Basilicata
02 Dicembre 2021 Aggiornato alle 05:30
Economia & Lavoro

Total, lontani dai 1.500 posti previsti

Si è riunito in Regione il tavolo della trasparenza, proposto un gruppo di lavoro per individuare nuovi profili professionali
Credits © TgR Basilicata Il centro olio Total a Tempa Rossa
Il centro olio Total a Tempa Rossa
Accelerare la presentazione da parte della Total di progetti con investimenti no-oil, puntando a nuovi posti di lavoro.
È uno dei punti principali discussi al tavolo della trasparenza per l'impianto Tempa Rossa della Total, convocato nel pomeriggio di oggi in Regione Basilicata. In agenda, la richiesta di tutela per i lavoratori lucani in caso di cambio di gestori o fornitori di servizi.
«Siamo ancora lontani dall'obiettivo indicato da Total di 1.500 occupati, comprese le attività no oil», ha ricordato l'assessore regionale alle Attività produttive, Franco Cupparo. 
I dati dell'occupazione indiretta del petrolio a Tempa Rossa dicono, infatti, che a maggio scorso vi erano 386 lavoratori impiegati, di cui 351 residenti in Basilicata (91%): di questi, 88 residenti a Corleto, 32 a Guardia Perticara, 30 a Gorgoglione, 29 negli altri dieci Comuni della concessione, 172 in Comuni fuori concessione.
Proprio la distribuzione territoriale dei lavoratori era stata alla base dell'annunciato forfait dell'amministrazione di Corleto Perticara. Il sindaco Mario Montano aveva, infatti, lamentato scarsa chiarezza da parte della multinazionale rispetto all'occupazione dei locali. 
All'appuntamento di oggi Cupparo ha chiesto una mappa aggiornata dei lavoratori di Tempa Rossa e dei relativi contratti, e ha poi proposto di creare un gruppo di lavoro ristretto per individuare i nuovi profili professionali necessari.
Il tavolo della trasparenza è stato istituito dal protocollo di intesa per la valorizzazione dell'occupazione e dello sviluppo per il sito di estrazione petrolifera Tempa Rossa, tra Regione Basilicata, Total e parti sociali. Al tavolo partecipano di rito i sindaci dei Comuni interessati dalla concessione "Gorgoglione", Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, Confapi e i rappresentanti di Total.

					

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