Bolzano
03 Dicembre 2021 Aggiornato alle 13:58
Salute

Disturbi alimentari in crescita, che fare?

All'Accademia Cusanus di Bressanone un convegno specialistico per confrontarsi su nuovi modelli di cura. In Alto Adige nasceranno altri due centri, a Bolzano e nella città vescovile
di Floriana Gavazzi, immagini di Erwin Flor, montaggio di Mirco Tenan

Il grido d'allarme è stato lanciato più volte: la pandemia ha causato un aumento preoccupante delle malattie psichiatriche e in particolare dei disturbi alimentari. Se ne è parlato in un convegno specialistico all'Accademia Cusanus di Bressanone. 

Psicologi, psichiatri, ma anche pediatri, dietologi e infermieri si sono confrontati su cosa fare per arginare la crescita dei disturbi alimentari, soprattutto tra le giovanissime. Raffaela Vanzetta,  coordinatrice dell'INFES, Centro per i disturbi del comportamento alimentare, dice che l'età di esordio dell'anoressia si è abbassata dai 16-17 anni ai 14 e addirittura agli 11-12 anni.

I disturbi alimentarsi sono tra le malattie psichiatriche quelle che più spesso portano alla morte. Le pazienti - sono soprattutto donne - si oppongono al trattamento della malattia proprio a causa della malattia stessa e chi le cura si sente spesso impotente.

I percorsi terapeutici in Alto Adige possono contare su team multidisciplinari, su strutture ben funzionanti per il trattamento dei minori e sulla psicoterapia in regime di ricovero a Bad Bachgart, ma la rete va potenziata. 

Roger Pycha, primario del servizio psichiatrico di Bressanone, annuncia che sono in programma due nuovi centri: un day hospital con comunità terapeutica a Bolzano e un centro specializzato per i disturbi alimentari negli adulti a Bressanone. 

					

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