Bolzano
28 Ottobre 2020 Aggiornato alle 05:16
Economia & Lavoro

Artigiani, la successione in azienda è un tabù

Sono pochi in Alto Adige quelli che pianificano per tempo il passaggio dell'attività ai figli o a un acquirente esterno. Il risultato è che il 12% delle imprese non va oltre la seconda generazione
di Giuseppe Bucca, montaggio Emanuel Fürhapter

Al NoiTech Park, la Cna ha presentato i risultati della prima indagine in Italia, elaborata dalla Lub, sul passaggio generazionale delle imprese artigiane.
In Alto Adige l'età media degli artigiani è di circa 60 anni. Eppure quasi la metà di loro afferma che in prospettiva non ci sarà alcuna successione alla guida della propria attività. Il 15% di chi è in pensione continua addirittura ad avere un ruolo chiave in azienda. L'avvicendamento con i figli non viene pianificato con oculatezza.

"I leader d'azienda - spiega il docente della Libera Università di Bolzano, Alfredo De Massis - non vogliono staccarsi per ragioni affettive e in misura minore perché temono di non poter mantenere lo stesso tenore di vita".

Il risultato è che solo il 12% delle aziende sopravvive alla seconda generazione e appena il 4% alla terza.
La colpa non è dei figli, che spesso manifestano migliori competenze sugli aspetti gestionali e di innovazione digitale.

"Il passaggio generazionale - continua il prof. De Massis - è un processo e non un evento. Può durare anche 10 anni e va gestito professionalmente".

Anche la politica può fare la sua parte, dicono gli artigiani. In una provincia prodiga con le start up, ci può essere sicuramente spazio per progetti di rigenerazione delle aziende esistenti.

					

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