Prevenzione oncologica, la sfida del dopo covid

Liste d'attesa troppo lunghe e ritardo nelle chiamate per gli screening oncologici alla mammella: la sanità abruzzese del dopo covid deve garantire efficienza nelle sue strutture di punta, come il centro Eusoma di Ortona.


Diagnostica e chirurgia senologica devono ripartire dopo lo stop imposto dalla pandemia pena l'impossibilità di intervenire in tempo sui tumori della mammella.
Parla a nome dell'Istituto senologico abruzzese, rete Europa Donna Italia, l'ex direttore della senologia di Ortona Ettore Cianchetti, docente universitario ancora oggi in prima linea nella lotta al cancro più diffuso tra le donne.
L'Abruzzo vanta uno dei 21 centri italiani certificati Eusoma: il Breast Centre di Ortona è l'unico nel Centro Sud insieme al San Giovanni Addolorata di Roma e al centro Humanitas di Catania. Per far parte della rete servono tra l'altro, a un radiologo non meno di 5mila letture mammografiche, mille esami per un tecnico di laboratorio, 50 interventi effettuati in prima persona da un chirurgo
parametri che ortona fa fatica a mantenere con 1 solo ecografo funzionante su 3 e 1 mammografo nuovo ancora imballato.
L'appello di Isa è anche attuare il percorso diagnostico terapeutico assistenziale, associando ai 2 hub di Ortona e L'Aquila gli altri reparti abruzzesi come stabilito dalla stessa regione. 
La soglia minima è ancora una volta numerica: 135 casi di tumore presi in carico in un anno.