Bolzano
12 Maggio 2021 Aggiornato alle 19:39
Turismo

CAI e Alpenverein alla Provincia: fateci ripartire

Appello congiunto dei presidenti Sartori e Simeoni: ci sia consentito - dicono - tornare a organizzare corsi di formazione ed escursioni. E chiedono chiarezza sulla gestione dei rifugi con il Corona pass
di Floriana Gavazzi, immagini di Filippo Pitscheider, montaggio di Matteo Tiozzo

Da oltre un anno, con la parentesi dell'estate, CAI e Alpenverein Suedtirol sono fermi. E per questa inattività hanno pagato un prezzo: il CAI altoatesino ha perso circa il 4% degli iscritti ed è sceso sotto i 6.000 soci, anche se resta l'associazione di lingua italiana più numerosa in provincia di Bolzano.   
Il CAI gestisce in Alto Adige 16 rifugi, l'Alpenverein 12. L'estate scorsa furono riaperti con precisi protocolli di sicurezza. Quest'anno manca ancora una regolamentazione da parte della Provincia e le associazioni alpinistiche scriveranno presto una lettera al presidente Kompatscher per sollecitarla.  
Per entrare nei rifugi sarà necessario il Corona pass. Ma per i gestori non sarà facile scendere a valle ogni 72 ore per fare un test nasale. Per questo si chiede che i gestori stessi vengano addestrati per fare i test a sé e ai clienti. 
CAI e Alpenverein chiedono anche di poter tornare a organizzare escursioni di gruppo e corsi di arrampicata e di alpinismo, soprattutto per i giovani.
All'aperto in montagna - aggiungono - i contagi sono quasi impossibili. 

Nel servizio le interviste a Claudio Sartori, presidente uscente del CAI Alto Adige, e a Georg Simeoni, presidente dell'Alpenverein Suedtirol.  


 

					

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