Bolzano
13 Aprile 2021 Aggiornato alle 23:53
Scuola

Il Tar: restano i tamponi obbligatori a scuola. Primo giorno di proteste

A Bolzano diversi genitori hanno portato a scuola i loro figli senza l'autorizzazione ai tamponi obbligatori per accedere alle lezioni in presenza. In qualche caso sono intervenuti anche i Carabinieri. Il Tar rigetta la sospensiva
di Cinzia Berardi, Filippo Pitscheider, Matteo Tiozzo

Alle elementari Don Bosco di Bolzano questa mattina diverse mamme sono rimaste nei paraggi della scuola anziché tornare a casa: sapevano che di lì a poco la scuola le avrebbe chiamate per chiedere di ritirare i bambini. Da oggi infatti un'ordinanza provinciale prevede la didattica in presenza solo per le famiglie che accettano i tamponi.
ll divieto di ingresso è scattato anche se i test a scuola non sono ancora arrivati. 
Per convincere i genitori i Carabinieri sono intervenuti in diverse scuole, come la Ada Negri, la Martin Luther King e quella di San Giacomo. Da parte loro i ribelli stanno rispondendo con ricorsi al Tar e azioni legali. 
L'adesione delle famiglie al progetto della Provincia è stata altissima: ma qualcuno spiega di aver ceduto solo perché non sapeva a chi lasciare i figli.   
Per le scuole elementari e medie l'assenso da parte dei genitori ai test nasali obbligatori è del 90%. 
Nelle superiori l'adesione si attesta attorno all'80%. Gli alunni per i quali non è stato dato l'assenso scatta la didattica a distanza, che in molti casi si riduce all'assegnazione di compiti a casa.   
Nonostante il parere negativo del Ministero dell'istruzione all'operazione (vedi approfondimento allegato), la Provincia di Bolzano insiste: abbiamo avuto disco verde - dicono - direttamente dal ministro Speranza.

Intanto il Tar di Bolzano ha rigettato il ricorso d'urgenza di un gruppo di genitori negando la sospensiva all'obbligo di test nasali nelle scuole previsto dall'ordinanza di Kompatscher.
Nel merito il tribunale amministrativo si esprimerà il 27 aprile, nel frattempo l'ordinanza resta in vigore. 
A propositi del fatto che alcuni genitori hanno chiamato i Carabinieri perché i loro figli privi dell'autorizzazione ai test nasali erano stati respinti a scuola, il presidente Kompatscher è intervenuto per precisare che le forze dell'ordine devono intervenire esclusivamente per fare rispettare le disposizioni della Provincia, non per sostenere le ragioni di chi vi si oppone. 

					

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