Quasi tre ore incucina per il pranzo di Natale

La festa si consuma a tavola

In cucina quasi tre ore per il pranzo che resta un must della tradizione

La festa si consuma a tavola
Tgr Abruzzo
I calcionetti, dolci tipici della tradizione natalizia abruzzese

Quasi tre ore in cucina per il pranzo di Natale. E il panettone sarà solo per devozione con le famiglie abruzzesI che restano legate alla tradizione. La corsa ai fornelli è già iniziata per imbandire tavole e preparare pietanze. Gli abruzzesi - secondo quanto emerge da un sondaggio commissionato da Coldiretti - hanno scelto anche di passare la festa più importante dell’anno al ristorante o in agriturismo. Tra chi si occuperà del pranzo, l’89% preparerà personalmente il pasto – precisa la Coldiretti – con un ritorno al fai da te spinto da motivazioni diverse. C’è anche un 6% che ordinerà tutto da asporto, mentre il restante 5% si affiderà alle pietanze portate da parenti o amici.

La spesa

La spesa media per il Natale a tavola è di 106 euro a famiglia, solo il 6% in meno rispetto alle feste del 2021. Lo spumante si conferma come il prodotto immancabile per oltre otto italiani su dieci (84%) assieme alla frutta locale di stagione (90%), mentre il panettone con il 78% batte di misura nelle preferenze il pandoro fermo al 74% anche se ben il 51% scegli anche i dolci della tradizione locale. Particolare attenzione è riposta nella ricerca degli ingredienti come dimostrano le presenze nei mercati contadini di Campagna Amica per la preparazione di menu a chilometri zero. Le tavole si arricchiscono soprattutto dei prodotti regionali tipici della ricorrenza e più gettonati – conclude la Coldiretti – ci sono le pabassinas con sa sapa in Sardegna, il panone di Natale in Emilia Romagna, u piccilatiedd in Basilicata, il panpepato in Umbria, la pizza di Franz nel Molise, lu rintrocilio in Abruzzo, la carbonata con polenta in Valle D’Aosta, il pangiallo nel Lazio, le carteddate in Puglia, i canederli in Trentino, la brovada e muset con polenta in Friuli, i quazunìelli in Calabria, il pandolce in Liguria, la pizza de Nata’ nelle Marche, i buccellati in Sicilia, il brodo di cappone in tazza in Toscana e l’insalata di rinforzo in Campania. Le differenze territoriali ed economiche dividono gli italiani nella spesa ma le scelte a tavola contribuiscono però a riunirli, secondo Coldiretti/Ixe’. Il 92% dei cittadini acquisterà per le feste soprattutto prodotti italiani, tra un 53% che lo farà soprattutto perché sono più buoni e il 39% che vede come priorità sostenere l’economia e il lavoro del proprio Paese.

Alcuni piatti tipici abruzzesi

Minestra di cardi, zuppa di castagne e ceci, lasagna con macinato, mozzarella e parmigiano. Tra i secondi agnello arrosto e bollito di manzo. I dolci tradizionali, diversi per ogni provincia, sono: calcionetti fritti (panzerottini dolci con marmellata d’uva nera detta scrucchiata, ceci, noci tritate, mandorle triturate, mosto e cacao), ferratelle, ostie con ripieno di mandorle, noci e miele, neole, noci atterrati (mandorle con acqua e zucchero) e scrippelle. E immancabile il cardone, e il torrone.