Ucraina, "distrutto dai bombardamenti l'Antonov An-225 Mriya", l'aereo più grande al mondo

Considerato quasi un oggetto di culto, l'enorme cargo (un sogno prodotto in un'unica copia), era stato commissionato dall'Unione Sovietica durante la corsa allo Spazio

L'An-225 Mriya era il fiore all'occhiello della compagnia ucraina Antonov costruito, tra l'altro, su commissione dell'Unione Sovietica e ammodernato tramite diversi investitori negli anni. Un unicum in grado di trasportare fino a 2500 tonnellate di peso a fronte di una tratta di 4 mila km. La sua realizzazione risale agli anni '60 e '70, quando Russia e Stati Uniti si rincorrevano nella corsa allo Spazio. La necessità di trasportare la navicella spaziale Buran al Cosmodromo di Bajkonur, il vasto spazioporto nei deserti del Kazakistan, trascinò la realizzazione del Mriya. E ora gli stessi russi lo hanno "distrutto durante i bombardamenti a Kiev".

A puntare il dito contro Mosca è stata la società di armamenti statale ucraina Ukroboronprom, proprietaria di Antonov, che ha annunciato la distruzione dell'aereo e al contempo la sua ricostruzione a spese della Russia in oltre cinque anni, per un costo stimato in 3 miliardi di dollari. "Il nostro compito è garantire che questi costi siano coperti dalla Federazione russa, che ha causato danni intenzionali all'aviazione ucraina e al settore delle merci aviotrasportate". Più cauta la compagnia costruttrice: "Non c'è la possibilità di verificare le condizioni tecniche dell'aereo fino a quando non sarà ispezionato da esperti".

Dalle immagini satellitari sono ben visibili i danni a una parte dell'hangar presso la base aerea di Hostomel'. E così la guerra in Ucraina si porta via un pezzo di storia e anche quella collaborazione tra russi e ucraini che ha consentito alla realizzazione del Mriya, che vuole dire 'sogno' in ucraino.

Recentemente, durante la pandemia di Covid-19, l'An-225 Mriya è stato utilizzato per trasportare un carico d'emergenza: 7 milioni di mascherine e diverse centinaia di migliaia di tute protettive acquistate in Cina destinate alla Polonia.