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Il nuovo Milan di Cardinale

Il Milan cambia proprietà. Da Elliot a Redbird non muta la gestione economica affidata al duo Maldini-Massara

Il nuovo Milan di Cardinale
Ac Milan
Gerry Cardinale nella sala dei trofei del Milan

Altro che Prada, il diavolo veste...tricolore e stelle e strisce. Vince lo scudetto e prosegue la sua avventura americana passando da Singer a Gerry Cardinale. Cambia fondo, ma non ambizioni: oggi Elliot, da domani Redbird. 19 titoli italiani che fanno il paio con 1,3 miliardi di euro, il valore di mercato del sodalizio. Il Milan cambia galassia economica: entra nel vortice di affari di questa multinazionale delle idee. Affari e sport:  Redbird e' proprietaria del Tolosa in Ligue 1; ha quote nel Liverpool, nel Malaga e nei Boston Red Sox. Cinque aree di interesse per il fondo di New York: tecnologia, media, servizi finanziari, energia e industria e ovviamente lo sport. Patrimonio netto di 6 miliardi destinati a diventarne 11 nei prossimi mesi grazie a lungimiranti investimenti. Cardinale e' un genio: un Re Mida dell'era moderna. 

Resteranno in sella al Milan Maldini, Massara e Pioli. Inedita triade dell'era moderna. Un titolo non annunciato, ma non per questo non meritato. Lo scudetto del Diavolo è un inno alla speranza, un dribbling al monte ingaggi e ai relativi mega fatturati. Ha vinto pagando poco i suoi calciatori: spendono di piu' in stipendi Juve, Inter, Napoli e Roma. Ma il Milan ha fatto goal anche ad altri mille luoghi comuni. Prima senza un bomber deputato ad esempio: cooperativa del goal, i rossoneri hanno esaltato il collettivo, non giocando solo sul singolo. Maldini e Massara hanno insegnato a tutti come si costruisce una squadra di calcio investendo su competenza e passione. Certo, i giovani bisogna saperli aspettare e loro lo hanno fatto. Leao, Tonali, Tomori, Kalulu, Theo Hernandez, hanno affrontato alti e bassi prima di decollare verso l'assoluto. Quanti club (e piazze) li avrebbero attesi?  Prima crisalidi, poi farfalle.

Rigidi anche sui paletti del tetto ingaggi. Via Donnarumma? Bene, c'è Maignan. Chi rimpiange piu' Supergigio? Maldini e' stato utile anche sotto un altro aspetto: ha ricordato ai giocatori cosa significa indossare quella casacca gloriosa e come ci si comporta. Un giocatore del Milan non può mai avere paura di un avversario: lezione di mentalita' vincente. Ricordando il blasone del proprio club. Ibra ha fatto il resto: lui e' la vittoria fatta uomo. Ci sono tre qualità che ogni individuo deve avere per raggiungere il successo: la pazienza di un monaco, il coraggio di un guerriero, l'immaginazione di un bambino. Tutti i protagonisti hanno interiorizzato questo mantra, rispondendo sempre presente all'appello della storia. E il Diavolo non ha atteso che l'opportunità bussasse all'uscio dell'anima: ha saputo costruire una porta. Stevenson lo aveva predetto: "non giudicare ogni giorno dal raccolto che raccogli, ma dai semi che pianti". Il trionfo arriva quando l'opportunità incontra la preparazione. Gli ultimi spiccioli di righe le spendo volentieri per Frederic Massara (ex allievo di Giovanni Galeone). Un diesse che non ama le luci della ribalta e non insegue i giornalisti per investire su qualche peana. Massara è un coacervo di belle cose: competente, colto, perbene, onesto e sensibile. Aggiungo anche che non e' un uomo per tutte le stagioni. Ha una sua coerenza che lo differenzia dai mille saltibanco del pensiero che l'ambiente propone. Se il Milan è tornato in vetta, se il Diavolo e' tornato a fare sia pentole che coperchi (in barba al proverbio) il merito e' anche (o forse soprattutto) suo.