Bolzano
16 Ottobre 2019 Aggiornato alle 17:30
Società

Dopo l'accusa di molestie sessuali, Harry attendeva il rimpatrio

Suicida il giovane nigeriano che era stato accusato di aggressione sessuale

Aveva gravi problemi psichici riconosciuti già a Bressanone, prima del gesto nella caserma Schenoni che gli costò l'accusa. Nel centro per il rimpatrio di Brindisi, nonostante le richieste, non è mai stato visitato da un medico
Credits © rai tgr Harry, nigeriano, nemmeno 20 anni, da Bressanone a Brindisi
Harry, nigeriano, nemmeno 20 anni, da Bressanone a Brindisi
Harry, nigeriano,era arrivato in Italia poco più che diciottenne nel 2017 dopo la traversata del deserto e l'incarcerazione in Libia. Era stato inviato nel grande centro di raccolta dell'ex caserma Schenoni di Bressanone.
Molto presto è stato preso in carica dal servizio psichiatrico dell'ospedale, perché aveva disturbi evidenti e sembrava regredito all'infanzia. I medici avevano ordinato una terapia farmacologica rispedendolo al centro di raccolta. Qui nel novembre dello scorso anno, dopo un diverbio con un'operatrice, è stato denunciato per aggressione sessuale. Secondo la testimonianza della donna l'avrebbe presa per un braccio e le avrebbe toccato il seno.
Il fatto diede l'occasione a Matteo Salvini per gridare allo stupro sui social.
Harry alla fine è finito nel centro per il rimpatrio di Restinco in provincia di Brindisi. Benchè avesse chiesto più volte di parlare con un medico non è stato ascoltato. Così, appena si è trovato solo nello stanzone, la notte fra l'1 e il 2 giugno si è impiccato.
Del suo caso si occuperà ora il garante per i detenuti, ma non è il primo caso di suicidio o di autolesionismo all'interno di quetsa struttura

					

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