Basilicata
02 Dicembre 2021 Aggiornato alle 05:30
Cronaca

Sversamenti Eni, prende quota il cambio di accuse

La Procura ha chiesto più tempo per valutare una variazione di imputazione in Disastro Ambientale. Se ne riparlerà a ottobre
Credits © Tgr Basilicata Le prime operazioni di bonifica
Le prime operazioni di bonifica
Un nuovo rinvio per l'udienza preliminare sugli sversamenti di petrolio dai serbatoi forati del Cova Eni di Viggiano fino al 2014 che vede imputati i dirigenti Ruggero Gheller ed Andrea Palma e sei dirigenti del comitato tecnico regionale. 
Questa mattina il Pm Vincenzo Montemurro ha chiesto e ottenuto dal Gup Antonello Amodeo un rinvio della discussione per poter valutare il possibile cambio di imputazione che doveva essere discusso oggi. Un cambio di incarico della persona che doveva approfondire il tema ha portato alla necessità di un tempo extra che il Gup ha concesso fino al 14 ottobre, ma la Procura dovrà depositare eventuali determinazioni entro la fine di settembre.

Un cambio di accusa che, a questo punto, sembra prendere quota, ravvicinando questo troncone dell'inchiesta in fase preliminare a quello già in fase di dibattimento per gli stessi fatti, ma fino al 2017 con sul banco degli imputati Enrico Trovato, succeduto ai primi due dirigenti alla guida del Cova di Viggiano. Perché a Trovato è già contestato il disastro ambientale, reato entrato nel codice nel 2015 con pene fino a 15 anni, mentre per gli altri due l'accusa è del preesistente reato di disastro innominato, con pene fino a 12 anni. 
Il fatto che le condotte di Gheller e Palma abbiano prodotto effetti anche dopo il 2015 potrebbe rendere possibile la nuova contestazione più grave. Questa, almeno, la tesi dell'avvocato Antonio Digioia che, in rappresentanza dei consiglieri regionali e parlamentari M5s - parti lese nel processo perché denunciarono il problema - aveva chiesto un cambio che, evidentemente, la Procura ha tutt'altro che scartato a priori.

Intanto, però, un nuovo stop. Che fa storcere il muso agli ambientalisti che sempre stamattina manifestavano sotto il Palazzo di Giustizia proprio per chiedere una giustizia più celere. Ambientalisti che erano anche già pronti a chiedere di essere parte civile nel processo, istanze che a questo punto saranno presentate in ottobre. Al momento dovrebbero essere non meno di una ventina.
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