Basilicata
08 Dicembre 2021 Aggiornato alle 14:20
Economia & Lavoro

Italfluid, verso la rottura con Eni

I sindacati rifiutano la proposta di ricollocare solo parte dei 40 esuberi e pensano alla mobilitazione
Credits © Ansa Il centro olio val d'agri Eni a Viggiano
Il centro olio val d'agri Eni a Viggiano
Si è conclusa senza accordo la riunione di ieri tra sindacati ed Eni al dipartimento Politiche di sviluppo, lavoro, formazione e ricerca della Regione, sul caso Italfluid. Le segreterie territoriali di Filctem, Femca e Uiltec unitamente a Cgil, Cisl e Uil, preparano ora la mobilitazione, una iniziativa che possa coinvolgere tutti i lavoratori coinvolti dalle vertenze che interessano il Centro Olio di Viggiano e le aziende dell'indotto.

Da tempo, le sigle stanno cercando una soluzione con la multinazionale per scongiurare i 40 esuberi (tutti lucani) prospettati da Italfluid Geoenergy s.r.l. Esuberi determinati, da un lato, dalla scelta di Eni di affidare una parte delle attività ad un'altra azienda e, dall'altro, alla riduzione del lavoro. Eni ha proposto la possibile ricollocazione per massimo 27 lavoratori, "senza garanzie sulla conservazione dei trattamenti attualmente praticati da Italfluid", scrivono i sindacati in una nota, in cui definiscono questa proposta "irricevibile". I sindacati chiedono al "cane a sei zampe" un "deciso cambio di passo sulla gestione delle problematiche socio-occupazionali" e il rispetto delle regole sottoscritte nel nuovo patto di sito Eni Val D'Agri, firmato solo pochi mesi fa.

					

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