Basilicata
17 Gennaio 2022 Aggiornato alle 23:11
Economia & Lavoro

Centro servizi, i sindacati chiedono garanzie per i 120 lavoratori

Quattro cambi di appalto in vent'anni e operatori che restano precari. I sindacati chiedono alla Regione di gestire direttamente il servizio. Viale Verrastro invoca però il rispetto della gara appena aggiudicata
Credits © Tgr Basilicata Centro servizi regionale
Centro servizi regionale

Un radicale cambio di rotta per il futuro di 120 lavoratori dei servizi di Cup, sportelli di servizio al cittadino e supporto agli uffici regionali della Basilicata. Lo chiedono Cgil, Cisl e Uil - settore comunicazione - in una lettera aperta al governatore Bardi e a tutti i capigruppo in Consiglio.

Dopo vent'anni in cui si sono succeduti almeno quattro diversi assetti proprietari per la gestione di questi servizi -  con continui contenziosi che hanno portato, da ultimo, alla sentenza del Consiglio di Stato in favore di Datacontact/Lucana Servizi/La Traccia - si lamenta la precarietà per i lavoratori e l'impossibilità - tra l'altro - di ottenere scatti contrattuali. 

Un'ipotesi - che i sindacati vorrebbero discutere con l'ente - è la gestione diretta del servizio, come avviene in altre regioni, tra cui la vicina Puglia. Soluzione che, secondo le sigle, comporterebbe un considerevole risparmio per le casse regionali.

Dalla Regione fanno sapere che si stanno studiando nuove possibilità. I tempi però non sono brevi, perché la gara è stata assegnata - con l'aggiudicatario determinato dalla recente sentenza - e per 2 anni la gestione non potrà cambiare. Ogni proposta deve poi comunque tenere sempre presenti gli indirizzi della Corte dei Conti, anche per le eventuali conseguenze sulle finanze dell'Ente. 

Il pronunciamento del Consiglio di Stato - aggiungono da viale Verrastro - prospetta scenari inquietanti sulla Stazione unica appaltante regionale, per cui l'ente sta ipotizzando di avviare procedimenti disciplinari.

 

					

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