La tecnologia della Microgate di Bolzano dietro alle vittorie olimpiche
L'azienda altoatesina ha sviluppato il sistema modulare "Optojump Next". Grazie ai sensori permette di monitorare le performance degli atleti
Un sistema di sensori ottici capace di studiare la performance degli atleti, misurando la velocità passo passo e la sua evoluzione. Lo ha messo a punto l'azienda Microgate di Bolzano. Si chiama "Optojump Next" ed è stato montato sullo scudo per l'allenamento di Marcell Jacobs, oro olimpico nei 100 metri e nella staffetta 4x100.
Il sistema è modulare. Per ogni metro 96 sensori, che creano un fascio di luce a terra, interrotto dall'atleta durante la corsa. A sviluppare la prima versione della tecnologia l'ingegnere Roberto Biasi negli anni '90. Nel tempo si è perfezionata. Optojump Next è utile anche in fase di riabilitazione dopo un infortunio.
Tra gli atleti che si sono serviti di sensori sviluppati dall'impresa, anche Gianmarco Tamberi, oro olimpico nel salto in alto. In questo caso il sensore misura parametri legati allo stacco dell'atleta al momento del salto.
Nel servizio le interviste agli ingegneri di Microgate Roberto Biasi e Federico Gori e al CEO dell'azienda Vinicio Biasi.
Il sistema è modulare. Per ogni metro 96 sensori, che creano un fascio di luce a terra, interrotto dall'atleta durante la corsa. A sviluppare la prima versione della tecnologia l'ingegnere Roberto Biasi negli anni '90. Nel tempo si è perfezionata. Optojump Next è utile anche in fase di riabilitazione dopo un infortunio.
Tra gli atleti che si sono serviti di sensori sviluppati dall'impresa, anche Gianmarco Tamberi, oro olimpico nel salto in alto. In questo caso il sensore misura parametri legati allo stacco dell'atleta al momento del salto.
Nel servizio le interviste agli ingegneri di Microgate Roberto Biasi e Federico Gori e al CEO dell'azienda Vinicio Biasi.