Il boom di turisti asiatici minaccia la clientela storica austriaca e tedesca

I dati ASTAT registrano un aumento degli arrivi dall'Asia e soprattutto dalla Corea del Sud. Si tratta di un turismo mordi e fuggi che si concentra negli hot spot ma sottrae alloggi e stanze ai visitatori affezionati

Turisti nell'hot spot Seceda
TGR Alto Adige
Turisti nell'hot spot Seceda

Prenota la vacanza in largo anticipo, si concentra sugli hot spot e resta pochi giorni. E' l'identikit del turista asiatico, un pubblico in enorme crescita in Alto Adige. In particolare i turisti coreani negli ultimi dieci anni sono passati da 2.700 a oltre 40mila l'anno. Sono loro a trainare la crescita di un mercato che - secondo l'ASTAT - oggi rappresentano il 2 per cento degli arrivi in provincia.

Situazione ancora più estrema a Bolzano città, ma è un turismo che si concentra sugli hot spot e dunque va guidato. Il fenomeno minaccia la tenuta degli ospiti storici.

In montagna poi gli asiatici arrivano perlopiù impreparati, mettendosi spesso in pericolo. Il timore è che questo mercato in crescita si trasformi nella minaccia alla clientela storica di area germanofona, che potrebbe optare per altri lidi più accessibili e meno sovraffollati.

Nel servizio le interviste a Roberta Agosti, direttrice dell'Azienda di Soggiorno, al presidente dell'associazione albergatori HGV Klaus Berger e a Carlo Zanella, presidente Cai Alto Adige.