VERSO LE ELEZIONI EUROPEE 2024

6-9 GIUGNO

LA GUIDA ALLE ELEZIONI

Tutto quello che c'è da sapere sulle elezioni europee 2024

Cerca TORNA ALL'INIZIO immagine header Torna alla pagina iniziale TUTTO QUELLO CHE C'È DA SAPERE SULLE ELEZIONI EUROPEE 2024 Dal 6 al 9 giugno 2024 circa 400 milioni di elettori di 27 Paesi diversi potranno votare per il nuovo Parlamento europeo: i cittadini sceglieranno i 720 deputati che per i prossimi 5 anni siederanno nell’unica assemblea transnazionale a elezione diretta del mondo.

Nonostante ci siano dei pilastri comuni nelle regole elettorali europee dei 27 Stati membri, come per esempio il principio che l’assegnazione dei seggi deve avvenire in modo da assicurare alle diverse liste un numero di posti proporzionale ai voti ricevuti, di fatto ogni nazione applica un proprio sistema di voto.

IL PARLAMENTO EUROPEO E I POSSIBILI SCENARI

IL PARLAMENTO EUROPEO: CHI, COSA E PERCHÉ

COME È COMPOSTO E COSA FA IL PARLAMENTO EUROPEO Il Parlamento europeo viene eletto ogni cinque anni dai cittadini europei per rappresentare i loro interessi e collabora con le altre istituzioni dell'Unione europea per garantire la coerenza, l’efficacia e la continuità delle politiche e delle azioni dell’UE. Il suo compito principale è adottare leggi europee, ma condivide questa responsabilità con il Consiglio dell’Unione europea, che è l'organo decisionale composto dai ministri dei governi dell'UE, mentre le proposte legislative sono generalmente formulate dalla Commissione europea, che invece è l'organo esecutivo che rappresenta l'Europa in modo indipendente dai governi nazionali.

LE ULTIME NOTIZIE SULLE EUROPEE DA RAINEWS.IT

IL DNA E LA STORIA DELL'UNIONE EUROPEA

SCHENGEN: GUIDA ALLA ZONA EUROPEA SENZA FRONTIERE

Schengen è una piccola località in Lussemburgo dove è stato firmato nel 1985 un trattato per la libera circolazione delle persone in Europa. Per area Schengen, da quel momento in poi, si intende una zona di libera circolazione senza controlli alle frontiere interne. Il trattato venne sottoscritto da Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi. L’Italia l’ha sottoscritto nel 1990. L’accordo prevede anche l’applicazione di norme e procedure comuni in materia di visti, soggiorni brevi e la cooperazione tra i servizi di polizia e le autorità giudiziarie. A partire dal 1995 il numero dei Paesi firmatari è progressivamente aumentato fino a coinvolgere oggi 23 Paesi membri Ue e quattro Paesi associati (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera): oggi lo spazio Schengen conta oltre 4 milioni di chilometri quadrati e una popolazione di quasi 420 milioni di persone.

LE ELEZIONI EUROPEE IN UN MINUTO

Gli stagisti lavorano gratis? Lo deciderà il Parlamento UE che sceglieremo

Per elaborare una direttiva che provi a impedire lo sfruttamento dei tirocinanti, il Parlamento uscente è partito da questi dati dell’Eurobarometro: il 78% dei giovani europei afferma di aver svolto un tirocinio e il 68% dice di aver trovato un lavoro grazie ad esso. Ma solo la metà è stata pagata. Gli eurodeputati hanno chiesto alla Commissione di preparare una proposta di legge per introdurre un principio di non discriminazione che assicuri la parità di trattamento tra stagisti e dipendenti regolari. Ma non è previsto in questa proposta l’obbligo di un compenso economico. Ora starà alla prossima Eurocamera scrivere una legge definitiva.

LE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UNIONE EUROPEA

IL CONSIGLIO EUROPEO SPIEGATO FACILE

Il Consiglio europeo è l'istituzione che rappresenta il livello più elevato di collaborazione politica tra i membri dell'Unione europea perché riunisce i capi di Stato e di governo per definire l'agenda politica dell'Ue. Attraverso dei vertici tra i leader, presieduti da un presidente, quest'istituzione definisce l’orientamento politico generale e le priorità dell’Unione europea: gestisce di fatto quelle questioni complesse o delicate che non possono essere risolte a livelli inferiori di cooperazione intergovernativa. Inoltre nomina ed elegge i candidati a determinati ruoli di alto profilo a livello dell'Ue, fra cui la Banca centrale europea e la Commissione.

COME FUNZIONA IL PROCESSO DI ADESIONE ALL'UNIONE EUROPEA

Qualsiasi Stato europeo che rispetti i valori democratici dell'UE e si impegni a promuoverli può presentare domanda di adesione all'UE, ma tra la richiesta e la vera e propria accettazione possono passare anche anni: va seguito un iter rigoroso in cui da una parte gli Stati dimostrano di avere i requisiti richiesti e dall’altra l’approvazione deve arrivare unanime.

COSA C'ENTRA TAYLOR SWIFT CON LE ELEZIONI EUROPEE?

Ne è convinto il vice presidente della Commissione europea, Margaritis Schinas, che ha rivolto un appello alla popstar americana Taylor Swift affinché inviti i giovani ad andare al voto durante i concerti previsti a maggio dal suo tour europeo. In effetti, con un solo post sui social, lo scorso marzo la cantante aveva spinto ben 35mila giovani americani a registrarsi per il voto del “Super Tuesday”.

QUALI SONO GLI STATI CANDIDATI PER ENTRARE NELL'UNIONE EUROPEA

Oggi l’Unione europea è composta da 27 Stati membri, ma il numero non è definitivo ed è il frutto di un’integrazione progressiva iniziata tanti anni fa dall’iniziativa di 6 Paesi, tra cui l’Italia. Non sono mancate però crisi e decisioni come quella del Regno Unito, che con la Brexit hanno ulteriormente modificato il quadro dell’Unione. Qualsiasi Stato europeo che rispetti i valori democratici dell'UE e si impegni a promuoverli può presentare domanda di adesione all'UE, ma tra la richiesta e la vera e propria accettazione possono passare anche anni: va seguito un iter rigoroso in cui da una parte gli Stati dimostrano di avere i requisiti richiesti e dall’altra l’approvazione deve arrivare unanime.

IL TRATTATO DI MAASTRICHT IN PILLOLE: DALLA COMUNITÀ ALL'UNIONE EUROPEA

Il trattato di Maastricht è uno dei trattati fondanti della storia dell’integrazione europea perché è l’accordo con cui sono state messe le basi dell’Ue come la conosciamo oggi. È stato sottoscritto nel 1992 a Maastricht, in Olanda, da 12 Stati (tra cui l’Italia) che aderivano a quella che all’epoca si chiamava Comunità europea. I parlamenti di ciascun Paese hanno poi ratificato il trattato, che è entrato formalmente in vigore il 1° novembre 1993. Successivamente altri 16 paesi hanno aderito all’Unione europea adottando le norme stabilite nel Trattato di Maastricht o nei trattati successivi.

QUANTI ANNI HANNO GLI EURODEPUTATI CHE RAPPRESENTANO I CITTADINI?

L’età media dei deputati del Parlamento europeo eletti nel 2019 è 49 anni e mezzo. Confrontando l’età minima richiesta per votare con quella minima per candidarsi appare subito evidente uno sbilanciamento: quasi la metà dei 27 Stati membri richiede almeno 21 anni per candidarsi, ma la totalità degli Stati europei consente il voto a una fascia di età più bassa (16-20enni) che quindi non trova coetanei a rappresentarli. Uno sbilanciamento quasi “strutturale”. Ovunque nel mondo l’età media delle classi politiche tende a superare quella dell’elettorato. Questo implica una minore rappresentanza tra le fasce più giovani della popolazione, non senza conseguenze: da un lato il rischio che siano favorite politiche orientate agli interessi delle persone più adulte, dall’altro la perdita di partecipazione al voto dei giovani da cui, come in un circolo vizioso, potrebbe derivare una tendenza dei partiti a focalizzarsi ancora di più sugli elettori anziani.

PARLAMENTO EUROPEO, COME SI DECIDE IL NUMERO DEI DEPUTATI ITALIANI?

Nella legislatura uscente i deputati al Parlamento europeo sono 705, saranno 720 nella legislatura del 2024. Il numero dei deputati è calcolato in base alla demografia per garantire una più corretta rappresentanza dei circa 450 milioni di cittadini europei. Ogni Stato membro dispone di un numero fisso di deputati: si va da 6 per gli Stati membri più piccoli come Malta, Lussemburgo e Cipro, fino ai 96 per la Germania. Si definisce rappresentanza con "proporzionalità degressiva" perché garantisce un numero maggiore di seggi pro capite agli Stati membri meno popolati. L’Italia elegge 76 deputati.

SPITZENKANDIDAT: IL CANDIDATO PER IL LAVORO PIÙ AMBITO IN EUROPA

Dalle elezioni del 2014 ogni partito europeo propone il suo “candidato di punta”, che in tedesco si dice "spitzenkandidat", che è la persona che sceglierebbe alla guida della Commissione europea (esecutivo della UE) per i cinque anni successivi. Questo sistema (non previsto dai Trattati) nasce dall’esigenza di avvicinare la politica Ue ai cittadini, fornendo un volto da associare a un programma e rendendo più trasparente l’intero processo di selezione: il candidato del partito che ottiene più seggi dovrebbe essere il nome proposto dal Consiglio europeo (l’istituzione dove siedono i capi di governo e di Stato dei Paesi membri) e poi votato dal Parlamento. Le voci contrarie sostengono che questa procedura prevarichi le prerogative del Consiglio europeo che, in base ai Trattati, dovrebbe invece avere voce in capitolo sulla nomina. Inoltre i conservatori e riformisti di ECR lo ritengono uno strumento che potrebbe indebolire il potere dei singoli stati e, viceversa, potrebbe favorire un’Europa eccessivamente centralizzata, cosa a cui si oppongono con forza. Questo meccanismo dello spitzenkandidat funzionò la prima volta nel 2014, con l’elezione di Jean-Claude Juncker, ma non nel 2019, quando Ursula von der Leyen fu eletta al posto dello spitzenkandidat del PPE Manfred Weber.Nel prossimo turno come andrà?

DAI PARTITI NAZIONALI AI GRUPPI PARLAMENTARI: COME FUNZIONANO LE FAMIGLIE POLITICHE EUROPEE

Nella legislatura attuale del Parlamento europeo i deputati si sono aggregati in 7 gruppi parlamentari: i cristiano-democratici del gruppo del Partito Popolare Europeo (PPE), i socialisti rappresentati dall’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D), i liberali che sono rappresentati da Renew Europe, gli ambientalisti e i regionalisti rappresentati da Verdi/Alleanza Libera Europea (ALE), i sovranisti che fanno riferimento al gruppo dei Riformisti e Conservatori Europei (ECR), l’estrema destra rappresentata dal gruppo Identità e Democrazia (ID), la sinistra radicale rappresentata dal gruppo della Sinistra al Parlamento europeo (La Sinistra). Ufficialmente i gruppi sono 7, ma a questi si aggiunge la composizione dei “Non Iscritti” che si forma quando le deputate e i deputati decidono di non aderire ad alcun gruppo (come per esempio nell’attuale legislatura hanno fatto inizialmente tutti gli eletti del Movimento 5 Stelle). Per la costituzione di un gruppo è necessario che ci siano minimo 23 membri provenienti da almeno un quarto dei paesi dell'UE. Ogni gruppo politico ha una propria identità politica alla quale si affiliano i deputati eletti dai cittadini al Parlamento europeo. Di solito gli eurodeputati dello stesso partito nazionale scelgono di aderire alla stessa famiglia, ma non è una regola. Infatti nel corso della legislatura il numero dei seggi assegnati può variare molto.I gruppi si dotano di un’organizzazione interna, eleggono un presidente (o due copresidenti), un ufficio di presidenza, e una segreteria. Nell’Aula parlamentare i seggi sono attribuiti in base all’appartenenza politica ai gruppi, da sinistra a destra. Nei gruppi i deputati lavorano insieme, elaborano strategie, esaminano proposte, mozioni, emendamenti redatti dalle commissioni tematiche, ma nessun membro può ricevere indicazioni di voto obbligatorie.