Basilicata
02 Dicembre 2021 Aggiornato alle 05:30
Ambiente

Nucleare, a gennaio la decisione sul deposito unico

Concluso il seminario nazionale Sogin a cui hanno partecipato anche Regione, enti locali e associazioni per ribadire il loro "No"
Credits © TgR Basilicata Fusti scorie nucleari
Fusti scorie nucleari
Saranno pubblicati il 15 dicembre gli atti finali del seminario sul progetto del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi, che ha messo a confronto Sogin - la società pubblica per lo smantellamento degli impianti nucleari - e i territori. Al faccia a faccia, che si è concluso oggi, hanno partecipato oltre 160 soggetti tra enti locali, associazioni, comitati, organizzazioni datoriali e sindacali. Oltre al progetto del deposito, nel corso di questi due mesi e mezzo sono stati approfonditi gli aspetti tecnici della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) presentata a gennaio, che tra Basilicata e Puglia ha individuato 17 località adatte - secondo i tecnici Sogin - a ospitare i siti di stoccaggio di circa 95mila metri cubi di rifiuti radioattivi, tra scarti della filiera dell'atomo ormai dismessa e scorie provenienti dalla medicina nucleare e dall'industria.
Tra rischio sismico, tutela delle produzioni agricole e la presenza di dighe e impianti petroliferi, un secco "No" al deposito è arrivato da tutti i portatori di interesse lucani sentiti in audizione lo scorso 26 ottobre.
La pubblicazione degli atti aprirà la seconda fase della consultazione: altri trenta giorni durante i quali potranno essere inviate ulteriori osservazioni e proposte. Poi, entro fine gennaio, Sogin pubblicherà la Carta delle aree idonee per il deposito (Cnai). In base a questa spetterà al governo individuare il sito definitivo, dirimendo così una questione che va avanti dal 2015. Dopo la pubblicazione della Cnai, regioni ed enti locali potranno approfondire ancora l'argomento con manifestazioni d'interesse. Che, tuttavia, non saranno vincolanti.

					

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