La guerra di Gaza, giorno 70

Esercito israeliano uccide 3 ostaggi "per errore". Fonti inchiesta: "Agitavano bandiera bianca"

Morta anche la 27enne ostaggio Inbar Haiman. Uccise due donne nell'attacco alla parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza. Tajani: "Israele tuteli i luoghi di culto cristiani nella Striscia". Hamas: sono oltre 8.000 le persone disperse sotto le macerie
Esercito israeliano uccide 3 ostaggi "per errore". Fonti inchiesta: "Agitavano bandiera bianca"
rainews
I tre ostaggi uccisi "per errore" dall'esercito israeliano. Secondo l'inchiesta, prima che un soldato li scambiasse per membri di Hamas, "agitavano un bastone con stoffa bianca"

Abu Mazen a Re Bahrein: coordinare sforzi fratelli arabi per fine aggressione israeliana

In una telefonata questa sera, il Presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) e il Re del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifa, hanno parlato della "continua aggressione israeliana nella Striscia di Gaza". Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa.
Abbas ha informato Re Hamad sulla situazione in corso in Palestina, sottolineando “gli attacchi israeliani e la necessità di sforzi coordinati con i fratelli arabi per garantire la fine dell'aggressione israeliana, prevenire lo sfollamento del popolo palestinese e facilitare la rapida consegna di aiuti umanitari”.

 

Netanyahu: orgoglioso di aver impedito la creazione di uno Stato palestinese

"Io sono orgoglioso di aver bloccato la nascita di uno Stato palestinese". Lo ha rivendicato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, nel corso di una conferenza stampa a Tel Aviv, durante la quale gli hanno chiesto perché non si sia ritirato dagli accordi di Oslo, che ha sempre criticato. "Io li ho ereditati. La decisione di portare l'Olp da Tunisi, e di piantarla nel cuore della Giudea e della Samaria e a Gaza - ha ricordato - è stata una decisione presa e attuata prima che diventassi primo ministro. Ho pensato che fosse un terribile errore e lo penso ancora".
"Lei e i suoi amici giornalisti mi incolpate da quasi 30 anni per aver frenato gli accordi di Oslo e aver impedito lo stato palestinese.
Questo è vero", continua, rivendicando quindi: "Sono orgoglioso di aver impedito la creazione di uno Stato palestinese perché oggi tutti capiscono cosa avrebbe potuto essere quello stato palestinese, ora che abbiamo visto il piccolo stato palestinese a Gaza. Tutti capiscono cosa sarebbe successo se avessimo capitolato alle pressioni internazionali e avessimo permesso uno stato come quello in Giudea e Samaria (Cisgiordania), che circonda Gerusalemme e alla periferia di Tel Aviv''.

 

Al Jazeera ricorre alla Corte Penale Internazionale

Al Jazeera ha deciso di ricorrere alla Corte Penale Internazionale per quello che ha definito "l'assassinio" del suo cameraman Samer Abudaqa a Gaza. Abudaqa è stato ucciso ieri da un attacco di droni mentre riferiva di un precedente bombardamento di una scuola utilizzata come rifugio per gli sfollati nel sud della Striscia di Gaza. Il corrispondente arabo di Al Jazeera Wael Dahdouh - che ha perso moglie, figlio, figlia e nipote in un precedente bombardamento israeliano - è rimasto ferito nell'attacco.
I giornalisti di Gaza portano un "messaggio umano e nobile" e lavoreranno nonostante gli attacchi israeliani, ha detto Dahdouh nella sua orazione funebre al funerale di Abudaqa. "Continueremo a fare il nostro dovere con professionalità e trasparenza", ha detto.

 

Netanyahu: Striscia Gaza sarà smilitarizzata

"Dopo l'eliminazione di Hamas, la Striscia di Gaza sarà smilitarizzata e sarà sotto il controllo della sicurezza di Israele". Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in conferenza stampa, come riportano i media israeliani. "Nonostante il dolore, nonostante le pressioni internazionali, continuiamo fino alla fine, nulla ci fermerà", ha aggiunto.

 

Netanyahu: "La morte dei 3 ostaggi spezza il cuore, ma la guerra continua fino alla vittoria"

Netanyahu: “Pressione militare necessaria per il ritorno degli ostaggi e la vittoria”

"La pressione militare è necessaria per il ritorno degli ostaggi e per la vittoria. Senza la pressione militare non avremmo nulla". Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una conferenza stampa, nel corso della quale ha ribadito il suo no alla Striscia di Gaza governata dall'Anp dopo la guerra. "Dobbiamo dire la verità e non coltivare illusioni - ha detto - Dopo l'eliminazione di Hamas, la Striscia sarà smilitarizzata e sarà sotto il controllo della sicurezza di Israele. Nonostante il dolore, nonostante le pressioni internazionali, continuiamo fino alla fine, nulla ci fermerà".

 

Netanyahu: guerra prosegue, morte ostaggi spezza il cuore

"La guerra andrà avanti fino alla distruzione di Hamas", anche se la morte dei 3 ostaggi ha "spezzato il mio cuore e quello della nazione". Lo ha detto il prenier Benyamin Netanyahu che ha aggiunto "abbiamo appreso la lezione", poi ha promesso che Israele manterrà "tutti gli sforzi militari e diplomatici per riportare a casa tutti gli ostaggi".

 

Esercito: intercettato missile lanciato contro drone in Libano

L'esercito israeliano ha annunciato su Telegram di aver "intercettato un missile terra-aria lanciato contro un drone israeliano in territorio libanese".
"Il drone non è stato colpito e ha continuato la sua missione. Il missile non è entrato nel territorio israeliano", ha aggiunto l'esercito.

 

Patriarcato di Gerusalemme: Idf, nella parrocchia della Sacra Famiglia, ha sparato a sangue freddo

"Oggi intorno a mezzogiorno un cecchino dell'Idf (le forze di difesa israeliane) ha ucciso due donne cristiane all'interno della parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza, dove si è rifugiata la maggior parte delle famiglie cristiane dall'inizio della guerra". È quanto scrive in una nota il Partriarcato latino di Gerusalemme. "Nahida e sua figlia Samar sono state uccise a colpi di arma da fuoco mentre si dirigevano verso il Convento delle Suore", si legge nella nota, "Una di loro è stata uccisa mentre cercava di portare in salvo l'altra. Altre sette persone sono state colpite da colpi di arma da fuoco e ferite mentre cercavano di proteggere altre persone all'interno del complesso della chiesa. Non è stato dato alcun avvertimento, non è stata fornita alcuna notifica. Sono stati fucilati a sangue freddo all'interno dei locali della parrocchia, dove non sono belligeranti".

 

Idf continuerà a indagare sull'uccisione dei tre ostaggi a Gaza

I militari israeliani continueranno a indagare sulle circostanze che hanno portato all'uccisione dei tre ostaggi nella Striscia di Gaza, ha assicurato il portavoce dell'Idf, Daniel Hagari. "Il combattimento è complesso, con caratteristiche senza precedenti che non abbiamo mai affrontato prima", ha aggiunto precisando che gli israeliani non hanno informazioni di intelligence che indicano che ostaggi siano riusciti a fuggire o che siano stati abbandonati dai terroristi che li tenevano prigionieri.

 

Hamas: se vuole ostaggi vivi, Israele fermi guerra e tratti

Se Israele "vuole riportare vivi a casa i suoi civili e i suoi soldati, questo non accadrà mai a meno che non fermi completamente l'aggressione e negozi un accordo". Lo ha detto oggi un alto funzionario di Hamas, Osama Hamdan, nella conferenza stampa tenuta a Beirut e riportata da Al Jazeera.

 

"Lancio un appello accorato al governo ed all'esercito israeliano affinché tutelino i luoghi di culto cristiani nella striscia di Gaza. Non è lì che si nascondono i terroristi di Hamas". Lo scrive su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

 

Le famiglie degli ostaggi si accamperanno davanti alla base militare di Kirya

Le famiglie degli israeliani tenuti in ostaggio da Hamas a Gaza hanno deciso di accamparsi di fronte all'entrata della base militare di Kirya: lo ha annunciato un portavoce del forum dei famigliari, che oggi hanno tenuto una conferenza stampa a Tel Aviv. "Vogliamo ricordare al gabinetto di guerra che non siamo contro di loro, ma con loro. Tuttavia anche loro devono essere con noi", ha detto un portavoce del forum.
Una protesta con migliaia di manifestanti ha avuto luogo a Tel Aviv dopo la conferma dell'uccisione per errore di tre ostaggi da parte delle truppe israeliane ieri a Gaza, dove è intanto deceduta anche un'altra sequestrata da Hamas, Inbar Haiman, rapita il 7 ottobre scorso e morta durante la prigionia.

 

Media: domani in Israele il ministro degli esteri francese Catherine Colonna

Il ministro degli esteri francese Catherine Colonna arriverà domani in Israele dove vedrà il ministro degli Esteri Eli Cohen. Lo hanno riferito i media secondo cui i due ministri dovrebbero discutere della guerra a Gaza contro Hamas e "della necessità di attuare la Risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza in Libano".

 

Pentagono valuta attacchi contro Houthi in Yemen

Il Pentagono sta valutando se colpire direttamente obiettivi militari del gruppo Houthi nello Yemen in risposta ai crescenti attacchi lanciati dall'organizzazione sostenuta dall'Iran contro navi militari e commerciali nel Mar Rosso. E' quanto hanno detto al sito americano Semafor funzionari dell'amministrazione Biden. Le fonti hanno espresso crescente preoccupazione riguardo alle intenzioni degli Houthi di colpire il commercio marittimo globale, sia per indebolire il commercio con Israele sia per aumentare i costi per Stati Uniti e alleati del sostegno a Israele nella guerra in corso contro il gruppo estremista palestinese Hamas.

I funzionari dell'amministrazione hanno spiegato a Semafor che sono in corso valutazioni su possibili attacchi diretti contro gli Houthi rispetto al rischio di allargare il conflitto all'Iran e ai movimenti che sostiene. Washington ha più volte dichiarato che la priorità è sostenere le operazioni di Israele contro Hamas a Gaza, anche se non ha escluso operazioni militari più aggressive.

 

Attacchi Houthi: anche Msc ferma il transito delle navi nel Mar Rosso

Anche Msc ha fermato il transito delle sue navi nel Mar Rosso a causa degli attacchi degli Houthi. La Bbc ha riferito che la Mediterranean Shipping Co (Msc), la maggiore compagnia di spedizioni di container al mondo, ha fatto sapere con una nota che non passerà più dal Canale di Suez dopo un attacco ad una delle sue navi.
Venerdì scorso proprio la portacontainer Msc Palatium III è stata presa di mira mentre navigava nel Mar Rosso ma l'attacco ha prodotto danni ma nessun ferito fra l'equipaggio.
Al momento le navi di Msc sono indirizzate verso il Capo di Buona Speranza, all'estremo sud dell'Africa. In seguito all'aumento degli attacchi degli houthi yemeniti che hanno annunciato di avere come obiettivo dei loro attacchi con droni e razzi proprio le navi straniere, la stessa decisione era stata presa dalla francese Cma Cgm, la danese Maersk, e la tedesca, Hapag-Llyod. Gli houthi lanciano anche droni e missili contro Israele. Gli americani hanno reso noto oggi che una sua unità navale ha abbattuto 14 droni. La Msc ha denunciato che la situazione nella regione si sta facendo "grave".

 

Israele: arrestati 90 “terroristi operativi” di Hamas arrestati in ospedale a Gaza nord

L'esercito israeliano e lo Shin Bet (Sicrezza interna) hanno arrestato nei giorni scorsi circa 90 "terroristi operativi" di Hamas nell'ospedale Kamal Adwan nel nord della Striscia e "sequestrato numerose armi". Lo ha fatto sapere il portavoce militare aggiungendo che "alcuni di quelli detenuti nell'ospedale", ritenuto "una base di Hamas", hanno "preso parte al massacro del 7 ottobre" nel sud di Israele. Tra le armi sequestrate nell'ospedale - hanno aggiunto - "fucili d'assalto, lanciagranate, ordigni esplosivi e equipaggiamento militare di operativi di Hamas".

 

Hamas: 8.000 dispersi oltre alle 19 mila vittime a Gaza

Un alto esponente di Hamas, Osama Hamdan, ha affermato che oltre 8.000 persone risultano disperse sotto le macerie degli edifici crollati nelle Striscia di Gaza a causa dei bombardamenti israeliani, oltre al numero dei morti che supera ormai 19.000.
"L'occupazione ha commesso molti massacri nei 71 giorni di guerra a Gaza. L'aggressione continua nella Cisgiordania occupata dove sono state registrate 300 morti dal 7 ottobre, e circa il 70% dei morti e dei dispersi sono donne e bambini", ha detto Hamdan, in una conferenza stampa a Beirut di cui riferisce Al Jazeera online.

 

Hamas: uccisi 19.088 palestinesi, 13 ogni israeliano morto

Il Ministero palestinese della Salute, controllato da Hamas, ha annunciato in un aggiornamento che il bilancio delle vittime è salito ad almeno 19.088 morti, con oltre 54.450 feriti. Dal 7 ottobre ci sono più di 13 palestinesi uccisi ogni israeliano morto.
Il Ministero - scrive l'agenzia palestinese Wafa - ha affermato in un comunicato stampa che il numero documentato di vittime nella Striscia di Gaza ha raggiunto 18.800 unità, mentre anche il bilancio delle vittime in Cisgiordania è salito a 288. Inoltre, ha affermato il Ministero, 51.000 palestinesi sono stati feriti a Gaza e quasi altri 3.450 in Cisgiordania. Tra le vittime a Gaza, sono stati uccisi oltre 300 operatori sanitari, 86 giornalisti, 35 membri del personale della protezione civile e 135 membri del personale dell'UNRWA.

 

Colloqui Houthi sugli attacchi alle navi nel mar Rosso

 Un portavoce degli Houthi dello Yemen ha detto che il gruppo è impegnato in colloqui mediati dall'Oman con "parti internazionali" sulle sue "operazioni" nel Mar Rosso e nel Mar Arabico. Lo scrive il 'Jerusalem Post'. Mohamed Abdel-Salam, il portavoce, ha ribadito che gli Houthi continueranno a prendere di mira le navi israeliane o le navi dirette in Israele fino al termine dell'"aggressione e dell'assedio" di Gaza.

Esercito Israele: ucciso un riservista in un raid di droni a nord

Le Forze di difesa israeliane hanno riferito che un soldato riservista è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti, di cui uno gravemente, in un attacco di droni avvenuto oggi vicino alla comunità di Margaliot, nel nord di Israele. Lo riporta il Times of Israel.
Il riservista ucciso è stato identificato come Yehezkel Azaria, 53 anni, del 129° Battaglione dell'8a Brigata Corazzata.
I feriti appartengono invece al 6609° battaglione da ricognizione della Brigata Alexandroni. 

 

Wafa: "2 palestinesi uccisi da Israele in Cisgiordania"

L'agenzia Wafa ha riferito della morte di due palestinesi "uccisi da Israele". Il primo e Aziz Khalil (20 anni), "ucciso dalle forze israeliane nel sud della Cisgiordania. Il secondo è - secondo la stessa fonte - Salim Hajar (25 anni), "ucciso dal fuoco dell'Idf" vicino Tulkarem, sempre in Cisgiordania. L'esercito israeliano non ha ancora dato la sua versione sui due fatti. 

 

Capo di stato maggiore Halevi: “Da comandante sono responsabile della morte dei 3 ostaggi”

"L'esercito ed io, come suo comandante, siamo responsabili" della morte dei tre ostaggi israeliani uccisi a Gaza. Lo ha ribadito il capo di stato maggiore dell'esercito israeliano Herzi Halevi aggiungendo che "è proibito sparare a chi alza bandiera bianca e chiedono di arrendersi". "Gli spari - ha continuato - sono stati fatti durante combattimenti e condizioni di stress".

 

Militari Egitto abbattono drone al largo della penisola del Sinai

Le forze militari egiziane hanno abbattuto un drone al largo della Penisola del Sinai, non lontano dalla città di Dahab, a poca distanza dal confine con Israele. Fonti della difesa egiziana citate dall'emittente televisiva Al-Qahera hanno precisato che le forze di difesa aerea hanno individuato un oggetto volante e hanno immediatamente reagito. Gli houti basati nello Yemen hanno rivendicato il lancio di droni verso Israele. Ma sempre fonti del Cairo affermano che l'origine del drone rimane non nota.

 

Nuova bozza di risoluzione al Consiglio Onu per più aiuti umanitari

Una nuova bozza di risoluzione sul conflitto a Gaza è approdata al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dove sarà discussa, e forse già votata, lunedì. A presentare il testo in circolazione e discussione dietro le quinte da oggi sono stati di nuovo gli Emirati arabi uniti. Si chiede la facilitazione logistica di più aiuti umanitari alla Striscia di Gaza. L'unica risoluzione su Gaza approvata dal Consiglio di sicurezza dall'inizio del conflitto lo scorso 7 ottobre è incentrata sugli aiuti umanitari. Tutti i tentativi di introdurre una pausa nei combattimenti sono falliti, per l'opposizione degli Stati Uniti.

 

Israele: “Agiremo su regole ingaggio dopo uccisione ostaggi per errore”

Israele "agirà" sulle regole di ingaggio, se c'è stata una violazione da parte dei militari. Lo ha assicurato il consigliere del premier israeliano, Mark Regev, dopo le rivelazioni sull'uccisione per errore di tre ostaggi da parte dell'Idf. Alla domanda su quali siano le regole di ingaggio dell'Idf, Regev ha risposto che alcuni dettagli devono essere tenuti riservati perché "Hamas ascolta le nostre conversazioni".
"Ma è chiaro che non vogliamo uccidere innocenti o i nostri ostaggi", ha detto Regev, citato dalla Bbc, sottolineando che "un problema che dobbiamo affrontare è che Hamas non indossa le uniformi, indossa abiti civili, sono terroristi. Ci sono stati incidenti in passato in cui si sono arresi e poi hanno attaccato le nostre forze. Improvvisamente pensi che un'area sia pulita e qualcuno esce da una porta o da un tunnel sotterraneo e spara contro le nostre forze''.

 

Famiglie ostaggi: "Basta combattere, avviare i negoziati"

Le famiglie degli ostaggi tenuti nella Striscia di Gaza hanno esortato il governo israeliano a porre fine ai combattimenti e ad avviare negoziati per il loro rilascio. "Stiamo solo recuperando cadaveri. Vogliamo che fermiate i combattimenti e avviate i negoziati", ha detto Noam Perry, figlia di un israeliano rapito, durante un raduno di famiglie di ostaggi a Tel Aviv. Robby Chen, padre di un soldato 19enne ostaggi, ha espresso la sua rabbia tenendo una clessidra in mano. "Cosa state aspettando? Di farli tornare nelle bare? Chiediamo al governo di parlare con noi oggi e spiegare quale proposta hanno sul tavolo".

 

La 27enne ostaggio Inbar Haiman uccisa durante la prigionia

La 27enne Inbar Haiman, presa in ostaggio da Hamas il 7 ottobre mentre si trovava al festival musicale vicino Re'im, e' stata uccisa durante la prigionia a Gaza. Lo ha annunciato l'associazione che riunisce i familiari degli ostaggi, dopo la conferma delle forze armate israeliane.

 

Media: esercito Israele attacca parrocchia a Gaza, 2 morti

L'esercito israeliano ha aperto il fuoco contro la parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza City, uccidendo 2 donne. Lo riporta Vatican News. I militari sarebbero entrati dentro il complesso cattolico sparando contro chiunque uscisse dalla chiesa e si sarebbero fermati nel cortile. Le due donne uccise sarebbero madre e figlia, la seconda è stata colpita dai cecchini mentre tentava di soccorrere l'anziana. Ci sarebbero anche cinque feriti, uno dei quali in gravissime condizioni. Il Patriarca latino di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, ha confermato quanto accaduto. L'esercito israeliano ha giustificato l'attacco parlando della presenza di un lancia missili nella parrocchia. All'interno del complesso ci sono circa 600 rifugiati arrivati negli ultimi 2 mesi.

 

Brigate Al-Qassam: "Israele conosce le condizioni per liberare ostaggi, ieri ha intenzionalmente giustiziato i suoi 3 cittadini"

"L'esercito sionista conosce molto bene le nostre condizioni per liberarli, poichè nessuno di loro sarà liberato finchè non saranno soddisfatte le nostre condizioni". Lo afferma Abu Obaida, portavoce delle brigate Al-Qassam, rispetto alla liberazione degli ostaggi nelle mani di Hamas. "Il nemico sionista sta giocando con le vite dei suoi soldati tenuti prigionieri dalla resistenza palestinese e quindi non si preoccupa dei sentimenti delle loro famiglie. Ieri, l'esercito sionista ha intenzionalmente giustiziato tre di loro, preferendo ucciderli piuttosto che liberarli".  

Da Rafah 100 camion di aiuti e 6 cisterne di carburante, entrate in Egitto oltre 200 persone, tra stranieri ed egiziani

Cento camion di aiuti umanitari per Gaza, dei 140 ispezionati tra Al-Awja nel Sinai centrale e al valico di Kerem Abu Salem, sono già entrati oggi nella Striscia di Gaza. Lo hanno riferito fonti del valico di Rafah e della Mezzaluna Rossa, annunciando l'arrivo di 200 persone, cittadini stranieri ed egiziani, dalla Striscia di Gaza. Per altre decine si stanno completando le procedure di ingresso in Egitto. A Gaza sono state anche inviate 6 autocisterne, 4 di carburante e 2 di gas domestico, prese in consegna dall'Unrwa e dalla Mezzaluna Rossa palestinese. 

I familiari degli ostaggi: "operazione militare da sola non basta"

I familiari degli ostaggi hanno tenuto una conferenza stampa a Tel Aviv, esortando il governo ad avviare un nuovo accordo per la liberazione dei loro cari tenuti a Gaza, dopo l'uccisione di tre sequestrati da parte di militari israeliani. "Un'operazione militare da sola non salverà le vita degli ostaggi", ha sottolineato Raz Ben Ami, lei stessa ex sequestrata liberata le scorse settimane, mentre suo marito Ohad è ancora prigioniero di Hamas nell'enclave palestinese. "Avete promesso il ritorno dei sequestrati vivi, cosa state aspettando", ha aggiunto. 

Tel Aviv, sedie vuote simbolo degli ostaggi israeliani afp
Tel Aviv, sedie vuote simbolo degli ostaggi israeliani

Kirby su ostaggi uccisi, "una tragedia terribile" che non ha connessione con la sicurezza degli altri

"Questa è una terribile tragedia". Così il portavoce del consiglio di Sicurezza della Casa Bianca, John Kirby, commenta l'uccisione da parte delle forze israeliane di tre ostaggi che si erano riusciti a liberare a Gaza e che, secondo le ricostruzioni, sventolavano una bandiera bianca. Le forze israeliane affermano che i militari che hanno preso il fuoco hanno "per errore pensato che si trattasse di una minaccia". Per Kirby non c'è "nessuna connessione tra gli eventi tragici di oggi e l'impatto sulla specifica sicurezza e salvezza degli altri ostaggi ancora detenuti". "Ovviamente vogliamo che siano tutti rilasciati - ha aggiunto - la migliore sicurezza per la loro sarebbe farli uscire tutti, ed Hamas potrebbe farlo, se solo volesse fare la cosa giusta, cosa che, ovviamente, ha dimostrato di non essere disposto a fare". 

Usa, Centecom su X, abbattuti oggi 14 droni lanciati da zone Houthi in Yemen

"Nelle prime ore del mattino del 16 dicembre, il cacciatorpediniere lanciamissili statunitense Uss Carney, operante nel Mar Rosso, ha ingaggiato con successo 14 sistemi aerei senza pilota lanciati come un'ondata di droni dalle aree controllate dagli Houthi dello Yemen": è quanto ha riferito sul proprio account X il Comando unificato delle forze armate Usa (Centcom), precisando che i droni "sono stati abbattuti senza causare danni alle navi nell'area o feriti". Gli Houthi hanno rivendicato oggi di aver lanciato "un gran numero di droni" contro "obiettivi sensibili nell'area di Umm al-Rashrash", nome arabo di Eilat, nel sud di Israele. 

Tre razzi dal Libano, Israele risponde con artiglieria

Tre razzi sono stati lanciati dal Libano nel nord di Israele, facendo scattare le sirene a Kiryat Shmona e nelle comunità vicine. Lo hanno riferito le forze armate israeliane (Idf), precisando che le truppe stanno rispondendo con colpi di artiglieria. Al momento non si hanno notizie di feriti o danni. 

"Un lanciamissili nel complesso", la Sacra Famiglia sotto attacco israeliano

La parrocchia latina della Sacra Famiglia a Gaza, che in queste ore è circondata dall'esercito israeliano e sotto il tiro di cecchini, secondo quanto riferito all'Ansa da fonti della Chiesa Cattolica locale, è l'unica parrocchia cattolica della Striscia. I fedeli normalmente erano circa 150 ma dallo scoppio della guerra, il 7 ottobre, la parrocchia accoglie circa settecento persone anche perchè le strutture di altre chiese cristiane erano già state attaccate e in alcuni casi distrutte. È la parrocchia che quotidianamente riceve la telefonata di papa Francesco.

A parlare con il pontefice è normalmente suor Nabila Saleh. A reggere la parrocchia in questo contesto così difficile è il vice parroco Jusuf Asad, dal momento che il parroco, l'argentino padre Gabriel Romanelli, il 7 ottobre era fuori Gaza per acquistare delle medicine e non vi ha potuto più fare ritorno. Il patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, si sarebbe subito attivato con le autorità israeliane che comunque non hanno fermato l'operazione. In questi due mesi, nonostante gli avvertimenti dell'esercito israeliano, che considera la zona della parrocchia un obiettivo militare, di fatto la Sacra Famiglia è rimasta una sorta di zona franca. Era stata uccisa solo una anziana cristiana che era uscita per andare a vedere in quali condizioni fosse la sua casa. "Secondo le informazioni trapelate, l'operazione sarebbe scattata per la presunta presenza di un lanciamissili nel complesso", riferisce l'Osservatore romano che rilancia oggi la notizia in prima pagina. 

Parolin vede delegata Lega Araba, ribadita soluzione 2 stati

Il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin ha incontrato Enas Sayed Mohamed Aly Mekkawy, Delegata della Lega degli Stati Arabi, accompagnata dai seguenti ambasciatori: Issa Kassissieh, ambasciatore dellaPalestina; Farid El Khazen, ambasciatore del Libano; Rahman Farhan Abdullah Alaameri, ambasciatore dell'Iraq; Mahmoud Talaat, ambasciatore della Repubblica Araba d'Egitto.Durante i cordiali colloqui in Segreteria di Stato, rende noto un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, Parolin ha espresso la preoccupazione della Santa Sede per la situazione in Israele e in Palestina e ha ribadito: l'appello più volte espresso da Papa Francesco per il cessate il fuoco; l'accesso degli aiuti umanitari a Gaza; la nota posizione circa l'urgente necessità di raggiungere la completa attuazione della soluzione dei due Stati e di uno statuto speciale, internazionalmente garantito, per la città di Gerusalemme, per una pace duratura nella regione. 

Vatican News: "Attacco in corso sulla Sacra famiglia di Gaza"

Panico nella parrocchia a Gaza, "tutti distesi a terra" muoiono mamma e figlia

La parrocchia latina di Gaza è da un paio d'ore sotto attacco. I cecchini stanno sparando e ci sarebbero al momento due morti e cinque feriti. È quanto riferiscono fonti del patriarcato latino di Gerusalemme, rendendo noto che questa notte un tank israeliano aveva sparato verso la casa delle suore di Madre Teresa. È stato distrutto il generatore che ha preso fuoco con gravi danni. Una religiosa è rimasta ferita alla gamba. Ora "tutto il complesso della Sacra Famiglia è circondato" e "le operazioni militari sono proprio a ridosso", riferiscono le stesse fonti.  

"Sono momenti di panico nella parrocchia di Gaza, stanno attaccando il complesso e la paura, soprattutto tra i bambini e gli anziani, è incredibile. Tutti sono a terra per paura di essere colpiti". Sono le concitate informazioni che arrivano dalla parrocchia cattolica di Gaza, la Sacra Famiglia, dove da due mesi sono rifugiate circa 600 persone. Secondo le stesse fonti i cecchini sparano a chiunque si muova all'interno della parrocchia, un compound di diversi edifici. I due morti sarebbero due donne, mamma e figlia, che si erano spostate dalla chiesa per raggiungere i bagni. Le informazioni arrivano frammentarie perchè la connessione è a singhiozzo.  

Stasera il gabinetto di guerra sui colloqui per il rilascio degli ostaggi

Il gabinetto di guerra israeliano dovrebbe riunirsi più tardi questa sera per discutere i rinnovati sforzi per raggiungere un accordo per la liberazione di altri ostaggi. Lo riferiscono diversi media tra cui Times of Israel e Haaretz. L'incontro avviene mentre, come riportato da diversi media, il capo del Mossad, David Barnea, ha incontrato ieri sera il primo ministro del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, nel tentativo di rilanciare i colloqui per la liberazione degli ostaggi in mano ad Hamas. 

Ostaggi, oggi a Oslo l'incontro tra il capo del Mossad e del Qatar

Il capo del Mossad, David Barnea, ha incontrato a Oslo, in Norvegia, il premier del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, per parlare del rilascio degli ostaggi tenuti da Hamas a Gaza. Lo ha riferito un funzionario politico. Secondo il Wall Street Journal, al faccia a faccia hanno partecipato anche i leader di Paesi nordici e arabi. Come ha fatto sapere il ministero della Difesa israeliano, il ministro Yoav Gallant ha visto oggi Barnea, insieme al capo di Stato maggiore Herzl Halevi e al capo dello Shin Bet Ronen Bar per discutere del ritorno dei sequestrati. 

Secondo il sito israeliano Walla, i colloqui tra Barnea e Al Thani sono stati "solo l'inizio" e il processo sarà "lungo, difficile e complicato". Il direttore della Cia, Bill Burns e il ministro dell'Intelligence egiziano, il generale Abbas Kamel, sono stati aggiornati sull'incontro e stanno aiutando a rilanciare i negoziati per il rilascio degli ostaggi israeliani in cambio della scarcerazione di detenuti palestinesi.

Ostaggi, il ministro Gallant incontra i vertici militari e l'intelligence

Il ministro israeliano della Difesa, Yoav Gallant, ha incontrato i vertici militari e dell'intelligence nell'ambito degli "sforzi per il ritorno degli ostaggi trattenuti a Gaza" dall'attacco del 7 ottobre in Israele. Secondo quanto reso noto c'è stato un incontro a cui hanno partecipato tra gli altri il capo di Stato Maggiore delle Idf, Herzi Halevi, il capo del Mossad, David Barnea, e il numero uno dello Shin Bet, Tomer Bar. La notizia arriva dopo quella della morte nella Striscia di Gaza di tre ostaggi, uccisi dai soldati israeliani nel quartiere di Shejaiya, a Gaza City, in quello che è stato descritto come un "tragico incidente". E mentre si rincorrono i rapporti di stampa sulla ripresa dei colloqui per la liberazione degli ostaggi. 

Israele, un familiare degli ostaggi prepara uno striscione con le foto dei rapiti afp
Israele, un familiare degli ostaggi prepara uno striscione con le foto dei rapiti

Tre ostaggi uccisi, i dettagli in un articolo del Times of Israel

Nuovi dettagli emergono dopo la notizia della morte nella Striscia di Gaza di tre ostaggi, uccisi dai soldati israeliani nel quartiere di Shejaiya, a Gaza City, in quello che è stato descritto come un "tragico incidente" in una zona particolarmente calda del conflitto. Dopo l'uccisione degli ostaggi Yotam Haim, Samar Talalka e Alon Lulu Shamriz, il Times of Israel scrive che i tre erano riusciti a liberarsi da Hamas, dopo essere stati rapiti il 7 ottobre scorso, e precisa che secondo un ufficiale del Comando sud, che fa riferimento alle fasi iniziali di un'inchiesta interna, tutto sarebbe iniziato quando un soldato ha individuato tre persone che uscivano da un edificio a decine di metri di distanza, dirigendosi verso di lui, tutte a torso nudo, una con una bandiera bianca, un bastone con stoffa bianca. 

Il soldato, ritenendo si trattasse di una trappola di Hamas, ha aperto il fuoco e urlato "terroristi" per allertare gli altri militari, si legge. Secondo quanto emerge dell'inchiesta del Comando Sud delle Idf (esercito israeliano), il soldato ha così ucciso due persone, mentre la terza è stata ferita ed è rientrata nell'edificio da cui era uscita. È quindi arrivato l'ordine di fermare il fuoco. I soldati nell'area avrebbero nel frattempo sentito chiedere "aiuto" nella loro stessa lingua, in ebraico, e poco dopo l'uomo è nuovamente uscito dall'edificio, ma un altro soldato ha sparato, uccidendolo. Tutti e tre i corpi sono stati portati in Israele, precisa il giornale. Secondo l'ufficiale, entrambi i soldati hanno agito senza rispettare i protocolli.

Le Idf, ha detto l'ufficiale citato dal giornale, non hanno identificato a Shejaiya neanche un civile negli ultimi giorni e hanno ucciso almeno 38 "terroristi" palestinesi nell'area, dove le uniche persone che sarebbero state viste indossare abiti civili sarebbero state di Hamas, spesso disarmate.  Il Times of Israel scrive che gli uomini di Hamas prendono armi lasciate in vari edifici, aprono il fuoco contro le truppe israeliane e poi fuggono di nuovo disarmati. L'articolo sull'inchiesta parla anche di civili "apparentemente disarmati" visti dalle Idf nell'area, che poi si sono rivelati essere "attentatori suicidi di Hamas" e precisa che non era mai stato preso in considerazione dalle Idf uno scenario in cui ostaggi potessero aggirarsi in una zona teatro di scontri.  

Tre ostaggi uccisi "per errore", le famiglie denunciano il silenzio del gabinetto di guerra

Inchiesta su ostaggi uccisi: "Avevano bastone con stoffa bianca", Fonte dell'esercito: "non seguite le regole di ingaggio"

Secondo una indagine preliminare dell'esercito israeliano i tre ostaggi che ieri sono stati uccisi dai soldati a Gaza avevano innalzato un bastone con un pezzo di stoffa bianca. Lo ha detto una fonte dell'esercito in un briefing con i giornalisti. Secondo la stessa indagine, le truppe non "hanno seguito le regole d'ingaggio dell'esercito". 

Cacciatorpediniere britannico abbatte drone sospetto su mar Rosso

Un cacciatorpediniere della marina britannica ha abbattuto un sospetto drone da combattimento che prendeva di mira la navigazione mercantile nel Mar Rosso. Lo ha riferito il segretario alla Difesa britannico, Grant Shapps, come riporta Sky News. Shapps ha dichiarato che la 'HMS Diamond' ha "distrutto con successo" il sospetto drone utilizzando un missile terra-aria Sea Viper. "La nave è arrivata di recente nella regione per rafforzare gli sforzi internazionali per mantenere la sicurezza marittima", ha dichiarato Shapps, aggiungendo che "la recente ondata di attacchi illegali rappresenta una minaccia diretta al commercio internazionale e alla sicurezza marittima nel Mar Rosso. Il Regno Unito rimane impegnato a respingere questi attacchi per proteggere il libero flusso del commercio globale". 

Tre ostaggi uccisi per errore, le famiglie dei rapiti denunciano il silenzio del gabinetto di guerra

Cresce la rabbia dei parenti degli ostaggi tenuti prigionieri nella Striscia di Gaza dal terribile attacco del 7 ottobre in Israele dopo la notizia della morte nell'enclave palestinese di tre persone rapite, uccise in un "tragico incidente" dai soldati israeliani. "Nonostante il grande disastro, nessuno del gabinetto di guerra ha parlato con le famiglie, nessuno ha spiegato come evitare il prossimo disastro, nessuno - ha denunciato Haim Rubinstein, un portavoce dei familiari degli ostaggi citato dal Times of Israel - Perché le famiglie devono pietire qualcosa che dovrebbe essere scontato". 

Israele, allerta innescata da droni esplosivi dal Libano

Due droni apparentemente carichi di esplosivo sono entrati nello spazio aereo israeliano dal Libano, facendo scattare le sirene nella Galilea Panhandle. Un drone è stato intercettato dall'Iron Dome, mentre il secondo ha colpito un'area vicino alla comunità settentrionale di Margaliot. Lo hanno riferito le Forze di difesa israeliane (Idf), come riferito da Times of Israel. L'Idf non ha fornito informazioni sulle potenziali vittime dell'attacco dei droni. Apparentemente le truppe starebbero rispondendo con bombardamenti di artiglieria nel sud del Libano.

Israele indaga sull'uccisione di due palestinesi in Cisgiordania

Israele ha annunciato che sta aprendo un'inchiesta della polizia militare sull'uccisione di due palestinesi in Cisgiordania, dopo che un gruppo israeliano per i diritti umani ha pubblicato video che sembravano mostrare le truppe israeliane mentre uccidevano gli uomini - uno incapace di intendere e di volere e il secondo disarmato - durante un raid militare in un campo profughi della Cisgiordania.

Il gruppo per i diritti umani B'Tselem ha accusato l'esercito di aver compiuto "esecuzioni illegali". I video delle telecamere di sicurezza mostrano due veicoli militari israeliani che inseguono un gruppo di palestinesi nel campo profughi di Faraa, nel nord della Cisgiordania. Un uomo, che sembra avere in mano una bombola rossa, è ucciso dai soldati. B'Tselem ha identificato l'uomo come Rami Jundob, 25 anni.

La jeep militare si avvicina a Jundob, che giace a terra in una pozza di sangue, e gli spara diversi colpi finché non rimane immobile. I soldati si avvicinano poi a un uomo identificato da B'Tselem come Thaar Shahin, 36 anni, che si nasconde sotto il cofano di un'auto. Gli sparano da distanza ravvicinata. B'Tselem ha dichiarato che Shahin è stato ucciso all'istante e Jundob è morto per le ferite riportate il giorno successivo.

Medioriente: prosegue il blackout delle connessioni telefoniche e Internet a Gaza

Prosegue il blackout delle comunicazioni che ha interrotto le connessioni telefoniche e Internet nella Striscia di Gaza. Secondo il gruppo di difesa dell'accesso a Internet NetBlocks.org, le linee internet e telefoniche sono interrotte da giovedì sera e risultano ancora inaccessibili questa mattina, ostacolando la consegna di aiuti. "Il blackout di Internet è in corso e, in base ai nostri dati, si tratta dell'interruzione più lunga" negli oltre due mesi di guerra, ha affermato Alp Toker, direttore del gruppo. Il dipartimento per gli affari umanitari delle Nazioni Unite ha affermato che le comunicazioni con Gaza sono state "gravemente interrotte" a causa dei danni alle linee di telecomunicazione nel sud

Le famiglie dei rapiti denunciano il silenzio sulla sorte degli ostaggi

Cresce la rabbia dei parenti degli ostaggi tenuti prigionieri nella Striscia di Gaza dal terribile attacco del 7 ottobre in Israele dopo la notizia della morte nell'enclave palestinese di tre persone rapite, uccise in un "tragico incidente" dai soldati israeliani.

"Nonostante il grande disastro, nessuno del gabinetto di guerra ha parlato con le famiglie, nessuno ha spiegato come evitare il prossimo disastro, nessuno - ha denunciato  Haim Rubinstein, un portavoce dei familiari degli ostaggi citato dal  Times of Israel - Perché le famiglie devono pietire qualcosa che dovrebbe essere scontato".

Esercito Israele, arrestati membri Hamas nascosti in scuole a Gaza

Truppe della 401a Brigata Corazzata e l'unità di commando Shayetet 13 della Marina hanno fatto irruzione in due scuole nel quartiere Rimal di Gaza City, dove erano nascosti membri di Hamas. Lo hanno riferito le Forze di difesa israeliane (Idf), come riporta Times of Israel. L'Idf ha riferito che le truppe hanno combattuto e ucciso diversi uomini armati di Hamas nell'area, e i membri all'interno delle scuole si sono poi arresi. 

Nel frattempo, le truppe della Brigata Kiryati hanno fatto irruzione in una serie di appartamenti a Khan Younis, nel sud di Gaza, utilizzati da Hamas. L'Idf afferma che le truppe hanno trovato "molte" armi e tunnel utilizzati dagli agenti. 

Le Forze israeliane hanno anche riferito che la 551a Brigata ha identificato un movimento sospetto sul tetto di un edificio nell'area di Jabaliya, da cui in precedenza erano stati sparati colpi di arma da fuoco contro le truppe. Le truppe hanno diretto un attacco aereo sull'edificio.

Media palestinesi: raid aerei israeliani a Gaza, decine di morti

Almeno 14 persone sono morte a causa degli attacchi aerei che hanno colpito due abitazioni in Old Gaza Street a Jabalia e altre decine sono state uccise in un distinto raid aereo che ha centrato un'altra casa a Jabalia: lo ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa. L'agenzia ha inoltre detto che un gran numero di civili è rimasto intrappolato sotto le macerie. 

Con gli intensi combattimenti di terra in tutta la Striscia di Gaza e l'avvertimento delle organizzazioni umanitarie su una catastrofe umanitaria, gli Stati Uniti hanno avvertito che Israele rischia di perdere il sostegno internazionale a causa dei raid aerei "indiscriminati" che uccidono i civili palestinesi.

Iran: giustiziata "spia di Israele"

Un uomo accusato di aver collaborato con il servizio di intelligence israeliano, il Mossad, è stato impiccato in Iran. "La pena di morte è stata comminata nel carcere di Zahedan, capoluogo della provincia del Sistan-Baluchestan contro la spia del regime sionista", ha indicato Mizan Online, senza rivelare l'identità del condannato, accusato di "cooperazione di intelligence e spionaggio a beneficio" di Israele, "raccolta di informazioni riservate" e "propaganda a beneficio di gruppi e organizzazioni contrarie alla Repubblica islamica dell'Iran". Al confine con Pakistan e Afghanistan, il Sistan-Baluchistan è teatro di attacchi o scontri tra forze dell'ordine e gruppi armati. Nel dicembre 2022, quattro uomini sono stati impiccati dopo essere stati condannati a morte per "cooperazione" con Israele.

Israele piange gli ostaggi uccisi dall'Idf

Israele piange la morte di tre ostaggi a Gaza, vittime di quello che l'esercito ha definito un "tragico" incidente commesso dai suoi stessi uomini e che ha scatenato un'ondata di proteste a Tel Aviv. Yotam Haim, 28 anni; Alon Shamriz, 26 e Samer El Talalqa, 25 sono stati uccisi in un quartiere di Gaza City dai militari israeliani che li hanno scambiati per miliziani.

"Durante gli scontri a Shejaiya i soldati hanno erroneamente identificato tre ostaggi israeliani come una minaccia e, di conseguenza, li hanno uccisi", ha detto il portavoce militare Daniel Hagari.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha definito la morte degli ostaggi una "tragedia insopportabile", mentre centinaia di persone si radunavano per protestare davanti al Ministero della Difesa sventolando bandiere e striscioni con i volti di alcuni dei 129 ostaggi ancora detenuti da Hamas.

Intanto nei feroci combattimenti nella Striscia di Gaza continuano a morire i giornalisti: al Jazeera ha riferito dell'uccisione morte del suo corrispondente Samer Abudaqa, mentre un altro, Wael Dahdouh, è stato ferito dalle schegge durante un attacco missilistico israeliano a Khan Younis. 

Ostaggi uccisi dall'Idf, la protesta nella notte a Tel Aviv (RaiNews Link Light Item - Video)

Manifestazione di protesta a Tel Aviv

In centinaia sono scesi in piazza nella notte a Tel Aviv per protestare dopo la notizia della morte nel nord della Striscia di Gaza di tre ostaggi, uccisi in un "tragico incidente" dai soldati israeliani. Immagini diffuse dalla tv israeliana hanno mostrato una folla radunata nel centro della città con strade bloccate e la richiesta al governo di intervenire per il rilascio immediato di tutte le persone ancora tenute prigioniere nell'enclave palestinese dal terribile attacco del 7 ottobre in  Israele.      

La folla era armata di cartelloni e striscioni con foto e nomi degli  ostaggi e ha sfilato in corteo dirigendosi verso il quartier generale  dell'esercito. I manifestanti hanno gettato vernice rossa lungo la  strada, ha riferito il sito israeliano di notizie Ynet. "Per loro il tempo sta finendo, riportateli a casa adesso", ha intonato la folla,  senza risparmiare critiche al governo del premier israeliano Benjamin  Netanyahu, accusato di non fare abbastanza per ottenere la liberazione degli ostaggi nella convinzione che un accordo come quello di fine  novembre avrebbe evitato "incidenti" come quello delle scorse ore.

Suonano le sirene al confine con il Libano

Suonano le sirene per l'allarme antiaereo anche nel nord di Israele. Secondo le notizie del Jerusalem  Post, l'allerta è scattata nella zona di Zar'it, vicino alla linea di  demarcazione del confine con il Libano. Stamani le sirene sono tornate a suonare anche nell'area di Netiv HaAsara, nel sud di Israele, vicina a Gaza.

Ambasciatore Israele a Mosca: "Siamo pronti a una lunga guerra"

"Israele è in grado di portare avantile ostilità per molto tempo, l'economia del paese è pronta perquesto". Lo ha dichiarato alla Tass l'ambasciatore israeliano inRussia, Alexander Ben Zvi. "L'economia è pronta per una guerra prolungata. Resta il fatto: non c'è via d'uscita, la guerra continua. Combatteremo. Il fattore economico non avrà alcun impatto sulla nostra determinazione a portare avanti le azionidi combattimento", ha aggiunto il diplomatico.

ONU, bene riapertura del valico di Gaza per aiuti

Le Nazioni Unite accolgono con favore l'annuncio di Israele secondo cui il valico di frontiera di Kerem Shalom sarà aperto per la consegna diretta di aiuti umanitari a Gaza, affermando che prima è, meglio è. Lo riportano i media internazionali. Il portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric afferma che "la rapida attuazione di questo accordo aumenterà il flusso di aiuti" e "un cessate il fuoco umanitario aumentera' ancora di piu' la distribuzione di tali aiuti in tutta Gaza".  

Dujarric afferma inoltre che funzionari umanitari delle Nazioni Unite hanno riferito venerdì che la sofferenza umanitaria dei palestinesi a Gaza è stata aggravata dalle inondazioni provocate dalle forti piogge degli ultimi giorni nel territorio.

Media palestinesi, intensi bombardamenti su Striscia di Gaza

"Intensi bombardamenti" da parte di Israele sono in corso in tutta la Striscia di Gaza, compresa la città meridionale di Khan Younis e le aree nel nord dell'enclave. Lo riferiscono - secondo quanto riportato da TheTimes of Israel - alcuni media palestinesi.

70 giorni dopo l'attaco di Hamas , ancora si cercano i resti delle vittime

Israele: "Non ci sono i presupposti per la ripresa dei negoziati sulla Striscia di Gaza in Qatar"

Lo ha detto l'ambasciatore israeliano in Russia Alexander Ben Zvi alla Tass. "In questa fase tutto è uguale, non ci sono novità. So che varie parti stanno facendo dei tentativi. Ma finora questi tentativi non hanno portato ad alcun successo. Non vedo nulla in questa fase", ha detto in risposta a una domanda correlata.

Il capo del Mossad vedrà il premier del Qatar per colloqui sugli ostaggi

Il direttore del Mossad, David Barnea, incontrerà il primo ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman al Thani in Europa questo fine settimana per discutere la ripresa dei negoziati per un accordo che garantisca il rilascio degli ostaggi detenuti da Hamas a Gaza. Lo scrive il sito americano Axios. Si tratta del primo incontro tra alti funzionari israeliani e del Qatar dopo la fine del cessate il fuoco a Gaza.

Israele, identificato il terzo ostaggio ucciso per errore

È stato identificato il terzo ostaggio israeliano ucciso per errore dalle forze di difesa israeliane. Il Forum sulle famiglie degli ostaggi e delle persone scomparse ha identificato Alon Shamriz, 26 anni, che viveva nel quartiere Young Generation del Kibbutz Kfar Aza. Gli altri due ostaggi uccisi per errore dalle forze di difesa israeliane sono stati identificati come Samer Al Talalka, 25 anni, e Yotam Haim, 28 anni.