Bolzano
15 Ottobre 2021 Aggiornato alle 21:39
Salute

Presentazione no vax nel palazzo del Consiglio provinciale

Nella sala di rappresentanza, Enzian rilancia un contestato studio tedesco sulle autopsie di persone vaccinate poco prima di morire
di Luigi Grella, montaggio di Christof Glira

Nonostante il forfait del coautore, si è tenuta come da programma, nella sala di rappresentanza del Consiglio provinciale, la presentazione di uno studio fatto in Germania sulle autopsie di persone che erano state vaccinate poco prima di morire. 

Il promotore dell'iniziativa, il capogruppo di Enzian in consiglio provinciale ed ex Team k, Josef Unterholzner, è guarito dal coivd e non fa mistero della sua contrarietà ai vaccini. 
Oggi, affiancato da Heike Müller, ex aiuto primario ed ex first lady altoatesina, Unterholzner (intervistato nel servizio) ha rilanciato i risultati di uno studio coordinato in Germania da un ingegnere elettronico, Werner Bergholz, e due patologi, Arne Burkhardt e Walter Lang.   
Prendendo in esame dieci autopsie di persone morte entro due settimane dalla seconda vaccinazione anticovid, i tre ricercatori avrebbero riscontrato gli effetti di un eccesso di reazioni autoimmuni. 
Secondo loro, cinque morti su dieci sarebbero da ricondurre al vaccino, ritenuto anche responsabile di un accumulo mai visto prima di linfociti nei cuori, reni, fegati e milze dei cadaveri. Risultati in linea - dice Enzian - con uno studio precedente condotto ad Heidelberg.

Al di là del campione esiguo e poco rappresentativo, a smontare queste tesi provvede il sito di debunking tedesco der Volksverpetzer, che bolla come "fake" i dati della "Pathologie konferenz". 
Pollice verso anche dalla Società tedesca di patologia, secondo la quale "i dati non sono scientificamente fondati".

Unterholzner però non desiste: entro qualche settimana - promette - il patologo Burkhardt verrà a Bolzano per sfidare al microscopio tutti i suoi critici.

					

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