Bolzano
12 Dicembre 2019 Aggiornato alle 19:48
Ambiente

Morte dell'orsa Kj2. Rinvio a giudizio per Rossi e Zanin

Per la seconda volta il Giudice La Ganga respinge la richiesta di archiviazione della Procura. L'ex presidente: "Sono sorpreso e rammaricato"
Credits © TgrTrento L'orsa KJ2 è stata abbattuta il 12 agosto 2017
L'orsa KJ2 è stata abbattuta il 12 agosto 2017
Per la seconda volta, il giudice Marco La Ganga ha respinto la richiesta della Procura della Repubblica di Trento di archiviare il fascicolo riguardante la morte dell'orsa Kj2.

La prima richiesta di archiviazione era stata respinta perché il giudice aveva chiesto ulteriori indagini. Il giudice La Ganga, il 4 dicembre 2018, chiedeva di indagare  l'ex presidente Ugo Rossi e il dirigente del Servizio foreste e fauna, Maurizio Zanin.

Veniva poi chiesto alla Procura di verificare se potesse esserci un'alternativa all'uccisione dell'orsa: per esempio sedarla per poi trasferirla in un'area protetta.  

Terminate queste ulteriori indagini, la Procura ha confermato la richiesta di archiviazione. Respinta dal Giudice che, anzi, ha disposto il rinvio a giudizio per Rossi e Zanin.

Ricordiamo che l'orsa Kj2 era stata uccisa sulle pendici del Monte Bondone nell' agosto 2017 dopo che si era resa protagonista di numerosi atti preoccupanti, compresa l'aggressione a Angelo Metlicovez nei boschi alle porte di Trento.

Da parte sua, l'ex presidente della Provincia Ugo Rossi, in un comunicato, parla di stupore e rammarico.

"Lo stupore deriva dal fatto che per ben due volte  la Procura aveva chiesto l’archiviazione non ritenendo vi fossero gli estremi per l’imputazione".

"Il rammarico deriva dal fatto che l’aver adottato un provvedimento doveroso e nel pieno rispetto delle leggi, con senso di responsabilità e nell’interesse pubblico della sicurezza delle persone, determini invece la necessità’ di doversi difendere davanti a un tribunale".

"Sotto questo profilo - prosegue Rossi - sento pero’ di avere la coscienza a posto perché’ sono certo di aver agito correttamente. Ho sempre agito infatti sulla base del pieno rispetto per la specie animale (dell’orso in questo caso) e per la sua conservazione, ma anche, allo stesso tempo, per garantire una convivenza che deve essere sicura per le persone. Lo imponeva il senso del dovere e l’assunzione di responsabilità cui è chiamato chi, come il sottoscritto, in qualità di presidente della Provincia, doveva garantire equilibrio fra questi due beni collettivi :specie animale e sicurezza delle persone."

"Ho la massima fiducia - conclude Rossi - nel fatto che in sede di giudizio sara’ possibile darne oggettiva evidenza". 

					

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