Bolzano
11 Dicembre 2019 Aggiornato alle 05:19
Spettacolo

Al Sociale di Trento le allucinazioni di Van Gogh con Alessandro Preziosi

In scena fino a domenica 10 febbraio uno degli spettacoli più attesi della stagione di prosa del Teatro Sociale. Un thriller psicologico in cui l'attore napoletano interpreta il genio olandese nel periodo in cui era rinchiuso in manicomio

"La cosa più bella che ho scoperto da questo viaggio non è tanto la difficoltà o il tormento di un artista, ma quanto sia meraviglioso e bello avere a che fare con l'arte".

Alessandro Preziosi descrive con queste parole la sua esperienza nei panni di Vincent Van Gogh. Un racconto che ci riporta al 1899, quando il geniale pittore olandese venne rinchiuso nel manicomio di Saint Paul de Manson, a pochi chilometri da Arle, dove tanti suoi capolavori presero vita.

Quello che ne viene fuori è un vero e prorio thriller psicologico. "Non un semplice esercizio di stile - spiega l'attore napoletano - perché realmente il testo di Stefano Massini  affonda con i suoi tentacoli di scrittura dentro la testa, dentro le allucinazioni, dentro quel margine e confine così delicatissimo tra la realtà e il sogno, tra ciò che è vero e ciò che non lo è".

Un viaggio nel quale emerge forte la dimesione della paura della realtà, di ciò che è reale e ciò che non lo è. Una dimensione che offre a Preziosi lo spunto per una riflesisone su quelli che possono essere i timori dell'artista nell'Italia di oggi

"La paura che oggi l'artista ha nel nostro Paese - dice - è quella di non avere una collocazione precisa. E questo non credo che dipenda dalla frammentarietà o dalla inconsistenza dell'arte prodotta - argomenta - ma quanto da un sistema che ha bisogno di altro e questa cosa dopo tanti anni stanca".

					

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