Il grande caldo e l'emergenza roghi

Ecco la mappa degli incendi nel mondo in tempo reale

La piattaforma online di Greenpeace Italia consente di visualizzare i focolai attivi nel nostro paese e nel pianeta e di tornare indietro nel tempo fino al 2000 grazie ai dati satellitari raccolti da MODIS della Nasa.

L’estate è, non da oggi, la stagione degli incendi ma negli ultimi anni l’emergenza si è aggravata e ha assunto una dimensione globale. La cronaca degli ultimi giorni e delle ultime settimane sembra essere una conferma dell’allarme lanciato dagli ambientalisti sulla connessione tra cambiamenti climatici e roghi.

Greenpeace Italia ha presentato oggi la Mappa degli incendi nel pianeta, una piattaforma online che consente di visualizzare in tempo reale i focolai attivi nel nostro paese e nel mondo evidenziando se interessano un'area boschiva, agricola o di altro genere.

Dalla Versilia al Carso in Italia, ai roghi che hanno lambito Atene e devastato Spagna e Portogallo e il sud della Francia in Europa fino ai mega incendi californiani con l’Oak Fire prima e il McKinney poi ha divorare migliaia di ettari di foreste.

In tutto il Pianeta, la stagione degli incendi si è allungata e sempre più paesi si trovano a fronteggiare un crescente numero di incendi, che interessano anche territori un tempo immuni, come l'Artico.

Incendi e cambiamenti climatici, un circolo vizioso

È la denuncia della ong: più incendi portano più emissioni di gas serra, quindi innalzamento della temperatura media del Pianeta ed eventi meteorologici estremi come periodi prolungati di siccità. E più il clima è secco e caldo, più è facile che gli incendi si propaghino rapidamente e diventino sempre più difficili da domare.

Prevenzione sul campo e attraverso la raccolta dati

Fondamentale, secondo Greenpeace, è la prevenzione attraverso la cura del territorio e la protezione degli ecosistemi forestali. A livello globale, le attività umane sono attualmente responsabili della maggior parte degli incendi. Spesso vengono appiccati per rimuovere in maniera rapida ed economica le foreste per fare spazio a pascoli e piantagioni, in gran parte monoculture di alberi per la produzione di carta, di palma da olio, oppure di soia per la produzione di mangimi. Più una foresta è degradata, più è vulnerabile ai cambiamenti climatici e  maggiore è il rischio che possa bruciare.

È altrettanto importante migliorare gli strumenti di raccolta dati, analisi e reportistica sugli incendi che, avverte l’organizzazione ambientalista, nel nostro paese sono ancora insufficienti. Di qui l’idea della mappa interattiva.

Confrontare il presente con il passato

Si tratta, spiega Martina Borghi, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia, di uno strumento pensato non solo per gli addetti ai lavori, ma per chiunque voglia conoscere sia la situazione attuale sia i dati storici sugli incendi, grazie a una piattaforma web che permette di andare indietro nel tempo fino al 2000 sfruttando i dati satellitari acquisiti dal sensore MODIS a bordo dei satelliti Terra e Aqua della Nasa: “Non è solo l'Europa che brucia: dalla mappa si vede chiaramente come dall'Australia alla Russia fino agli Stati Uniti e l'Italia, gli incendi siano sempre più frequenti e intensi, a causa della crisi climatica e dalle attività umane. È fondamentale dedicare più risorse non solo al controllo, ma soprattutto alla prevenzione degli incendi che provocano ingenti emissioni di gas serra e drammatiche perdite di vite umane e di biodiversità”.