Basilicata
08 Dicembre 2021 Aggiornato alle 12:55
Cronaca

Deposito unico, parte il confronto tra Sogin e territori

Si discutono le osservazioni arrivate dalle 67 aree potenzialmente idonee a ospitare le scorie nucleari: 17 sono tra Puglia e Basilicata
Credits © TgR Basilicata Fusti scorie nucleari
Fusti scorie nucleari
E’ cominciato in via telematica il seminario nazionale della Sogin (la società pubblica per lo smantellamento degli impianti nucleari) sul futuro deposito nazionale delle scorie nucleari. Una serie di incontri, anche con le regioni coinvolte, in cui si discuterà le osservazioni (oltre 300 quelle presentati da enti, associazioni e cittadini) arrivate dai territori indicati lo scorso 5 gennaio nella CNAPI, la carta delle aree potenzialmente idonee a ospitare il deposito, che dovrà accogliere 95mila metri cubi di rifiuti radioattivi, tra scarti della filiera dell'atomo ormai dismessa e scorie provenienti dalla medicina nucleare e dall'industria.
 Dei 67 siti indicati, 17 sono tra Puglia e Basilicata e ricadono in 8 comuni lucani (Genzano di Lucania, Acerenza, Oppido Lucano, Montescaglioso, Montalbano Jonico, Bernalda, Irsina, Matera.
Il seminario si concluderà il 24 novembre, e il 15 dicembre verranno pubblicati gli atti finali. E' questo un momento cruciale nella nascita del futuro deposito unico nazionale. Sulla base dei lavori del seminario, infatti, la Sogin pubblicherà la carta definitiva delle aree idonee per il deposito, la CNAI, documento che verrà poi inviato al governo, cui spetterà individuare il sito definitivo.

					

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