Bolzano
03 Dicembre 2021 Aggiornato alle 13:58
Salute

​Ricoveri Covid, malattie infettive in difficoltà

Il reparto a Bolzano ha dovuto chiudere alcune prestazioni a causa della pressione dei malati di coronavirus. La primaria di Bolzano Elke Maria Erne: "Credo che avremmo un peggioramento progressivo. Fondamentale la terza dose"

Mentre il virus circola sempre più e i contagi aumentano, la pressione dei ricoveri Covid si fa più pesante sui reparti ospedalieri in Alto Adige. Primo tra tutti quello di malattie infettive, che non riesce a garantire le cure per tutti i malati. "Abbiamo dovuto chiudere delle prestazioni. O curiamo i pazienti covid, o curiamo quelli con altre malattie infettive", spiega la primaria di Bolzano Elke Maria Erne

Al momento due le tipologie di ricoverati nei reparti Covid: giovani non vaccinati in terapia intensiva, anziani vaccinati, ma spesso affetti da altre patologie, nei reparti ordinari. "Dal punto di vista del Covid gli anziani vaccinati hanno sintomi blandi, ma contrarre il virus li indebolisce e aggrava le patologie preesistenti". 

Sotto pressione è tutto il sistema sanitario. "Aver aperto un altro reparto Covid in medicina, vuol dire aver spostato personale da altri reparti, che ora hanno meno operatori. A questo si aggiungono i vuoti creati dai sanitari non vaccinati sospesi dal servizio", sottolinea la dottoressa Erne.

Secondo la primaria di malattie infettive di Bolzano la situazione non è destinata a migliorare nel breve periodo. "Credo che assisteremo a un peggioramento, visto anche l'andamento della pandemia nelle vicine Austria e Germania. Mi auguro che la situazione non arrivi a quei livelli".

Da qui l'importanza di fare la terza dose per bloccare la quarta ondata. "Con il passare del tempo la copertura vaccinale diminuisce, per questo c'è bisogno di un booster. In Alto Adige il tasso di chi lo ha fatto è ancora troppo basso".  Al momento il 50% degli ultra ottantenni ha fatto la terza dose. Percentuale che si riduce al 10% negli ultra 70 anni. 

					

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