Processo Rigopiano

Tre giorni di arringhe difensive

Nell'aula 1 del Tribunale di Pescara la prima udienza delle tre consecutive previste questa settimana. A metà febbraio repliche della Procura e controrepliche delle difese. Il 17 febbraio in programma la sentenza

Tre giorni di arringhe difensive
TgR Abruzzo
L'udienza del processo per la tragedia dell'Hotel Rigopiano di Farindola

Iniziato questa mattina al Tribunale di Pescara l’ultimo slot di tre giorni di arringhe difensive nel processo con rito abbreviato sulla tragedia dell’Hotel Rigopiano di Farindola. Nell'udienza davanti al giudice, Gianluca Sarandrea, parola agli avvocati che difendono dirigenti e funzionari della Provincia e della Prefettura di Pescara. In discussione le accuse dalla Procura adriatica e del pool di magistrati guidato dal capo procuratore, Giuseppe Bellelli, rispetto alle mancanze del sistema di risposta all'emergenza che si è verificata il 18 gennaio del 2017, quando, nel pomeriggio, è scesa dal monte Siella la valanga che ha travolto l'Hotel Rigopiano e con esso la vita di 29 persone. In questo procedimento penale la pubblica accusa ha chiesto, complessivamente, 26 condanne 4 assoluzioni per i 30 imputati. 

La prima a presentare le sue tesi difensive è stata Ester Molinaro, legale di Salvatore Angieri, all'epoca dei fatti viceprefetto di Pescara. In discussione il presunto depistaggio delle indagini nel caso di Gabriele D'Angelo e delle chiamate del cameriere dell'Hotel, nel tempo libero volontario della Croce Rossa di Penne, che aveva tentato di lanciare l'allarme dopo le scosse di terremoto già il mattino precedente la valanga. “I Carabinieri forestali sapevano” - ha dichiarato in aula l'avvocato.

Poi è stata la volta dell'arringa di Marco Spagnuolo, difensore del dirigente della Provincia di Pescara, responsabile della Protezione Civile, Paolo D'Incecco ed anche dell'allora presidente dell'ente, Antonio Di Marco. Al centro dell'intervento la gestione delle turbine per sgomberare la strada verso Rigopiano, rimasta bloccata a causa delle abbondanti nevicate precedenti la sciagura. Per la difesa, la Provincia non aveva le capacità necessarie per fronteggiare una situazione di emergenza diffusa su tutto il pescarese, anche perché svuotata di funzioni dopo l'entrata in vigore della Legge di riforma Delrio, che ne ha limitato le risorse. 

E' attesa per venerdì, invece, l’arringa dell’avvocato Giandomenico Caiazza, legale dell’allora Prefetto di Pescara, Francesco Provolo per il quale l'accusa ha chiesto la condanna a 12 anni. 

In aula, come sempre, sono presenti i rappresentanti del comitato familiari vittime di Rigopiano. Il Processo è alle battute finali. A metà febbraio sono previste le repliche della Procura e le controrepliche delle difese. Poi la sentenza, in calendario per il 17 febbraio.