Bolzano
07 Aprile 2020 Aggiornato alle 21:31
Società

Stefano Minozzi, una vita indipendente nonostante l'atrofia spinale

Il presidente dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare di Bolzano racconta l'impegno e le sfide superate negli anni per costruirsi un progetto di autonomia lavorativa ed abitativa
di Luigina Venturelli, montaggio di Hannes Depaoli

L'ha soprannominato il suo pollice magico. L'unico dito che riesce a muovere senza problemi, e che insieme al capo e alle labbra gli consente di guidare la carrozzina e di svolgere tutte le funzioni richieste dalla sua quotidianità. Stefano Minozzi, a causa dell'atrofia spinale, non ha mai camminato nei suoi 54 anni di vita. Ma, per sua fortuna, la tecnologia è progredita insieme alla malattia, sostituendo i movimenti che man mano gli venivano a mancare. Così oggi continua a lavorare per la società informatica Alto Adige, per cui aggiorna siti istituzionali e risponde alle richieste degli utenti. E, grazie all'aiuto di due assistenti, vive in modo autonomo in una casa tutta sua, dove può rilassarsi a fine giornata e nel tempo libero.
Un aiuto su cui può sempre contare è quello dei dipendenti e volontari dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, di cui Stefano dirige la sezione bolzanina, da quando per primo è riuscito a costruirsi un progetto di vita indipendente, prima in una casa famiglia con altre tre persone e poi in autonomia, grazie alle risorse dell'apposita legge provinciale.
A Bolzano sono già 12 le persone che hanno vinto questa sfida.

					

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