Bolzano
20 Marzo 2019 Aggiornato alle 17:30
Trasporti & Viabilità

Autobrennero. Verso la rottura fra Trento e Bolzano e Toninelli

Dura presa di posizione del Ministero dei Trasporti: "Dagli enti locali passi indietro, si valuti la gara". Il presidente altoatesino Kompatscher: "È soltanto una minaccia in una fase delicata della trattativa"
Credits © Rai tgr scontro con Bolzano e Trento su A22
scontro con Bolzano e Trento su A22
Nuovo capitolo nel confronto (anche aspro) fra enti locali e Ministero dei Trasporti nella vicenda che riguarda il rinnovo della concessione dell'Autostrada. 

Dal Mit di Danilo Toninelli una dura nota che attacca la Regione Trentino Alto Adige e ipotizza il ricorso alla gara europea. 

Il disaccordo riguarda il piano finanziario e soprattutto il fatto che gli enti locali prevedono una riduzione del traffico e questo impedirebbe secondo il ministero la possibile riduzione del pedaggio


Ma ecco il testo del comunicato emesso dal Ministero:

"Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in questi mesi, ha lavorato duramente e lungamente, anche in dialogo con la Commissione europea e in stretta collaborazione con gli enti pubblici interessati, per garantire che la concessione dell’A22 rimanesse in mano pubblica, e, anzi, fosse affidata a una in house al 100% per ulteriori 30 anni. La Commissione europea aveva posto come precondizione un controllo analogo più incisivo da parte del Mit rispetto ai compiti istituzionalmente affidati in qualità di concedente, e l’Autorità di regolazione dei trasporti aveva indicato delle regole a cui attenersi in merito ai profili tariffari.
Sono stati, questi, mesi di trattative e di incontri con le parti interessate, in cui il Ministero ha messo in campo ogni sforzo per raggiungere un obiettivo oggettivamente preferibile per la collettività: affidare la gestione dell’Autostrada del Brennero agli enti locali, reinvestire gli utili sul territorio e garantire pedaggi più bassi. È dunque con rammarico che si rileva come sia da ultimo arrivato dai soci pubblici interessati un nuovo piano economico-finanziario ed il correlato piano finanziario regolatorio che smentiscono tutti i passi avanti fatti finora. Un Pef e un Pfr che l’Autorità dei trasporti, in una nota trasmessa al Ministero, sottolinea essere in contrasto con quanto affermato dalla Regione Trentino-Alto Adige nel documento dell’11 marzo 2019 e non conformi alle regole della stessa Autorità.
Peraltro, nell’ultimo Pef presentato, il fabbisogno finanziario totale, come fa rilevare anche Art, è stato calcolato anche includendo ulteriori, rilevanti ed inediti impegni finanziari, che hanno come impatto l’impossibilità di assicurare la bancabilità del Pef stesso e, come tale, esso è inaccettabile da parte del Mit. Inoltre il nuovo Piano finanziario inviato dagli enti pubblici territoriali prevede una drastica riduzione del futuro livello di traffico, che incide negativamente sulla tariffa di pedaggi, determinando un maggiore costo a carico degli utenti finali. Vanificando, dunque, una delle finalità prioritarie dell’accordo, teso a ridurre l’onere a carico della collettività.
In aggiunta, strumentalmente, la Regione Trentino Alto Adige, con lettera del 13 marzo scorso, ha riproposto modifiche all’articolato convenzionale, in merito al ruolo del Comitato di indirizzo e di coordinamento, incompatibili con le prescrizioni formulate in merito dalla Commissione europea.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti auspica, dunque, che si possa tornare a ragionare con le parti in causa, con i presupposti a cui sembrava si fosse di comune accordo arrivati, su una concessione totalmente in house. Se così non fosse, considerata l’impossibilità tecnico-giuridica di derogare ai pareri rilasciati dall’Art e dalla Commissione Ue, e considerata l’urgenza per la collettività di affidare la concessione della A22, scaduta il 30 aprile 2014, la Direzione preposta del Mit sarà obbligata, per non incorrere in una procedura di infrazione comunitaria, ad avviare le procedure di gara per l’individuazione del nuovo concessionario".

Nella serata del 15 marzo arrivano le reazioni

"La nostra volontà- dichiara il presidente della provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti -  - è quella di continuare a dialogare per cercare di chiudere le partite rimaste aperte". 
"Non dobbiamo interrompere questo percorso - prosegue Fugatti - consapevoli delle esigenze rappresentate dal Ministero, ma al tempo stesso avendo a cuore quelle altrettanto legittime espresse dai territori"
Il Presidente altoatesiono Arno Kompatscher dice: "non è la prima volta che accade".
Sentiamolo nell'intervista raccolta da Dieter Verdross
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