Basilicata
17 Gennaio 2022 Aggiornato alle 23:11
Economia & Lavoro

Indotto Eni, a rischio oltre 100 posti di lavoro

A lanciare l'allarme è la Uil, che chiede il rispetto del Patto di Sito e la convocazione degli Stati generali dell'energia
Credits © Ansa Il Centro Olio Val d'Agri cova a Viggiano
Il Centro Olio Val d'Agri cova a Viggiano
Si è riunito ieri l'attivo di tutte le sigle UIL coinvolte nelle estrazioni petrolifere. Al centro dell'incontro, il futuro del distretto petrolifero della Val d'Agri e dei lavoratori del settore nell'area del Centro Olio Eni di Viggiano. Per il sindacato, sarebbero 120-140 i posti di lavoro a rischio nell'indotto: una bomba sociale che rischia di compromettere qualsiasi passo verso la transizione ecologica e il futuro della Val D'Agri, secondo il sindacato.
"I prossimi 10 anni saranno molto diversi rispetto al passato per quest'area, è la stessa Eni a dirlo", spiega il segretario generale della Uil Basilicata, Vincenzo Tortorelli. "I processi di robotizzazione e di efficientamento rischiano di tagliare fuori una fetta di lavoratori, prima ancora che si inizino a definire i passi verso una giusta transizione ecologica", prosegue. Dalla riunione di Viggiano arrivano due richieste: il rispetto del Patto di Sito, l'assicurazione che non siano i lavoratori a fare le spese nei cambi di appalto, come sta succedendo nelle vertenze Italfluid, Maersk e Sis. E lanciare da subito gli Stati generali dell'energia coinvolgendo il governo nazionale.

					

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