Dal legno di recupero e i colori delle montagne le lampade delle Dolomiti

E' l'opera dell'artigiano Marco Tirel che prende ispirazione dal tramonto del sole sulle cime del Val Badia con i suoi colori rosati: in ladino la "enrosadira"

Il legno è di recupero, vecchi ceppi di cirmolo, abete o larice, abbandonati in fienili dismessi, che Marco Tirel lavora e poi tratta con cera d'api per proteggerne le venature e dare alla superficie un tocco vellutato. I colori delle luci sono quelli dell'enrosadira, una parola ladina che non ha traduzione in italiano, ma facilmente intuibile per chiunque abbia mai visto il sole tramontare sulle cime del Val Badia e cambiarne i colori rosati.
Nascono così le lampade delle Dolomiti. Da un pensiero che porta luce proprio perché scaturito da un periodo di grande buio, quello dell'emergenza Covid.
L'ecologia si unisce al design, in un oggetto d'arte e funzionalità che rappresenta solo l'ultima opera di Tirel. Artigiano con una grande passione per il legno e la tradizione ladina, nel suo laboratorio a Badia realizza anche elementi d'arredo e strumenti musicali.