Robotica e realtà virtuale

L'umanoide iCub3 diventa avatar e passeggia al posto degli umani nel Metaverso

L'esperimento dell'Istituto Italiano di Tecnologia: l'operatore a Genova trasmette al robot, a Venezia, non solo movimenti ma anche sentimenti

Arriva il robot che riproduce in tempo reale gli stessi movimenti e le sensazioni di un essere umano

È l’umanoide iCub3, sviluppato dall’Istituto italiano di tecnologia. Come funziona? Grazie a un visore e una tuta coi guanti dotati di sensori, l'operatore può controllare a distanza i movimenti del robot nello spazio, fargli manipolare oggetti e interagire verbalmente e fisicamente con le persone e con l'ambiente. Allo stesso tempo, l'operatore riceve sensazioni di tipo tattile da remoto e percepisce quando e dove il robot viene toccato. Anche i movimenti della testa vengono trasferiti all’avatar, ad esempio per annuire, chiudere gli occhi e muovere le sopracciglia per esprimere emozioni come paura o stupore.

Durante l’esperimento, iCub3 ha visitato gli spazi e ammirato le opere del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, riproducendo i comandi che l’operatore gli impartiva da Genova, consentendo a quest’ultimo di essere trasportato in maniera immersiva in un’altra realtà senza muoversi dal laboratorio. 

Tutto questo è possibile grazie al sistema chiamato ‘tele-esistenza’ sviluppato da IIT, che permette di sincronizzare l’utente e l'avatar robotico da remoto, con un ritardo di comunicazione di circa 25 millisecondi, utilizzando una comune fibra ottica
 

Scopo del progetto è quello di realizzare avatar capaci di operare in luoghi potenzialmente pericolosi per la salute umana, ma anche permettere la presenza a distanza per persone con disabilità o fornire esperienze di intrattenimento coinvolgenti per la realtà virtuale e il Metaverso. “Vogliamo creare avatar robotici per esseri umani utilizzando robot umanoidi per favorire l’interazione con il mondo reale da remoto”, spiega Daniele Pucci, ricercatore IIT. “Utilizziamo metodi simili a quelli del Metaverso per accedere a distanza ad un mondo fisico, non digitale, e crediamo che questa direzione di ricerca abbia un potenziale enorme.”