dall'Egitto. Finora gli aiuti umanitari internazionali entrati dall'Egitto attraverso il valico di Rafah erano rimasti nella cosiddetta ‘zona di sicurezza’ nel sud della Striscia. Oggi, in virtù degli accordi di cessate il fuoco, sono stati autorizzati da Israele a passare anche a nord.

L'Egitto faciliterà il rientro dei cittadini stranieri da Gaza

L'Egitto continuerà a ricevere gruppi di feriti, compresi bambini, provenienti dalla Striscia di Gaza, per curarli nel Paese, stranieri e cittadini con doppia cittadinanza bloccati nella Striscia e faciliterà il loro ritorno ai rispettivi Paesi. Lo ha detto il capo dell'Ufficio informazioni statale, Diaa Rashwan.

Ha poi ricordato che l'intesa prevede che 130.000 litri di diesel e quattro cisterne di gas dall'Egitto entreranno per la prima volta nella Striscia di Gaza ogni giorno, e gli aiuti umanitari inizieranno a fluire regolarmente dall'Egitto alla Striscia di Gaza, tra cui 200 camion di aiuti quotidiani. Infine, per la prima volta dall'inizio della guerra, la parte egiziana consentirà l'ingresso nella Striscia di Gaza dei palestinesi bloccati nel Paese “a loro piacimento”.

Egitto, camion con aiuti iniziano a entrare a Gaza

Duecento camion carichi di cibo, medicine e acqua per la Striscia di Gaza e cisterne di carburante dovrebbero entrare oggi dal valico di Rafah - fa sapere l'ufficio stampa del governo egiziano - ma finora solo 12 hanno varcato il confine, secondo quanto riferito da fonti della Mezzaluna rossa egiziana nel Nord Sinai. Hanno oltrepassato il confine anche 3 autocisterne con a bordo circa 90 mila litri di carburante. Si prevede che oggi ne entreranno tra i 120mila e i 150 mila litri. Sono stati intanto accolti 12 feriti e i loro accompagnatori.

Il servizio carceri ha avuto la lista di 39 palestinesi da liberare

Il Servizio Penitenziario israeliano ha ricevuto la lista dei 39 detenuti palestinesi che saranno rilasciati oggi nell'ambito dello scambio con 13 ostaggi israeliani portati da Hamas a Gaza. Lo hanno riferito i media. Il Servizio ha iniziato a esaminare i 39 detenuti minorenni e donne che saranno trasferiti nella prigione di Ofer, in Cisgiordania, poco prima di mezzogiorno, prima del loro rilascio in Cisgiordania o a Gerusalemme est.

Due morti in un tentato passaggio da sud a nord di Gaza

Due palestinesi sono rimasti uccisi oggi dal fuoco di militari israeliani quando hanno tentato di passare nelle prime ore del cessate il fuoco dal settore sud a quello nord della striscia di Gaza, malgrado gli avvertimenti dell'esercito israeliano. Lo ha riferito l'ospedale Shuhada di Deir el-Ballah, nel sud della Striscia, dove sono stati trasportati diversi palestinesi feriti in quell'incidente, avvenuto nella arteria Sallah-a-din. In seguito due dei feriti sono deceduti.

Hezbollah: rispettiamo la tregua a patto che Israele non attacchi

Gli Hezbollah libanesi assicurano di voler rispettare la tregua di 4 giorni, entrata in vigore stamani, senza sparare contro le postazioni militari israeliane dal sud del Libano. Parlando al quotidiano libanese L'Orient-Le Jour, una fonte di Hezbollah ha affermato: "Ci adeguiamo alla tregua decretata a Gaza a condizione che Israele non attacchi il sud del Libano. Se lo dovesse fare, non rimarremo certo con le mani in mano".

Sirene a Eilat, nel sud di Israele. Idf: "Falso allarme"

Le sirene di allarme hanno suonato a Eilat nell'estremo sud di Israele sul Mar Rosso. I media hanno riferito come causa l'infiltrazione di un drone ostile. L'Idf ha “accertato che si è trattato di una falsa identificazione e non vi è alcun rischio di incidente di sicurezza”.

Palestinesi verso il nord Gaza: 15 colpiti e feriti

Quindici cittadini palestinesi che tentavano di attraversare la zona dal sud al nord della Striscia di Gaza sarebbero stato colpiti e feriti dal fuoco dei soldati israeliani. Lo riporta Haaretz precisando che le persone coinvolte sono state trasportate in un ospedale a Deir al-Balah, nel centro di Gaza.

Una "calma precaria" regna al confine fra Libano e Israele

"Una calma precaria regna al confine meridionale, con l'inizio dell'entrata in vigore della tregua umanitaria a Gaza". Lo riporta l'agenzia nazionale Ani. Questa calma arriva all'indomani di una giornata in cui il potente Hezbollah filo-iraniano ha intensificato i suoi attacchi contro l'esercito israeliano, che aveva bombardato le zone di confine del sud del Libano. In Libano, secondo un conteggio dell'Afp, gli scontri transfrontalieri hanno provocato 109 morti. Almeno 77 sono combattenti di Hezbollah, più almeno 14 civili tra cui tre giornalisti.

Iniziata procedura per scarcerare i 39 detenuti palestinesi

Secondo quanto riportato dai media israeliani, il servizio carcerario israeliano ha iniziato il procedimento per scarcerare i 39 detenuti palestinesi, 24 donne e 15 minorenni, condannati per attentato alla sicurezza di Israele. I detenuti saranno trasferiti dalla prigione di Ofer in Cisgiordania poco prima di mezzogiorno, al checkpoint di Beitunya, sempre in Cisgiordania, da dove saranno rilasciati, secondo Haaretz. Questo è il primo giorno su quattro in cui si prevede che si terranno tali scambi, con ulteriori giorni di cessate-il-fuoco possibili se Hamas acconsentirà a rilasciare più ostaggi.

Media: gli ostaggi arriveranno in Egitto da Rafah

I primi 13 ostaggi a essere liberati da Hamas nel quadro dell'accordo per il rilascio di 50 prigionieri in cambio di una tregua nella Striscia di Gaza arriveranno in Egitto attraverso il valico di Rafah. Lo rende noto una fonte citata dalla Bbc secondo cui la liberazione, supervisionata dalla Croce Rossa, dovrebbe avvenire alle 16 locali (le 17 in Italia). 

Sul lato egiziano del valico incontreranno le forze di sicurezza israeliane, dovranno sottoporsi al controllo delle identità, verranno sottoposti ai primi controlli medici e poi verranno portati in Israele in elicottero. Verranno poi portati in ospedale per ulteriori controlli medici e in seguito ricongiunti alle loro famiglie. Dopodiché ci vorranno un paio d'ore - secondo i termini dell'accordo - prima che i primi prigionieri palestinesi vengano rilasciati dalle carceri israeliane.

L'Idf lancia volantini su Gaza avvertendo gli sfollati di non tornare al nord

"Funzionari palestinesi" hanno detto agli sfollati palestinesi nel sud della Striscia che possono tornare nelle loro case al nord. Lo ha riferito Times of Israel aggiungendo che per questo l'esercito israeliano (Idf) ha lanciato volantini su Gaza avvertendo i residenti di non tornare al nord che, anche con la tregua, resta ancora zona di guerra. Una delle condizioni dell'accordo raggiunto tra le parti - hanno ricordato i media - stabilisce che per tutti i giorni di tregua, la popolazione sfollata resti al sud.

Camion con aiuti umanitari entrano a Gaza attraverso il valico di Rafah (Video)

A Rafah transitano camion con gli aiuti, centinaia di persone premono per passare

Fonti del valico di Rafah e della Mezzaluna Rossa hanno riferito che per la prima volta dall'inizio della guerra, centinaia di persone si stanno riversando al valico di Rafah, sia dal lato egiziano che da quello palestinese, e senza un elenco preventivo. Tra queste ci sono stranieri ed egiziani rimasti  bloccati nella Striscia e che vogliono passare in Egitto, e palestinesi bloccati nel Sinai e in altre città egiziane che lasciano l'Egitto per tornare a Gaza. Intanto continuano ad attraversare il valico i camion con gli aiuti, in coordinamento con l'Unrwa e la Mezzaluna Rossa egiziana e palestinese.

Reuters: blindati israeliani si ritirano dalla Striscia di Gaza (Video)

Media: "La liberazione degli ostaggi inizierà oggi alle 16"

La liberazione degli ostaggi dovrebbe iniziare alle 16 (ora locale). Lo ha riferito il quotidiano israeliano Haaretz. Non è chiaro chi sarà il primo gruppo a essere rilasciato, ma ci sono state molte segnalazioni sulla possibilità che venga rilasciato Avigail Idan, un bambino americano che oggi compie 4 anni. 

Alla domanda sulla possibilità che il bambino sia tra le persone che saranno rilasciate, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha detto: "Tengo le dita incrociate". Secondo il Jerusalem Post Avigail è stato rapito dal kibbutz Kfar Aza il 7 ottobre durante l'attacco di Hamas nel sud di Israele. I suoi genitori, Roee e Smadar Idan, sono stati uccisi, mentre i suoi due fratelli maggiori sono sopravvissuti nascondendosi negli armadi. Tra le donne liberate non dovrebbero esserci soldati.

Cnn: "La tregua fra Israele e Hamas sembra avere effetto"

Sembra che la tregua tra Israele e Hamas abbia effetto, nonostante una raffica di fuoco di artiglieria israeliana e sirene che avvisavano di razzi provenienti da Gaza nei minuti successivi al suo inizio. I giornalisti della Cnn nella città di Sderot, nel sud di Israele, hanno detto che i suoni del fuoco di armi pesanti, in particolare quello di artiglieria e degli attacchi, aerei sono cessati intorno alle 7:18 ora locale.

Bombardamenti su Gaza nelle ore precedenti il cessate il fuoco (Video)

Prima della tregua l'Idf ha distrutto un tunnel di Hamas sotto l'ospedale Shifa

L'esercito israeliano ha fatto esplodere stamattina, prima dell'inizio della tregua, un lungo tunnel scavato sotto all'ospedale Shifa di Gaza. Lo ha riferito la radio militare. Secondo un portavoce dell'esercito, Hamas aveva allestito sotto al nosocomio "un centro nevralgico per lo svolgimento di attività terroristiche". Ieri li militari israeliani hanno arrestato il direttore dell'ospedale Shifa, Mohammad Abu Salmiya.

Segnalati lanci di razzi da Gaza dopo l'inizio della tregua

Le sirene antimissile risuonano nelle città evacuate di Kissufim e Ein Hashlosha, nella zona di confine di Gaza, nel sud di Israele. Lo riporta il Times of Israel, sottolineando che gli allarmi sono scattati 15 minuti dopo l'entrata in vigore di un cessate il fuoco di quattro giorni, il che significa che se i razzi fossero stati effettivamente lanciati, questa sembrerebbe essere la prima violazione della tregua da parte dei gruppi terroristici di Gaza.

È entrato in vigore il cessate il fuoco fra Israele e Hamas

Allo scoccare delle 7 del mattino ora locale (le 6 in Italia) è entrata in vigore a Gaza la tregua di almeno quattro giorni tra Israele e Hamas. Lo ha reso noto la radio militare. Nel pomeriggio (alle 15 in Italia secondo quanto annunciato ieri dal ministro degli Esteri del Qatar) è attesa la liberazione di 13 ostaggi israeliani, per lo più donne e bambini. In seguito torneranno in libertà anche una trentina di donne e di minorenni palestinesi detenuti in Israele. La sospensione temporanea delle ostilità dovrebbe riguardare anche il confine settentrionale di Israele, dopo ripetuti scontri a fuoco fra l'esercito e gli Hezbollah libanesi.

Cuba, migliaia in marcia contro la guerra di Gaza e per una Palestina libera

A Cuba grande manifestazione per la Palestina, partecipano premier e presidente

Il presidente cubano Miguel Diaz-Canel e il suo primo ministro Manuel Marrero hanno guidato ieri una grande manifestazione all'Avana a sostegno dei palestinesi. Durante il corteo anche gli Stati Uniti sono stati criticati per il loro sostegno a Israele. 
"Ciò che chiedono i giovani cubani con questa marcia è la fine degli attacchi alla Palestina", ha detto all'AFP Cristina Diaz, una studentessa di 22 anni dell'Università dell'Avana. 

I soldati israeliani si preparano ad accogliere gli ostaggi rilasciati con un manuale

"Sono qui per portarti a casa. Sei in un luogo sicuro". I soldati israeliani si preparano a ricevere gli ostaggi che potrebbero essere profondamente traumatizzati dopo il rapimento da parte dei militanti di Hamas il 7 ottobre. 

I soldati hanno ricevuto un manuale sui traumi e informazioni per il primo soccorso medico. Anche le prime parole che diranno agli ostaggi sono state scelte con cura. Gli esperti avvertono che molti avranno bisogno di tempo per riprendersi. Secondo l'accordo di tregua, che entrerà in vigore oggi alle 7, ora locale, un primo gruppo di 13 ostaggi sarà rilasciato nel pomeriggio, in cambio di prigionieri palestinesi. Su richiesta delle autorità, gli specialisti in abusi sui minori dell'Istituto Haruv di Gerusalemme hanno preparato linee guida dettagliate su come trattare i minori una volta rilasciati. "Quando i soldati incontrano un bambino", si legge nel manuale visionato dall'agenzia France Presse, "dovrebbero presentarsi educatamente ed esprimere frasi rassicuranti come 'Sono qui per prendermi cura di te'".

Egitto: 200 camion di aiuti al giorno verso Gaza durante la tregua

L’Egitto afferma che 130.000 litri di gasolio e quattro camion di gas verranno consegnati ogni giorno a Gaza dopo durante la tregua di quattro giorni che inizia oggi alle 7 ora locale, le 6 in Italia. Anche Diaa Rashwan, capo del Servizio d'informazione statale egiziano (SIS), ha detto in una dichiarazione che 200 camion di aiuti entreranno a Gaza ogni giorno.
 

Media israeliani: "Ben Gvir ordina di ignorare le violenze dei coloni sui palestinesi in Cisgiordania"

Il capo del comando centrale delle forze armate israeliane, il maggior generale Yehuda Fox, avrebbe scritto un documento segreto al capo di stato maggiore sostenendo che la polizia non si sta occupando della violenza dei coloni contro i palestinesi in Cisgiordania su ordine del ministro della Sicurezza nazionale, l'esponente di estrema destra Itamar Ben Gvir. Lo afferma Channel 12, senza citare fonti.

Secondo l'emittente israeliana, Fox avrebbe anche avvertito nel documento che l'esercito non è in grado di prevenire una potenziale esplosione della situazione in Cisgiordania a causa della violenza estremista di destra. Da parte sua la polizia israeliana nega qualsiasi direttiva di questo tipo, aggiungendo che dal 7 ottobre tali attacchi sono diminuiti del 50% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Ben Gvir al momento non conferma né smentisce di aver dato la direttiva, accusando però i media di aver condotto una "falsa campagna mediatica sulla violenza dei coloni". 
 

Oggi Hamas rilascerà anche 23 ostaggi thailandesi "senza condizioni"

Hamas ha affermato che, oltre all'accordo sugli ostaggi mediato dal Qatar con Israele, rilascerà anche i 23 ostaggi thailandesi detenuti a Gaza, senza alcuna condizione, a seguito della mediazione iraniana tra il gruppo terroristico palestinese e il governo thailandese. Lo riferisce il sito d'informazione panarabo Al-Araby Al-Jadeed. La notizia è rilanciata dal 'Times of Israel'.
Citando una fonte egiziana anonima, il quotidiano in lingua araba afferma che Teheran ha fornito a Bangkok dettagli sulle condizioni dei 23 ostaggi, che sono stati rapiti durante l'attacco di Hamas del 7 ottobre.

All'ospedale al-Shifa di Gaza sono rimasti 2 medici per 200 pazienti

Secondo il capo della chirurgia plastica dell'ospedale al Shifa nel nord della Striscia di Gaza, sono rimasti solo due medici per curare i circa 200 pazienti rimasti nella struttura. 
Il dottor Ahmed El Mokhallalati ha precisato a Nbc News che la situazione all'ospedale, il più grande complesso medico nella Striscia di Gaza, è "molto, molto difficile". "La maggior parte del personale se n'è andata ieri, ad eccezione di due medici, io, un mio collega e un'infermiera, tutti ricoverati in ospedale", ha affermato.

Medici Senza Frontiere: L'ospedale Nasser a Khan Younis è stracolmo di feriti

L'ospedale Nasser di Khan Younis, dove Medici Senza Frontiere (MSF) cura pazienti ustionati e supporta il pronto soccorso, è stracolmo di feriti. 

"I corridoi sono affollati di pazienti e famiglie che si sono rifugiati qui", dichiara Christophe Garner, capo progetto di MSF a Gaza. 
"Le forze israeliane hanno spinto le persone a sud, dove sono stipate ed esposte a intensi bombardamenti: è evidente che anche qui nessun luogo è sicuro" aggiunge Garner di MSF. "I bombardamenti vicino a Khan Younis sono stati costanti e molto intensi la scorsa notte. Non riuscivamo nemmeno a sentire il rumore delle ambulanze, temo che sotto bombardamenti così intensi non siano state nemmeno in grado di muoversi". Così in una nota di Medici Senza Frontieri.

Israele: ucciso il comandante delle forze navali di Hamas

Aerei da combattimento delle forze armate israeliane hanno ucciso Amar Abu Jalalah, comandante delle forze navali di Hamas a Khan Yunis, e un altro agente delle forze navali di Hamas, sostiene il portavoce militare di Israele. 

Amar Abu Jalalah era un agente di alto livello delle forze navali di Hamas e coinvolto nella direzione di diversi attacchi via mare che sono stati sventati dalle forze israeliane. Nel corso della guerra sono stati individuati e distrutti depositi di armi, siti di tunnel vicino alla spiaggia, complessi di addestramento. 

Israele bombarda una scuola a Jabalia, 27 morti

Decine di civili sono stati uccisi in massa ieri sera in una serie devastante di attacchi aerei israeliani contro una scuola e quartieri residenziali nel nord e nel centro di Gaza. I corrispondenti dell'agenzia palestinese WAFA affermano che 27 persone sono state uccise e almeno altre 93 ferite nel bombardamento israeliano della scuola 'Abu Hussein' gestita dall'UNRWA a Jabalia, a nord della Striscia di Gaza. La scuola ha fornito rifugio a centinaia di persone sfollate.
Nel frattempo, almeno otto civili sono stati massacrati e altri feriti dagli aerei da guerra israeliani che hanno bombardato le case nei campi profughi di Al-Bureij e Nusseirat, nel centro della Striscia di Gaza. Un altro attacco aereo israeliano ha colpito una casa nella zona di Ma'an, a est di Khan Yunis, nel sud di Gaza, provocando il ferimento di diversi civili. Oltre 14.300 palestinesi, la maggior parte dei quali civili, compresi bambini, sono stati uccisi e quasi 35.000 feriti dal 7 ottobre.

Israele, il ministro Gallant: "Sarà tregua breve, prevediamo altri 2 mesi di guerra"

"Sarà una breve tregua, al termine della quale i combattimenti continueranno intensamente, e faremo pressione per riportare indietro altri ostaggi. Si prevedono almeno altri due mesi di combattimenti" a Gaza. Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant, parlando dalla base di Shayetet 13, l'unità per le operazioni speciali della marina. Lo riporta Haaretz.

Autorità di Gaza: “Quasi 15mila morti, oltre 6.100 bambini”

Le autorità sanitarie di Gaza, controllate da Hamas, annunciano che il bilancio delle vittime nel territorio palestinese ha raggiunto quota 14.854 da quando è iniziata la guerra il 7 ottobre. Tra le vittime ci sono 6.150 minorenni e 4.000 donne, mentre altre 36.000 persone sono ferite. Il ministero della Sanità di Hamas aveva precedentemente affermato di non essere più in grado di fornire cifre esatte poiché gli intensi combattimenti hanno impedito il recupero dei corpi.