Bolzano
09 Agosto 2020 Aggiornato alle 22:54
Arte & Cultura

Riflettere sulla fragilità degli esseri umani attraverso la natura

È il filo conduttore di una serie di installazioni artistiche che è possibile vedere in questi giorni nelle strade di San Candido
di Diana Benedetti, interviste e riprese Dieter Verdross, montaggio Martin Willeit

Tronchi a terra, disordinati, sradicati e spezzati. È un salto indietro nel tempo, quello che si fa in piazza del Magistrato.

A quell'autunno del 2018 in cui la tempesta vaia ha devastato intere foreste, sconvolgendo paesaggi montani.
L'artista Luis Seiwald ha voluto esporre quegli alberi affinché nessuno dimentichi ciò che successo e lo rapporta alla "spaccatura" generata dal coronavirus.

Davanti al convento dei Francescani l'albero sradicato cambia significato, una metafora delle radici di una comunità.
Poco lontano il museo espone proprio l'albero genealogico di San Candido e altri oggetti antichi. Ma c'è spazio anche per l'arte contemporanea con le percussioni sferiche in ceramica di Barbara Seeber e le installazioni sonore di Manuel Oberkalmsteiner. 
 

					

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