Intervista

Il maestro De Amicis racconta la Perdonanza Celestiniana 2022: “È andata in scena l’Edizione zero”

La Porta Santa a L'Aquila aperta dopo 728 anni da un Papa, così “Francesco ha reso la Festa del Perdono universale. E ora si ricomincia daccapo”

Il maestro De Amicis racconta la Perdonanza Celestiniana 2022: “È andata in scena l’Edizione zero”
LDA
Il maestro Leonardo De Amicis

Leonardo De Amicis, direttore artistico della Perdonanza Celestiniana dal 2018, si racconta e non ha dubbi sull'importanza della 728esima edizione della la festa del Perdono in onore di Papa Celestino V. La ricorrenza annuale, che si traduce in un binario perfetto tra liturgia e spettacolo, quest’anno è stata segnata dalla presenza del Papa, che per la prima volta nella storia ha aperto la Porta Santa della Basilica di Collemaggio. Un evento storico, una “Perdonanza Zero” - sostiene il maestro -, che archivia il passato e guarda al futuro.

Il Papa apre la Porta Santa Tgr Abruzzo
Il Papa apre la Porta Santa

Nato a Roma ma di fatto abruzzese
Sono nato a Roma. I miei genitori sono originari di Corvaro e Fiamignano, comuni del Lazio che fino al 1927 appartenevano all’Abruzzo. Amo la Valle del Salto ma sono stato adottato dalla città dell’Aquila, il luogo dove mi sono formato a partire dagli studi superiori.

Lei è direttore artistico della Perdonanza Celestiniana che è diventata una festa con risonanza nazionale anche grazie al suo contributo. Una scommessa vinta?
Sì, è una scommessa vinta ma con una piccola postilla: ‘Ora bisogna mantenere quello che è stato fatto’. È una strada difficile sia per me sia per chi verrà dopo di me, l’importante è non scadere in cose facili. La Perdonanza di per sé è un equilibrio tra spettacolo e spiritualità. Dico sempre, non chiedetemi chi porto ma cosa porto. Non è il nome ma il contesto e cosa realizzi con l’artista. Negli anni ho vissuto momenti rinascimentali e decadenti di questa festa. Ci sono stati periodi in cui la Perdonanza era diventata una ricorrenza fine a se stessa. Quando ne ho assunto la direzione ho voluto riqualificare la piattaforma culturale dell’evento e ora se ne parla a livello internazionale. Non lo dico io, basta leggere i giornali. E ora la presenza di Papa Francesco l’ha resa universale. In questi anni attraverso le arti – la musica, la recitazione e la danza – abbiamo veicolato tematiche riconducibili all'appartenenza, quindi le radici, la resilienza, l’incontro tra i popoli e sostenuto i temi della Perdonanza quali il Perdono, rivolto a tutti e non solo a chi crede, l’incontro, e il dialogo.  

L'Aquila durante la Perdonanza Celestiniana 2022 LDA
L'Aquila durante la Perdonanza Celestiniana 2022

Dopo la visita di Francesco…
Con la presenza di Papa Francesco a mio avviso si ricomincia daccapo. Quest’anno è andata in scena la “Perdonanza Zero”, che ci traghetterà da un punto di vista spirituale verso il Giubileo del 2025. Una sorta di ponte con Roma, una “prova generale”.

Qual è stata la risposta della città? 
L’aquilano è duro, forte, dal cuore gentile: ti dà tutto ma prima lo devi convincere. Giro per la città e mi dicono grazie. Un grazie che per me è reciproco. Io faccio delle Perdonanze non per gli aquilani ma con gli aquilani. Non a caso scelgo i cori locali e l’orchestra del Conservatorio “Alfredo Casella”.

Claudio Baglioni e Leonardo De Amicis LDA
Claudio Baglioni e Leonardo De Amicis

Tra concerti ed esibizioni sono passati sul palco Vecchioni, Baglioni ma anche Diodato e giovani promesse. Lo scorso anno Zero, 883 e Cocciante. Andando più indietro De Gregori, Morandi, Gigi D’Alessio, Venditti, Mannoia, Paola Turci, Noemi. Come sempre amici suoi? 
La maggior parte sono miei amici, vengono qui perché hanno capito il progetto e per la stima reciproca. Aggiungerei alla lista Tony Hadley e Dulce Pontes, che è partita da Lisbona per esibirsi sul palco della Perdonanza. Un palco che agli artisti incute timore. 

Ha incontrato Papa Francesco?
L’ho incontrato recentemente a San Pietro nell’ambito del Premio Charlot, patrocinato da Eugene il figlio di Charlie Chaplin.

Eugene Chaplin (Primo a sinistra) - 2022 LDA
Eugene Chaplin (Primo a sinistra) - 2022

Diversi anni fa incontrò Giovanni Paolo II
Radio Vaticana voleva realizzare un testamento spirituale in formato digitale. Un provino aperto a musicisti di tutto il mondo. Ricevetti la voce del Santo Padre (Un parlato e un cantato) e lo musicai con un brano classico che a distanza di un mese fu scelto per aprire il disco “Abbà Pater”. 

Wojtyla con il maestro De Amicis - 1999 LDA
Wojtyla con il maestro De Amicis - 1999

Da un brano ne ho provinati undici, mentre altre due tracce appartengono al compositore Stefano Mainetti. “Abbà Pater” l’ho scritto e prodotto, un album che mi diede diverse opportunità. Nel 2000 sono stato il direttore d'orchestra del Giubileo, l’anno dopo della Giornata Mondiale della Gioventù, delle Giornate Unitalsi e di tanti altri eventi istituzionali che vanno dal Capodanno in Piazza del Quirinale al concerto del passaggio Lira-Euro oltre alla cerimonia di apertura dell'anno scolastico “Tutti a scuola” che dirigo da 23 anni alla presenza del capo dello Stato: Ciampi, Napolitano, Mattarella. Papa Wojtyla l’ho incontrato più volte e devo confessare di non essere mai riuscito a dirgli una parola. Mi fece i complimenti per il disco e io nemmeno a dirgli ‘Pontefice’. Mi preparavo il discorso ma quando mi poggiava la mano sulla spalla, una potenza incredibile, facevo scena muta. Succedeva anche agli altri. 

Papa Benedetto XVI con Leonardo De Amicis LDA
Papa Benedetto XVI con Leonardo De Amicis

Diverso, invece, è stato con Ratzinger. Durante la Giornata della Gioventù alla Piana di Montorso (Loreto), il Papa ruppe il cordone di sicurezza per avvicinarsi e chiedermi informazioni sui brani eseguiti. Un’esperienza incredibile, allora come oggi. È stato un privilegio condividere il palco dell’Aquila con Papa Francesco.

Organista e direttore d’orchestra. Una carica è più prestigiosa dell’altra e, probabilmente, anche più soddisfacente immagino...
La direzione d’orchestra e lo strumentista sono paritetici, ognuno ha il suo ruolo. La direzione è responsabilità, se sbagli tu sbagliano tutti. Negli anni mi sono appassionato al ruolo di direttore d’Orchestra quando mi sono avvicinato alla musica pop. Ero così preso nel dare suggerimenti all'orchestra che alla fine mi sono detto: ‘Perché non farlo direttamente’.

Renato Zero, De Amicis, Riccardo Cocciante LDA
Renato Zero, De Amicis, Riccardo Cocciante

In quale momento la sua carriera è decollata? A chi deve la riconoscenza artistica, citando dei nomi? 
Riccardo Cocciante ha creduto in me quando ero un ragazzo, con lui ho fatto palestra. Mi ha dato un ruolo e tanta fiducia. Abbiamo affrontato insieme diversi progetti sempre con rispetto. A tal proposito ricordo quando lavorammo con Mina, lei straordinaria cantò una volta sola ed era perfetta. Però si avvicino e mi chiese se andasse bene. Cioè lei chiedeva a me. Il mio nome, invece, è iniziato a circolare quando Gianni Morandi mi chiese di partecipare al suo programma televisivo “C’era un ragazzo”. Ero restio e invece lui insistette, aveva ragione sul fatto di poter arrivare al cuore della gente veicolando la musica attraverso la televisione. La mia presenza in tv è stata uno spartiacque. Dopo lavorai con tutti: Fiorello, Pippo Baudo, Raffaella Carrà, giusto per citarne alcuni, e partecipai a numerosi show serali. Dunque i nomi sono Riccardo Cocciante e Gianni Morandi.

Gianni Morandi e Leonardo De Amicis durante il programma "C'era un ragazzo" (1999) LDA
Gianni Morandi e Leonardo De Amicis durante il programma "C'era un ragazzo" (1999)

Sanremo è alle porte e c'è di nuovo Amadeus. Leonardo de Amicis è stato direttore musicale del Festival. Lo sarà anche nel 2023 e 2024? 
Dal 2020 sono stato direttore musicale del Festival di Sanremo, nelle ultime tre edizioni condotte da Amadeus. L’équipe è scelta annualmente. Nel 2023 ci sarò.