Basilicata
22 Gennaio 2022 Aggiornato alle 10:13
Politica & Istituzioni

Garante unico, la riforma non decolla

La legge regionale ha cancellato anche il Difensore civico: la nuova figura dovrà occuparsi di una vasta gamma di diritti, dall'infanzia ai detenuti, fino al confronto con la pubblica amministrazione
di Sara Lorusso
Credits © TGR Basilicata Molti i diritti sotto tutela del Garante unico
Molti i diritti sotto tutela del Garante unico
La figura del Garante regionale dei diritti della persona è stata istituita con legge regionale un anno fa. Il bando per le candidature è scaduto il primo luglio: una ventina gli aspiranti. Ma da allora di questa figura non si sa più nulla. L'elezione - servono i due terzi dell'aula nelle prime 3 votazioni - compare all'ordine del giorno del Consiglio regionale da settimane. 

Il Garante unico nasce da una proposta del consigliere della Lega, Massimo Zullino, sulla scorta di una istituzione diffusa nei Paesi Nordici: l'Ombusdman, cioè una persona che fa da "ponte" tra cittadini e pubblica amministrazione. Tra le motivazioni a supporto dell'istituzione, razionalizzare le risorse e contenere la spesa.  

Così il Garante unico sostituisce, accorpandole, altre figure di tutela nei settori della disabilità, dell'immigrazione, dell'amministrazione. La legge istitutiva, inoltre, cancella di fatto due figure statutarie: il Garante dell'infanzia e il Difensore civico.

In questi due ruoli, Vincenzo Giuliano e Antonia Fiordelisi continuano a lavorare in regime di proroga - con una media di 100 pratiche all'anno evase, oltre ai colloqui e agli interventi risolutivi informali - in settori delicatissimi, a cui il Garante unico dovrà sommare altre questioni specialistiche, come per i detenuti o i malati. 

A disposizione avrà personale interno del Consiglio regionale. Ma restano i dubbi sulla mole e la complessità del lavoro da sbrigare, a cui comunque potrà far fronte con consulenze esterne. 

					

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