Un affare da oltre 500 milioni di dollari

Gara tra BMG e Warner per il mitico catalogo dei Pink Floyd

Sul mercato diritti d'autore e di registrazione di un repertorio sterminato compresi gli album cult "The Dark Side of the Moon" e "The Wall"

Quanto vale il ‘songbook’ dei Pink Floyd? Oltre 500 milioni di dollari stando a quanto rivela il Financial Times che, citando fonti coinvolte nell'affare, parla di una vera e propria gara tra BMG, sostenuta dal gruppo di private equity KKR, e Warner Music per l'acquisizione dell'intero catalogo musicale della storica band britannica, sulla breccia dal 1967, da "The Piper at the Gates of Dawn", l'esordio del gruppo allora guidato da Syd Barrett, all'ultimo album in studio, “The Endless River” che risale ormai al 2014 e oltre, un repertorio sterminato. Le trattative sarebbero nelle fasi iniziali ma la torta è tra le più appetibili nel panorama in ebollizione del mercato musicale: sul piatto infatti i Pink Floyd mettono sia i diritti d'autore sia quelli di registrazione, rendendo il loro catalogo uno degli ‘asset’ più preziosi in circolazione. Un affare che potrebbe superare il record stabilito recentemente da Bruce Springsteen e diventare il più grande accordo di sempre sui diritti musicali.

La band psichedelica britannica, diventata popolare negli anni ‘70 grazie a album diventati di culto come "The Dark Side Of The Moon", “Wish You Were Here” e “The Wall” e brani come 'Money' e 'Shine On You Crazy Diamond' e ‘Comfortably Numb’ si mette sulla scia del Boss che ha ceduto il proprio catalogo per un valore riferito di 550 milioni di dollari, ma anche di altri giganti della storia del rock come Bob Dylan che ha ceduto alla Sony la sua musica registrata compresi "i diritti su multiple nuove pubblicazioni" dopo aver venduto per 300 milioni di dollari alla rivale Universal i diritti sui testi delle sue canzoni.

Quello dei grandi archivi musicali è diventato negli ultimi anni uno dei terreni preferiti di conquista da parte delle grandi società di investimento, non senza polemiche come dimostra la disputa intorno ai primi album di Taylor Swift. Con i tassi di interesse ai minimi storici degli ultimi anni e il rilancio dell'industria musicale in streaming, spiega Ft, i gruppi di private equity e gli investitori istituzionali si sono riversati nel mercato dei diritti d'autore investendo miliardi di dollari. All'inizio di quest'anno, alla vigilia di quello che sarebbe stato il suo 75esimo compleanno, ha fatto notizia la cessione da parte degli eredi dell'intero repertorio di David Bowie a Warner Chappell, da “Space oddity” al postumo “Toy” per una cifra oltre i 250 milioni di dollari. Da citare anche il caso di Sting che ha ceduto a Universal la totalità delle sue opere, quelle da solista e quelle con i Police, tra cui successi come ‘Roxanne’ e ‘Every Breath You Take, Shape Of My Heart’.

L'affare, come dimostrano i casi sopra citati, è doppio. Le canzoni infatti, spiega il quotidiano finanziario, hanno due diritti, uno riferito al songwriting, al diritto d'autore, e uno relativo allo sfruttamento delle registrazioni, o master copy, la registrazione originale di un'opera da cui posso essere tratte e distribuite copie. I Pink Floyd da questo punto di vista sono una vera e propria miniera d'oro. Secondo i dati della Recording Industry Association of America (RIAA), solo negli Stati Uniti la band di Gilmour e Waters ha venduto 75 milioni di album, rispetto ai 65,5 milioni di Springsteen che ha ceduto il suo catalogo a dicembre in un clima economico parzialmente diverso. A trainare il mercato sono le piattaforme di musica in streaming.

Secondo i dati della Federazione Internazionale dell'Industria Fonografica, i ricavi nel settore della musica registrata sono cresciuti per sette anni consecutivi, salendo del 18,5% lo scorso anno a 25,9 miliardi di dollari e gli abbonamenti in streaming a servizi come Spotify e Apple Music, sottolinea il Financial Times, hanno aumentato il valore dei diritti musicali e dato nuova vita, e appetibilità finanziaria, ai repertori di artisti e band storiche.

Recentemente David Gilmour e Nick Mason sono tornati insieme per “Hey Hey Rise up” il brano pubblicato a sostegno del popolo ucraino vittima della guerra.