La guerra di Gaza, giorno 65

Hamas: vogliamo il califfato. Italia, Francia e Germania con Borrell: imporre sanzioni

Mosca ora chiede di rilasciare gli ostaggi. Israele: non intendiamo espellere i palestinesi dalla Striscia. Washington Post: Stato ebraico ha usato armi statunitensi al fosforo contro il Libano. Domani l'Onu vota una nuova risoluzione

Secondo il quotidiano Haaretz non sono in corso colloqui tra Israele e Hamas per il rilascio degli ostaggi ma il canale di mediazione del Qatar è ancora attivo il canale

Non ci sarebbe nessun colloquio in corso tra Israele e Hamas in vista di un nuovo accordo per il rilascio degli ostaggi che sono stati rapiti in seguito all'attacco del 7  ottobre. Lo scrive 'Haaretz' che cita una fonte anonima a conoscenza  della questione e che sembra smentire le ricostruzioni precedenti di  'Channel 12' che citavano una fonte israeliana che parlava di uno spiraglio per negoziare un nuovo accordo parziale per il rilascio  degli ostaggi rapiti in occasione dell'attacco di Hamas ad Israele.  "Né Israele né Hamas hanno presentato alcuna nuova proposta per un  cessate il fuoco e il rilascio dei restanti ostaggi israeliani a  Gaza", ha detto ad 'Haaretz' un funzionario coinvolto nel processo. Tuttavia un'altra fonte ha detto al giornale che il canale di  mediazione del Qatar è ancora attivo e le parti potrebbero ancora  muoversi verso un nuovo accordo.

Nella città vecchia di Gerusalemme, silenziosa e deserta (Video)

Onu: "Portati a Gaza cibo e carburante, ma sotto la media"

Domenica notte cento camion carichi di aiuti umanitari sono entrati a Gaza passando dall'Egitto. Lo ha detto il segretariato generale delle Nazioni Unite, che ha ricordato come la cifra sia più bassa rispetto ai cinquecento camion che sono entrati ogni giorno durante la pausa umanitaria. Nel corso del weekend sono stati consegnati, in media, 150 mila litri di carburante, sempre arrivati attraverso l'Egitto, contro i 67 mila litri giornalieri dei tre giorni precedenti. Le scorte, ha spiegato l'Onu, rappresentano la "quantità minima per prevenire il collasso dei servizi chiave, inclusi ospedali e ambulanze, acqua, infrastrutture sanitarie e rifugi per gli sfollati". Domenica sono state consegnate anche 45 tonnellate di gas da cucina. E' la prima consegna di questo tipo dalla ripresa delle ostilità tra Hamas e Israele.

Le testimonianze dei sopravvissuti del 7 ottobre raccolte dalla Shoah Foundation di Spielberg (Video)

Secondo Times of Israel si starebbe aprendo uno spiraglio per negoziare un nuovo accordo parziale per il rilascio degli ostaggi

Si starebbe aprendo uno spiraglio per negoziare un nuovo accordo parziale per il rilascio degli ostaggi rapiti in occasione dell'attacco di Hamas ad Israele lo scorso 7  ottobre. A sostenerlo è The Times of Israel che cita il canale tv  israeliano Channel 12. "Le condizioni sono mature per un quadro in  cui sia possibile iniziare a redigere nuovi accordi, dal punto di  vista di Hamas e di Israele", ha detto la fonte anonima israeliana all'emittente tv. Un accordo che, secondo quanto trapela, sarebbe  "umanitario" e che potrebbe includere le donne, i feriti, i malati e  gli anziani. Si ritiene che tra gli ostaggi ci siano 15 donne non  militari e due bambini: Ariel Bibas, 5 anni, e il suo fratellino Kfir. Il capo del Mossad David Barnea e l'uomo di punta dell'Idf Nitzan Alon sono stati "invitati ad ascoltare ciò che gli intermediari stanno  proponendo", ma non ad avviare proposte proprie. "Se i qatarioti vogliono essere ascoltati, li ascolteremo", dice la fonte anonima. Si  stima che nessun nuovo accordo è previsto per la prossima settimana ma Israele vuole aprire una finestra a un possibile accordo in mezzo alla crescente pressione militare dell'Idf su Hamas, in modo che se Yahya  Sinwar, il leader di Hamas nella Striscia di Gaza, si dimostrerà pronto, i termini saranno in vigore - come è stato il caso della  tregua di una settimana a fine novembre.

Hezbollah afferma di aver sparato alcuni missili anticarro dal sud del Libano verso il nord di Israele

Hezbollah afferma di aver sparato  alcuni missili anticarro dal sud del Libano contro una casa nella città di Metula, nel nord di Israele. In una dichiarazione, il gruppo libanese afferma che l'attacco è una risposta alla morte del sindaco del villaggio libanese di Taybeh, Hussein Ali Mansour, che sarebbe  stato ucciso dopo un bombardamento dell'Idf. Lo riferisce 'The Times  of Israel'. Hezbollah sostiene che la casa di Metula colpita era usata dall'Idf. Non ci sono notizie immediate di feriti nell'attacco. Metula è stata in gran parte evacuata dai residenti a causa degli attacchi di Hezbollah.

Metula Getty
Metula

Il Consiglio Supremo di Difesa, in una nota del Quirinale, esprime preoccupazione per atti di antisemitismo nel mondi e in Italia

Il Consiglio Supremo di Difesa (CSD) ha "condannato senza riserve le brutalità commesse da Hamas in Israele lo scorso 7 ottobre, con atti di terrorismo che hanno causato più di mille morti deliberatamente tra i civili - tra questi tre italiani - e portato al rapimento di più di duecento persone tra i quali donne, bambini e anziani. Ha anche espresso preoccupazione per gli atti di antisemitismo perpetrati in molte parti del mondo e in Italia".

"Fermo il diritto di Israele all'autodifesa nel rispetto del diritto internazionale, va assolutamente assicurata l'incolumità della popolazione civile,  tenendo conto dell'aggravamento della situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, dove vivono oltre due milioni di Palestinesi. Va  scongiurato l'allargamento del conflitto nella regione. Anche per  questo va rigorosamente fermato l'acuirsi degli scontri in  Cisgiordania. Per l'Italia resta inoltre fondamentale la protezione dei connazionali presenti in Israele e nella Striscia di Gaza"

consiglio supremo difesa con Mattarella , 11 12 2023 ansa
consiglio supremo difesa con Mattarella , 11 12 2023

Il Ministro della Difesa israeliano, Gallant, ha affermato che Israele non ha intenzione di rimanere permanentemente nella Striscia di Gaza

Il ministro della Difesa israeliano, Gallant, ha dichiarato ai giornalisti in una conferenza stampa che i combattenti di Hamas hanno due opzioni: "arrendersi senza condizioni o morire". E ha aggiunto: "Eliminare Hamas politicamente e militarmente è l'obiettivo, e noi lo realizzeremo. Stiamo assediando le ultime roccaforti di Hamas a Jabalia e Shuja'iya". E ha affermato che Israele non ha intenzione di rimanere permanentemente nella Striscia di Gaza anzi è disponibile a discutere alternative su chi controllerà Gaza dopo la guerra, purché non sia ostile a Israele.
Alla domanda su un rapporto secondo cui Israele avrebbe usato munizioni illegali al fosforo bianco durante le sue operazioni militari, Gallant ha risposto che il suo esercito opera secondo il diritto internazionale.
 

Ministro Difesa israeliano Yoav Gallant LaPresse
Ministro Difesa israeliano Yoav Gallant

Il Ministro Benny Gantz: "''Israele deve rimuovere la minaccia di Hezbollah''

''Israele deve rimuovere la minaccia di Hezbollah'' al nord del Paese. Lo ha dichiarato il ministro del gabinetto di guerra israeliano ed ex capo di Stato Maggiore Benny Gantz al Segretario di Stato Usa Antony Blinken. ''Ho illustrato al  Segretario l'aumentata aggressione e il numero maggiore di attacchi da parte degli Hezbollah sostenuti dall'Iran'', ha detto Gantz,  affermando che ''Israele deve rimuovere questa minaccia alla  popolazione civile nel nord di Israele''.  Gantz, che guida uno dei principali partiti all'opposizione in  Israele, ha anche ringraziato Blinken per il veto posto dagli Stati  Uniti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che ha impedito  l'approvazione di una risoluzione di richiesta del cessate il fuoco.

unità di artiglieria israeliana spara da una posizione nell'Alta Galilea 11 12 2023 Afp
unità di artiglieria israeliana spara da una posizione nell'Alta Galilea 11 12 2023

Un piccolo gruppo dell'estrema destra ebraica ha annunciato oggi di aver offerto una taglia sulla testa di Yahya Sinwar, il leader di Hamas

Un piccolo gruppo dell'estrema destra ebraica ha annunciato oggi di aver offerto una taglia sulla testa di Yahya Sinwar, il leader di Hamas a Gaza. Sul web il gruppo 'Torat Lehimà' (in ebraico 'le regole di combattimento') ha mostrato un volantino in arabo, indirizzato agli abitanti di Gaza. ''Abbiamo sentito che siete in cerca di lavoro - hanno scritto. - Offriamo 100 mila shekel  pari a 25 mila euro per la testa di Sinwar. Recapitatela al primo soldato incui vi imbattete'. In apparenza uno di questi volantini e' statoattaccato su una casa di Gaza.  Un portavoce militare ha assicurato che l'esercito è del tutto estraneo a questa iniziativa e ha ribadito che ai militariimpegnati a Gaza e' assolutamente vietato portare avantiiniziative politiche di alcun genere. Ieri il portavoce militare Daniel Hagari ha inoltre criticato severamente alcuni episodi di soldati che, a quanto pare, si sono comportati in una maniera ''inconciliabile con la disciplina militare''.

Eylon Levy, portavoce del governo israeliano:"20 gli ostaggi uccisi a Gaza da Hamas dal 7 ottobre"

Dal 7 ottobre scorso Hamas ha ucciso 20 ostaggi israeliani in cattività a Gaza". Lo ha detto Eylon Levy, portavoce del governo nel briefing quotidiano con la stampa. "Gli ostaggi a Gaza - ha proseguito - sono 137: di questi, 117 sono maschi e 20 femmine. 126 sono cittadini israeliani e 11 stranieri. 10 del totale hanno oltre 75 anni eci sono anche due bambini, i Bibas". "Hamas - ha sottolineato -continua a detenere i cadaveri degli ostaggi uccisi".

Conflitto israelo palestinese,Rafah , 11 12 2023 Ap
Conflitto israelo palestinese,Rafah , 11 12 2023

La premier Giorgia Meloni: "Hamas vuole provocare guerra di civiltà"

"Penso che quello che è accaduto debba essere condannato sempre e senza ambiguità, perché se noi ci abituiamo all'orrore abbiamo un problema serio". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla presentazione di PhotoAnsa 2023. "Da quel 7 ottobre, mi sono sempre chiesta perché ci fosse bisogno di mettersi una telecamera in testa per riprendere scene raccapriccianti come quelle che noi abbiamo visto: l'idea che mi sono fatta è che mostrare al mondo quella ferocia fosse anche un tentativo per costringere Israele a una risposta tale da aprire un solco incolmabile con i Paesi islamici della regione che stavano cercando di normalizzare i loro rapporti con Israele". "Penso che da parte di Hamas la questione palestinese sia utilizzata per procurare una guerra di civiltà - ha aggiunto -: se partiamo da questa lettura o da questa consapevolezza è evidente che la prima cosa che non dobbiamo smettere di fare è dialogare con i Paesi arabi della regione, che è l'impegno del governo italiano".

il portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale, John Kirby: "Preoccupati da notizie sull'utilizzo di munizioni al fosforo bianco"

Gli Stati Uniti sono "certamente preoccupati" dalle notizie riguardanti l'uso di munizioni al fosforo bianco da parte di Israele in aree abitate dai civili. Lo ha detto il portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale, John Kirby, in un briefing a bordo dell'Air Force One. Kirby ha ricordato che le munizioni al fosforo bianco hanno una "utilità militare legittima" e che gli Usa, nel fornire atrumenti militari ai Paesi alleati "si aspettano" che questi vengano "usati legittimamente e in linea con le leggi di guerra". E' stato il Washington Post a riferire che Israele avrebbe usato munizioni al fosforo bianco da 155mm, provenienti dagli arsenali Usa, per bombardare un villaggio nel sud del Libano.

Bombardamento nell'area di Hamdan in una scuola dell'UNRWA destinata a rifugio @timesofgaza
Bombardamento nell'area di Hamdan in una scuola dell'UNRWA destinata a rifugio

Netanyahu: l'Anp come Hamas, vuole distruggerci, ma per gradi

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato alla commissione Esteri e Difesa della Knesset che l'Autorità nazionale palestinese (Anp) vuole distruggere Israele "per fasi", secondo le indiscrezioni emerse dall'incontro a porte chiuse pubblicate dai media ebraici. "La differenza tra Hamas e l'Autorità nazionale palestinese è solo che Hamas vuole distruggerci qui e ora e l'Autorità nazionale palestinese vuole farlo per gradi", ha affermato.  Netanyahu ha ripetutamente affermato di non considerare l'Anp come un'opzione praticabile per governare Gaza dopo la guerra con Hamas, citando il suo sostegno indiretto al terrorismo attraverso l'istruzione e il pagamento di stipendi ai terroristi e alle loro famiglie. L'amministrazione Biden, al contrario, prevede una Anp "rivitalizzata" che svolgerà un ruolo centrale nella Gaza del dopoguerra.

Gantz a Blinken: eliminare la minaccia posta da Hezbollah

 Il ministro del gabinetto di guerra israeliano, Benny Gantz, ha avuto oggi un colloquio con il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, nel corso del quale ha sottolineato che "Israele dovrà rimuovere la minaccia rappresentata da Hezbollah lungo il confine settentrionale". Lo ha reso noto l'ufficio di Gantz in una nota riportata dal Times of Israel. Nel corso del colloquio il ministro ha anche ringraziato Blinken per il veto posto dagli Stati Uniti alla risoluzione presentata la scorsa settimana al Consiglio di sicurezza Onu per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.

Hamas: vogliamo costruire un califfato con Gerusalemme capitale

 ''I palestinesi sono sempre stati combattenti in tutta la Storia. Adesso si preparano a liberare Gerusalemme e la moschea al-Aqsa. Voglio dirlo chiaro: si preparano a costituire un Califfato. Gerusalemme sara' la capitale non solo della Palestina e di un Stato indipendente, ma di un Califfato islamico'': lo ha detto alla Tv al-Aqsa di Hamas l'ex ministro degli interni di Hamas Fathi Hammad. Secondo il centro di monitoraggio Memri Hammad ha definito Abu Mazen "patetico", auspicando che si faccia da parte. Il sito Ynet rileva che al-Fatah ha replicato a Hammad accusando Hamas di ''degenerazione morale'' e chiedendo pubbliche scuse.

Giorgia Meloni: la crisi non diventi il conflitto che voleva Hamas

"Bisogna darsi dei tempi, l'Unione europea può giocare un ruolo non secondario, e un ruolo importante lo gioca l'Autorità nazionale palestinese, a cui dobbiamo restituire un ruolo. L'altra priorità a cui ci stiamo dedicando è quella degli aiuti militari, per la situazione a Gaza. È molto importante che si continui a fare questo lavoro con le altre nazioni per una de-escalation. E poi c'è l'interlocuzione con Israele che continua in modo costante. Dobbiamo lavorare con responsabilità la crisi non diventi il conflitto che secondo me Hamas voleva procurare". Così la premier Giorgia Meloni parlando alla presentazione di PhotoAnsa 2023.

Hamas: 18.205 morti nella Striscia

I morti a Gaza sarebbero arrivati a 18.205, secondo quanto riferisce il ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas. Questo bilancio non distinge tra vittime civili e militari e non ne è possibile una verifica indipendente.

Forze di difesa israeliane: sventato un attacco contro un accampamento

 Soldati israeliani hanno sventato un tentativo di miliziani di Hamas di assaltare il loro accampamento. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui "riservisti della 6/a Brigata hanno ricevuto dall'intelligence l'informazione di un attacco programmato da parte di Hamas". I soldati - ha aggiunto - hanno aperto il fuoco contro "armati di Hamas usciti da un tunnel" che poi è stato fatto esplodere. 

Unrwa: il personale si sente "abbandonato da comunità internazionale"

Il personale dell'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) nella Striscia di Gaza si sente "abbandonato dalla comunità internazionale" dopo il veto posto dagli Stati Uniti alla risoluzione Onu che chiedeva un immediato cessate il fuoco del conflitto in corso dal 7 ottobre scorso. Lo ha detto il direttore dell'Unrwa, Philippe Lazzarini, alla Cnn. "Va oltre la delusione. Si sentono abbandonati dalla comunità internazionale - ha detto Lazzarini ad Arish, in Egitto - non riescono ancora a capire perché, dopo che 17.000 persone sono state uccise, dopo che quasi tutta la popolazione è stata sfollata, non riusciamo ancora a trovare un accordo per un cessate il fuoco".

Qatar: continueremo a finanziare Gaza come facciamo da anni

Il Qatar continuerà a finanziare Gaza per sostenere l'enclave, come fa da anni: ha dichiarato lunedì alla Cnn il ministro per gli Affari esteri Mohammed bin Abdulaziz Al-Khulaifi. "Non cambieremo il nostro mandato, il continuo aiuto e sostegno ai nostri fratelli e sorelle della Palestina. Continueremo a farlo sistematicamente come abbiamo fatto in precedenza", ha detto. Le affermazioni del ministro qatarino piombano nel contesto di una crescente rabbia in Israele per anni di pagamenti da parte dello Stato del Golfo ad Hamas, nell'ambito di un accordo che vedeva diplomatici del Qatar arrivare nell'enclave ogni mese con valigie contenenti 15 milioni di dollari in contanti, che avrebbero dovuto contribuire a pagare i dipendenti pubblici di Gaza. Le immagini del 2018 mostravano i lavoratori in fila per ricevere banconote da 100 dollari. Israele approvò l'accordo in una riunione del gabinetto di sicurezza nell'agosto 2018, durante un precedente mandato di Benyamin Netanyahu come primo ministro. All'epoca, Netanyahu era stato criticato per essere stato morbido con Hamas. Dopo che l'inviato del Qatar a Gaza, Mohamed Al Emadi, ebbe consegnato le prime valigie di contanti nel novembre 2018, Netanyahu difese l'iniziativa: "Sto facendo tutto il possibile in coordinamento con gli esperti di sicurezza per riportare la calma nei villaggi (israeliani) del sud, ma anche per prevenire un disastro umanitario (a Gaza). È un processo. Penso che in questo momento questo sia il passo giusto", aveva detto Netanyahu, come ricorda la Cnn.

Unrwa: a Gaza "sempre più persone non mangiano da giorni"

Il direttore dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa), Philippe Lazzarini, ha informato gli ambasciatori dell'Onu che hanno visitato il valico di frontiera di Rafah della disastrosa situazione umanitaria a Gaza. C'è "profonda frustrazione, delusione e un po' di indignazione anche perché non riusciamo nemmeno a raggiungere un consenso per un cessate-il-fuoco", ha dichiarato dopo l'incontro. "Non esiste un posto veramente sicuro nella Striscia di Gaza, anche le sedi delle Nazioni Unite sono state colpite", ha aggiunto. Secondo Lazzarini, la situazione dei palestinesi a Gaza è disperata: "sempre più persone non mangiano da un giorno, due giorni, tre giorni, alla gente manca tutto". Secondo l'Onu, più della metà delle case sono state distrutte o danneggiate dalla guerra a Gaza dove sono sfollate 1,9 milioni di persone, ovvero l'85 per cento della popolazione.

Washington Post: Israele ha usato armi statunitensi al fosforo contro il Libano

Israele ha utilizzato munizioni al fosforo bianco fornite dagli Stati Uniti in un attacco messo a segno lo scorso ottobre nel sud del Libano, che ha causato il ferimento di almeno nove civili. Lo riporta oggi il Washington Post che ha analizzato frammenti di tre colpi di artiglieria da 155 millimetri lanciati contro Dheira, vicino al confine con Israele. Già lo scorso ottobre, Amnesty International aveva denunciato l'uso di armi al fosforo da parte di Israele, affermando che l'attacco alla città di Dheira "deve essere indagato come crimine di guerra in quanto si è trattato di un attacco indiscriminato che ha ferito almeno nove persone e causato danni a obiettivi civili, dunque illegale".

Il governo francese: abbattuti droni sul Mar Rosso, evitare escalation

Il ministero degli Esteri francese ha lanciato oggi un appello "ad evitare ogni escalation regionale" dopo che una fregata francese ha abbattuto, nel mar Rosso, due droni provenienti dallo Yemen del nord, territorio sotto controllo della formazione islamista sciita Ansar Allah nota anche come “movimento houthi”, che minaccia di bloccare quello sbocco strategico per il conflitto fra Israele e Hamas: "Condanniamo tutte le violazioni alla libertà di navigazione", ha fatto sapere il Quai d'Orsay in un comunicato, assicurando di seguire "da molto vicino l'evoluzione della situazione nel mar Rosso e nella zona dello stretto di Bab el Mandeb". 

Hamas: ostaggi liberati vivi solo alle nostre condizioni

Il portavoce dell'ala militare di Hamas, Abu Obaida, ha ribadito che "Israele e i suoi sostenitori non saranno in grado di riavere vivi i prigionieri senza un accordo sullo scambio di prigionieri e senza accettare le condizioni dell'ala militare di Hamas". Lo scrive Haaretz. Obaida ha anche affermato che "le forze della resistenza sono ancora in buone condizioni e migliaia di combattenti stanno ancora aspettando istruzioni e non hanno ancora fatto il loro dovere", e che non hanno altra scelta che "continuare a combattere per affrontare l'olocausto che Israele sta provocando per spezzare la volontà del popolo palestinese". Secondo il portavoce, lo scopo dichiarato di Israele nella lotta per sconfiggere Hamas è quello di "servire l'arena interna di Israele e soddisfare la sete di sangue palestinese della destra"

Ex ostaggio a tv: testimonianze di quattro donne aggredite sessualmente

Una ex ostaggio, Chen Goldstein-Almog, ha raccontato alla tv Kan, citata dai media, di aver incontrato, quando era a Gaza, altre 3 rapite che le hanno detto di essere state aggredite sessualmente e di aver ascoltato una storia simile da una quarta. "Abbiamo udito tre storie in prima persona e - ha spiegato - un'altra ci è stata raccontata. Cose accadute poche settimane dopo il loro arrivo a Gaza. Sono fisicamente feriti". "Nel modo in cui le hanno aggredite sessualmente e profanato i loro corpi - ha sottolineato - non sanno come se la caveranno". "Se fossero state rilasciate prima, sarebbero stati risparmiate. Abbiamo anche visto - ha proseguito - un ragazzo che è stato picchiato". "Bisogna fare di tutto - ha concluso il suo racconto alla tv - per farli uscire" dalla Striscia.

Israele contesta la visita della delegazione Onu a Rafah

L'ambasciatore israeliano all'Onu, Gilad Erdan, ha definito la visita della delegazione delle Nazioni Unite al confine di Gaza "di parte" e ha detto che questo dimostra che "il Consiglio di Sicurezza si preoccupa solo degli abitanti di Gaza e ignora la sofferenza degli israeliani e il destino degli ostaggi". E così ha insistito: "La visita sbagliata della delegazione del Consiglio di Sicurezza, che finora non ha condannato Hamas, invalida qualsiasi legittimità delle sue decisioni sulla guerra a Gaza. Ed è un peccato". Oggi una delegazione di ambasciatori di Paesi del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite visiterà il valico di Rafah per valutare direttamente la situazione degli aiuti umanitari per i residenti di Gaza e come possono essere migliorati: sono presenti più di 10 ambasciatori ma non rappresentanti degli Stati Uniti, della Francia e del Gabon. Gli ambasciatori - il cui viaggio è stato organizzato dagli Emirati Arabi Uniti e dall'Egitto- sono arrivati stamane all'aeroporto internazionale di Al Arish con l'intenzione di visitare i centri degli aiuti umanitari alla Striscia. La visita, che porterà la delegazione al valico di Rafah, l'unica uscita da Gaza non controllata da Israele, arriva dopo il veto posto venerdì scorso dagli Stati Uniti all'ultima risoluzione del Consiglio di Sicurezza, che chiedeva un immediato cessate il fuoco a Gaza

Unrwa: 85% di sfollati interni nella Striscia

Circa 1,9 milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case nella Striscia di Gaza, pari all'85% della popolazione dell'enclave palestinese: lo ha affermato oggi l'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e dei rifugiati palestinesi in Medio Oriente (Unrwa). "Al 10 dicembre, secondo l'Unrwa, si stima che quasi 1,9 milioni di persone a Gaza, ovvero quasi l'85% della popolazione, fossero sfollati interni", ha affermato la stessa agenzia. Secondo quanto spiegato, l'enclave ha registrato un aumento significativo di alcune malattie trasmissibili a causa delle difficili condizioni nei rifugi. "A causa del sovraffollamento e delle cattive condizioni igieniche nei rifugi dell'Unrwa nel sud, si è verificato un aumento significativo di alcune malattie e condizioni trasmissibili come diarrea, infezioni respiratorie acute, infezioni della pelle e condizioni legate all'igiene come i pidocchi", si legge nella nota dell'agenzia Onu.

Forze di difesa israeliane: 582 soldati feriti dall'inizio dell'operazione di terra

- L'esercito israeliano ha aggiornato il bilancio dei soldati feriti dall'inizio dell'incursione di terra nella Striscia di Gaza, avviata alla fine di ottobre. 582 soldati sono rimasti feriti, oltre ai 104 uccisi. Tra i soldati feriti ci sono stati 133 gravemente feriti, 218 moderatamente feriti e 231 leggermente feriti.Secondo i dati dell'Idf, attualmente ci sono 34 soldati ricoverati in ospedale in condizioni gravi, 210 in condizioni moderate e 149 in buone condizioni. Dal 7 ottobre, 433 soldati sono stati uccisi e 1.645 feriti, di cui 261 gravi, 456 moderati e 928 leggeri.

Le forze di difesa israeliane dicono di avere arrestato 18 palestinesi in Cisgiordania

L'esercito israeliano e le forze di sicurezza hanno fatto sapere di aver arrestato durante la notte scorsa 18 persone in Cisgiordania, 5 delle quali ritenute affiliate ad Hamas. Gli arresti - con confisca di armi e munizioni - sono avvenuti nel campo profughi di Balata, nelle città di Dura and Tarqumya.

Il governo iraniano: l'unica cosa che condividiamo con Israele è non credere nella soluzione dei due stati

L'unica cosa che Iran e Israele condividono è che entrambi non credono nella soluzione dei due Stati, ha detto lunedì il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian traducendo un forum internazionale a Doha. Durante il forum, Amirabdollahian ha ribadito la proposta iraniana di indire un referendum per determinare il destino della Palestina, con la possibilità di votare solo per i discendenti di coloro che vivevano lì prima del 1948. La maggior parte dei paesi sostiene pubblicamente la creazione di uno Stato palestinese separato accanto a Israele. I critici della politica israeliana affermano che le sue azioni mirano a rendere impossibile questo obiettivo.

Tajani: non si possono equiparare i coloni a Hamas

"Io condanno le violenze e le altre intemperanze ma non sono azioni terroristiche quelle dei coloni, è una scelta che non condivido quella di usare violenza o aggredire la popolazione palestinese che vive là ma non possiamo equiparare Hamas a dei coloni ebrei che vivono là. Sono cose ben diverse". Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a margine del Consiglio Esteri a Bruxelles, in merito alla proposta di vietare l'ingresso dei coloni estremisti nell'area Schengen. 

Antonio Tajani, ministro degli Esteri dell'Italia European Union
Antonio Tajani, ministro degli Esteri dell'Italia

Sciopero generale anche in Libano

Uno sciopero generale per denunciare le atrocità commesse da Israele contro la popolazione della Striscia di Gaza è in corso in tutto il Libano dove le istituzioni pubbliche, le scuole, le università, le banche e numerosi esercizi commerciali sono rimasti chiusi a Beirut, Tripoli, Sidone, Tiro e altre città del Paese. Lo riferiscono i media locali. Il Libano è coinvolto direttamente nella guerra con Israele dall'8 ottobre, da quando gli Hezbollah, alleati di Hamas e dell'Iran, hanno avviato una guerra di sostegno al movimento palestinese tenendo alta la pressione contro il nemico israeliano, prendendo di mira dal sud del Libano postazioni militari israeliane. Decine di migliaia di libanesi delle aree meridionali a ridosso del fronte di guerra hanno dovuto abbandonare le loro case. Gli intensi bombardamenti israeliani hanno causato la distruzione di numerose abitazioni civili e, nelle ultime ore, hanno raso al suolo un intero quartiere di una cittadina libanese al confine.

Mosca chiede a Hamas il rilascio immediato degli ostaggi

L'inviato speciale russo per il Medio Oriente, Mikhail Bogdanov, ha avuto colloqui con diverse fazioni palestinesi, tra cui Hamas, sottolineando l'esigenza di una cessazione delle ostilità e di un immediato rilascio degli ostaggi. Bogdanov, ha fatto sapere il ministero degli Esteri russo, citato dall'agenzia Tass, ha parlato tra ieri e oggi con rappresentanti dell'Olp, del Fronte popolare per la liberazione della Palestina e con il vice presidente del Politburo di Hamas, Musa Abu Marzouk. "La parte russa - si legge in una nota del servizio diplomatico di Mosca - ha confermato la sua posizione sulla necessità di una cessazione delle ostilità e di una soluzione immediata di tutti i problemi umanitari, compreso il rilascio degli ostaggi".

Ong: 4 morti negli attacchi israeliani in Siria

 Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh), gli attacchi notturni israeliani sulla Siria hanno provocato quattro morti, tra cui due combattenti di Hezbollah. "Due combattenti di Hezbollah e due guardie siriane" che lavoravano in uno dei siti del movimento libanese sono stati uccisi, e altri tre combattenti e tre civili sono rimasti feriti domenica sera, ha affermato la Ong. Due siti di Hezbollah nella zona di Sayyeda Zeinab, a sud di Damasco e "un'unità radar" vicino all'aeroporto della capitale siriana sono stati colpiti dai raid, ha aggiunto. Il movimento libanese ha diffuso dei comunicati in cui ha annunciato la morte di due suoi combattenti, senza specificare dove e quando. Ma una fonte vicina a Hezbollah ha dichiarato all'Afp, in condizione di anonimato, che i due sono stati uccisi in Siria.

Altri 3 soldati uccisi a Gaza, il totale è ora a 104

L'esercito israeliano ha annunciato la morte di altri soldati riservisti uccisi durante i combattimenti nel sud della Striscia, nella zona di Khan Yunis.
Il totale dei militari deceduti, secondo i dati ufficiali, sale a 104

Il governo belga: bandire i coloni israeliani violenti dall'area Schengen

"Siamo preoccupati per la situazione in Cisgiordania. Secondo le Nazioni Unite, la situazione è estremamente preoccupante. Prima si registravano più o meno tre atti di violenza al giorno. Ora siamo a sette atti di violenza al giorno, commessi da coloni estremisti e violenti. Il Belgio ha deciso di adottare misure per bandire i coloni violenti dal proprio territorio, ma perché questa misura sia efficace, oggi pomeriggio sosterrò la necessità di denunciare e bandire i coloni violenti in tutta l'area Schengen". Lo ha detto la ministra degli Esteri del Belgio, Hadja Lahbib, a margine del Consiglio Affari Esteri.  "Siamo profondamente preoccupati per la situazione a Gaza, che è insopportabilmente umanitaria. Continuiamo a chiedere l'immediata cessazione delle  ostilità, per consentire un cessate il fuoco umanitario che speriamo porti a negoziati e alla ripresa dei colloqui di pace. La situazione è estremamente preoccupante. I corridoi umanitari sono assolutamente essenziali per consentire la consegna degli aiuti umanitari e, naturalmente, il rilascio degli ostaggi", ha ancora detto Lahbib. Il Belgio dal primo gennaio sarà presidente di turno dell'Ue. 

Hadja Lahbib, ministra degli Esteri del Belgio European Union
Hadja Lahbib, ministra degli Esteri del Belgio

Netanyahu ha formato un team per studiare il dopoguerra a Gaza

Un piccolo team per mettere a punto un piano per Gaza una volta finita la guerra. E' quello che - secondo la tv Canale 13 - ha istituto il premier Benyamin Netanyahu inserendovi rappresentanti politici di spicco e funzionari della difesa. Secondo la tv, il team è guidato dal Consigliere della sicurezza nazionale Tzachi Hanegbi - uno stretto alleato del premier - e conta il ministro degli affari strategici Ron Dermer insieme ad esponenti dell'esercito, dello Shin Bet e del Mossad. La tv ha citato la presenza nel team anche dell'ambasciatore negli Usa Mike Herzog che avrebbe già partecipato a 4 riunioni della squadra che dovrebbe di nuovo incontrarsi questa settimana. Gli Usa - secondo la stessa fonte - sono stati informati dell'esistenza della squadra. 

Razzi da Gaza, sirene a Tel Aviv e nel centro di Israele

Le sirene di allarme anti razzi da Gaza sono tornate a risuonare a Tel Aviv e nel centro di Israele mandando la gente nei rifugi. Lo ha constatato l'ANSA sul posto. In aria si sono sentite numerose esplosioni dovute all'intercettazione dei razzi da parte del sistema di difesa, Iron dome. L'ultimo allarme era stato venerdì scorso. Le sirene di allarme sono risuonate anche nel sud di Israele a ridosso della Striscia.

Borrell: a Gaza non ci sono più rifugi

"Ho presentato un documento di sintesi per discutere cosa fare a Gaza una volta finiti gli attacchi, e cosa fare con la popolazione di Gaza. La gente continua a dire che non dovrebbero essere espulsi dalla loro terra. Ma è difficile continuare a dirlo quando le persone scappano dai bombardamenti e cercano rifugi, a Gaza non ci sono più rifugi. Non esiste un posto sicuro a Gaza, questo è ciò che dicono le Nazioni Unite". Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Josep Borrell, al suo arrivo al Consiglio Esteri.

Ripresi intensi bombardamenti di Israele nel sud del Libano

Sono ripresi intensi stamani i bombardamenti israeliani sul sud del Libano a ridosso della linea del fronte con gli Hezbollah alleati dell'Iran e di Hamas. 

Secondo fonti locali e media libanesi, l'artiglieria israeliana ha colpito diverse località lungo la linea di demarcazione tra i due Paesi all'indomani di un intenso bombardamento su Aitarun, cittadina libanese parzialmente rasa al suolo dai raid di Israele. Nelle ultime ore sono state colpite anche le località di Naqura, Jebbin, Shahin, Aita Shaab, Yarun, Khiam, Marwahin, Hula, Mais al Jabal, Blida, Mhaibib, Hamames e diverse altre.

Hezbollah rivendica gli attacchi contro Israele

Gli Hezbollah hanno rivendicato otto attacchi compiuti contro postazioni militari israeliane nell'Alta Galilea a ridosso della linea di demarcazione tra il Libano e Israele. Lo riferisce l'emittente tv libanese al Manar dello stesso Partito di Dio. Secondo quanto riferito, gli attacchi di Hezbollah contro Israele sono stati diretti contro caserme e postazioni dell'esercito israeliano nelle zone di fronte alle località libanesi di Naqura, Alma Shaab, Hunin, Hula, Dhahira, e nelle Fattorie di Shebaa e sulle colline di Kfar Shuba.

In Cisgiordania sciopero generale contro la guerra a Gaza

In Cisgiordania, è sciopero generale contro la guerra di Israele a Gaza: lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa. Lo sciopero, indetto dalle forze nazionali e islamiche in Cisgiordania, ha paralizzato tutti gli aspetti della vita, compresi i trasporti pubblici, l'istruzione, il settore finanziario e i negozi.

Siria: "Israele ha lanciato missili vicino Damasco"

"Intorno alle 23, il nemico israeliano ha effettuato un'aggressione aerea dalla direzione del Golan siriano occupato, prendendo di mira alcuni punti nelle vicinanze di Damasco". Lo ha riferito all'agenzia di stampa statale Sana una fonte militare siriana aggiungendo che le difese aeree hanno colpito "obiettivi nemici" sulla capitale dove si sono sentite diverse esplosioni.

Gli aerei da combattimento dell'aeronautica di Tel Aviv hanno lanciato i missili dalle alture di Golan. "Le nostre difese aeree hanno risposto ai missili e ne hanno abbattuti alcuni, e le perdite si sono limitate a perdite materiali", ha aggiunto la fonte. Non vi è stato alcun commento da parte di Israele sui presunti attacchi aerei, che arrivano dopo che quattro persone sono state uccise venerdì in un attacco di droni israeliani su un veicolo vicino al confine siriano sulle alture di Golan.

Israele: a Gaza armi ed esplosivi nei sacchi dell'Unrwa

Le truppe della 460esima Brigata corazzata hanno scoperto ordigni esplosivi e armi all'interno di una casa a Jabaliya, nel nord di Gaza. L'Idf afferma che alcune delle armi erano nascoste all'interno di borse con il logo dell'Unrwa. Nell'abitazione sono stati ritrovati anche lanciarazzi Rpg e un giubbotto antiproiettile per AK47.

Nelle immediate vicinanze di una scuola era inoltre parcheggiato un camion che conteneva missili di lunga gittata. Ieri il portavoce militare aveva anche denunciato il lancio di razzi di Hamas dall'interno delle zone umanitarie destinate agli sfollati, alla estremità meridionale della Striscia.

Esercito israeliano: a Gaza armi ed esplosivi nei sacchi dell'Unrwa (Video)

Emissari Onu oggi al valico di Rafah per operazioni umanitarie

Una decina di emissari del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite visiteranno oggi il valico di Rafah, al confine tra Egitto e Striscia di Gaza: lo riferisce l'agenzia di stampa Reuters. L'obiettivo è "scoprire" in prima persona "cosa è necessario in termini di aumento delle operazioni umanitarie per soddisfare i bisogni dei palestinesi a Gaza", ha spiegato l'ambasciatrice degli Emirati Arabi Uniti presso le Nazioni Unite, Lana Nusseibeh. La visita è organizzata dalle autorità degli Emirati Arabi Uniti.

Italia, Germania e Francia all'Ue, "sanzioni per Hamas"

I ministri degli Esteri di Italia, Francia e Germania sono favorevoli alla proposta dell'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell, di creare "un regime sanzionatorio contro i dirigenti di Hamas in solidarietà ad Israele e per contrastare le operazioni terroristi che del gruppo". 

In una lettera congiunta, Antonio Tajani, Catherine Colonna e Annalena Baerbock esprimono il loro "pieno sostegno alla proposta che dovrebbe permettere all'Ue di colpire i membri di Hamas, i gruppi affiliati e i sostenitori delle sue attività destabilizzanti".

Hezbollah: 100 membri del gruppo uccisi dall'inizio della guerra

Il movimento sciita libanese Hezbollah ha annunciato che altri due suoi membri sono stati uccisi in recenti attacchi israeliani: il bilancio delle vittime, tra gli esponenti del gruppo, è ora salito a 100 dall'inizio della guerra.

Il conteggio include membri di Hezbollah uccisi dagli attacchi dell'Idf nel sud del Libano, in risposta ai ripetuti attacchi al confine, così come diversi esponenti del movimento morti in Siria. Funzionari della difesa israeliani, citati dal Times of Israel a condizione di anonimato, stimano che questa cifra sia più alta e che Hezbollah stia nascondendo il numero reale delle vittime tra le sue fila.

Israele: nessun piano per spostare la popolazione fuori da Gaza

Israele non ha alcun piano per spostare la popolazione palestinese di Gaza fuori dalla Striscia. Lo ha ribadito il portavoce del premier Benyamin Netanyahu, Eylon Levy, definendo le informazioni al proposito "accuse scandalose e false".

Levy ha spiegato di riferirsi a quanto sostenuto dal ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi nel suo intervento a Doha, denunciando "lo sforzo sistematico di Israele di svuotare Gaza della sua gente". Levy, citato dai media, ha spiegato che Israele ha incoraggiato soltanto la popolazione di Gaza a lasciare le principali aree di combattimento, ma non la Striscia stessa.

Mezzaluna Rossa: "Raid vicino all'ospedale al-Amal a Khan Yunis"

La Mezzaluna Rossa Palestinese ha denunciato "diversi raid violenti" israeliani intorno all'ospedale Al-Amal, a Khan Younis: all'alba, gli aerei israeliani "hanno lanciato diversi raid nei pressi dell'ospedale Al-Amal e i bombardamenti di artiglieria sono continuati nel centro della città e nelle zone settentrionali della sede dell'associazione, che ospita 13mila persone sfollate", ha scritto l'organizzazione su X.

Israele: 8 razzi lanciati dal sud del Libano

Sono stati 8 i razzi lanciati dal sud del Libano verso il territorio israeliano a ridosso del confine dove poco prima erano risuonate le sirene di allarme. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui 6 dei razzi sono stati intercettati dal sistema difensivo, mentre 2 sono caduti in aree aperte. In risposta, l'artiglieria israeliana sta ora colpendo la fonte del lancio dei razzi.

Esercito israeliano: aspri combattimenti a Gaza City e Khan Yunis

La Striscia di Gaza è stata teatro sanguinoso di raid aerei israeliani e di intensi combattimenti oggi, dopo le minacce del movimento islamico palestinese Hamas di non rilasciare gli ostaggi che tiene "vivi", in assenza di negoziati.

Nella notte, un reporter dell'Afp ha riferito di pesanti attacchi aerei sulla città di Khan Yunis. Il ministero della Sanità di Hamas a Gaza ha riferito di "dozzine" di morti nei raid notturni.

La Jihad islamica, il secondo movimento islamista armato palestinese, ha affermato di aver fatto esplodere una casa a Gaza City in cui si trovavano soldati israeliani che cercavano di identificare l'imbocco di un tunnel sotterraneo.

L'esercito israeliano ha riferito di lanci di razzi da Gaza e di "aspri combattimenti" già ieri in quartieri di Gaza City e Khan Yunis, dove combattenti palestinesi "sono emersi dai tunnel", "hanno usato esplosivi" e utilizzato un "lanciarazzi".

Sirene d'allarme risuonano nel nord d'Israele

Sirene d'allarme sono risuonate nella Galilea occidentale e nell'alta Galilea, a Ma'alot-Tarshiha, Kfar Veradim, Fassuta e Mi'ilya, e in altre comunità circostanti. Lo riferisce l'esercito israeliano.

Mar Rosso, il cacciatorpediniere Usa intercetta il fuoco dei ribelli yemeniti

Esercito: oltre 100 soldati israeliani morti dall'avvio delle operazioni a Gaza

L'esercito ha rivelato l'identità di altri tre soldati uccisi nei combattimenti nella Striscia di Gaza. Interrogato dall'Afp, ha precisato che finora in questa offensiva di terra sono stati uccisi 101 soldati.

Il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Sullivan in Israele questa settimana

Il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Jake Sullivan visiterà Israele nel corso della settimana, riportano i media. 
In cima all'agenda di Sullivan - viene spiegato - ci sarà la pressione per un aumento degli aiuti umanitari a Gaza. Sullivan inoltre solleverà le preoccupazioni degli Stati Uniti riguardo alle vittime civili a Gaza, ha detto un funzionario americano.

In fuga verso Rafah, su strade disseminate di macerie e crateri di bombe

Domani riunione di emergenza dell'Assemblea generale dell'ONU

L'Assemblea generale delle Nazioni Unite si riunirà martedì in una sessione speciale di emergenza per discutere il veto presentato dagli Stati Uniti all'ultima risoluzione del Consiglio di Sicurezza venerdì scorso, che chiedeva di fermare immediatamente il fuoco a Gaza. 

Il veto degli Stati Uniti, pur non essendo il primo utilizzato - quasi sempre per sostenere Israele - ha sollevato in questa occasione numerose critiche da parte del mondo musulmano, ma anche di Russia, Cina e Paesi africani e asiatici. Il presidente dell'Assemblea può convocare una sessione straordinaria ogni volta che uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza - Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Regno Unito - si avvale del proprio diritto di veto per impedire una delibera che altrimenti avrebbe ottenuto la maggioranza necessaria (9 membri su 15). 

Già il 27 ottobre l'Assemblea si era riunita in maniera straordinaria, anche dopo l'ennesimo veto statunitense, e ha deciso di chiedere "una tregua umanitaria immediata, duratura e prolungata che porti alla cessazione delle ostilità". Quel testo è stato sostenuto da 120 paesi, tra cui Francia e Spagna, ed è stato respinto da 14 - Stati Uniti, Israele e altri 12 paesi alleati - mentre 45 si sono astenuti, tra cui Canada, Regno Unito, Germania e Italia. Giova ricordare che, a differenza delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza, quelle dell'Assemblea generale non sono vincolanti e hanno solo un valore politico.

18mila morti, 50mila feriti. E poi i vivi: un milione e 800mila sfollati senza quasi più aiuti umanitari

La Siria: abbattuti missili israeliani provenienti dalle alture del Golan

L' esercito siriano dichiara che le sue difese aeree hanno abbattuto missili israeliani sparati verso la capitale Damasco dalle alture del Golan occupate da Israele. 
Altri missili non intercettati hanno causato alcuni danni, ha dichiarato l'esercito in un comunicato. L'esercito israeliano non ha commentato la notizia.

Metà della popolazione di Gaza muore di fame. E' l'inferno in terra (Video)

Msf: "A Rafah In alcuni rifugi 1 bagno per 600 persone"

A Rafah, l'area più meridionale della Striscia e dove sono stati spinti gli abitanti di Khan Yunis e dell’Area di Mezzo, i servizi sanitari sono estremamente limitati. 
Il 9 dicembre un team di Medici Senza Frontiere ha iniziato a sostenere la clinica di Al-Shaboura, dove il primo giorno ha curato oltre 130 pazienti. "Un paziente su due ha un'infezione alle vie respiratorie a causa della prolungata esposizione al freddo e alla pioggia” afferma Nicholas Papachrysostomou, coordinatore delle emergenze di MSF a Gaza.Le persone vivono in condizioni igieniche estremamente precarie. In alcuni rifugi, 600 persone condividono un unico bagno. Stiamo già assistendo a molti casi di diarrea. Spesso i bambini sono i più colpiti”

L'esercito israeliano: "Abbiamo ucciso il nuovo comandante del battaglione Shejaiya di Hamas"

L'esercito israeliano dice di avere ucciso il nuovo comandante del battaglione Shejaiya di Hamas, Emad Qariqa in un attacco aereo nella Striscia di Gaza. 
Il predecessore Wissam Farhat era stato ucciso il 2 dicembre scorso, sempre in un attacco aereo nella Striscia di Gaza: era uno dei  pianificatori dell'attacco del 7 ottobre di Hamas a Israele. L'esercito di Tel Aviv afferma che Qariqa in precedenza era il vicecomandante del battaglione Shejaiya dal 2019.

L'Oms adotta una risoluzione che chiede aiuti per Gaza

Il Comitato esecutivo dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha adottato all'unanimità una risoluzione che chiede aiuti umanitari immediati per Gaza. Mentre il Consiglio di sicurezza dell'Onu non è riuscito a ottenere un cessate-il-fuoco tra Israele e Hamas, a causa del veto degli Stati Uniti, i 34 Paesi membri del Consiglio esecutivo dell'Oms hanno chiesto tutti un "passaggio immediato, sostenibile e senza ostacoli degli aiuti umanitari" nella Striscia di Gaza.

Netanyah ad Hamas: "È finita, arrendetevi adesso"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu afferma che dozzine di terroristi di Hamas si sono arresi alle forze israeliane negli ultimi giorni, il che, a suo dire, dimostra il fallimento di Hamas e della sua lotta contro Israele. "Negli ultimi giorni decine di terroristi di Hamas si sono arresi davanti alle nostre Forze. Hanno deposto le armi e si sono consegnati ai nostri coraggiosi combattenti", ha dichiarato Netanyahu in un video messaggio rilanciato dai media israeliani. "Ci vorrà più tempo, la guerra è ancora in pieno vigore, ma questo è l'inizio della fine di Hamas", ha aggiunto. "Dico ai terroristi di Hamas: è finita. Non morite per Sinwar. Arrendetevi adesso".

Hamas: "Nessun ostaggio tornerà in Israele senza negoziati"

Israele non sarà in grado di recuperare nessuno dei suoi ostaggi a meno che non si impegni in colloqui su accordi di scambio mirati. 
Lo ha detto Abu Obaida, portavoce delle Brigate al-Qassam, in un messaggio preregistrato trasmesso da Al Jazeera. "Diciamo agli israeliani che Netanyahu, Gallant e altri membri del gabinetto di guerra non possono riportare indietro i loro prigionieri senza negoziati. L'ultima uccisione di un prigioniero che hanno cercato di riprendere con la forza lo dimostra", ha aggiunto Obaida.

Un immagine della Mezzaluna Rossa che trascina un cadavere dopo i bombardamenti israeliani

La Mezzaluna Rossa a Gaza

Il segretario di Stato americano Antony Blinken: "Solo Israele deciderà quando finire la guerra"

Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha detto alla Cnn che sarà Israele, e non gli Stati Uniti, a decidere i tempi della fine della guerra. 
"Abbiamo queste discussioni con Israele, anche sulla durata e su come porterà avanti questa campagna contro Hamas. Queste sono decisioni che spetta a Israele prendere", ha dichiarato Blinken.

Israele: "A Gaza ancora 137 ostaggi, 20 sono morti"

Israele ritiene che a Gaza ci siano  ancora 137 ostaggi, 20 dei quali sarebbero morti. Lo ha detto alla Cnn l'ufficio del premier israeliano. L'ultima vittima sarebbe Sahar Baruch, il 25enne che, secondo Hamas, sarebbe rimasto ucciso nel tentativo fallito dei militari israeliani di liberarlo.

Hezbollah: stiamo rispondendo all'escalation di attacchi israeliani

Un politico di alto livello del gruppo libanese Hezbollah ha detto domenica che gli attacchi aerei israeliani nel sud del Libano hanno segnato una "nuova escalation" a cui il gruppo sta rispondendo con nuovi tipi di attacchi. Hassan Fadlallah, in una dichiarazione inviata all'agenzia britannica Reuters, ha detto che l'escalation "non scoraggerà la resistenza libanese dal continuare a difendere il proprio paese e a sostenere Gaza". Hezbollah sta rispondendo all'escalation con nuovi tipi di attacchi, sia "nella natura delle armi (usate) o dei siti presi di mira", ha aggiunto.

I morti a Gaza sono 18mila, quasi 50mila feriti

Sarebbero circa 18mila i morti a Gaza e 49.500 i feriti. Lo ha comunicato il ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas. Nelle ultime 24 ore sarebbero stati uccisi 297 palestinesi e feriti in 550. Questi bilanci non distinguono tra vittime civili e militari e non ne è possibile una verifica indipendente.