Non solo moda

Tutti pazzi per le sirene

Negli USA e non solo cresce la popolarità del 'mermaiding', sull'onda lunga del successo del classico Disney

Lo scorso fine settimana a New York più di 3.000 persone hanno partecipato alla “Parata delle Sirene” (Mermaid Parade) di Coney Island, tornata dopo due anni di interruzione a causa del Covid per celebrare la quarantesima edizione di quella che è una delle più grandi parate in costume in tutti gli Stati Uniti. Testimonianza ulteriore di un fenomeno, travestirsi e nuotare come le ammalianti figure mitologiche, che sta diventando sempre più popolare, non solo oltreoceano.

Quando il ‘mermaiding’ ha iniziato a prendere piede, la maggior parte delle pinne a coda in vendita erano in silicone e fatte su misura, pesavano anche una ventina di chilogrammi e costavano migliaia di dollari. Per indossarle ci voleva tempo e una gran quantità di lubrificante. Il progresso tecnologico, con la diffusione di tessuti più economici e leggeri, ha trasformato la comunità del ‘mermaiding’ da una ristretta cerchia di appassionati facoltosi e un po' eccentrici a un fenomeno ‘mainstream’.

All’origine della ‘mermaid-mania’ c’è la passione per “La sirenetta”, il film Disney del 1989 che racconta la storia di Ariel, la principessa sirena che finirà per trasformarsi in essere umano per amore del principe Eric. Film di cui il prossimo anno, forse proprio sull’onda di questo rinnovato interesse, uscirà un reboot con attori in carne, ossa e pinne. Una passione che accomuna la maggior parte di chi si avvicina a questa che è allo stesso tempo una moda, un fenomeno di costume e sociale e una pratica sportiva.

Nuotare con le code richiede in effetti pratica e un'attrezzatura usata da tempo dagli apneisti, la monopinna: un'unica pinna in cui vengono inseriti entrambi i piedi. La padronanza della tecnica del delfino è fondamentale, così come le tecniche di compensazione per alleviare la pressione delle orecchie sott'acqua. PADI, SSI e NAUI, le principali organizzazioni di certificazione subacquea del mondo, offrono ora corsi per sirena. Esiste anche un Campionato mondiale delle sirene, l'ultimo dei quali si è tenuto in Cina nel 2019, con 70 sirene in gara. E c’è chi spera di vedere la pratica riconosciuta un giorno come disciplina olimpica.

La diffusione del fenomeno attraverso i fumetti e le serie televisive è dilagata sui social media e da qui nel mondo della moda grazie anche alle foto glamour di sirene avvolte in pinne a coda dai colori sgargianti, immagini che colpiscono l’immaginazione per come rompono il confine tra realtà e fantasia e che hanno alimentato ulteriormente la mania per le sirene. Lo dimostra lo straordinario successo di “MerMay” la sfida artistica di un mese in cui i partecipanti sono invitati a creare ogni giorno un disegno, un'opera raffigurante una sirena e a pubblicarla online con l'hashtag #mermay. Nata per caso nel 2016 su iniziativa di Tom Bancroft, ex animatore Disney, è diventata immediatamente virale.

Il tema della trasformazione e della fluidità nella definizione della propria identità implicita nella storia della “Sirenetta” ha attratto parte della comunità LGBTQ ad avvicinarsi al ‘mermaiding’. Lo spiega ad Associated Press, Queen Pangke Tabora, una donna transgender filippina, ex dipendente di una compagnia di assicurazioni che ora insegna a tempo pieno ‘mermaiding’ e apnea ed esalta l'inclusività della comunità delle sirene. "Tutti possono entrare: giovani, uomini etero e gay, persone anziane", dice Tabora, la cui scuola di ‘mermaiding’ si chiama DIVERSity,"Tutti possono essere sirene!". E anche lei ha trovato un legame tra la sua trasformazione personale e il mondo delle sirene: "Come transgender, è una transizione. È come nel mare, tutto si evolve. I pesci si evolvono, i coralli si evolvono".