Bolzano
16 Ottobre 2021 Aggiornato alle 22:18
Cronaca

Criptovaluta falsa, 3.700 altoatesini truffati da "One coin"

14 rinviati a giudizio dopo le indagini della Guardia di Finanza su una truffa milionaria organizzata in Bulgaria da tre altoatesini
Credits © GdF
Al termine delle indagini di polizia giudiziaria condotte dai finanzieri della compagnia di Brunico, coordinati dalla procura della Repubblica di Bolzano, 14 persone sono state rinviate a giudizio per i reati di truffa aggravata, diffusione e promozione abusiva e vendita piramidale di moneta elettronica, abusiva raccolta del risparmio e abusivismo finanziario, il tutto con l'aggravante della transnazionalità.
La vicenda giudiziaria prende le mosse dall'attività svolta dalla società bulgara One Coin, che attraverso numerosi cittadini, italiani ed esteri, promuoveva abusivamente l'acquisto dell'omonima criptovaluta, spacciandola per strumento finanziario ad alto rendimento.
In realtà, il meccanismo consisteva in una vendita piramidale (multi level marketing, schema Ponzi), dove  l'investitore consegue dei guadagni solo se riesce a reclutare nuovi aderenti - a loro volta vittime del raggiro - in grado di apportare risorse finanziarie fresche.
A organizzare la truffa la bulgara Ruja Ignatova, fondatrice di One coin, in collaborazione con tre fratelli altoatesini residenti all'estero e altri nove promotori altoatesini.

Le indagini delle fiamme gialle presso Istituti di credito altoatesini hanno accertato che per l’acquisto di pacchetti One coin sono stati fatti bonifici all’estero per circa 11 milioni di euro, di cui circa 5 milioni disposti da 3.700 residenti in provincia di Bolzano.


					

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