Bolzano
21 Agosto 2019 Aggiornato alle 06:41
Società

Un carro armato a Dobbiaco: per non dimenticare l'Europa dei confini

Il bunker di Dobbiaco, trasformato in museo, è ora dotato anche di un carro armato Sherman come all'epoca in cui era in funzione. Costruito tra le due guerre, il bunker ha acquisito importanza strategica anche maggiore durante la Guerra Fredda
di Marco Passarello - immagini: Filippo Pitscheider - montaggio: Massimiliano Emili

Nel servizio sono intervistati Guido Bocher, sindaco di Dobbiaco, e Curti Covi dell'associazione Bunker Museum, laureato in storia e curatore dell'allestimento.
Il Bunker Museum si trova tra Dobbiaco e San Candido, tra i suoi scopi c'è quello di ammonire sulla presenza in Europa di confini con pesante sorveglianza militare fino a pochi anni fa.
Il bunker è uno dei 50 esistenti nella sola Alta Pusteria, facenti parte del Vallo Alpino, costruito in epoca fascista per la difesa dei confini.
Dopo la guerra le fortificazioni del vallo furono completate e riadattate per servire come difesa contro un possibile attacco delle truppe sovietiche e ungheresi del patto di Varsavia.
Il carro armato Sherman è un modello progettato durante la Seconda Guerra Mondiale. Obsoleto per la guerra corazzata, veniva però usato con funzione di postazione di artiglieria.
Il carro attuale non è quello originale: è stato dato al museo in comodato d'uso, e trasportato sul posto gratuitamente dall'azienda Gruber Logistics di Ora.
 

					

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