Basilicata
24 Maggio 2022 Aggiornato alle 18:18
Salute

Emergenza in corsia

Basilicata a corto di medici e infermieri

Oltre 500 i sanitari mancanti nelle strutture dell'Azienda Sanitaria di Matera. Situazione leggermente migliore a Potenza, dove però c'è penuria di camici bianchi in diverse branche specialistiche
di Fabio Di Todaro
Credits © Ansa La pandemia ha acuito la carenza di medici e operatori sanitari in regione
La pandemia ha acuito la carenza di medici e operatori sanitari in regione
Ieri si sono presentati appena in tre - tra cui due specializzandi - sul totale dei tredici iscritti al concorso per neonatologi bandito dal San Carlo. Situazione analoga a quella presentatasi un paio di mesi fa, al concorso da ortopedici: con due soli pretendenti, rispetto ai nove attesi.
La pandemia - oltre a quanto già avvenuto negli anni con l'introduzione del numero chiuso e la riduzione delle borse di specializzazione - ha messo ulteriormente in difficoltà il servizio sanitario regionale. La Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità ha denunciato l'emergenza relativa all'azienda sanitaria di Matera, dove mancherebbero oltre 500 figure: tra medici, infermieri e OSS. Numeri certi per la provincia di Potenza non ce ne sono. Ma, stando a quanto riferito dall'Azienda Ospedaliera San Carlo e dall'ASP, le difficoltà si avvertono anche nel capoluogo, come testimonia lo scarso appeal dei concorsi banditi.
Gli infermieri e gli OSS rappresentano un problema meno grave. Le maggiori difficoltà, infatti, riguardano alcune figure specialistiche: anestesisti, pneumologi, infettivologi, ortopedici, igienisti, nefrologi e psichiatri. Oltre ai camici bianchi del 118. Queste le figure più ricercate, tra ospedale e territorio.
"E se Potenza i due capoluoghi mantengono ancora un'attrattività, ben più difficile è convincere i sanitari a lavorare nelle aree interne", denuncia Lorenzo Bochicchio, direttore generale dell'ASP.
Dal San Carlo, intanto, fanno sapere di essere pronti a stabilizzare i precari che ne hanno i requisiti e a prorogare i contratti a tempo determinato. Soluzione che appaiono però tampone, in attesa che decolli il corso di laurea in medicina di Potenza e che, con l'aumento delle borse di specializzazione confermato dal ministro Roberto Speranza, si chiuda definitivamente l'epoca dell'imbuto formativo.

					

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