In cerca di garanzie

Al tavolo romano su Stellantis, il ministro Urso chiede all'azienda risposte sulla produzione. Confermati i cinque modelli elettrici per Melfi

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Tgr Basilicata
Il tavolo convocato al Mimit


Al momento una sola certezza: nello stabilimento di San Nicola di Melfi al posto delle attuali tre vetture saranno realizzati cinque modelli full electric.
Solo incognite, invece, sul futuro dell'indotto, che tra diretti e indiretti conta circa 8 mila lavoratori.
Si può riassumere così il primo dei tavoli Stellantis convocato al Ministero delle Imprese e del made in Italy, che ha visto la partecipazione del presidente della Regione, Vito Bardi, insieme ai rappresentanti sindacali dei metalmeccanici, ad eccezione di quelli della Cgil.  Assenti anche quelli del colosso automobilistico che, per via della policy aziendale in caso di campagna elettorale, hanno presenziato solo alla seconda parte dell'incontro, quello tecnico.
Netta la posizione del ministro Urso: "Il governo ha già dato, ha messo in campo una politica per l'auto, ha realizzato un piano di incentivi, ora tocca all'azienda adattare il suo piano industriale".
L'obiettivo, nei piani del titolare del Mimit,  è arrivare ad un documento vincolante per il governo, l'azienda e le regioni, condiviso con le tute blu e l'Anfia, a cui seguirà una seconda fase sulle strategie che il gruppo vorrà mettere in campo. 
Ad incontro concluso, positivo il giudizio di Fim e Uilm, soddisfatte delle rassicurazioni sul sito lucano, ma pronte ad incalzare sul fronte occupazionale e produttivo; totalmente negativo, invece, il giudizio della Fiom: “Da Stellantis nessuna risposta”, commenta il leader Michele De Palma.
Dopo Melfi, fari puntati su Mirafiori, uno degli stabilimenti sul quale si concentrano le maggiori preoccupazioni dei sindacati.