Il consiglio regionale ha introdotto nuove misure a favore delle donne vittime di violenza e dei nuclei monogenitoriali in condizioni di fragilità, aggiornando la legge per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
Una norma nata su spinta della Commissione regionale per le Pari opportunità e che, con primo firmatario il presidente del consiglio Marcello Pittella (Azione), ha raccolto prima l’adesione trasversale dei consiglieri di Forza Italia, Picerno e Aliandro, del collega di Azione Morea, del dem Piero Marrese e di Viviana Verri (M5s), per poi ottenere l’unanimità in aula.
Nel dettaglio, la legge assegna un punteggio aggiuntivo dopo l’avvio di percorsi di accompagnamento per donne vittime di violenza già in carico ai servizi sociali, o seguite da Centri antiviolenza e Case rifugio.
Contemporaneamente una quota pari al 5% degli alloggi popolari sarà riservata alle vittime di violenza, con procedure di assegnazione semplificate e temporanee. L’obiettivo è sostenere queste donne nel raggiungimento dell’autonomia socio-economica.
Misure speciali estese anche ai nuclei monogenitoriali in condizioni di particolare fragilità, con la tutela dei figli minorenni in caso di decesso dell’assegnataria.
“La libertà, senza indipendenza abitativa - il commento di Vittoria Rotunno, presidente della Commissione regionale Pari Opportunità - rischia di restare un principio astratto. Con questa norma, si trasforma un diritto in una concreta possibilità di vita nuova”.
“Continua il nostro impegno – ha evidenziato il capogruppo del Pd, Piero Lacorazza, proponente di alcuni emendamenti al testo - per spingere l’intera assemblea a esprimere una posizione netta in materia di violenza sessuale”.
Un passo ulteriore - ha aggiunto la vicepresidente del consiglio, Maddalena Fazzari (Fratelli d'Italia) - dopo l’incremento del fondo per il “reddito di libertà” . La casa - ha concluso - non è solo un bene materiale, ma uno strumento di libertà e rinascita”.