Bolzano
25 Maggio 2019 Aggiornato alle 23:24

All'asta migliaia di lettere e documenti di artisti del secolo scorso

Un patrimonio di storia dello spettacolo vincolato dallo Stato ma che nessuna istituzione pubblica vuole. Così il nipote del critico Eugenio Ferdinando Palmieri, titolare della vasta corrispondenza, lo batte all'asta il 24 maggio a Bolzano
di servizio Piergiorgio Veralli, montaggio Georg Spornberger

Fu un noto e severo critico dello spettacolo del Novecento Eugenio Ferdinando Palmieri. Nella sua vita ha raccolto ben 30 mila fra lettere e altri documenti, fra cui la corrispondenza con Pasolini, Quasimodo, Visconti Strehler, Gassman, Peppino De Filippo e molti altri. Il Fondo Palmieri è un pezzo della storia dello spettacolo e dell'arte in Italia e soggiace al vincolod ello Stato. Ma nessuna istituzione pubblica lo ha voluto e il nipote di Palmieri, il meranese Nando Maria Bottaccini si è risolta di metterlo all'asta per un valore di base di 400 mila euro. Poichè è vincolato l'acquirente dovrà prendere tutto il Fondo in blocco. Nel servizio la voce dello stesso Bottaccini e del direttore della casa d'aste Bozner Kunstauktion Stefano Consolati

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