La musica raccontata al pubblico

Il Conservatorio di Pescara è tornato ad aprire le porte al pubblico attraverso lezioni, incontri con i docenti, visite guidate e esecuzioni musicali.

Le note dell’Inno alla Gioia che anima la Nona Sinfonia di Beethoven e richiama - per tanti popoli oppressi e aggrediti dai regimi tirannici - la speranza del sogno europeo risuonano nel cortile di Palazzo Mezzopreti, l’edificio in stile liberty sede del Conservatorio di Pescara. Realtà culturale le cui radici risalgono al 1922, quando alcuni musicisti abruzzesi aderenti al cenacolo dell’artista Francesco Paolo Michetti costituirono una corporazione dedicata a Luisa D’Annunzio, madre del poeta Gabriele. E che ha voluto far conoscere a curiosi e appassionati i segreti dei linguaggi melodici in vista delle prove di ammissione al futuro anno accademico. Lezioni aperte e incontri con i docenti e i giovani allievi - 580 ragazzi nel complesso - alla scoperta dei timbri espressivi dell’arpa, del flauto, del clarinetto, del fagotto. Un’iniziativa sfumata negli ultimi 2 anni a causa dell’emergenza pandemica, e che spazia dalle frontiere della musico-terapia allo studio degli strumenti elettrici. Custodendo e tramandando il patrimonio classico e romantico, condensato nel Concerto op. 35 di Tchaikovsky.